Il club privato dove si riuniscono i leader Società. Un luogo di discussione e confronto, naturalmente a porte chiuse, per una leadership moderna e consapevole. E' l''AspenInstitute', associazione internazionale con sede anche in Italia...
Stefano Olivieri
Al numero civico 49 di piazza SS. Apostoli a Roma, molto vicino alla
sede nazionale dell'Unione, c'è una associazione che ha fra i suoi
iscritti la crema dell'Italia che conta. Politica, finanza,
economia, giornalismo, e tutta l'industria a cominciare dai media.
Vi trovate dentro il vecchio ministro dell'economia Tremonti ma
anche il nuovo, Tommaso Padoa Schioppa. Il meglio dell'industria
italiana, delle banche e delle assicurazioni, non c'è settore che
manchi all'appello: dalle Generali alla Fincantieri, da
Confindustria alla Rai a Mediaset; da Pirelli alle Poste Italiane,
dalla società Autostrade all'Enel, dalla Fiat alla IBM Italia, dalla
Italtel alla Banca nazionale del lavoro, impossibile enumerare tutte
le adesioni, visto che la Aspen accoglie indifferentemente persone
fisiche e giuridiche, singoli pezzi grossi e società intere. E
questo solo per rimanere nel bel paese, perché se appena facciamo
capolino fuori dai nostri confini i nomi diventano pesantissimi, da
Condy Rice al "filantropo" Soros, dalla Albright a Kissinger.
Ma che cosa è Aspen e chi sono, soprattutto che cosa vogliono fare
gli "aspeniani"? Non è una domanda oziosa perché, seppure con grande
discrezione, l'Aspen Institute italiano è diventato negli ultimi
tempi sede di dibattiti politico economici che, data la levatura dei
personaggi che circolano lì dentro, rischiano di condizionare o
quanto meno influenzare scelte e decisioni dello stesso esecutivo.
Perché è membro Aspen anche Romano Prodi naturalmente, e perfino il
presidente della Repubblica Napolitano, vecchio comunista. Ma allora
che paura c'è? - direte voi - se dentro ci sta tutta la destra e la
sinistra che conta, tutt'al più tenteranno l'inciucio. Ipotesi
legittima ripresa fra l'altro da "Panorama" nella sua pagina web con
il titolo "Grande coalizione? Ci lavorano all'Aspen" e sotto una
bella immagine di Enrico Letta che molti indicano come successore di
Tremonti nella presidenza di Aspen Italia.
Il punto è che Aspen non è propriamente l'associazione delle dame di
S. Vincenzo. Non fa beneficenza ed è lecito pensare che persone del
calibro dei suoi membri non si riuniscano soltanto per scambiare
quattro chiacchiere e prendere un the. C'è altro, ma è difficile
penetrare la discreta cortina che protegge quel salotto buono dagli
sguardi indiscreti.
Al tempo stesso non possiamo definirla una associazione segreta, e i
suoi membri non sono incappucciati, tutt'altro: sono il massimo che
si può pretendere dalla vipperia nazionale e internazionale, gente
conosciutissima, fotografatissima e inseguita giorno e notte dalla
stampa. E poi hanno addirittura un sito web da cui si può scaricare
perfino lo statuto e approfondire identità, missione e metodo
seguiti da Aspen Italia. E allora vediamo meglio:
Alla voce "identità" si legge: "Aspen Institute Italia è una
associazione privata, indipendente, internazionale, apartitica e
senza fini di lucro dedicata alla discussione, all'approfondimento e
allo scambio di conoscenze, informazioni, valori". Insomma pare
davvero una benemerita congregazione di supereroi che si affannano a
migliorare questo mondaccio schifoso.
Ma andiamo avanti e alla voce "missione" leggiamo: "la missione
dell'Istituto è la internazionalizzazione della leadership
imprenditoriale, politica e culturale del paese e la promozione del
libero confronto fra culture diverse, allo scopo di identificare e
valorizzare idee, valori, conoscenze ed interessi comuni. L'Istituto
concentra la propria attenzione verso i problemi e le sfide più
attuali della società e della business community, e invita a
discuterne leader del mondo industriale, economico, finanziario,
politico, sociale, culturale in condizioni di assoluta riservatezza
e di libertà espressiva". Come a dire venite qui e sentitevi liberi
di esprimervi al di fuori dei condizionamenti politici e di parte,
qui siamo tutti buoni e pensiamo soltanto a migliorare le cose. Ci
verrebbe da chiederci come si può mettere tanta carne al fuoco e non
buttarla poi in politica, ma lasciamo perdere per il momento, perché
ciò che attira la nostra attenzione è il metodo utilizzato, e
dichiarato a chiare note, dalla associazione: " Il "metodo Aspen"
privilegia il confronto e il dibattito "a porte chiuse", favorisce
le relazioni interpersonali e consente un effettivo aggiornamento
dei temi in discussione. Lo scopo non è quello di trovare risposte
unanimi o semplicemente rassicuranti, ma di evidenziare la
complessità dei fenomeni del mondo contemporaneo e stimolare
quell'approfondimento culturale da cui emergano valori ed ideali
universali capaci di ispirare una leadership moderna e consapevole.
Ecco qui. Massima riservatezza, opportunità di stringere relazioni
interpersonali e di tessere rapporti e colloqui capaci di ispirare
(o magari partorire direttamente) una leadership moderna e
consapevole. A porte chiuse, naturalmente.
