Pagina 1 di 14 1211 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 131
  1. #1
    Norman
    Ospite

    Question i comunisti nazionalitari e l'immigrazione

    salve, come noterete dal mio profilo sono un forumista della destra radicale, mi piacerebbe sapere perchè vi definite comunisti ma allo stesso tempo nazionalitati.

    ma non si diceva negli anni 70 il proletariato non ha nessuna nazione da difendere ?

    poi, visto che vi definite nazionalitari, quale è la vostra posizione sull'immigrazione ?
    è la stessa di rifondazione comunista ? se vi definite nazionalitari allora sarete per la difesa dell'identità e della cultura nazionale

    ringrazio in anticipo chiunque risponderà alle mie domande

    saluti

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    6,178
     Likes dati
    15
     Like avuti
    96
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Premessa: non tutti, anzi pochi di quelli che scrivono sul forum sono "comunitaristi" quindi non confondete mai risposte personali con quelle di un gruppo.

    Per quanto mi riguarda sarei contro l'immigrazione, ma non è oggi un problema serio... le tv si stanno scatenando per motivi politici (come al solito) ma i nemici di questa società non sono gli immigrati bensì gli stati uniti...
    ciao

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Norman
    salve, come noterete dal mio profilo sono un forumista della destra radicale, mi piacerebbe sapere perchè vi definite comunisti ma allo stesso tempo nazionalitati.

    ma non si diceva negli anni 70 il proletariato non ha nessuna nazione da difendere ?

    poi, visto che vi definite nazionalitari, quale è la vostra posizione sull'immigrazione ?
    è la stessa di rifondazione comunista ? se vi definite nazionalitari allora sarete per la difesa dell'identità e della cultura nazionale

    ringrazio in anticipo chiunque risponderà alle mie domande

    saluti
    Non sono certo io il poravoce dei comunitaristi ma in questi mesi mi sono avvicinato molto al pensiero comunista nazionalitario.
    Innanzitutto partiamo dalla definizione di nazionalitario che non va confusa con quella di nazionalista.
    Si definisce nazionalitarismo la valorizzazione e lo studio di un popolo-nazione inteso e teso alla liberazione nazionale dello stesso sia nell'ambito politico che sociale escludendo tuttavia ogni forma di suprematismo classista o razziale o sciovinista. Ecco così che il nazionalitarismo diventa rivoluzionario in quanto adoperando ed adattando gli ideali rivoluzionari e di liberazione alla cultura ed alla società nella quale vengono calati queste ultime non vengono snaturate nè cancellate ma al massimo rimodellate e ridefinite. L'assoluta mancanza di suprematismo nazionalista tra l'altro assicura al nazionalitarismo la possibilità ed anzi la necessità di sviluppare allo stesso tempo una solidarietà internazionale con gli altri movimenti nazionalitari in un percorso orizzontale e non verticale e gerarchico.
    Spero di essere stato chiaro su questo punto. A volte non è facile spiegare dei concetti così complessi in poche righe.
    Questa definizione oltretutto dovrebbe spiegarti l'idea di internazionalismo che i comunisti nazionalitari o comunitaristi abbiano e come essa sia differente da quella di certo marxismo-leninismo sulla scia di Toni Negri che recentemente tra l'altro ha fatto alcuni passi indietro rispetto alle sue idee passate.

