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    Predefinito Antropologie da Quarto Reich

    Antropologie da Quarto Reich
    Oreste Sartore
    04/08/2006
    Umberto Veronesi

    Qualche lettore è rimasto scandalizzato (a dir poco) delle mie reiterate critiche contro le trasmissioni televisive dedicate allo sport e all'intrattenimento che davano spazio alle chiamate di raccolte di fondi per la ricerca.
    Mentre ribadisco le mie obiezioni deboli a tale andazzo è ora di dire forte e chiaro le ragioni di una contrarietà di fondo.
    Ripeto, le obiezioni deboli a questi inviti sono fuori luogo, in quanto viene utilizzato un mezzo pubblico per chiedere finanziamenti privati.
    La formula è inaccettabile (oggi è la domenica del...), come se tutti dovessero sentirsi obbligati a condividere fini e mezzi della campagna proposta; il pulpito è anomalo (un programma di svago).
    A che titolo le richieste di fondi fanno intrusione in trasmissioni di sport?
    A che titolo Bruno Longhi ha cominciato la propaganda contro il fumo rubando spazio ai resoconti di cui è responsabile?
    Non si vede perché chi vuole svagarsi debba venir tormentato con i complessi di colpa di chi è succube di ideologie pur sempre particolari.
    L'indignazione dei promotori è a tempo: oggi è agosto e quindi battaglia contro l'abbandono dei cani; l'occupazione del calendario con le nuove lugubri festività da parte di queste richieste di fondi è inesorabilmente progressiva (la domenica di Pasqua per ora è libera...).
    Questa occupazione del calendario poteva a mio avviso essere riservata ai telequiz semi-imbecilli e ai talk-show dei Costanzo, delle ex-vandeane e delle ex-vaticaniste.
    L'indignazione (1) dei promotori è ringhiosamente antiumana: se le specie animali si estinguono, la colpa è solo e sempre dell'uomo.
    I luminari, che nell'oro nuotano, oro ed ancora oro continuano a chiederci; ma l'equazione materialista (più oro uguale più successo scientifico) è tutta da provare.
    Le conduttrici che annunciano squittendo che «possiamo farcela» (vale a dire a superare il record dell'anno precedente) alimentano un'illusione.

    </SPAN />Ora è giunto il tempo di palesare le obiezioni forti</STRONG />: in queste trasmissioni, parodie della carità cristiana, veniamo chiamati a devolvere i nostri soldi… a chi e a quali iniziative?
    Senza fare di tutta l'erba un fascio (ma la tentazione è grande) non bisogna mai dimenticare che alcuni dei «ricercatori» che continuano a chiederci di finanziare le loro «ricerche» sono gli stessi strani scienziati che in occasione del referendum si sono scagliati contro la legge 40, premi Ignobel come Dulbecco e Levi Montalcini, luminari come Veronesi e Antinori.
    A loro hanno fatto grottesco contorno le baiadere di regime.
    Si tratta di persone che non solo sono guidate da una visione antropologica antitetica alla nostra, ma che non perdono occasione per cercare di imporcela con la persuasione prima, con la legislazione poi.
    Per esempio gli alchimisti della fecondazione eterologa, come Antinori, sembra che vedano gli uomini e le donne come produttori di seme e di ovuli utili a produrre nuovi e perfetti esemplari, quando non materiali da porre in custodia presso le nuove banche in attesa delle quotazioni delle nuove borse.
    Antinori promette fertilità e figli sani ai suoi committenti, di qualunque sesso, gender ed età, a patto che paghino.
    Il professor Veronesi merita un discorso a parte.
    Per l'esimio ricercatore «la natura si presenta come un aggregato di mostruosità e di orrori, che l'uomo può e deve modificare, attraverso le biotecnologie». (2)
    Lo scienziato insomma è un nuovo creatore che magicamente si prefigge «il controllo dell'evoluzione dell'umanità», attuando «un dominio sul proprio DNA, o sul DNA di altri esseri viventi». (3)
    «Di qui il tentativo di Veronesi di giustificare la sperimentazione occisiva sugli embrioni umani, l'aborto selettivo, la RU 486 e la fecondazione artificiale… Veronesi difende ogni arbitrio, appellandosi da una parte al 'diritto' per l'uomo di non essere limitato da leggi superiori, e dall'altra al darwinismo ed alla somiglianza genetica tra l'uomo e lo scimpanzé: poiché sperimenta sugli animali, perché l'uomo-dio non dovrebbe farlo anche sugli uomini-bestia? (4)»

