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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Non c'è bisogno di un'enciclica per distinguere il vero amore

    Non so se avete letto, o anche solo dato una breve occhiata, alle lettera Enciclica che papa Benedetto XVI ha scritto e pubblicato nei mesi scorsi. Il titolo è molto accattivante: "Deus caritas est". Che non significa "Dio è carità", ma il termine "caritas" in latino si esprime in italiano con la parola "amore", così si rende compiutamente il senso di quell'espressione che - se si guarda un qualsiasi dizionario della lingua degli antichi romani - vuole anche dire "carezza, stima".
    Tito Livio, ad esempio la usa nel primo libro della sua storia monumentale di Roma ("Ab Urbe còndita") al capitolo 54 e scrive: "tanta caritate esse apud milites".
    Tradotto: "in così grande stima e considerazione". Insomma, il verbum "caritas" esprime un sentimento positivo, di grande affetto, quindi di amore, di amore filiale, di amore fraterno.

    tutto l'articolo su www.lanternerosse.it

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  2. #2
    Difendere la Vita!
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    Predefinito

    Ma quanto vi da fastidio che ci sia ancora gente che pur nelle sue cadute e nelle sue debolezze, cerca di essere fedele a Cristo ed al Magistero della Chiesa....
    Che bisogno hai, amico di Peppone, di venire a stuzzicare? Stai nella tua sezione a delirare di comunismo, di materialismo, di ateismo.
    Strano che la foto che hai messo non sia quella del "pastore Tedesco...".
    Vergognati per quel simbolo che gronda ancora sangue innocente.
    P.S. Prova a dare un occhiata ad "Arcipelago Gulag" tanto per iniziare, poi, se vuoi ti posso consigliare qualche altro titolo....

  3. #3
    Forumista senior
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    Bisogna camminare molto nel buio della notte per trovare la luce del giorno.
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    Predefinito

    Contrordine compagni, il sacro è di sinistra. Un marxista all'attacco dei nuovi illuministi

    Il professor Barcellona, ex deputato berlingueriano, demolisce lo scientismo dilagante, che in ossequio alla dea modernità ha smesso di «sostare nello spazio dell'interrogazione», soffocando così l'autentica laicità



    di Cavallari Fabio

    Si intitola Critica della ragion laica l'ultimo libro di Pietro Barcellona (ordinario di filosofia del diritto all'università di Catania ed ex deputato nelle file del Pci dell'epoca berlingueriana). Il professore è un uomo di sinistra, slegato oramai dagli establishment del potere, che da anni porta avanti una riflessione critica sulla modernità e per convesso sui destini dell'uomo. Quest'ultimo lavoro, scritto in forma d'intervista, si sviluppa concedendo al lettore lo sguardo di un uomo che s'interroga sul dolore, sul limite, che apre lo spazio e mette in campo passione e affetto. È forte la presenza di Pasolini in Barcellona, la riflessione sul conformismo, su un mondo indifferenziato che nega la contraddizione e, negandola, finisce per autoeliminarsi. Dominio della tecnica, scientismo e relativismo sono i temi messi alla berlina. La posta in gioco è alta, è il destino dell'uomo, il controllo sul vivente, così il filosofo punta il dito contro tutte le forme che portano ad una sorta di onnipotenza creativa.
    L'uomo che vuole creare l'uomo, che per soddisfare il proprio desiderio è arrivato a manipolare, a farsi padrone del patrimonio genetico. Ci sono beni che, da buon marxista, il professor Barcellona ritiene debbano rimanere patrimonio di tutti perché riguardano tutta l'umanità e non possono servire per esaudire egoismi individuali, e uno di questi è proprio il patrimonio genetico. Patrimonio genetico che non è solo un dato biologico ma è la somma delle esperienze umane, che danno luogo allo statuto antropologico di una civiltà. Non usa mezzi termini, Barcellona, quando ricorda a tutti i compagni, oramai protesi verso altri orizzonti, che lo statuto antropologico nel quale siamo cresciuti è quello secondo cui i bambini nascono all'interno e in virtù di una relazione affettiva tra due figure fondamentali, la figura materna e la figura paterna. Distaccando il fatto procreativo dalla relazione affettiva e sessuale, il futuro ci consegnerà l'artificialità umana. Come è possibile immaginare che i figli possano nascere in modo astratto, solo per un desiderio, si chiede Barcellona. L'uomo non è fatto di mere reazioni chimiche e tutto quello che accade non è il semplice risultato di un determinismo flessibile come pensano i neuroscienziati. Il conflitto, intrinseco nel mistero dell'uomo e della sua nascita, è l'origine del pensiero, della passione del nostro futuro.
    Tutto oggi viene nascosto sotto l'abusato termine "laicismo", ma che cos'è la laicità? Barcellona risponde attraverso un'immagine evocativa e al tempo stesso concreta e reale. «La mia laicità corrisponde a sostare, il più a lungo possibile, nello spazio dell'interrogazione, rifiutando, il più a lungo possibile, la risposta che chiude l'interrogazione, la risposta che risolve. [.] Lo spazio dell'interrogazione è lo spazio stesso della laicità. Voglio dire di più: l'interrogazione ha origine nel sacro. E il sacro costituisce il fondamento esistenziale del gruppo umano, ciò che non abbiamo a nostra disposizione, che non possiamo predeterminare, né calcolare, che non può essere posseduto e manipolato. E quando questo accade, ne va dell'ossatura antropologica dell'uomo». Non possiamo cedere il nostro "essere" alla scienza, ammonisce Barcellona, dobbiamo resposabilizzarci, educare non accontentarci del pensiero anaffettivo che ci viene offerto. Fare i conti con la morte, con il nostro limite, con la nostra identità e con il nostro passato. Abbiamo bisogno della passione del nostro pensiero, come un bambino ha la necessità di ricevere l'affetto che non è sentimentalismo od emozione.
    Barcellona conclude, senza mai citare la sinistra ma rivolgendosi ai molti che hanno assunto la modernità come paradigma, indicando una via d'uscita: «L'idea del limite è andata perduta, ed è un'idea essenziale perché, privi di limiti, perdiamo il rapporto con le generazioni, perché stentiamo a formulare una responsabilità verso il futuro». Un invito non troppo velato ad abbandonare la religione laica della modernità e del desiderio tout court, pena la perdita dell'umanità.