    Infine ti rispondo riguardo la questione sull'immigrazione.
    Proprio per la sua negazione di ogni idea suprematista e quindi per il suo carattere di solidarietà internazionalista il comunismo nazionalitario non ha bisogno di difendere la propria (inteso qui a livello di popolo-nazione) identità culturale dai flussi migratori rifugiandosi nell'etnonazionalismo e nell'etnofederalismo. Per i comunisti nazionalitari l'immigrazione è un fatto fisiologico ed inevitabile che non comporta lo snaturamento coatto e forzoso della cultura e delle peculiarità sociali del popolo-nazione. Le contaminazioni culturali sono inevitabili e gli usi ed i costumi non rimangono eterni nei secoli dei secoli altrimenti oggi in Italia si parlerebbe latino esi andrebbe vestiti come Giulio Cesare. Per il comunismo nazionalitario l'evoluzione della cultura avviene in maniera naturale, necessaria e inevitabile e come dice Preve nel suo libro Elogio del Comunitarismo:" è inutile vivere nel mito del ritorno alle origini" in quanto le origini stesse vengono inquadrate in un periodo storico ben determinato e determinante.
    Il nemico mortale contro cui combattere per la difesa del nazionalitarismo e dei valori nazionalitari invece è per i comunisti nazionalitari ed i comunitaristi l'imposizione coatta, astoricizzata (nel senso che viene intesa come fine della storia e quindi imutabile ed eterna) e alocalizzata (negando cioè le peculiarità sociali, culturali, etiche e sociologiche del popolo-nazione) dell'archetipo mitizzato, mitizzante ed universalizzato della democrazia occidentale e del liberismo ocidentale, archetipo di cui gli Stati Uniti, l'Europa, Israele e l'Occidente in genere sono i propugnatori.
    Ecco allora che ancor di più diventano fondamentali l'apoggio ai popoli resistenti contro l'imperialismo sotto ogni sua forma e non solo contro quello americano e la solidarietà a quei popoli che cercano e portano avanti altre vie che non siano quella propugnata dall'imperialismo stesso e dalla religione violenta e violentatrice della globalizzazione ad una sola strada.
    Infine è importante sottolineare come il comunismo nazionalitario parata più da posizioni marxiste (io direi ancora meglio marxiane) che marxiste-leniniste.
    Spero in queste poche righe di aver detto tutto l'essenziale. Comunque molte risposte in maniera molto più approfondita della mia alle tue domande le puoi trovare sul libro sopracitato di Costanzo Preve: "Elogio del Comunitarismo" ed. Controcorrente.

    P.S. prego chinque trovi imprecisioni o inesattezze o non sia daccordo con le definizioni da me date di correggermi e di completarmi.

    A luta continua

  4. #4
    LokiTorino
    Ospite

    Predefinito

    Domanda: ma un percorso di liberazione nazionale cosa è precisamente? Una volta che un paese ha trovato la sua unità e autonomia economico-politica, se non vi è un discorso legato all'estinzione delle classi sociali, rimane interno al capitale e quindi si trasforma automaticamente in un paese imperialista. Qui mi ricollego al Cervetto di "imperialismo unitario", che sto leggendo ultimamente, dove appunto riprende e sviluppa molto documentatamente la tesi leninista del mondo dall'imperialismo multipolare (ovvero ogni nazione è imperialista per natura stessa del capitale, proporzionalmente al suo peso economico sullo scacchiere internazionale).

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da LokiTorino
    Domanda: ma un percorso di liberazione nazionale cosa è precisamente? Una volta che un paese ha trovato la sua unità e autonomia economico-politica, se non vi è un discorso legato all'estinzione delle classi sociali, rimane interno al capitale e quindi si trasforma automaticamente in un paese imperialista. Qui mi ricollego al Cervetto di "imperialismo unitario", che sto leggendo ultimamente, dove appunto riprende e sviluppa molto documentatamente la tesi leninista del mondo dall'imperialismo multipolare (ovvero ogni nazione è imperialista per natura stessa del capitale, proporzionalmente al suo peso economico sullo scacchiere internazionale).
    A questo riguardo ti ricordo che il comunismo non prevede l'estinzione delle classi sociali ma la presa del potere da parte del proletariato. Il comunismo nazioalitario riscrive la definizione di proletariato inquadrando in esso non tanto la classe operaia (ose preferisci non solo) ma tutte quelle forze potenzialmente rivoluzionarie che siano in accordo con il carattere nazionalitario del comunitarismo.
    Comunque ho letto anche io Imperialismo Unitario di Cervetto e l'ho trovato molto interessante. A mio parere Cervetto soprattutto il primo Cervetto del libertario potrebbe dare numerosi spunti di riflessione per il progetto comunitarista.

