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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Non Esiste Il Comunismo, Non E' Mai Esistito

    Vi sorprenderete vedendo che io, che solitamente amo dire che il comunismo è libertà, ora mi schieri da tutt'altra parte: il comunismo non è mai esistito. Mai esisterà, credo. Avete presente la città del sole di Campanella? Beh, la società comunista è realizzabile come il pensiero di quel filosofo medievale. Non voglio esporre critiche, ma in sostanza, proviamo a dare una vera e propria riflessione su quello ceh il comunismo (che in molti credevano di aver realizzato) ha dato ai popoli. Una semplice analisi, chiara e limpida, senza contaminazioni politiche. Unione Sovietica (oggi Russi): sono diminuiti gli analfabeti, ci sono state più attenzioni alla sanità e alla comunità, però sono stati uccisi molti oppositori, e i cittadini sono stati resi schiavi di un regime. Solo per dfare un'esempio. Potrei parlarvi di Cina, Romania , Iugoslavia, Indocina, Cuba, Corea, e di tutti gli stati dell'Est europeo.
    Ripeto, non volgio fare in modo che voi cambiate idea sul comunismo (le mie ragioni sarebbero un po' deboli), ma vorrei aprire una riflessione: è veramente esistito il comunismo? Dico quel comunismo ipotizzato da Marx, Engels, e prima di loro da Rosseau, da Platone (in una sua opera parla di una repubblica perfetta improntata sulla comunità e sul bene comune). E' esistito? Si è compiuto?
    Forse sono un po' fuori luogo cn una discussione simile. Ma pongo solo una riflessione, una "meditazione".

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  2. #2
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    Se vuoi leggi la disucssione "il comunismo oggi" sul principale della Caa del Popolo....
    A pugno kiuso!

  3. #3
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    Angry che tristezza

    Il comunismo è esistito ad ogni inizio rivoluzione. Esisteva quando i vietcong combattevano (leggete terzani capirete molto)...ed è finito quando loro hanno preso il potere e non hanno messo in pratica il socialismo. Esisteva quando i Kmer rossi parlavano di una società uguale per tutti, che garantisse assistenza a loro (emarginati e poveri)...ma quando presero il potere misero sotto torchio le popolazioni nemiche facendo stragi in ogni dove.
    Esisteva con la teoria leninista...con la rivoluzione russa.Non quando stalin stava al potere. Il comunismo è utopia, vive dentro chi vuole la rivoluzione per rovesciare un sistema corrotto, disuguale e fatto di ricchi e poveri. Ma quando chi ha guidato la rivoluzione va al potere nel 99,9% dei casi diventa lui il padrone. Altrimenti viene eliminato da chi vuole il potere a tutti i costi...o l'alta borghesia...o i nobili...o chi ha guidato la rivoluzione falsamente.

    io credo nel comunismo ancora e nella rivoluzione...
    una favola...solo una favola...

    VERONICA

  4. #4
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    Predefinito

    Onestamente mi sembra che qui si sia fatta un pò di confusione. Comunismo non è una parola astratta che possa racchiudere ogni genere di ideale e di pensiero egualitario e comunistico. Il comunismo nasce con il pensiero marxista sul capitale e sulla lotta di classe e si sviluppa con il marxismo-leninismo che introduce il concetto di avanguardia rivoluzionaria. Detto questo mi sembra piuttosto difficile accostare Lenin a Rousseau o Marx a Campanella. Oltretutto Campanella come Bacone o Thomas Moore scrive in un periodo storico completamente diverso da quello di Marx o di Lenin, in situazioni di rapporti di produzione preindustriale. Platone poi mi sembra filosoficamente molto al di fuori di ogni paragone. La filosofia platonica si basa tutta sulla metafisica platonica, il marxismo-leninismo e quindi il comunismo partono da posizioni filosofiche completamente al di fuori di una fondazione metafisica.
    Potrebbe sembrare solo una banale puntualizzazione, ma credo che sia fondamentale per poi poter discutere sulla esistenza o non esistenza del comunismo nella realtà.
    Checchè se ne dica il marxismo-leninismo punta alla dittatura del proletariato (oggi questa parola potrebbe essere intesa in senso più lato) e con la rivoluzione bolscevica questo obiettivo è stato raggiunto. Purtropo la rivoluzione ed il comunismo hanno avuto vita breve, giusto il tempo in cui alla guida della rivoluzione c'è stato Lenin. Con lui è morta anche la rivoluzione dei soviet ed è nato un nuovo capitalismo di stato ed un nuovo imperialismo di stampo sovietico.
    Personalmente mi sono sempre considerato per il mio modo di pensare al marxismo-leninismo come ad un "eretico" dell'ideologia comunista e credo che rivoluzioni come quella cubana o quella sandinista o quella laotiana sotto la guida di Souvanouvong ma anche qualla burkinbè sotto Thomas Sankara (che in verità è più concepibile come socialista e non strettamente comunista) abbiano portato ad una realizzazione, se non degli ideali strettamente comunisti, delle ideologie socialiste nazionalitarie avendo comunque come riferimento il marxismo. Pari discorso dicasi per la rivoluzione zapatista in Chiapas dove si stanno sperimentando forme di democrazia diretta di tipo socialista.
    L'idea di un comunismo puro è pura fantasia e utopia ed è destinata a naufragare se non calata nella temporalità e nella situazione locale in cui vuole essere trapiantata. Se quindi posso essere daccordo sull'impossibilità di realizzare forme ideologiche pensate e scritte per un periodo storico e per una realtà ben determinati (i tempi della Germania di Marx ed Engels e la Russia di Lenin), non sono daccorso con l'idea che gli ideali comunisti non siano mai stati realizzati nè che oggi siano oramai irrealizzabili se vengano adattati ai tempi odierni, ai rapporti di produzione oggi esistenti e alla realtà locale a cui si fa riferimento.