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da prolife
    Ma quanto vi da fastidio che ci sia ancora gente che pur nelle sue cadute e nelle sue debolezze, cerca di essere fedele a Cristo ed al Magistero della Chiesa....
    Che bisogno hai, amico di Peppone, di venire a stuzzicare? Stai nella tua sezione a delirare di comunismo, di materialismo, di ateismo.
    Strano che la foto che hai messo non sia quella del "pastore Tedesco...".
    Vergognati per quel simbolo che gronda ancora sangue innocente.
    P.S. Prova a dare un occhiata ad "Arcipelago Gulag" tanto per iniziare, poi, se vuoi ti posso consigliare qualche altro titolo....
    ma fai proprio con tutti così allora?
    ma ti risulta così difficile provare a confrontarti con gli altri?
    nell'altro 3d invitavi gli altri forumisti a non rispondere a quelle che secondo te erano provocazioni (invece erano semplici punti di vista personali).
    ora inviti un altro forumista a "starsene nella sua sezione a delirare"...
    in questo forum ho trovato persone squisite, che hanno voglia di confrontarsi, a volte anche duramente, ma sempre civilmente, con chi non la pensa come loro...
    mai nessuno di loro mi ha chiuso la porta in faccia. un consiglio, cerca di essere più tollerante.
    ricorda che anche S. Paolo prima della sua conversione era ben peggiore di me o di un comunista (da te tanto odiati)... non ti sarebbe piaciuto avere una discussione con S. Paolo prima della sua conversione? non ti sarebbe piaciuto capire il suo punto di vista? parlargli mostrandogli il TUO punto di vista?

  5. #5
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Marco Sferini
    Non so se avete letto, o anche solo dato una breve occhiata, alle lettera Enciclica che papa Benedetto XVI ha scritto e pubblicato nei mesi scorsi. Il titolo è molto accattivante: "Deus caritas est". Che non significa "Dio è carità", ma il termine "caritas" in latino si esprime in italiano con la parola "amore", così si rende compiutamente il senso di quell'espressione che - se si guarda un qualsiasi dizionario della lingua degli antichi romani - vuole anche dire "carezza, stima".
    Tito Livio, ad esempio la usa nel primo libro della sua storia monumentale di Roma ("Ab Urbe còndita") al capitolo 54 e scrive: "tanta caritate esse apud milites".
    Tradotto: "in così grande stima e considerazione". Insomma, il verbum "caritas" esprime un sentimento positivo, di grande affetto, quindi di amore, di amore filiale, di amore fraterno.