    A luta continua

  6. #6
    Mujâhid_Jihâd
    Ospite

    Predefinito

    Discussione molto interessante. Seguirò gli sviluppi.

    Mujahid

  7. #7
    Omia Patria si bella e perduta
    Data Registrazione
    14 Apr 2006
    Località
    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
    Messaggi
    4,649
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da LokiTorino
    Domanda: ma un percorso di liberazione nazionale cosa è precisamente? Una volta che un paese ha trovato la sua unità e autonomia economico-politica, se non vi è un discorso legato all'estinzione delle classi sociali, rimane interno al capitale e quindi si trasforma automaticamente in un paese imperialista. Qui mi ricollego al Cervetto di "imperialismo unitario", che sto leggendo ultimamente, dove appunto riprende e sviluppa molto documentatamente la tesi leninista del mondo dall'imperialismo multipolare (ovvero ogni nazione è imperialista per natura stessa del capitale, proporzionalmente al suo peso economico sullo scacchiere internazionale).
    La situazione attuale è caratterizzata dalle netta prevalenza di un paese imperialista sugli altri ed è quindi molto diversa da quella a cui pensava Lenin (e presumo Cervetto anche se non vorrei dire una stupidata dato che lo conosco poco). Alcuni commentatori, come La Grassa hanno appunto per questo motivo parlato di semi-imperialismo e di qualche tendenza verso un futuro nuovo imperialismo con l'ascesa di Cina, India, Russia ecc. Non ci metto l'Europa perché è governata da schiavi Usa, così schiavi non si lamenterebbero neanche se li spedissero in Luisiana a raccogliere il cotone.
    In merito alla prospettiva nazionalitaria, essa si lega a tradizioni e sentire comunitari che vanno al di là della divisione in classe e rimangono pertanto legittime indipendentemente da capitalismo, socialismo, feudalesimo ecc. Anche se ovviamente le tradizioni comunitarie non sono stabili ed interagiscono fortemente con le strutture di classe e il modo di produzione dominante. Però ci tengo a precisare che la prospettiva nazionalitaria, in ciò opposta a quella nazionalista, si basa sul riconoscimento della convivenza di una pluralità di culture e popoli che devono restare differenti, sia pure in reciproco rapporto. L'imperialismo, invece, si basa sempre sull'dea che ci sia un modello culturale e sociale superiore agli altri e quindi legittimato a distruggerli o ad assorbirli. Insomma imperialismo e nazionalitarismo sono incompatibili.
    Sulla questione della divisione in classe il discorso è molto complesso e dipende molto dal concetto di classe di cui uno dispone.
    Io definisco classe come un gruppo differenziato rispetto al resto della società per saperi e ruolo nel processo di riproduzione sociale con in più un'ideologia, più o meno forte, che ne legittimi il ruolo. Sulla base della mia definizione, a meno di tornare a una società di puri raccoglitori, non ci può essere una società senza classi. Io mio pongo il problema di quale società di classe è desiderabile, come comporre i legittimi interessi di una classe rispetto all'altra, come evitare fenomeni di sfruttamento di classe ecc. Mi sembra che la teoria di Marx della società senza classi sia da abbandonare come utopica anche perché si basa sul presupposto che la classe operaia sia rivoluzionaria e abbia da perdere solo le sue catene che io non condivido.

