Copia della lettera appena inviata a Rutelli e Di Pietro:

CITAZIONE

RACCOMANDATA A:



- on/le Di Pietro e on/le Rutelli;

- copia al S.G. della Presidenza della Repubblica


Onorevoli,

Riferimenti



mi riferisco all’ invito dell’on. Rutelli (a notificare le esperienze fatte all’ estero per la gestione del patrimonio artistico) ed alle numerose dichiarazioni dell’on Di Pietro (sul funzionamento della Giustizia).



Suppongo per ora che le Vs dichiarazioni pubbliche siano sincere, per cui vi offro la testimonianza e l’ esperienza di chi, per un decennio almeno, ha:



a) paragonato il lavoro italiano a quello europeo (una mia valutazione, anno ‘ 90, del rischio per l’ economia italiana, inviata a Romiti, ebbe questa risposta: Ro. era d’ accordo colle mie conclusioni, ma non mi ricevette per una presentazione; conservo la sua lettera);

b) identificato i numerosi GAPs rispetto all’ Europa, delle gestioni sociali italiane;

c) identificato con larga analisi le cause primarie del disastro socio-economico italiano, da me previsto e annunciato da tempo; che continuerà veloce, se si resta nelle condizioni attuali. Ne avvisai Di Pietro tre anni fa e Prodi più di un anno fa, senza ricevere reazioni (avevo inviato un’ offerta di presentazione e valutazioni).



Condivido la sincera dichiarazione dell' on. Rutelli (“quello che non abbiamo, potremmo copiarlo”) ed offro la mia reazione in merito:



- l’unico modo per risollevare il Paese dalla depressione galoppante (che rischia di continuare; a futura memoria) mi sembra quello indicato da Rutelli. Ma esso va applicato, in primis, copiando gli strumenti per le gestioni del Paese, quasi mancanti in Italia; ma presenti nella U.E.;

- non basta cambiare i metodi di gestione, purtroppo; ma anche la forma del pensare e di organizzare deve essere rivoluzionata, coll’aiuto di strumenti affidabili per creare un Patto Sociale che funzioni (cioé realistico).





La Situazione



Oltre ad essere il fanalino rosso della U.E. per l' economia, il sistema Italia accumula molte condanne della U.E.. Non a caso..



Se volessi indicare succintamente le ragioni primarie di tale scomoda posizione, direi: "in Italia sta sparendo, in troppi settori:



- il lavoro di qualità;

- l' impegno serio e la determinazione in ambito sociale;

- le capacità di seria gestione sociale;

- la capacità di avere un’adeguata % di successo nelle attività e programmi sociali....... .”



Sospetto fortemente, dalle frequentazioni Internet, che gli Italiani non conoscano le cause degli insuccessi sociali, le cause delle difficoltà di gestire il Paese e le vere cause del calo dell' economia. E infatti non se ne parla (realismo italiano).



Le prospettive possibili per la società italiana possono esser viste molto meglio da chi vive in un Paese avanzato, fuori dal territorio nazionale. Nei Paesi avanzati la società funziona in modi completamente diversi da quelli tipici del sistema Italia. Per molti emigrati appare chiaro che il Paese non ha più gli strumenti necessarii per avviarsi verso lo sviluppo. (Nell’ all. “Derive”, una valutazione globale e dettagli sulla mia esperienza di lavoro per trenta anni in Europa, che mi ha permesso una seria analisi, molte riflessioni e paragoni con Paesi europei seri).



Il degrado recente



Dall’estero appare chiaro che il Paese e la sua economia si stanno avviando verso:



- la ulteriore perdita di competitività dell'economia, per cui qualche imprenditore, italiano o estero, potrebbe ritenere conveniente trasferirsi in altri Paesi (credo che i primi casi riguardino la Romania e la Slovenia); con ripercussioni in termini di fuoruscita di capitali e costo sociale;

- la necessità, per chi cerca lavoro in alcune regioni del Paese, di scegliere fra l’emigrazione e la sottomissione ai soliti referenti in grado di offrirgli un “posticino”. L’ emigrazione dei cervelli continuerà;

- l’aumentata degradata immagine del sistema Italia, anche a seguito della scoperta di calciopoli. Ci stiamo squalificando, gli europei ci stimeranno e ci ascolteranno sempre meno.