    </SPAN />Veronesi, con sublime delicatezza</STRONG />, giustifica ovviamente l'eutanasia, che, dice, «può essere quasi un atto di carità» e che è utile in quanto serve a «lasciare spazio agli altri, come fanno quegli animali che da vecchi si staccano dal branco per andare a morire soli».
    Allo stesso tempo il professore «nutre la ridicola presunzione di determinare in laboratorio la lunghezza della vita, finanziando ricerche sul gene P66, da cui si attendono mirabili effetti per la longevità umana». (5)
    In un discorso pubblico di qualche mese fa Veronesi sostenne con giubilante trionfalismo che, tra pochi decenni, la ricerca porterà la vita media a 120 anni.
    Giustamente Agnoli fa risalire la doppia concezione antropologica (uomo-dio e uomo-bestia) all'illuminismo.
    Da un lato la filosofia illuminista, con l'idealismo, esalta in modo ottuso ed acritico le magnifiche sorti progressive, ipotizzando per il futuro persino l'immortalità dell'uomo, dall'altro ha predicato con Rousseau che «l'uomo che pensa è un animale pervertito» e ha invitato con Restif de la Bretonne a «ritornare allo stato animalesco, vivendo senza leggi, né educazione, seguendo solamente l'istinto», incesto compreso. Infine con il materialismo l'uomo è visto come «un essere puramente materiale, determinato solo dagli aspetti inferiori, cioè dai bisogni materiali o dagli impulsi istintivi». (6)
    Riassumendo: «in quanto Dio, l'uomo può fare assolutamente ciò che vuole, anche uccidere con l'aborto o l'eutanasia; come scimmia, al contrario, non è altro che materia oscura, impasto di impulsi bestiali, passibile di subire qualsiasi sperimentazione, sino al punto di essere selezionato e scartato in base a criteri eugenetici, allo stesso modo di pecore e cavalli. Sino al punto, come negli ibridi moderni, di venire impiantato, allo stadio di embrione, in uteri scimmia!».
    La duplice antropologia è fatta propria dal fondatore del Quotidiano dei progressisti: discendiamo
    da scimmie e siamo allo stesso tempo Dio.
    «Se il divino è dentro di me, io stesso sono portatore di Dio, sono un pezzetto di Dio, infine sono Dio». (7)
    In fondo il peccato che si ripete è sempre quello: dare ascolto alla seduzione sibilata dal serpente biforcuto: «Eritis sicut dii».

    </SPAN />Ebrei laici, come Dulbecco e la cotonata senatrice a vita</STRONG />, agitano davanti agli occhi delle anime belle i portentosi guadagni in termini di guarigioni che otterremmo se solo ci arrendessimo senza condizioni, consegnando nelle loro mani i corpi dei nostri concepiti.
    Sempre Agnoli, docente di Storia a Trento, ci avverte: «Illudono i malati. Affermano che 10-12 milioni di pazienti afflitti dalle più diverse patologie - cancro, sclerosi, Parkinson, Alzheimer, diabete - guariranno come per incanto grazie alla ricerca sugli embrioni. Una colossale impostura. Vogliono la crioconservazione degli embrioni per poi lavorarci sopra. Pretendono che gli siano consegnati quelli già congelati e che nessuno reclama per farci i loro esperimenti. Ma il professor Angelo Vescovi, massimo esperto di cellule staminali adulte, avverte che le cellule embrionali hanno una potenzialità cancerogena.
    E Vescovi è un ateo
    ». (8)
    Di Dulbecco e della sua visione materialista dell'uomo, concepito come un ammasso di cellule, non differente da una spugna, ho già scritto in precedenza.
    Ecco uno dei corollari di questo teorema: solo alcune (?) sorpassate superstizioni impediscono di trattare un uomo come una spugna.
    Un dubbio è lecito: tale corollario vale proprio per tutti?
    Dulbecco ha diretto gli studi sul genoma condotti dall'American Society of Human Genetics.
    Si tratta di un'associazione fondata da Otto Verschuer, il capo del dottor Mengele, e dal suo ex collega Nolan D.C. Kallmann. (9)
    Certo Dulbecco e Montalcini non si spingono alle profondità di Peter Singer.
    Qui tocca giocoforza scendere negli abissi dell'abominio.
    Peter Singer, ebreo di origine austriaca, professore a Princeton, è considerato il fondatore del movimento animalista.
    Singer ha puntato il dito contro la nuova aberrazione dell'uomo, lo specismo.
    Questa consiste nel far coincidere i confini della morale con quelli della nostra specie.
    Il professore ci ha dato un comandamento nuovo: «evitate di far soffrire creature sensibili» (quali?).
    Peter Singer consiglia l'utilizzo di embrioni e comatosi come cavie.