    tutto l'articolo su www.lanternerosse.it
    Caro Marco,
    ho letto le tue riflessioni sulla prima enciclica di Benedetto XVI. Ti confesso che all'inizio della lettura mi è balzato subito agli occhi il sottotitolo della rivista telematica "Lanterne rosse":"sito tendenziosamente comunista, libertario e anticlericale". Beh ti posso già dire che queste tendenze sono emerse nel tuo articolo, e credo che la cosa ti faccia piacere, ma personalmente mi chiedo: si può leggere qualcosa del papa senza essere "tendenziosamente comunisti, libertari e anticlericali"? Ti dico questo non perchè non si possa essere comunisti o libertari o ancora anticlericali ma perchè certe cose che scrivi esulano dalla critica letteraria e sfociano nel luogo comune e in una retorica piuttosto antiquata. Mi spiego meglio: nell'ultima parte del tuo articolo dipingi il Papa come una persona incapace di amare che pretende di scrivere qualcosa sull'amore e la contrapponi, consentimi, con un poco efficace espediente retorico, alla moltitudini di persone normali che ogni giorno amano e vengono amate. Mi chiedo e ti chiedo: è sensato fare un discorso di questo tipo? Io credo di no. Le conclusioni dell'enciclica possono essere più o meno condivisibili e ne possiamo discutere ampiamente, ma ciò che non è discutibile è ciò che c'è nel cuore di ogni uomo. Benedetto XVI, o il sig. Ratzinger come qualcuno della tua parte politica lo ha recentemente chiamato, è appunto un uomo che nella sua vita ha certamente amato delle persone, ha fatto sicuramente l'esperienza dell'amore per gli uomini e dell'amore di Dio, e ne ha fatto una esperienza così intensa che ha deciso di consacrare interamente la sua vita ad annunciare quel Dio-Amore di cui ha avuto esperienza. Possiamo anche qui discutere se ha rettamente annunciato questa esperienza, ma ti ripeto non possiamo ergerci a giudici del cuore di una persona tanto meno dire che è incapace di amare. Credo che questa sia la più grande pecca del tuo articolo. Forse sarebbe stato meglio occuparsi di più del contenuto della lettera e favorirne il dibattito che occuparsi di dipingere il Papa come un "cuore di pietra". E magari si poteva anche mettere una foto che non ricordasse qualcuno di quei folletti cattivi...
    Cordialmente

    Lepanto

  6. #6
    presbitero cristiano ortodosso
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Predefinito un notevole ritardo culturale ed esistenziale

    Condivido molto di quanto ha scritto il mio amico Lepanto e -al di là del vescovo di Roma Antica Benedetto decimosesto-vorrei segnalare al compagno (si compagno,esattamente compagno) Marco Sferini la mia riflessione da cristiano,da sacerdote (da sacerdote ortodosso e quindi non sospettabile di papolatria...) e da cittadino di questa nostra repubblica che esercita con nettezza la totalità dei suoi diritti costituzionali votando da alcuni anni ,caro Marco,come voti tu (ma questo non è un segreto ormai per nessuno dei forumisti e votando in assoluta distinzione dei piani,del piano della fede cristiana e del piano dell'autonomia del temporale(con molti dei forumisti non siamo d'accordo,ma anche questo è noto)

    Da sempre( anche negli anni settanta,quando ero giovane laico cristiano e "facevo politica" (si diceva così)-(ora non più perchè il sacerdote,pur mantenendo le sue idee civiche, è l'uomo di tutti non è lo sposo di una fazione) e facevo politica a sinistra (all'interno sostanzialmente di quella nobile,si nobile,storia del PCI e della segreteria Berlinguer, si sentiva e lo sentivamo noi cristiani dentro il sindacato,dentro il partito,dentro il movimento tutto, che in fondo- al di là e contro,si contro il rigore morale ed etico,le frequentazioni pubbliche di Berlinguer con Tatò,Franco Rodano e Mons.Bettazzi( grande Bettazzi!!!! è stato un momento di commozione incredibile a casa mia rivederlo recentemente in TV,grande Bettazzi,grande vescovo di Ivrea e di Pax Christi...)-non solo eravamo visti come ospiti ma anche come stranieri e alcuni amici laici cristiani anche dentro il tuo partito ancora oggi(si ancora oggi) mi comunicano la stessa sensazione e lo stesso clima.

    Questo è il ritardo culturale ed esistenziale della sinistra italiana e della sinistra europea,ritardo gravissimo,nei confronti di una corretta(che vi manca) lettura del'esperienza cristiana come esperienza di fede .Infatti la sinistra italiana ed europea o riduce la questioen cristiana alla sola lettura politica della gramsciana questione cattolica,cioè in sede di analisi sociologica e politica,oppure pretende che l'esperienza di fede sia solo un fatto esclusivamente privato,privatistico e che non possa e sopratutto non debba costruire(all'interno della sinistra italiana ed europea) per il laici cristiani che in tale sinistra si riconoscono percorsi di riflessione politica.
    Questo è il vostro ritardo totale,grave,incredibile e questo vostro ritardo è ben chiaro nel tuo post e nel tuo articolo diventato sostanzialmente un attacco -a mio avviso anche gratuito ed ingiustificato-quasi ad personam contro l'attuale vescovo di Roma Antica ed è sbagliato umanamente, è sbagliato strategicamente nella visione complessiva del contributo che i laici cristiani( di tutte le chiese) possono e debbono dare-con criticità,con occhi aperti,con grande creatività e libertà- alla costruzione di una città che viva il percorso della giustzia(ma non del giustizialismo,ovviamente) e della solidarietà .
    Ha pienamente ragione Lepanto quando scrive

