Hanno le case, ma non i mobili. I nomadi: «Non ci spostiamo»
Cresce il timore dei residenti di via Bindoni: «La zona potrebbe diventare un ghetto»
Giorgia Migliore - treviso@epolis.sm
Hanno le case, ma sono senza mobili. Niente letti e niente cucina: i nomadi del campo di via Da Milano non possono smontare quelli delle loro roulotte. A giorni avranno le tanto attese chiavi dei nuovi alloggi comunali e quindi, in teoria, dovrebbero cominciare lo sgombero. Ma c'è chi, a queste condizioni, non ci pensa proprio.
«COME PENSANO di poterci trasferire in una case senza nulla dentro - dicono quasi tutti i Sinti del campo - Noi non possediamo mobili e soprattutto non abbiamo i soldi per comprarli, quindi sarà bene che l'amministrazione provveda. Altrimenti non ci spostiamo».
La richiesta a Cà Sugana ha più sorpreso che preoccupato, ma tutti gli amministratori interpellati hanno chiaramente fatto capire che non ne vogliono neanche sentir parlare. Per voce dell'assessore alla polizia municipale, Giorgio Gaio, l'amministrazione spiega i suoi motivi:
«Noi il nostro dovere l'abbiamo fatto. Un tetto sopra la testa ce l'hanno. Provvedano loro, come tutti gli altri cittadini a procurarsi ciò che gli serve. L'amministrazione ha già fatto abbastanza non vengano a chiedere altro e soprattutto non pensino di ritardare ancora lo sgombero». Questa, invece, sarebbero l'intenzione di alcuni di questi nomadi. Anche se c'è qualcuno che sta già cercando, tramite la parrocchia, qualche mobile usato. Intanto in via Bindoni, dove 8 delle 14 famiglie di Sinti verranno sistemate, i residenti non si danno pace. Sembra che qualcuno abbia addirittura intenzione di vendere casa per il timore che la tensione tra i nuovi arrivati e i Rom sfoci in una lotta tra faide. «Siamo preoccupati - dice Federica Cappellazzo - tra pochi giorni arriveranno e temiamo il peggio. Anche perché non è stata fatta un equa divisione delle famiglie nelle altre proprietà del Comune. Questo sta per diventare un ghetto, e per buona parte sarà colpa dell'amministrazione. Avevamo chiesto al massimo due nuclei famigliari che sarebbero stati più gestibili, invece c'è ne mandano otto. Speriamo davvero non accada nulla ». Speranza o timore che deve avere colpito anche il Comune, visto che da qualche sera la vigilanza notturna passa più volte nella via a controllare le residenze appena ristrutturate. Non più tardi di qualche giorno fa, qualcuno si era anche detto disposto a bruciarle, piuttosto che vederle con i Sinti dentro.
da: Il Treviso - 28 luglio 2006


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