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  1. #1
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    ciao a tutti

    non sono anarchico,libertario nè,tantomeno, marxista di tipo consiliarista

    del pensiero anti-autoritario condivido il concetto di democrazia diretta, di autogestione del lavoro ma mi trovo assolutamente e totalmente in disaccordo con le fazioni anti-carcere ed anti-coercizione.

    Vorrei ricordarvi che anche nella libertaria Comune di Parigi esistevano guardie che,se necessario, fuciliavano nemici e spie

    Così come vorrei ricordarvi che un anarchico ,a mio modesto parere, molto realista ed intelligente quale Murray Boockyn ha parlato di un trasferimento dell'autorità (quindi anche di quella coercitiva) dallo stato ai cittadini

    in Italia,però, le poche fazioni anarchiche (specie di tipo sociale) continuano a considerare il crimine come atto "rivoluzionario" (vedi il caso di Liboni) o,in caso di omicidi particolarmente cruenti, come azione causata esclusivamente dallo sfruttamento generato da stato e capitale

    Voi come considerate questo aspetto? Quali le vostre proposte per combattere la violenza e la prevaricazione?
    Eternal_Summer

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  2. #2
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Citazione Originariamente Scritto da Eternal_Summer
    Voi come considerate questo aspetto? Quali le vostre proposte per combattere la violenza e la prevaricazione?
    Sicuramente ogni anarchico o libertario ha idee diverse, perciò ti posso esporre le linee generali del pensiero libertario in merito a tale problema, sia le conclusioni che traggo.
    L'assunto, l'assioma se vogliamo, da cui il pensiero libertario parte, è che gli uomini per natura non sono cattivi (come invece accade per la visione hobbsiana della natura umana): secondo molti l'uomo è naturalmente buono, secondo molti altri non è né buono né cattivo, ma come molte specie animali sono le condizioni ambientali a determinare, condizionare e influenzare il suo comportamento.
    Partendo da tale affermazione, gli anarchici giungono a sostenere che una trasformazione del modo di vivere, del sistema di produzione, e più in generaledella realtà, porterebbe pressoché a scomparire i comportamenti antisociali come i delitti, essendo il delinquere o causato da frustrazioni e malesseri causati dalle attuali condizioni ambientali, o comunque messe in pratica per sopravvivere (il povero, cioè, ruberà perché non ha mezzi di sussistenza adeguati). Con una trasformazione delle condizioni ambientali generali, verrebbero meno in essere le stesse cause che portano gli uomini a delinquere, almeno per larga parte dei casi. Per gli altri di solito si sostiene che dovrebbe intervenire la comunità tendendo al recupero dell'individuo anziché alla sua punizione.
    Il pensiero libertario inoltre si batte contro le carceri anche perché lo Stato usa tale strumento per reprimere comportamenti o azioni che mettano in discussione l'esistenza dello stesso Stato, e nno perché siano realmente antisociali.
    Altre motivazioni sono inoltre rintracciabili nella più ampia lotta dei libertari contro l'oppressione e la repressione in generale. Si fa quindi notare come il carcere diventi spesso un business per le classi alte dominanti, come il numero delle carceri non abbia fatto altro che aumentare anche in periodi di eccezionale riduzione dei crimini, e come la repressione non funzioni, non essendo i reati diminuiti ma anzi aumentati. In periodi di eccedenza di forza lavoro, i carceri si riempivano, salvo poi essere svuotati non appena serviva forza lavoro (dimsotrando quindi come in molti casi dei carcerati sarebbero potuti essere soggetti sociali e non giudicati pericolosi neanche dallo Staro, quando fa comodo a qualcuno).

    A livello personale ritengo che se bisogna impedire ad alcuni soggetti di nuocere ad altri, innanzi tutto vadano risolte le cause sociali che sono alla base del delinquere.
    Inoltre la pena deve tendere alla rieducazione, perché la punizione come tale, per quanto possa far sentire soddisfatti coloro che hanno subito il torto, razionalmente non porta a molto.
    Questo significa a mio avviso cercare strumenti alternativi al carcere ove possibili, tendenti a riabilitare il soggetto così che non sia più un pericolo per la società. Ciò non significa necessariamente un trattamento più lieve: per alcuni reati prevedrei l'esilio, per la pedofilia attiva o gli stupratori di donne la castrazione.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Eternal_Summer
    ciao a tutti

    non sono anarchico,libertario nè,tantomeno, marxista di tipo consiliarista

    del pensiero anti-autoritario condivido il concetto di democrazia diretta, di autogestione del lavoro ma mi trovo assolutamente e totalmente in disaccordo con le fazioni anti-carcere ed anti-coercizione.

    Vorrei ricordarvi che anche nella libertaria Comune di Parigi esistevano guardie che,se necessario, fuciliavano nemici e spie

    Così come vorrei ricordarvi che un anarchico ,a mio modesto parere, molto realista ed intelligente quale Murray Boockyn ha parlato di un trasferimento dell'autorità (quindi anche di quella coercitiva) dallo stato ai cittadini

    in Italia,però, le poche fazioni anarchiche (specie di tipo sociale) continuano a considerare il crimine come atto "rivoluzionario" (vedi il caso di Liboni) o,in caso di omicidi particolarmente cruenti, come azione causata esclusivamente dallo sfruttamento generato da stato e capitale