    Peter Singer</SPAN />

    Lo stesso personaggio ha anche proposto che</STRONG /> «si neghi pieno diritto ai neonati» per almeno un mese dopo la nascita. La preoccupazione di Singer va oltre: lui pensa alla «situazione di un neonato con una grave malattia che non è in grado di prendere una decisione per se stesso. Qualcuno deve farlo per lui. I genitori sono a mio parere i più indicati a prendere una decisione per lui. Se tuttavia i medici reputano che stiano prendendo una decisione irragionevole, in quel caso occorre chiedere la risoluzione a un comitato medico dell'ospedale o a un giudice».
    Davanti a queste parole l'intervistatrice sospira: «Facile in teoria...». (10)
    Il medico al di sopra del neonato e dei suoi genitori, la giornalista che annuisce pensosa!
    Con l'ateismo non è Dio che è morto, è il debole (il nascituro, il moribondo, il malato) che è a rischio.
    Ma anche il forte deve temere, se non per la sua pelle, perlomeno per il suo posto di lavoro…
    Inutile aggiungere che tra gli ebrei neo-con è scontata la spietatezza nei confronti dei nemici veri o presunti del popolo eletto.
    Ripeto qui ciò che ha scritto sul New York Post John Podhoretz, il figlio di Norman Podhoretz (uno dei principali teorici del neo-conservatorismo americano): «E se vi dicessi che l'errore tattico che abbiamo commesso in Iraq è stato di non aver ammazzato abbastanza sunniti da impaurirli abbastanza nei nostri confronti? Non è stato forse il fatto che sono sopravvissuti i maschi sunniti tra i 15 e i 35 anni il motivo per cui abbiamo oggi un'insorgenza e una violenza settaria?». (11)
    Questo disprezzo viene da lontano, come ha ricordato Israel Shamir.
    Quando nel VII secolo i persiani conquistarono Gerusalemme, gli ebrei riscattarono migliaia di cristiani fatti prigionieri dagli invasori… per radunarli nella piscina di Melilla e trucidarli.
    Lo Stato di Israele si guarda bene dal commemorare l'evento con un cippo, anzi il luogo è stato spianato per costruirvi un garage.
    Sotto gli arabi, nell'emirato di Cordoba, l'accesso alla città di Lucena, interamente ebraica (auto-ghettizzazione), era proibito ai battezzati.
    Andrà meglio con gli ebrei osservanti?
    Non con tutti.
    Il rabbino Yitzhak Ginzburgh insegna che il DNA degli ebrei ha qualcosa di divino (monotonia anticristica) e quindi è lecito togliere il fegato a un non ebreo innocente, nel caso che un ebreo abbisogni del trapianto dell'organo.

    </SPAN />Vi sono anche ebrei perplessi</STRONG /> (12), come Alain Finkielkraut.
    Egli ha così fotografato la deriva antropologica: «L'assunzione di responsabilità… appare ora come fardello o un ostacolo… Io non sono nient'altro che i miei desideri, le mie passioni o i miei umori presenti. Il mio vecchio io ed i miei vecchi giuramenti non hanno più alcun potere sulla mia vita, così come Dio o mio padre. L'individuo resta, certamente, lo stesso. Conserva la sua carta d'identità. Ma questa identità non deve rendere conto a nessuno. E' una identità a pelo d'acqua, slegata dal grosso peso del mantenimento di sé nella parola data… Allora, balzo in avanti democratico o catastrofe antropologica?». (13)
    Tornando al problema posto all'inizio, la sua enunciazione va rovesciata.
    E' dovere del buon cittadino negare il proprio finanziamento a ricerche sponsorizzate da chi ha una tale concezione dell'uomo.
    Né vale l'obiezione che si tratta di «luminari» di provata e premiata competenza i quali sono comunque da aiutare: una tale posizione indica una sottomissione alla dittatura degli esperti.
    Vediamo in che cosa consiste.
    In tutte le discipline, sia umanistiche che tecniche, vi è un'occhiuta sorveglianza (per carità, in nome della «scienza») di ciò che è lecito dire o discutere in ciascun particolare dominio del sapere.
    Ad esempio, via il revisionismo dalla storia, difesa ad oltranza del darwinismo in biologia, esaltazione della pittura astratta (quindi iconoclasta) nell'arte, irrisione della metafisica in filosofia, riduzionismo in medicina (le cause delle malattie sono materiali, la guarigione arriverà con i ritrovati della ricerca), imposizione dei paradigmi social-ecologisti nell'educazione, pigrizia blandita nel giornalismo (vietato indagare su certi temi, specie portando dei fatti), riduzionismo anche in geografia (niente legame con la storia dei popoli e con le trasformazioni subite dai territori), nella pubblicità (il problema è solo l'efficacia della comunicazione) e nella televisione (vale solo l'Auditel), ecc. (14)
    Solerti sentinelle, opportunamente selezionate e debitamente agghindate, sono state elette a vigilare le cittadelle per impedire indebite intromissioni da parte degli oscurantisti o di qualche cane sciolto.
    Va da sé che ogni sfera di azione è considerata terreno moralmente neutro, sottratto a giudizi di legittimità ad essa esterni.
    Gli specialisti di dominio si autolegittimano sulla sola competenza e non accettano di subordinare i loro risultati a principi più generali: in quanto competenti, si pongono al di sopra di ogni giudizio.