    dico questo non perchè non si possa essere comunisti o libertari o ancora anticlericali ma perchè certe cose che scrivi esulano dalla critica letteraria e sfociano nel luogo comune e in una retorica piuttosto antiquata
    Hai dato al forum ancora una volta l'immagine di una sinistra scioccamente ottocentesca ed anti-cristiana,si questo hai fatto ed ora non mi venire a dire che una cosa sono le chiese e altra cosa è il cristianesimo,perchè non è così.la nostra professione di fede(seppur in chiese diverse e separate) o è ecclesiale o non è

    Ma è mai possibile che questa sinistra italiana debba sempre essere anti-cristiana(attento non ti sto dicendo che devi diventar cristiano,questi sono fatti tuoi...e se lo diventi io renderò lode al Signore.. ma sto dicendo che possedete una lettura antiquata del fatto cristiano...) e che questa cretinata(perchè è cretinata) anti cristiana la dobbiamo vedere realizzata o nella versione antagonista di lanterna rossa o in quella libertina,individualista e mercantile di Massimo D'Alema?


    ..continuate così a non capire nulla.....e renderete inutile il contributo dei laici cristiani....

    M aio sono un sacerdote e ho già -per questo argomento-parlato troppo....

    Padre Giovanni Festa

  7. #7
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lepanto
    Caro Marco,
    ho letto le tue riflessioni sulla prima enciclica di Benedetto XVI. Ti confesso che all'inizio della lettura mi è balzato subito agli occhi il sottotitolo della rivista telematica "Lanterne rosse":"sito tendenziosamente comunista, libertario e anticlericale". Beh ti posso già dire che queste tendenze sono emerse nel tuo articolo, e credo che la cosa ti faccia piacere, ma personalmente mi chiedo: si può leggere qualcosa del papa senza essere "tendenziosamente comunisti, libertari e anticlericali"? Ti dico questo non perchè non si possa essere comunisti o libertari o ancora anticlericali ma perchè certe cose che scrivi esulano dalla critica letteraria e sfociano nel luogo comune e in una retorica piuttosto antiquata. Mi spiego meglio: nell'ultima parte del tuo articolo dipingi il Papa come una persona incapace di amare che pretende di scrivere qualcosa sull'amore e la contrapponi, consentimi, con un poco efficace espediente retorico, alla moltitudini di persone normali che ogni giorno amano e vengono amate. Mi chiedo e ti chiedo: è sensato fare un discorso di questo tipo? Io credo di no. Le conclusioni dell'enciclica possono essere più o meno condivisibili e ne possiamo discutere ampiamente, ma ciò che non è discutibile è ciò che c'è nel cuore di ogni uomo. Benedetto XVI, o il sig. Ratzinger come qualcuno della tua parte politica lo ha recentemente chiamato, è appunto un uomo che nella sua vita ha certamente amato delle persone, ha fatto sicuramente l'esperienza dell'amore per gli uomini e dell'amore di Dio, e ne ha fatto una esperienza così intensa che ha deciso di consacrare interamente la sua vita ad annunciare quel Dio-Amore di cui ha avuto esperienza. Possiamo anche qui discutere se ha rettamente annunciato questa esperienza, ma ti ripeto non possiamo ergerci a giudici del cuore di una persona tanto meno dire che è incapace di amare. Credo che questa sia la più grande pecca del tuo articolo. Forse sarebbe stato meglio occuparsi di più del contenuto della lettera e favorirne il dibattito che occuparsi di dipingere il Papa come un "cuore di pietra". E magari si poteva anche mettere una foto che non ricordasse qualcuno di quei folletti cattivi...
    Cordialmente

    Lepanto
    Bellissima la tua risposta... semplice e toccante... mi hanno colpito in modo particolare quei passaggi che ho evidenziato in neretto... ne ho tratto spunto per una personale riflessione profonda... sono andato anche a ripescare l'enciclica e a dir il vero... non ho capito granchè... perdonami per questo... purtroppo necessito di tempo e di "conoscenza"... però ...credo che, alla fin fine, la strada imboccata non sia del tutto quella sbagliata... i miei saluti e con tanta stima...

    B.

 

 

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