    Voi come considerate questo aspetto? Quali le vostre proposte per combattere la violenza e la prevaricazione?
    Personalmente sono convinto che in sè e per sè il fatto che lo Stato sia il depositario della forza coercitiva non sia un qualcosa di negativo. Sono anzi contrario a quelle forme di giustizia personale che trovo estremamente borghese e reazionaria sul modello statunitense. Non credo che sia un bene che sotto il cuscino ogni cittadino medio abbia una pistola. L'uso esclusivo della forza da parte dello Stato non è nè un bene nè un male in sè. Quello che è da ridiscutere è il concetto di Stato in relazione proprio all'uso esclusivo della forza da parte di quest'ultimo. In un modello di democrazia rappresentativa (ovvero il modello statale in cui ci ritroviamo attualmente a vivere) inevitabilmente questo assume forme repressive e negativamente coercitive. Ben diversa sarebbe la questione in una democrazia di tipo collegiale sul modello zapatista in Chiapas dove il popolo è lo Stato e quindi automaticamente riesce ad arrogare a sè in maniera diretta l'uso della forza ma senza possedere un arma ed è nelle condizioni di controllare e di dirigere direttamente la forza coercitiva.
    Pensare ad un modello di comunità avulso da forze dell'ordine è assolutamente fuori dal mondo nonchè ridicolo. Non si tratta di discutere se debbano esistere le forze dell'ordine ma se queste debbano essere inserite in un modello di democrazia rappresentativa o di democrazia collegiale.
    Questo è il mio punto di vista.

    A luta continua

  4. #4
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    Non sono propriamente un'anarchico o un libertario. Diciamo che condivido alcune idee, tipo la sfiducia verso lo stato. Per me il crimine è una violazione della mia libertà o di quella della vittima e lì lo stato può intervenire. Ciò che non sopporto sono i politici che dicono di parlare in nome del cittadino facendosi i propri interessi, anche se non voglio dire che non ci siano politici validi. Sulle pene io tenderei sempre alla rieducazione tranne casi irrecuperabili di pluriomicidi o pedofili, sui quali è impossibile tentare un reinserimento.

  5. #5
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Citazione Originariamente Scritto da Liberale 100 %
    Diciamo che condivido alcune idee, tipo la sfiducia verso lo stato. Per me il crimine è una violazione della mia libertà o di quella della vittima e lì lo
    Guarda premetto che non sono un cosmopolitista e penso che le bandiere possano essere un simbolo importante d'identità condivisa. Ma mi chiedo: come mai sei sfiduciato verso lo Stato e nell'avatar hai due bandiere di due federazioni di Stati ?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Esmor
    Guarda premetto che non sono un cosmopolitista e penso che le bandiere possano essere un simbolo importante d'identità condivisa. Ma mi chiedo: come mai sei sfiduciato verso lo Stato e nell'avatar hai due bandiere di due federazioni di Stati ?
    L'Unione Europea come simbolo di pace e collaborazione tra i popoli europei (non come simbolo di federazione burocratica) e gli Stati Uniti perchè in origine erano un luogo di libertà contrapposto al resto del mondo dove chiunque poteva vivere in pace, basta che avesse voglia di lavorare. La mia sfiducia verso lo stato non è ideologica: uno stato che risolvesse davvero i problemi economici e garantisse davvero libertà ai cittadini, dove la politica non fosse un mezzo personale ma usata per il cittadino, potrei considerarlo il meglio possibile, al di là di ogni utopia.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Liberale 100 %
    L'Unione Europea come simbolo di pace e collaborazione tra i popoli europei (non come simbolo di federazione burocratica) e gli Stati Uniti perchè in origine erano un luogo di libertà contrapposto al resto del mondo dove chiunque poteva vivere in pace, basta che avesse voglia di lavorare. La mia sfiducia verso lo stato non è ideologica: uno stato che risolvesse davvero i problemi economici e garantisse davvero libertà ai cittadini, dove la politica non fosse un mezzo personale ma usata per il cittadino, potrei considerarlo il meglio possibile, al di là di ogni utopia.
    Riguardo agl iUSA, intendi cioè quelli di Thomas Paine e in parte di Jefferson ?

  8. #8
    Sovente in queste rive
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    Citazione Originariamente Scritto da Esmor
    Riguardo agli USA, intendi cioè quelli di Thomas Paine e in parte di Jefferson ?
    Si, gli Usa dovevano essere una terra delle libertà ma lo sono stati solo in parte e oggi sono la terra delle mille contraddizioni.

  9. #9
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    Grazie mille per le risposte date, l'argomento si fa molto interessante....

    Personalmente mi sento più vicino alle posizioni di sandinista:la giustizia "fai da te" è la giustizia dei più forti (leggi: i più armati e paraculati), la giustizia all'america e del far west

    un contesto che proprio non mi piace

    Riguardo l'anarchismo: come già scritto io NON sono un anarchico ma ritengo importante l'esercizio della partecipazione politica diretta, cosa che lo stato (per mille ragioni a voi note) impedisce a causa del suo carattere burocratico

    è l'anarchismo caotico di certi pseudo-punk, la (finta) ribellione in determinate zone tipica dei black block piuttosto che l'anarco-individualismo egoista e menefreghista assieme al pensiero libertarian ciò che IO non condivido e non approvo

    gli anarchici che,invece, apprezzo sono quelli che NON vivono di semplici idealismi romantici, sono gli anarchici (come Murray Boockyn) che cercano di intraprendere un discorso considerando l'attuale situazione politica ed economica, gli anarchici che se contestano questo il sistema non si limitano a mettere bombe ma,anzi, creano comuni dove si vive al di fuori di un sistema capitalistico e sfruttatore

    Nonostante la mia distanza da diverse vs. posizioni spero di poter intervenire in questo forum

    saluti socialisti
    Eternal_Summer

  10. #10
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    Riguardo alle guardie, personalmente sono orientato a pensare a dei membri della comunità che, riconosciuti mentalmente idonei, a rotazione costituiscono una sorta di gendarmeria.

 

 
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