Ho il fondato convincimento che i motivi principali dell’accelerato degrado in corso siano (la lista, non esaustiva, ha scopo solo esplicativo):



- il livello di competitività del sistema Italia, rebus sic stantibus, puo’ solo peggiorare. Non abbiamo gli strumenti per una svolta della società ed una rimonta dell’economia, nonostante che gli imprenditori italiani risultino, mediamente e singolarmente presi, i più creativi in Europa. Nel mercato globale, la creatività é uno strumento insufficiente....

- l’inaffidabilità in aumento di persone ed enti (fenomeno, nell’ U.E., tipicamente italiano), causata dalle incapacità crescenti;

- la diffusione di comportamenti di tipo sudamericano, i quali stanno prendendo piede in un numero crescente di settori (in particolar modo in Italia, non nel resto della U.E.).

- uno dei motivi primarii della degradazione degli ultimi venti anni, é l’abitudine diffusasi in alcuni settori, della selezione della classe dirigente per cooptazione e allacci personali (in U.E. invece i criterii sono l’impegno, l’esperienza, la serietà, anche nel pubblico); questo metodo ha portato al potere personaggi di dubbia levatura, i quali hanno spesso imposto faciloneria, menefreghismo e complicità, ormai diffuse in gran parte del Paese;

- gli Italiani non hanno ancora imparato a gestire grossi sistemi, causa alcuni comportamenti, recentemente diffusisi; tali comportamenti sono assolutamente incompatibili con la competizione nel villaggio globale. Senza gli strumenti necessarii, che potremmo copiare in Europa come dice Rutelli, potremmo solo resistere in qualche nicchia, non divenire competitivi;

- una delle maggiori colpe: visto il degrado galoppante degli ultimi lustri, non abbiamo fatto una seria riflessione per:

a) identificare i motivi della perdita di competitività;

b) confrontare il sistema Italia con i sistemi dei Paesi avanzati della U.E.;

c) discutere la strategia e le misure correttive per rimettere il Paese su binarii europei.

- se in un altro Paese della U.E. si verificasse un degrado sociale simile al nostro, la riflessione per identificarne i motivi sarebbe stata avviata dalle istituzioni da tempo. Noi continuiamo invece ad essere “flessibili” e ci adattiamo. Siamo un Paese affidabile ? Quando decideremo di fare paragoni fra le efficienze dei nostri sistemi o servizi, con quelle corrispondenti di altri Paesi U.E., saremo sorpresi di scoprire moltissime nostre inefficienze (e forse decideremo di scoprirne le cause);

- un fenomeno legato al nostro rapido degrado é la incapacità tutta italiana (facilmente spiegabile confrontandoci colla U.E.) di applicare perfettamente la Costituzione, applicare e far rispettare sempre le leggi. La qual cosa avviene invece in generale nella U.E.. Abbiamo poi una difficoltà a mettere i diritti di tutti i cittadini allo stesso livello. Il sistema Italia grippato ha oggi in certi settori due categorie di cittadini: quelli che fanno il bello e brutto tempo e quelli che si aggrappano ad un referente per farsi sistemare. Siamo cioé una società latino-americana (la verità, pur spiacevole, permette di ricostruire).

- nel resto della ex-U.E. (i 15, eccetto Spagna e Grecia che non conosco abbastanza) non c’é un divario fra i diritti consegnati dai sacri testi e la loro applicazione pratica. Da noi il divario é rilevante, accettato, complici i nostri comportamenti. E di questo gli emigrati in Paesi avanzati sono molto delusi. Per eliminare tale divario é imperativo scoprirne le cause.

- altro motivo di base del degrado crescente: l’incapacità crescente di educatori, genitori e direttori di oggi, di educare i cittadini alla: responsabilità, impegno, rigore, chiarezza, logica, dovere, serietà, correttezza e senso sociale. Detti valori, che sono la base del patto sociale nelle società avanzate, sono fuori moda (o scomparsi) nel sistema Italia. Né si puo’ dire che in Italia é applicato un patto sociale funzionante. L’abbassamento vertiginoso dei livelli di soglia dei comportamenti accettabili ha prodotto effetti devastanti. La società italiana sembra abbia preso l’abitudine di vivere alla giornata (in pratica accettando molte emergenze, piuttosto che applicare strategie vincenti). Parecchi esempi di gestione “all’italiana” sono listati nel testo all. “La Barca va..”.



