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Discussione: gobbo dove vivi

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    gobbo dove vivi

    dalla padania del 03092006

    IL LEONE DI SAN MARCO NON HA MAI SMESSO DI RUGGIRE
    «Ma quale strappo in Veneto...»
    Gobbo: «Continueremo compatti la nostra lotta per l’autonomia e il federalismo»

    Andrea Indini
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    I quotidiani parlano di «rivolta». Montano ad hoc la crisi intorno a un manipolo di mine impazzite che, a sentir loro, «hanno stracciato la tessera del partito» per fare «indietro tutta» e per riabbracciare «la Lega delle origini, quella del Veneto ai veneti con un occhiolino ai Serenissimi che si erano presi il campanile». Una vera e propria campagna mediatica che mira a far passare una «quarantina di ribelli» - che a Borgoricco, Trebaseleghe, Loreggia, San Giorgio delle Pertiche e Santa Giustina avrebbero pensato bene di disertare - per quei duri e puri che «rifonderanno il movimento». «Parlo per il trevigiano - spiega il segretario nazionale della Liga Veneta, Gian Paolo Gobbo - ma non ho perplessità nel sostenere che quanto si sta cercando di far credere, in altre zone del Veneto, sono esagerazioni».
    Gobbo non ha alcun dubbio. Le «agitazioni» di cui fanno un gran parlare i quotidiani nascono e muoiono sulla carta stampata. Bisogna guardare gli umori dei veneti. E i veneti stanno con la Liga. «Il Segretario Federale ha sempre saputo cogliere puntualmente i segnali politici che hanno consentito di pilotare al meglio le linee leghiste - interviene nel dibattito anche il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro - occorre rinnovargli la fiducia di sempre». E i «ribelli»? «Tutte queste polemiche - continua Gobbo - sono montate ad arte sia dai media sia da quelle forze che hanno sempre contrastato il Movimento e, soprattutto, le logiche della Lega Nord. Non c’è assolutamente quella situazione che, invece, vorrebbero far credere determinate persone che ora si stanno muovendo verso altre sponde. Questi “ribelli”, come li definiscono i giornali, sono un’infinitesima parte del partito. Contrastare e contestare, sempre e costantemente, i vertici e, nelle ultime settimane, permettersi anche di dubitare dei passaggi dell’Umberto Bossi significa non credere più nella segreteria federale. Sono istanze diverse e, a noi, queste istanze non interessano affatto. Anzi. Ribadiamo, costantemente e con forza, il nostro continuo sforzo sul venetismo e sui venetisti e rivendichiamo anche, come Lega, di essere stati i primi autonomisti».
    Dunque, nessuno strappo?
    «Assolutamente. Continuiamo la nostra lotta per l’autonomia. E su questo, certamente, la riflessione è molto importante perché se, oggi, non ci si rende conto dell’evoluzione dei tempi e delle situazioni che stanno avvenendo nelle nostre Regioni, si rischia di non essere sufficientemente lucidi nel comprendere che da soli non si riesce a concludere niente. Ecco perché il concetto di Lombardo-Veneto, ecco perché il concetto di lavorare assieme per le autonomie di tutti i popoli e, quindi, per il vero federalismo. Pertanto, non è assolutamente vero che ci siano un sacco di basi in fermento. Anzi, ribadiamo che, in calendario, ci sono le feste provinciali di Padova e Treviso e, il 17 settembre, il raduno di Venezia. Lì potremo effettivamente misurare qual è l’anima dei veri leghisti, qual è la volontà dei veri leghisti.»
    Cosa stanno cercando realmente questi “ribelli”?
    «È evidente che sta scendendo in campo un mal di pancia covato da diverso tempo. Questa gente non ha più la volontà o la voglia di andare avanti. Ma non solo. Contestano anche passaggi che, evidentemente, o non hanno capito o non riescono proprio a comprendere. Per questo, la Liga Veneta ribadisce che la base è, in tutto e per tutto, vicina al nostro Segretario.»
    In un’intervista rilasciata a La Stampa, Antonio Zanchin commentava: «Bossi non è più quello di una volta. Dovrebbe stare a casa. Se nel Movimento c’è un tumore si taglia, mica possiamo aspettare le metastasi». Dichiarazioni molto forti che sembrano non avere né capo né coda...
    «È una posizione estremamente faziosa. Se La Stampa avesse voluto fare un’inchiesta completa, avrebbe dovuto ascoltare tutto il panorama politico del Movimento: se sentono solo una campana, è ovvio che potrebbe formarsi una situazione che crea confusione. Questo, però, noi non lo vogliamo: nella logica delle discussioni si apre la stagione dei Congressi che danno la possibilità di esprimersi e confrontarsi nelle sedi preposte. Insomma, una discussione di un Movimento democratico e aperto.»
    D’altra parte basterebbe guardare il consenso che i veneti hanno dato alla Lega...
    «Certamente. Non solo siamo stati premiati con le elezioni in Provincia di Treviso, ma i passati risultati delle politiche e del referendum sulla riforma costituzionale hanno anche dimostrato come nel Lombardo-Veneto la Lega tenga. Questo ci dà la forza e la volontà di continuare le nostre battaglie.»
    Dunque sono i cittadini a dare, ancora una volta, fiducia alla Liga Veneta?
    «I risultati parlano chiaro. Sono inconfutabili. Per questo, noi siamo pronti a ogni confronto...»
    Anche avesse i numeri per governare, una figura come quella di Panto riuscirebbe ugualmente ad andare da qualche parte da sola?
    «Non credo proprio. Non è un caso che la lista di Panto abbia dimostrato tutti i suoi limiti in Provincia di Treviso pur avendo i mezzi mediatici e televisivi per entrare nelle case di tutti i veneti. Se fosse stato qualcun altro a utilizzare i mezzi di Panto sarebbe sicuramente incorso nelle varie penalizzazioni previste dalla legge. Nonostante questo Panto è rimasto relegato nei Comuni limitrofi al suo (San Biagio, Monastier e Roncade) dimostrando che il ridimensionamento di una forza, che inizialmente sembrava chissà chè, porta solo a dividere il Movimento facendo, in questo modo, perdere quelli che sono i principi veri dell’autonomismo e del federalismo.»
    Segretario, lei fa parte della “vecchia guardia”, fu uno dei primi a seguire Umberto Bossi. Come vede, oggi, la Lega Nord?
    «La Lega va avanti adeguandosi ai tempi. Ricordo che, quando siamo andati al Governo, eravamo sotto il 4 per cento. Questo significa, evidentemente, che, nelle ultime elezioni, i cittadini hanno guardato al piano nazionale. Una volta si diceva: “Turiamoci il naso e votiamo Democrazia Cristiana”, anche oggi (purtroppo) i cittadini hanno preferito dare i voti a quei partiti del centrodestra che erano a visibilità nazionale ridimensionando, in questo modo, la nostra percentuale. In ogni caso fra due settimane saremo a Venezia e, qui, Bossi darà la linea politica sulla quale il Movimento ripartirà a dare battaglia».

  2. #2
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    Sul pianeta del prosecco...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca
    Sul pianeta del prosecco...
    Si, ma come tappo, vedrai che botto quando il prosecco
    incomincerà veramente ad agitarsi!

 

 

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