Il democratico che è in me sente puzza di bruciato e cerco a questo
punto di capire come si diventa membri Aspen, e quali requisiti
occorre soddisfare. Per facilitarmi il compito parto dalla categoria
più facile, quella delle new entrioes, cioè i giovani. Alla Aspen li
chiamano "Junior Fellows" e ne danno anche il dettagliato profilo:
gli Aspen Junior Fellows sono un network internazionale di giovani
ad alto potenziale formato dai ragazzi che hanno preso parte ai
progetti "Aspen per la Nuova Leadership" nel 1999 e nel 2001, a cui
sono aggiunti 22 nuovi membri nel 2004". Come abbiano fatto questi
fortunati ragazzi a partecipare a questi progetti non è mica
spiegato, perché a questo punto è del tutto evidente che non stiamo
parlando di corsi di formazione regionali aperti a tutti. Qui si
costruisce la classe dirigente, diamine, mica si gioca.
Girovago un po' per il web rimuginando l'idea - un po' inquietante a
dire la verità - di un network internazionale di giovani rampolli
allevati fin da bambini con la pappa reale del potere. Scopro che è
membro Aspen anche Mario Draghi, il nuovo capo della Banca d'Italia.
E pure Lucia Annunziata - ricordiamo, ex presidente Rai voluto dalla
sinistra a garanzia del pluralismo, che dirige addirittura il
magazine "Aspenia". E poi anche gli ex presidenti Cossiga e Ciampi,
Paolo Mieli, Bruno Tabacci dell'UDC molto corteggiato dall'Unione, e
chissà quanti altri. Essere membri Aspen a questo punto deve pur
significare qualcosa di più che avere la semplice opportunità di
dibattere ad alto livello. Pensate che il presidente mondiale della
associazione (la cui sede naturalmente è negli USA) è Walter
Isaacson, che per l'Aspen ha rinunciato nientemeno alla presidenza
della CNN.
Diciamoci la verità, non è la massoneria ma le somiglia molto
davvero. Non ci sono cappucci e spade posate sulla testa dei
neoiscritti, ma la cortina di discrezione che circonda gli associati
e le loro riunioni ad altissimo livello ci destano molta
preoccupazione. Non siete convinti? Bene, provate ad andare a questo
indirizzo web:
http://www.difesa.it/SMD/CASD/Istitu...ISS/dettaglio-
news.htm?DetailID=3108
E' una pagina web del portale istituzionale del ministero della
Difesa, dove si da notizia di un seminario congiunto fra il CASD
(Centro Alti Studi per la Difesa, l'organismo di studio di piu' alto
livello nel campo della formazione dirigenziale del ministero
medesimo), il CEMISS (Centro Militare di Studi Strategici), l'Aspen
Italia appunto e - udite udite! - il PNAC ( Project for the New
American Century) l'associazione statunitense capeggiata dai più
fanatici estremisti neoconservatori del calibro di Paul Wolfowitz
(messo da qualche tempo a capo da Bush alla Banca Mondiale) e di
Ronald Rumsfeld, attuale ministro della difesa statunitense e
teorico della guerra preventiva, fra i principali responsabili del
disastro umanitario, politico, economico e sociale dell'Irak a
seguito della "liberazione" a opera Usa e degli altri "willings"
(fra cui ahinoi anche l'Italia).
Chi non conosce il PNAC e le sue farneticanti teorie può cercare
informazioni in rete. Chi lo conosce sa che al confronto il "piano
di rinascita democratica" di Licio Gelli e della loggia P2 sembrano
un banale gioco di ruolo per ragazzi. Venire al corrente che
l'associazione Aspen (sulla cui trasparenza e apartiticità nutriamo
già fortissimi dubbi) e addirittura il ministero della difesa
italiano abbiano recentemente tenuto (per la precisione l'11 marzo
del 2005, a palazzo Salviati, ore 10) un convegno insieme ai teorici
della americanizzazione (anche a mano armata) dell'intero globo
terracqueo non ci rende per niente tranquilli. E sapere che
dell'Aspen, una associazione elitaria che dibatte a porte chiuse,
fanno parte le persone - di destra e di sinistra - che contano di
più nella politica italiana ci rende ancora più inquieti. A chi
affidiamo il nostro paese, la nostra stessa sicurezza democratica?
Forse al generale Jean ( anche lui naturalmente aspeniano) attuale
capo della SOGIN (società gestione impianti nucleari) nonché
scrittore di testi come " L'uso della forza: Se vuoi la Pace
comprendi la guerra" e molto vicino politicamente agli ambienti di
estrema destra. A lui fra l'altro è affidato il compito di
individuare i "siti" per lo smaltimento dei rifiuti e appaltare le
opere di costruzione necessarie, come ricorda la pagina web a questo
indirizzo.
Preferisco fermarmi qui, è finita la carta per la stampante ma i
links su Google per Aspen sembrano infiniti, quasi come quelli per
la voce "massoneria". Speriamo bene.
Linkografia:
http://www.aspeninstitute.it
http://www.nwo.it/aspen_genna.html
http://fondazione.camera.it/attivita...880/second.asp
http://www.kelebekler.com/occ/vaticano3.htm
http://www.panorama.it/italia/politi...-A020001037221
http://www.archivionucleare.com/inde...6/03/22/patto-
energetico-aspen-institute-italia
http://www.mclink.it/com/inform/art/06n10214.htm
http://www.difesa.it/SMD/CASD/Istitu...ISS/dettaglio-
news.htm?DetailID=3108
http://stopimperialism.be/American_E..._Institute.php
http://www.fisicamente.net/index-200.htm
http://www.criticalpoint.it/news.php?cod=679




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