A favore dell'indulto, tranne qualche caso di coscienza personale, hanno votato tutti i gruppi parlamentari, tranne IDV, LEGA NORD e AN, mentre ilo PDCI si è astenuto.
E' interessante però, escludendo qualsiasi valutazione su opportunità e merito, farsi un'idea dei programmi elettorali dei due schieramenti per vedere chi realmente può o meno aver tenuto fede agli impegni presi in campagna elettorale:
dal programma elettorale casa delle libertà
PUNTO N. 10: GIUSTIZIA E SICUREZZA TERRITORIALE
Terminare l’opera intrapresa nella legislatura 2001/2006 con il completamento della riforma dei codici e la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti con particolare attenzione ai seguenti punti:
1. Sicurezza del territorio. I cosiddetti piccoli reati sono un grande problema per i cittadini: furto in appartamento, furto d’auto, spaccio di droga, prostituzione, etc.
La repressione di questi reati deve essere fatta con l’inasprimento delle pene, in loco ed in tempo rapido, correggendo tanto le leggi degli anni ’90 che hanno allontanato gli Uffici giudiziari dai territori dove erano commessi i reati, quanto attuando l’art. 106 secondo comma della Costituzione.
2. Aumento fino a diecimila unità dei poliziotti e dei carabinieri di quartiere e fondi di incentivazione per le polizie locali.
3. Rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina e ingresso dei lavoratori nel Paese nei limiti stabiliti dalle quote, con precedenza ai Paesi che garantiscono la reciprocità dei diritti.
4. Certezza della pena, prevedendo che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta (con particolare attenzione per i reati contro la persona). Per i reati minori previsione di pene alternative al carcere quali i lavori socialmente utili al fine del reinserimento sociale del condannato.
5. Inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne e gratuito patrocinio a favore delle vittime di tali reati.
6. Completamento della riforma dell’ordinamento giudiziario. Dopo la distinzione delle funzioni tra Pubblico Ministero e Giudice già realizzata nella legislatura 2001/2006 è necessario passare ad una riforma di ancor maggior garanzia per i cittadini arrivando alla separazione delle carriere.
7. Attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggior tutela delle vittime e degli indagati.
8. Riformulazione dell’attuale normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le garanzie per i cittadini.
9. Completamento della riforma del codice di procedura civile con ulteriore snellimento dei tempi di definizione e particolare incentivo alle procedure extra giudiziali.
10. Riforma della normativa civile e penale relativa ai minori con l’istituzione del Tribunale della famiglia.
11. Riforma del codice penale in conformità ai principi del punto 4 (certezza della pena) e del codice di procedura penale in conformità del punto 7 (giusto processo).
dal programma elettorale dell'Unione
Un nuovo codice penale
Obiettivo primario della prossima legislatura è l’approvazione di un
nuovo codice penale.
A questo deve associarsi un provvedimento di clemenza e la contestuale
modifica della norma costituzionale (art.79 Cost.) relativa al
quorum necessario per la concessione di amnistia ed indulto.
Avvalendosi dei lavori delle varie Commissioni di riforma che
hanno operato nelle precedenti legislature, e in particolare
del progetto per un nuovo codice penale elaborato dalla
Commissione ministeriale presieduta dal prof. Grosso, il nuovo
codice si uniformerà ai seguenti principi:
- riduzione e razionalizzazione delle ipotesi di reato,
ridefinendo i beni giuridici da tutelare e riservando
la sanzione penale ai fatti di accertato disvalore
e pericolosità sociale, tendendo verso l’obiettivo del
diritto penale minimo;
- abolizione della categoria dei cosiddetti “reati di
opinione”;
- introduzione di fattispecie di reato specifiche a tutela
dell’ambiente;
- introduzione della fattispecie del reato di tortura;
- revisione della disciplina penalistica sul segreto di Stato,
fissando limiti temporali massimi di durata del segreto;
- certezza e prevedibilità della pena, riduzione dell’ampiezza
del ventaglio sanzionatorio, corrispondenza della pena
alla gravità del fatto ed alla personalità del condannato;
- introduzione e valorizzazione di sanzioni diverse dalla
detenzione carceraria, sia attraverso un maggiore utilizzo
delle pene interdittive sia prevedendo sanzioni diverse
quali l’affidamento in prova, la detenzione domiciliare,
i lavori socialmente utili, i lavori finalizzati al risarcimento
del danno (da applicarsi già, quali pene autonome,
in sede di merito)
- ridefinizione della disciplina del concorso di persone nel
reato, recuperando il principio costituzionale della personalità
della responsabilità penale;
- rimodulazione in maniera organica della responsabilità dei
soggetti giuridici.
Nel nostro ordinamento dovrà essere eliminato qualsiasi riferimento
alla pena di morte
Il carcere
Il carcere non neghi l’umanità
“Il livello di civiltà di un paese si misura osservando le condizioni
delle sue carceri” scriveva Fedor Dovstojevskj. Le pene
non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità
e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Nel nostro Paese, le condizioni attuali di vita carceraria sono
lontane da ogni senso di umanità e di rispetto della dignità
del detenuto : il degrado è connesso sempre più pesantemente dal
sovraffollamento delle carceri.
Le nostre priorità sono:
- prevedere la detenzione in carcere come misura ultima;
- garantire a tutti i detenuti i diritti fondamentali (alla
salute, al lavoro, allo studio ed alla formazione professionale)
e rafforzare i servizi sociali;
- dare compiuta attuazione ad un regolamento penitenziario
incentrato sul principio di rieducazione e risocializzazione
del condannato;
- qualificare e razionalizzare le funzioni e l’organico
della polizia penitenziaria;
- favorire la cura delle tossicodipendenze al di fuori
delle strutture detentive;
- abolire le sanzioni amministrative per chi detiene
sostanze stupefacenti per uso personale;
- rendere effettiva la differenziazione delle condizioni di
detenzione tra detenuti in attesa di giudizio e condannati
in stato di esecuzione della pena;
- eliminare ogni forma di limitazione della libertà in
forza di mero provvedimento amministrativo o a seguito di
violazioni di carattere amministrativo.




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