Gli effetti e il livello del degrado del sistema sociale sono evidenziati negli allegati. Gli esempi in esso indicati, come altri casi consimili , sono sicuramente riconducibili ai comportamenti, appresi a scuola e nella società, elencati nello allegato “I colli di bottiglia”.



In una classifica della corruzione internazionale pubblicata dal Corriere della Sera qualche anno fa, il livello di corruzione degli uomini d’affari italiani é stato giudicato al 34/mo posto, peggio della Spagna (32/ma) e della Turchia (33/ma). L’Argentina é al 35/mo posto. La società italiana infatti lascia vivere la corruzione mentre altri Paesi U.E. la scoraggiano efficacemente. A quando la definizione di una strategia efficace di lotta alla corruzione ? Gli sforzi fatti da Confindustria e governo per portare avanti riforme di struttura non potranno assolutamente produrre miglioramenti di competitività rilevanti per i nostri imprenditori (a futura memoria), viste le recenti perdite di efficienze. Potranno forse servire a controbilanciare in parte il degrado galoppante di molti settori della società. I cervelli più brillanti fuggono, certo. Ma la società italiana ha creato da annni le condizioni perché se ne vadano...dalla società dei pantani diffusi e delle ruote grippate.... Il loro potenziale comincia ad essere una grossa perdita per la società e per l' economia italiana. Che potrà continuare, se non apriamo gli occhi sugli sprechi in aumento.



Richiamo storico



Nelle occasioni sotto indicate due popoli hanno, per la volontà di re o premiers, corretto le deviazioni diffuse dei proprii cittadini.

- U.K. Alcuni secoli fa i vascelli inglesi erano temuti in tutti i Paesi marittimi. Gli Inglesi erano violenti e attaccabrighe. Il governo dell’epoca effettuo’ una campagna di correzione determinata e profonda, basata sulla punizione sistematica dei violenti e sulla promozione della correttezza. I risultati furono notevoli.

- U.K. Alcuni anni fa la Tatcher, con prediche frequenti, riusci a risvegliare i flemmatici Inglesi, abituati a far lavorare i colonizzati. Li tramuto’ in europei svegli e rapidi, ormai preparati a far ripartire l’economia di un Paese che non aveva più un impero.

- Regno di Danimarca e Scandinavia. Il re decise secoli fa di correggere la violenza diffusa degli scandinavi con provvedimenti fortemente punitivi. Gli scandinavi sono oggi i più corretti e i meglio educati tra gli europei !



Cosa raccomanda un esperto di sviluppo



Se volessimo veramente far partire la nostra economia (e quindi aumentare le nostre efficienze), avremmo bisogno anche noi di fare le nostre correzioni, urgentissime. Naturalmente dopo una seria riflessione (all’inizio riservata ?), fatta con determinazione e chiarezza, di livello europeo. Alla quale il sottoscritto offre la sua esperienza, poco comune in merito (un saggio, forums e decine di articoli su Internet, che mostrano l’Italia vista dall’Europa).



L’ incisività di questa lettera di allarme sulla società e sull’economia non permette una spiegazione dettagliata del processo di degrado del sistema Italia degli ultimi venti anni. L’analisi approfondita che ne ho fatto mi permette pero’ di offrirVi una presentazione delle cause determinanti l’impasse in cui il sistema Italia si trova; che sono le stesse per cui la Giustizia, come altre istituzioni, non puo’funzionare (in cinque anni la % dei delitti impuniti é passata dal 70 % all’ 82 %).



Son convinto che il sistema Italia sia costretto a scegliere fra due possibilità:



- attiviamo le riflessioni necessarie per individuare le misure, fin qui trascurate, in grado di fare evolvere un sistema semibloccato in sistema positivo (sono positivi, cioé non bloccano ma supportano l’economia, i sistemi di molti Paesi della U.E.). Poi assicuriamo le leve, le alleanze e le promozioni necessarie ad applicare le misure urgenti. Cio’ implica coraggio e determinazione, abbastanza rari nella rassegnata Italia di oggi. Ma anche il necessario aiuto di emigrati qualificati. Il trend cambierà, dopo un anno si vedrebbero i primi risultati nella società e nell’economia. Negli anni successivi gli impatti sulla competitività saranno forti e positivi; attenzione, i ritardi ci fanno rischiare di superare il punto di non ritorno (dal sottosviluppo);

- non osare iniziative, per cambiare tutto cio’ che é urgente cambiare. Restare cioé colla attuale rassegnazione balcanica a cio’ che non va, che io reputo irresponsabile. Il sistema Italia si allontanerà ancor più dall’Europa. Gli imprenditori vedranno aumentare le proprie difficoltà, il numero di difficoltà “tipo FIAT o Alitalia” rischia di aumentare. Rischiamo, in un lustro, di divenire l’Argentina della U.E., in quanto le nostre capacità di gestione sociale scemano giorno dopo giorno.



