Il comunismo è morto. Non solo, l'intera tradizione del movimento operaio, delle lotte sindacali, la questione-lavoro che ha sempre rappresentato l'anima dei vari movimenti socialisti, è arrivata al capolinea. Il proletariato non esiste più da un pezzo, ma forse solo oggi ce ne rendiamo finalmente conto. Essendo tutti borghesi, o come si usa dire "ceto medio", la sinistra ha preoccupazioni ben diverse da quelle del passato.
E' una sinistra radicale, ovvero
per la libertà indiscriminata - droga, aborto, RU486, bisessualismo, omosessualità, transessualismo, femminismo, contro i padri, contro la natalità, contro la famiglia, contro il matrimonio;
contro lo Stato - anarchismo, antimilitarismo, pacifismo, antinuclearismo, pro-carcerati, contro la pena di morte;
contro la Chiesa - anticlericalismo, ateismo, cattocomunismo, filoprotestantesimo, filobuddismo, filopaganesimo, filoislamismo;
contro l'Occidente - relativismo culturale, nichilismo, esoticismo, orientalismo, negritude, terzomondismo, antisionismo, antiamericanismo.
La sua genesi è il Sessantotto. I padri nobili: Marco Pannella, Mario Capanna, Adriano Sofri, Toni Negri. La sua icona mondiale, Barack Obama.
E' il vecchio extraparlamentarismo di sinistra e un po' focolarino, che ha completamente scomunicato la tradizione del PCI e del PSI. I suoi riferimenti attuali sono Niki Vendola, Rosy Bindi, Emma Bonino.
Il povero Max D'alema è quasi patetico nel suo tentativo reiterato di dare un'anima socialista ad un partito che la base vorrebbe invece radicale. Di Pietro è solo un'arma contundente contro l'attuale berlusconismo. Quando ce ne dimenticheremo, allora, finalmente, il popolo della sinistra sarà tutto di Pannella.




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