Antonello Caporale per La Repubblica
Restano in sette a gridare "vergogna". Il sole è alto e i senatori lesti con i piedi. Dal micropresidio di protesta si liberano tre gridolini acuti che puntano il corpo di Roberto Calderoli. L´ex ministro padano ha compiuto un capolavoro: pur fiero oppositore dell´indulto ha messo a disposizione dei colleghi la sua indiscussa capacità di frullare i lavori in aula e offrire, come quelle minestre precotte, il voto finale in un lampo di fuoco. La sua opinione sull´indulto da leghista è forte e chiara. Lui e i colleghi da giorni la ricordano. Un incubo: «Saremo invasi da ladri, truffatori, criminali di ogni risma e marocchini delinquenti».
Però oggi Calderoli, nella sua mise consueta, giacca, pantaloni e scarpe, calzini no, pone, da vicepresidente del Senato, la vera questione: «Ragazzi, volete andare in ferie ad agosto?». Fa ingoiare ai colleghi in meno di 75 minuti 350 emendamenti. E´ un mitra impazzito che sputa numeri e in un nanosecondo decreta: «Non approvato». Un senatore riesce chissà come a intervenire: «Solo per dirle che abbiamo votato un emendamento che io avevo già ritirato». Calderoli per non perdere tempo non replica nemmeno. Poi sì, ma solo alla fine, spiega la filosofia dell´opera: «Il Senato è una macchina dello Stato costosa, cerco di farla fruttare al massimo delle sue possibilità nel più breve tempo possibile e risparmiare soldi».
..certo con i numeri della maggioranza al senato si poteva provare a bloccare tutto, ma....che diamene, vogliamo andarein ferie o no, cari colleghi?




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