GIANLUIGI PARAGONE
-----------------------------------------------------------------------
Provate a immaginare cosa sarebbe successo se il tavolo della pace a Roma l’avesse organizzato il governo Berlusconi. Con Condoleezza Rice lì a un passo. Con il numero uno delle Nazioni Unite, Kofi Annan, a due metri di distanza. Con una questione spinosissima qual è quella dei rapporti tra Palestina e Israele in primissimo piano. Minimo minimo, avrebbero fatto il remake di Nerone e Roma sarebbe stata messa a ferro e fuoco. Poco male, potrebbe dirmi qualcuno.
Il fatto è che non è successo un bel niente: non una scritta sul muro, non una parolaccia. Neanche l’urlo di un matto isolato. Chessò, uno striscione… Una fiaccolata… Una bandiera della pace… Niente di niente. A Genova, cinque anni fa, successe il finimondo: un morto, tafferugli, scontri, guerriglia urbana, processi su processi. A Roma zero. I no global non avevano niente da dire? Non avevano niente per cui protestare o lagnarsi contro le ingiustizie nel mondo? Stavolta, non avevano niente da rinfacciare alla signora Rice o, per interposta... ...persona, al Signore del Male, George Bush? Evidentemente no, eppure oggi i focolai di guerra sono maggiori che nel 2001.
Allora, cosa è successo nel frattempo per chetare ogni protesta? Semplice, che Berlusconi ha perso le elezioni, che il centrosinistra invece le ha vinte, che Bertinotti è presidente della Camera, che i pacifisti se la cantano e se la suonano e fanno i pesci in barile menandocela con una obiezione di coscienza ridicola per quanto ipocrita. “Se metteranno la fiducia allora saremo costretti a votare il rifinanziamento delle missioni militari". Miracolo: l’antiberlusconismo fa più del pacifismo. La pace nel mondo è sì un valore morale alto ma un po’ meno che avere il centrodestra al governo. Com’è caduta in basso la sinistra…
I no global (Caruso è il caposquadra) ormai siedono in Parlamento, i pacifisti senza se e senza ma (Agnoletto) fanno gli eurodeputati, gli ex terroristi (D’Elia) ricoprono importanti incarichi e i capi dei centri sociali (Farina) fanno i vice presidenti della commissione Giustizia. Dalle barricate di Genova sono passati ai più comodi scranni di Camera e Senato. Dove tra un po’ esordirà la signora Heidi Giuliani, mamma di quel Carlo, prossimo santo nel calendario del governo Prodi; sempre che al sindaco di Genova non salti in mente di titolargli quella che oggi è piazza Alimonda, luogo della tragedia. Per chi non se lo ricordasse Carlo Giuliani era (Dio l’abbia in gloria) quel ragazzo con un passamontagna a coprire il volto e con un estintore in mano pronto a scaraventarlo sulla faccia dei carabinieri dentro la camionetta. Disgrazia (per lui) ha voluto che il militare più vicino a Giuliani, Mario Placanica, si sia difeso legittimamente sparando con la pistola d’ordinanza, uccidendolo.
Inutile ricordare che se Carlo Giuliani si fosse limitato a manifestare il proprio dissenso in un corteo senza tentare un’aggressione contro i carabinieri, oggi sarebbe vivo. Invece ci ha lasciato le penne ed è un martire della sinistra; una vittima della barbarie fascista e dei soprusi della polizia. Una vittima, come tutti quei balordi che hanno sfasciato le vetrine dei negozi di Genova, che hanno incendiato macchine, che hanno caricato le forze dell’ordine, che hanno imprigionato una città intera. Ai romani, invece, è andata anche stavolta di lusso, perché la sinistra non ha sguinzagliato i suoi no global, i suoi dissidenti, i suoi black bloc. A Genova serviva far casino. L’imperativo era far fare una figura di merda internazionale al governo Berlusconi, metterlo alla berlina, sputtanare i capi della polizia. Noi contro loro. I buoni contro i cattivi, dove i comunisti (guarda un po’…) sono le anime belle e i cattivi sono la polizia fascista. E chissenefrega se poi loro, i buoni, telecomandavano fior fiore di teppisti con tanto di mazze da baseball in mano. Secondo voi con chi stavano nel luglio del 2001 il contestatore Francesco Caruso, oggi parlamentare, e il suo collega Daniele Farina? E dove mettete la comprensione dei Verdi, dei Comunisti italiani o dei rifondaroli, dei parlamentari massimalisti, trotzkisti, antimperialisti? Non siamo lontani dal famoso “Compagni che sbagliano”.
Come cambiano le prospettive: prima erano tutti contro i potenti della terra e a favore dei piccoli senza voce; oggi al potere ci sono loro, sono loro che ora fanno da paggetti agli stessi governanti americani, che si inchinano a Condy, sono loro che fanno parte dell’odiatissimo G8. Tutti, anche i comunisti di ogni segreteria. Che per sciacquarsi la faccia e mettersi a posto la coscienza tirano fuori la storia di Genova e di Carlo Giuliani che così rischia di diventare la madonna del rosario da portare in processione. Quale Verità per piazza Alimonda, è il titolo di un dvd che il quotidiano di Rifondazione Comunista, Liberazione, manda in edicola per non dimenticare. Verità è scritta con la maiuscola, perché i fatti finora consegnati alla storia sono bugiardi. Come sempre, la Verità ce l’hanno loro e la arricchiscono con filmati e fotografie inediti, con il racconto del papà Giuliani e con le canzoni (chissà perché a sinistra deve sempre finire a canzonette…) di Piero Alloiso e Alessio Lega dedicate a Carlo. La verità ce l’hanno quelli di Blob, la trasmissione di Raitre che spesso utilizza il corpo di Giuliani a terra come tessera del collage televisivo. Ce l’hanno quelli del Manifesto nella cui collana saggistica c’è un libro con videocassetta dal titolo Carlo Giuliani Ragazzo. E ce l’hanno i tanti che hanno voluto fare i cronisti a senso unico, perché le immagini non dicono la verità, perché dietro la morte di quel ragazzo con volto coperto e estintore in mano non può che esserci la mano dei soliti servizi segreti.
Peccato che ormai controllano anche quelli. Come controllano il sindacato che, dopo aver scioperato con prestazioni da record, ora ha bisogno di riposo. Tanto, che problemi ci sono? Tutto va bene, madama la marchesa. I ragazzi hanno tutti un lavoro a tempo indeterminato, i contratti saranno tutti rinnovati con le massime garanzie e con più soldi in busta paga, il dpef è una manna calata dal cielo, le pensioni non si toccano. Le guerre sono meno guerre, l’economia tira, il debito del terzo mondo non è poi così un problema, la fame nel mondo poco alla volta si sistema pure quella e anche le disuguaglianze della globalizzazione non sono così drammatiche. Come diceva quel tipo: il possibile lo garantiamo, l’impossibile lo facciamo, per i miracoli ci stiamo attrezzando…
a voi le conclusioni.............




Rispondi Citando
