Una amica l'altro giorno mi faceva osservare che siamo al paradosso incredibile che scendono in piazza oggi non i netalmeccanici che si sono dovuti accontentare dopo anni di lotte per il rinnovo del contratto di poche decine di migliaia di euro di aumento, o come avvenne per gli autisti degli autobus nelle stesse condizioni che si additarono al pubblico ludibrio per i loro sacrosanti scioperi, ma i miliardari (in lire) farmacisti, gli avvocati i tassisti e gli architelli delle cui astensioni dal lavoro (per i farmacisti soprattutto) nessuno ha speso parole di riprovazione mi pare e verso i quali non si è espresso sdegno per gli obblighi disattesi e cui sarebbero invece assoggettabili almeno per ragioni deontologiche visto che hanno esposto a rischio milioni di cittadini, con questo caldo terrificante, anche a rischio vita (soprattutto anziani)....
Le altre categorie, lavoratori dippendenti, giovani esposti ad una miriade impressionante di contratti flessibili e precari, pensionati stanno invece come papi visto che non hanno alcuna ragione di scendere in piazza no? (invece dell'indulto non era più urgente occuparsi della legge Biagi?)...
Loro non possono c'hanno il "calmieratore sociale" che li "rasserena"....
Evviva! I lavoratori dipendenti sono "tutelati" dai sindacatii mica dalle associazioni di categoria! Per cui devono prendere miserie di aumenti (coi salari più basse d'Europa) e tacere!
Come faremmo senza, magari ci costituiremmo associazioni di categoria per ottenere gli stessi risultati di tassisti, farmacisti e quant'altro?
Non sia mai, i sindacati sono sacri! Soprattutto perché parandosi con la difesa dei diritti del mondo del lavoro si fanno allegramente i cazzi propri!


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