mi piacerebbe avere qualche reazione alla mia valutazione del “Paesechenonfunziona”.

Spingendo un po’ lontano il ragionamento (anche per essere realisti), mi sembra che:

- é normale che, in un Paese ove non c’é stata educazione su “cittadini-stato-doveri-diritti”, la società smetta di funzionare, appena le regole ed i valori entrano in disuso in ambito sociale;
- é pura illusione pensare che, nel Paese ove ci si é abituati alla possibilità di dare la propria interpretazione ad ogni regola, le ruote della società possano girare normalmente;
- sembra normale che l’economia perda colpi (e prospettive) in un Paese la cui società non é in grado di funzionare;
- il sistema Italia continua a perdere capacità e prospettive da quando (ormai più di un decennio) é iniziata la sostituzione della società italiana con cordate, congreghe, clans e tribù;
- é normale che le gestioni italiane (all’inizio quelle pubbliche, poi le altre) divengano inefficienti, visto che per decenni si é rimpiazzata la meritocrazia (che già era imperfetta) col comparaggio;
- sembra normale che la riflessione lucida e il realismo (talvolta la verità) scompaiano da una società in cui gli interessi nazionali sono stati sostituiti da quelli di clan o di cordata;
- é scontato che in un Paese in cui la società non mostra interesse per la serietà, i valori, l’ organizzazione, l’impegno, la programmazione, la responsabilità, cada sotto l’ imperio dei quattro dittattori (Confusione, Rassegnazione, Irresponsabilità, Gestione Allegra);
- non si puo’ pretendere di poter gestire un Paese che é forse il più corrotto della U.E., senza definire ed applicare una strategia di lotta alla corruzione;
- non é pensabile che la politica possa funzionare in un Paese che ha sostituito i valori cogli interessi di parte nella vita pubblica ed ha abbassato il livello di soglia dei comportamenti accettabili al livello delle fogne.

In conclusione, il sistema Italia puo’ esser giudicato, da un emigrato, come “completamente normale”....

Antonio Greco
angrema@wanadoo.fr
(analista del degrado)