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    In merito alla prospettiva nazionalitaria, essa si lega a tradizioni e sentire comunitari che vanno al di là della divisione in classe e rimangono pertanto legittime indipendentemente da capitalismo, socialismo, feudalesimo ecc. Anche se ovviamente le tradizioni comunitarie non sono stabili ed interagiscono fortemente con le strutture di classe e il modo di produzione dominante. Però ci tengo a precisare che la prospettiva nazionalitaria, in ciò opposta a quella nazionalista, si basa sul riconoscimento della convivenza di una pluralità di culture e popoli che devono restare differenti, sia pure in reciproco rapporto. L'imperialismo, invece, si basa sempre sull'dea che ci sia un modello culturale e sociale superiore agli altri e quindi legittimato a distruggerli o ad assorbirli. Insomma imperialismo e nazionalitarismo sono incompatibili.
    Sulla questione della divisione in classe il discorso è molto complesso e dipende molto dal concetto di classe di cui uno dispone.
    Io definisco classe come un gruppo differenziato rispetto al resto della società per saperi e ruolo nel processo di riproduzione sociale con in più un'ideologia, più o meno forte, che ne legittimi il ruolo. Sulla base della mia definizione, a meno di tornare a una società di puri raccoglitori, non ci può essere una società senza classi. Io mio pongo il problema di quale società di classe è desiderabile, come comporre i legittimi interessi di una classe rispetto all'altra, come evitare fenomeni di sfruttamento di classe ecc.
    Concordo pienamente con la tua analisi.

    Invece riguardo alla questione della teoria marxista vista come utopia di bolizione delle classi sociali vorrei specificare che qui c'è un errore di fondo. Marx non auspica una società senza classi ma un società basata sulla dittatura delproletariato, dove il termine dittatura viene utilizzato filosficamente intendendo così direzione e non l'accezione che viene comunemente attribuita alla parola stessa. Daltronde Marx prima di giungere alla teoria della dittatura del proletariato analizza le fasi storiche e sociali precedenti all'avvento al potere della borghesia e precedenti la rivoluzione industriale. Attraverso questa analisi Marx vede il succedersi al potere delle diverse classi sociali nate successivamente a cambiamenti storici ed economici. La dittatura del proletariato e l'abbattimento della borghesia è visto da Marx come l'ultima tappa del processo storico da lui preso in analisi e quindi non avrebbe mai potuto (a costo di dover invalidare tutta la sua analisi speculativa e storica precedente) teorizzare la fine delle classi sociali.

    A luta continua

  9. #9
    Norman
    Ospite

    Predefinito

    quindi mi pare di capire che l'integrità culturale e etnica della nazione non stia a cuore a voi comunisti nazionalitari (?)

  10. #10
    Omia Patria si bella e perduta
    Data Registrazione
    14 Apr 2006
    Località
    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
    Messaggi
    4,649
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Norman
    quindi mi pare di capire che l'integrità culturale e etnica della nazione non stia a cuore a voi comunisti nazionalitari (?)
    Non mi sono spiegato bene. Io ritengo che ogni popolo abbia degli elementi culturali, linguistici, storici ecc. che ne costituiscano il collante e la base per un'autopercezione comunitaria. Questi elementi non sono fissi ed immutabili, ma evolvono nel tempo sia pure con velocità differenti interagendo tra di loro e arricchendosi con il contatto con altri popoli. In condizioni normali non sono quindi elementi la cui integrità è da difendere, perché non sono stati fissati una volta per sempre. Solo nel caso in cui l'identità di un popolo sia minacciata di distruzione allora bisogna difendere perché la scomparsa di un popolo è una perdita per l'intera umanità.
    Oggi la grande minaccia è costituita dall'americanizzazione ovvero dall'imposizione (con la forza e/o il consenso) dell'American Way of Life. Pericolo da tenere ben distinto dall'identità culturale e nazionale statunitense, che è un'identità con cui ci si può confrontare e da cui si possono imparare molte cose.

 

 
Pagina 1 di 14 1211 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Un saluto ai comunisti nazionalitari!
    Di Corsaro Rosso nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 10-10-06, 20:32
  2. Comunisti Nazionalitari
    Di dies irae (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 30-05-05, 09:55
  3. Ma i Comunisti Nazionalitari chi votano?
    Di Longinus nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 15-02-05, 00:48
  4. 2 domande a voi comunisti nazionalitari
    Di wilhem nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 20-10-03, 01:50
  5. I Comunisti Nazionalitari e il 9 marzo
    Di Piero Strozzi nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 12-03-02, 17:57

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito