14 giorni di gloriosa resistenza per Hezb'Allah; no, non è un'esagerazione se si pensa che gli esperti militari prevedevano una vittoria facile e veloce per le forze di occupazione sioniste contro i valorosi difensori del Libano ed il ripetersi degli amari fatti del periodo della guerra dei 6 giorni. Ma questa volta la determinazione e la fede di un gruppo di resistenza che si ispira ai valori religiosi islamici, è riuscito a cambiare la storia e a fermare dopo 50 anni la macchina militare dei sionisti, danneggiando altresì i territori sotto il loro controllo. Hezb'Allah è riuscito ad ottenere questo risultato in mancanza di un'esercito regolare e senza una convenzionale forza navale, aerea o di artiglierìa. In 14 giorni, Hezb'Allah non solo ha difeso il Libano, ma ha anche messo in crisi il regime sionista; sono ormai visibili i segni di impotenza di TelAviv. Quello che bisogna ricordare, è che Hezb'Allah ha agito proprio solo; se nella guerra dei 6 giorni tutti i paesi arabi erano schierati contro Israele, oggi a fianco di Hezb'Allah non c'è quasi nessuno dei paesi arabi. Quato rende ancora più valorosa l'opera del movimento di resistenza palestinese.
14 giorni di conflitto-I momenti più importanti
Ma dopo questa premessa esaminiamo più attentamente i 14 giorni di guerra. L'esercito sionista, che secondo gli esperti militari è il quinto al mondo per potenza, ha incontrato una resistenza non-convenzionale ma estremamente potente. Questi sono stati i fatti più rilevanti:
Primo: Nel primo giorno della guerra Hezb'Allah riesce a distruggere con una tattica ancora sconosciuta agli israeliani un'avanzatissimo carro armato modello Mirkawa. Questo fatto induce l'esercito di Israele a ridurre le operazioni di terra e di concentrare la propria forza sui bombardamenti aerei e via mare. Nel 4 giorno di combattimenti, Hezb'Allah affonda una nave da guerra israeliana. La marina sionista è sconvolta ed i comandanti decidono di ritirarsi dalle vicinanze delle coste libanesi; di fatto finiscono i bombardamenti sulle coste effettuate dalla marina.
L'unica via rimasta ai sionisti è quella aerea; colpiscono sempre più pesantemente le città e le infrastrutture per fare pressione sul Libano ed indurre Hezb'Allah alla resa. Israele usa anche armi non-convenzionali e colpisce senza pietà i civili.
Di pari passo ai sionisti, anche le forze libanesi aumentano giorno dopo giorno l'intensità degli attacchi missilistici contro gli obbiettivi militari nelle colonie e nelle città del regime sionista. 2500 missili di Hezb'Allah colpiscono obbiettivi sionisti. Si rivelano dunque inutili i sistemi anti-missili Patriot di Israele; il regime Sionista crede di poter indebolire gli Hizb'Allah ma l'aumento dei missili lanciati contro I loro obbiettivi militari dimostra che Hizb'Allah non ha subito danni.
Secondo: L'esercito di Israele che possiede i più moderni e sofisticati sistemi militari ed ha a disposizione un'artiglierìa spaventosa, in soli 14 giorni ha perso 15 carri armati, 4 elicotteri e due aerei F16.
Terzo: Gli attacchi missilistici contro i centri militari ed industriali del nord dei territori occupati diffonde il terrore tra I coloni. Due milioni di persone lasciano il nord dei territori occupati e si ammassano nel sud e soprattutto a TelAviv; ciò crea disagi sociali e l'aumento delle proteste contro la politica militarista del gabinetto israeliano. In 14 giorni, sono 9 le manifestazioni di protesta contro la guerra tenutesi nei territori controllati dai sionisti. La situazione peggiora di giorno in giorno anche per i motivi che seguono:
Alcuni porti importanti, tra cui Haifa, vengono chiusi
Viene chiusa la ferrovia all'interno dei territori sionisti
Immigrazione inversa: 20 mila ebrei, per la maggiorparte con alte cariche professionali fanno richiesta di lasciare i territori occupati
Il turismo è paralizzato
Aumenta il rischio economico e gli investitori tirano fuori i capitali dalle banche sioniste
115 milioni di dollari al giorno è il danno della guerra
22 milioni di dollari al giorno è il prezzo delle operazioni di guerra ai danni del Libano
Scendono in maniera impressionante i valori della borsa del regime sionista.
Facendo un paragone, in Libano ci sono stati 750 mila profughi, ma non ci è stata alcuna manifestazione contro Hezb'Allah.
Quarto: Per la prima volta nella storia, il regime sionista ha perdite militari superiori al suo rivale. Nei combattimenti i martiri di Hezb'Allah sono solo 45; tra i sionisti invece, muoiono 115 militari.
Nonostante lo sforzo propagandistico plateale dei media occidentali, in 14 giorni, si tengono in tutto il mondo 110 manifestazioni di protesta popolare contro il regime sionista.
La BBC, che non è certo l'esempio di imparzialità, ammette che Hezb'Allah è il gruppo più amato in tutto il mondo islamico. Sempre secondo la BBC, Nasrallah è il nuovo eroe delle genti islamiche.
L'andamento del conflitto
Ora esaminiamo l'andamento del conflitto, che ha lasciato a mani vuote il regime sionista. Questi erano gli obbiettivi premeditati di Israele:
Ottenere una veloce vittoria terrestre ed occupare nuovamente il Libano meridionale
Attivare l'odio in Libano contro Hezb'Allah
Liberare i militari sionisti catturati
Disarmare Hezb'Allah e mettere in atto la risoluzione 1559
Quando i politici sionisti iniziano a comprendere che la sconfitta è dietro l'angolo, iniziano a chiedere l'intervento degli altri paesi. E così Europa e StatiUniti si attivano chiedendo un per così dire cessate il fuoco condizionato ad una resa di Hezb'Allah che naturalmente respinge queste proposte assurde.
A quel punto, nel 10imo giorno dei combattimenti, il gabinetto sionista e l'amministrazione Bush iniziano un'azione coordinata.
Gli Stati Uniti agiscono su questi fronti:
Controllano l'atmosfera internazionale e la dirigono verso il sostegno a TelAviv
Impediscono alle Nazioni Unite di approvare risoluzioni contro TelAviv
Minacciano i paesi arabi per mantenerli zitti ed impedire il sostegno al Libano
Adoperano la propria diplomazìa per favorire il regime sionista
Cercano di preparare il terreno fertile per l'intervento della Nato
A TelAviv invece viene affidato il compito di ottenere buoni risultati sul campo di battaglia per indurre Hezb'Allah alla resa. Secondo il piano Israele deve:
Occupare parte del Libano meridionale, Marun-Al-Ras, Bint Jbeil e Aitroon avanzando verso il fiume Leitani.
Eliminare il leader di Hizb'Allah Seied Hassan Nasrallah, indubbiamente tra i punti di forza del movimento
Bombardare le zone civili e fare così tante vittime da innescare l'odio contro Hezb'Allah
Distruggere la capacità missilistica di Hizb'Allah
Ma Hezb'Allah neutralizza il piano con una nuova strategia militare; quella della reazione a sorpresa. Gli Hizb'Allah colpiscono e si ritirano velocemente. Questa tattica si rivela sensazionale e queste sono le conseguenze:
Si allungano i tempi del conflitto ed il regime sionista si rivela spiazzato ed impreparato a ciò
I sionisti vengono aggrediti e colpiti dove meno se lo aspettano
Lo schieramento militare sionista viene continuamente messo a scompiglio e le forze sioniste non hanno di fatto il tempo di riorganizzarsi
Il morale dei militari sionisti cala decisamente
Entra in scena la tattica isrealo-americana
E così dopo 48 ore dall'inizio del piano congiunto di Usa e Regime Sionista, le autorità di entrambi iniziano ad ammettere l'impotenza nei confronti di Hezb'Allah:
La Rice che all'inizio del conflitto diceva che la guerra doveva continuare perchè la credeva a favore di Israele, cambia clamorosamente posizione e dice che è necessario un cessate il fuoco. Kim Howens, vice-ministro degli esteri inglese, chiede alle parti di fermare la guerra
Ehud Olmert afferma che la distruzione di Hizb'Allah non è più un'obbiettivo di TelAviv. Di fatto Olmert riconosce che distruggere il movimento è impossibile.
Per la prima volta, il regime sionista accetta che una forza militare internazionale si stabilisca nei territori per garantire la pace
Il ministro della guerra sionista si proclama deluso dall'esito della guerra
Il ministro senza portafoglio di Olmert dichiara che distruggere Hizb'Allah è solo un'illusione
La CNN ammette che Hezb'Allah deve essere considerato la quarta o la quinta forza militare più potente del Medioriente.
Nonostante queste affermazioni, il regime sionista prosegue con le azioni militari e continua a sperare di poter riuscire ad ottenere vittorie sul campo. Quello che è realmente ridicolo è la politica adottata da sionisti ed americani; con la più piccola avanzata sionista, Washington e TelAviv ribadiscono che la guerra deve andare avanti. Ma quando l'esercito sionista non riesce a combinare niente, si mettono a parlare di cessate il fuoco.


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