    A luta continua

  5. #5
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Vero Enfrente
    Il comunismo è esistito ad ogni inizio rivoluzione. Esisteva quando i vietcong combattevano (leggete terzani capirete molto)...ed è finito quando loro hanno preso il potere e non hanno messo in pratica il socialismo. Esisteva quando i Kmer rossi parlavano di una società uguale per tutti, che garantisse assistenza a loro (emarginati e poveri)...ma quando presero il potere misero sotto torchio le popolazioni nemiche facendo stragi in ogni dove.
    Esisteva con la teoria leninista...con la rivoluzione russa.Non quando stalin stava al potere. Il comunismo è utopia, vive dentro chi vuole la rivoluzione per rovesciare un sistema corrotto, disuguale e fatto di ricchi e poveri. Ma quando chi ha guidato la rivoluzione va al potere nel 99,9% dei casi diventa lui il padrone. Altrimenti viene eliminato da chi vuole il potere a tutti i costi...o l'alta borghesia...o i nobili...o chi ha guidato la rivoluzione falsamente.

    io credo nel comunismo ancora e nella rivoluzione...
    una favola...solo una favola...

    VERONICA
    alcune ulteriori precisazioni. Una è la seguente. Più che il libro di Tiziano Terzani credo sarebbe utile per capire la rivoluzione (che prima di tutto è stata lotta di liberazione anticoloniale) vietnamita leggere i libri scritti da Ho Chi Minh o Vo Nguyen Giap. Uno ad esempio che si può trovare anche online a questo indirizzo http://www.bibliotecamarxista.org/autori/giap.htm è guerra del popolo, esercito del popolo del generale Giap.
    Una seconda precisazione è sui khmer rossi. L'ideologia dei Khmer rossi da Saloth Sar a Kieu Samphan è sempre stata improntata ad una aberrazione (con aspetti addirittura anticomunisti) del maoismo inserendo in questa anche elementi fortemente nazionalisti e anche xenofobi. Sostanzialmente l'ideologia dei Khmer rossi va considerata aliena al comunismo in quanto si basava su una distorsione della visione maoista dell'accelerazione delle tappe rivoluzionarie saltando completamente i livelli intermedi necessari alla rivoluzione. Per i Khmer rossi non si trattava di tentare di accelerare questi tempi ma di creare dall'oggi al domani una società completamente nuova caratterizzata dall'abolizione immediata della proprietà privata, dall'abolizione di ogni classe che non fosse quella contadina khmer e dall'abolizione stessa del concetto di nucleo aggregativo che non fosse l'Angkar e la creazione di un ideale di "uomo nuovo". Per poter realizzare questo salto si è resa quindi necessaria l'abolizone del denaro e il ritorno al baratto, la deportazione nelle campagne dei cambogiani dalle città, l'abolizione del concetto di famiglia per finire con la sostanziale eliminazione di ogni essere umano che fosse più grande di dodici anni in quanto oramai compromesso con la società cambogiana prerivoluzionaria.
    Questa visione assolutamente aberrante (nel senso etimologico della parola) fondamentalmente rivela un carattere piccolo borghese sostanzialmente anticomunista.

    A luta continua

  6. #6
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    La mia risposta precedente è stata molto ma molto affrettata quindi non ho potuto spiegare il tutto e ho sintetizzato non alla meglio.
    Il libro di terzani era solo per dare il contributo di una voce indipendente.
    Io non faccio confusione sul significato del comunismo e veramente manco m'interessava di spiegarlo.
    Quello che tu dici di lenin lo penso al 100% pure io. Con lui è morto tutto :sia quello che aveva tentato di costruire sia il comunismo .
    Allora credo che la domanda debba essere : ora esiste?no. esisterà? ho forti dubbi...anzi diciamo di no.
    Non si vive del passato...ora il comunismo dovè?
    forse in alcune fabbriche venezuelane che non hanno un padrone ma bensì sono autogestite con successo. ma non venitemi a dire che la dittatura castrista è comunismo...o qualunque altro governo di ora lo sia.Perchè incomincio a pensare che voi non lo sappiate il significato.