La mia testimonianza (e quella di altri emigrati in Paesi avanzati) é necessaria per innescare una riflessione che ritengo urgente (inizialmente conducibile da una istituzione indipendente ?), la quale ci permetterebbe di capire in cosa siamo lontani dai Paesi capaci di sviluppo, cosa ci é necessario per essere competitivi. Se la riflessione sarà accompagnata dalle testimonianze di emigrati esperti, essa non resterà una riflessione teorica. Dopo tale riflessione sarà possibile discutere un programma di europeizzazione del Paese, fuori della politica. Una bozza di “linee per un programma serio” é già inclusa in un saggio che ho pubblicato, cinque anni fa, su Internet (e che sarà probabilmente pubblicato entro dicembre, ma che in cinque anni non ha interessato nessun VIP).



Onorevoli, se scrivo a Voi, é perché vi do’ fiducia. Non perdetevi una buona occasione. Ma la perderete, se parto per il cimitero (sono pensionato). Se non raccoglieste, per mancanza di tempo, la possibilità che vi offro, proporrei una mia presentazione al Presidente.

On/le Di Pietro, quando io le offrii la mia presentazione tre anni fa (col testo che allego, “Derive”), non ebbi risposta. Mi dimisi da IdV, perché la mia esperienza fu trattata in maniera volutamente equivoca da un suo collaboratore.



Cosa raccomanda il presidente



Il Presidente Napolitano chiede "processi meno lenti". Inoltre qualifica di "inaccettabile" il recente tragico incidente al cantiere autostradale. La mia reazione:



- razionalizzare la Giustizia, avere tassi di incidenti di livello europeo, non é possibile senza affrontare alla radice i quesiti primari: a) quali sono gli strumenti di cui la Giustizia e altre istituzioni sono oggi provviste; b) quali strumenti occorrerebbero per portarle a livello europeo; c) é meglio la riflessione necessaria, seria ed urgente sulle RADICI DEI GAPs nelle gestioni sociali, anziché rischiare che alcuni sistemi, mal gestiti, vadano verso il bloccaggio ? La Giustizia é sulla buona strada. E non é la sola.....



Attendo la vs reazione responsabile e vi indico che io ho a lungo lavorato in Europa. Pertanto sono da tempo lontano dall' uso di contentarmi del peggio o di vendere fumo. Si tratta di due fra i tarli peggiori delle ex-capacità ed ex-qualità italiane.



Molti cordiali saluti e Buone Vacanze.



Antonio Greco
angrema@wanadoo.fr
(analista delle cause del degrado)
tel. 331-42.04.20.81


Allegati: valutazioni realistiche del sistema Italia



P.S. Il sistema Italia é malato, ha le febbre a 40 °. L’unica medicina: una riflessione seria, realistica (senza politica). Senza riflessione, il rischio che la febbre salga a 42 ° é elevato. Da quando l’ inefficienza é divenuto di uso diffuso.



Le api lavorano vorticosamente dentro l’arnia, senza avvedersi che un alluvione sta spostandola, col terreno, verso un abbisso. Similmente gli Italiani si danno tanto da fare, credendo di lavorare in un sistema normale. E non si accorgono che slitta il terreno sotto i loro piedi.



Sviluppo. Non c’é sviluppo e sottosviluppo. Ci sono invece comportamenti che impediscono o che favoriscono lo sviluppo. Essi sono inegualmente distribuiti nelle diverse società (Peyrefitte, nel “La societé de confiance”).



Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi continuano a promuovere con convinzione (Bossuet).



Pubblica Distruzione. La società non é un corpo che si educa per iniziativa spontanea, ma va formata, strutturata, insegnata, ingrassata. Cose che la P.I. non ha mai fatto. .... L' economia italiana ha iniziato a pagarne le conseguenze.....