BAGHDAD - Sono stati circa 20mila gli iracheni costretti ad abbandonare le loro case negli ultimi dieci giorni, per lo più in conseguenza dell'intensificarsi delle violenze a sfondo confessionale nel Paese. E' quanto emerge da un comunicato diffuso oggi dal ministero per i Rifugiati e i Flussi migratori.
Dall'attentato esplosivo contro la moschea sciita di Samarra, che il 22 febbraio scorso determinò una nuova fase di vendette tra le principali comunità religiose dell'Iraq, il numero degli sfollati nel Paese ha raggiunto quota 182 154.
Secondo un rapporto pubblicato di recente dalle Nazioni Unite, sia gli sfollati sciiti che quelli sunniti scelgono di spostarsi verso le regioni dove il loro gruppo confessionale rappresenta la maggioranza della popolazione. Lo studio aveva sottolineato un forte aumento delle violenze negli ultimi mesi in Iraq e indicato che tra maggio e giugno sono stati quasi 6000 i civili uccisi.




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