    veronica

  7. #7
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    Predefinito

    COMUNISMO ANTICOMUNISMO
    L'anticomunismo è una malattia difficile da combattere, come pure l'antifascismo; sono virus ormai diffusi e presenti in profondità in tutta la società occidentale. Essi vivono senza più motivo alcuno se non quello di essere utili alle oligarchie liberal-democratiche che li usano per saldare continuamente il loro potere.
    Per quanto riguarda l'anticomunismo, la questione è un po' più complessa di quella che riguarda il gemello. Infatti la paura del rosso, oltre ad essere errata in sé, sembra anche ingiustificata a livello politico. Il comunismo puro oggi non esiste più, e oggetto dell'anti sono i comunisti, cioè i singoli individui che si dicono comunisti. Il comunismo forse verrà rievocato per il bene di tutti, ma oggi i comunisti (o molti di essi) dicono di essere tali essendo in realtà altro. Se essi percepissero correttamente la questione abbandonerebbero d'un tratto il loro antifascismo e gran parte del fosso sarebbe superato; invece pochi ambienti hanno questo coraggio. Certo la cosa sarebbe ancora più facile se anche da parte fascista o nazional-socialista si compissero passi del genere, invece anche in questi ambienti, ma qui qualcosa si muove, c'è poco coraggio.
    I "rossi" e i "neri" continuano a vedersi separati, ma da cosa questo non è dato sapere. Le idee alle quali si rifanno differiscono di molto poco, particolari che i liberali avrebbero superato già da tempo.
    IL COMUNISTA
    Ancora oggi i "fascisti" sentono di doversi opporre al comunismo e vorremmo capirne il motivo. Prendendo in considerazione il tipo comunista ora andiamo a criticarlo per vedere cosa lo particolarizza:
    Il comunista si dichiara internazionalista: ma oggi l'imperativo sarebbe di combattere il mondialismo globalizzatore e quindi non c'è internazionalismo che tenga: i problemi imminenti sono altri. La storia poi ha dimostrato come questa visione non riesca a eliminare sentimenti nazionali (vedi la storia balcanica), quindi un po' di autocritica non sarebbe male. Diciamoci chiaramente poi, che dove è stato applicato (e con successo) il comunismo è sempre stato nazionalista. Da qui, secondo voi, è questo un carattere che pone in antagonismo i nuovi adepti delle due rivoluzioni?
    Il comunista riconosce i diritti individuali: qui il "rosso" entra apertamente in contraddizione con l'aspetto comunitarista del comunismo, che non è assolutamente individualista e quindi non riconosce diritti individuali. Una nuova resurrezione del comunismo eliminerebbe questa concezione.
    Il comunista crede o credeva nella classe: purtroppo che sono pochi oggi i comunisti operai, e contadini. Questo aspetto è completamente decaduto e non crea più problemi. Il ruolo del partito non è più sentito come quello di guida. (forse ingiustamente)
    Il comunista dice che gli uomini sono tutti uguali? Alcuni lo dicono, ma hanno interpretato male quello che non è nemmeno un comunista, cioè Marx. E' proprio Marx a dire che in una ipotetica società comunista ognuno avrebbe il compito che è più vicino alla propria natura e inclinazione. L'uguaglianza intesa come giustizia sociale (spesso c'è confusione al riguardo) è propria sia dei "rossi" che dei "neri", o meglio, è proprio la stessa.
    Ci sarebbero altri aspetti, ma di minor conto, da analizzare, ma la questione resta la stessa: finchè il comunista (individuo) rimane individualista, economicista, e liberale, non potrà superare gli steccati e sarà incompatibile con il socialista nazionale, ma non sarà nemmeno comunista, è chiaro! Una riscoperta del comunismo farà in modo che i fedeli e i militanti "rossi" e "neri" si rendano conto che l'unica via è quella in cui marceranno insieme.
    COMUNISMO ESTINTO
    Quanto si è voluto dire sopra ha quindi un significato importante, e cioè che i comunisti oggi non sono più comunisti! Infatti in una campagna revisionista senza precedenti, ci tengono a sottolineare le radici democratiche della loro ideologia. E' questa oggi la loro più grande preoccupazione, preoccupazione che avrebbe fatto impallidire Lenin, Stalin, Mao e tutti i padri del comunismo. Questo fenomeno è altresì identificabile nella militanza partitica di oggi; essa è infatti quando va bene social-democratica, quando va male liberista e addirittura neo-conservatrice. I comunisti in Italia e Europa Occidentale, sono diventati i più fedeli reazionari democratici, appoggiando partiti liberal-social-democratici. Alcuni sono finiti anche nei partiti liberal-liberisti (vedi forza italia), oppure lampante è l'esempio dei trozchisti rivoluzionari internazionalisti americani, che oggi sono i fedeli internazionalisti democratici al fianco di Bush. Tutto ciò non può essere un caso, ma un fenomeno ben comprensibile: i comunisti hanno spesso travisato i dettami del comunismo vero, e si sono definiti tali essendo in verità liberali e individualisti, in una parola atlantisti!
    Una riscoperta coraggiosa del Comunismo sarà una potentissima scossa per lo status-quo liberal democratico e per i traballanti steccati ideologici!

    bollettino socialista Patria n.3

    M.P.

 

 

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