    </SPAN />Provate a criticare un pubblicitario per il sadismo o la blasfemia di certi spot</STRONG />, provate ad eccepire con un conduttore sulle scalette o sui contenuti dei suoi programmi, provate a rinfacciare ad un ricercatore i suoi esperimenti faustiani...
    Provate...
    Prima di azzannarvi come un pit-bull, vi sciorineranno sui denti le loro parole totem: Informazzzione, Kommmunikazzione, Immaggine, Reiscerka.
    Nessun deve azzardarsi a turbare il sacro convito dei nuovi dei.
    In realtà più che la propria autonomia difendono la loro onnipotenza.
    Le sfere di attività, private dei legami organici tra loro, staccate dai principi generali e sradicate dallo spirito che dà la vita, hanno guadagnato in tecnicalità, col risultato di essere da questa fagocitate.
    L'amoralismo programmatico degli specialisti ha portato ad una meccanizzazione straordinaria, ma brutale della società.
    Le bombe «arricchite» all'uranio, la clonazione umana, le bolle della Borsa sono alcuni dei risultati di questa aporia.
    La sacrosanta specializzazione si è risolta da un punto di vista laico in una frantumazione del sapere, dal punto di vista spirituale nell'idolatria.
    La sottomissione alla dittatura degli esperti è in definitiva una concezione barbara, estranea alla nostra vera cultura.
    La controprova è semplice: anche Mengele era un medico, ed uno tra i più competenti (quindi non va criticato, vigenti i parametri odierni).
    In conclusione coloro che finanziano una ricerca che si fonda su queste basi prometeico-materialistiche sappiano che forniscono risorse a chi milita nel campo opposto a quello dell'Agnello.
    Lottiamo contro la scienza che si è staccata dalla vita, altro che sentirci in colpa se non la foraggiamo!
    Oltre che militare (Usraele) la potenza del Quarto Reich è mediatica, antropologica e sociale.
    La forza dei media giudaico-massonici ha provocato lo spostamento dei cattolici.
    Cattolici fuori posto che si sentono a posto.
    Dedicano il loro tempo a sostenere iniziative sorte in ambienti estranei, quando non ostili. (15)
    Festeggiano la domenica dell'epilessia invece di quella concomitante delle Palme.</SPAN />

    Oreste Sartore

    Note
    1)
    </STRONG /> L'indignazione a fronte dei peccati contro il «politically correct» è il modo con cui il potere, illegittimo nella sostanza, si autolegittima davanti alle anime belle, agli spiriti deboli.
    2) Questa citazione e le seguenti che riguardano Veronesi sono tratte da Francesco Agnoli, vedi Il Timone, Febbraio 2006.
    3) Veronesi, «L'ombra e la luce: la mia battaglia contro il male», Gruppo Editoriale L'Espresso, 2005.
    4) Vedi anche Il Corriere della Sera, 15/5/2005.
    5) Vedi anche Affari e Finanza, 3/11/2005.
    6) Maslow ha codificato i bisogni, ordinandoli in una scala ascendente, dagli inferiori ai superiori.
    7) Eugenio Scalfari, L'Espresso, 24/11/2005.
    8) Intervista di Lorenzetto, «Tipi italiani», Il Giornale.
    9) Le società eugenetiche anglo-americane hanno evitato che i due, nel dopoguerra, venissero incriminati come collaboratori del nazionalsocialismo.
    10) Intervista a Singer di Marina Gersony, Il Giornale, 7 settembre 2002.
    11) Vedi articolo di Blondet su Fiorella Kostoris in questo sito
    12) Del resto si intitola «Guida del perplesso» il capolavoro dell'ebreo eretico Maimonide, una delle massime guide spirituali della «mistica ebraica» occulta (occultata).
    13) Purtroppo Finkielkraut non ha resistito al richiamo ancestrale e si è espresso totalmente a favore della «operazione Libano» attualmente in corso.
    14) Uno splendido esempio di testo non riduzionista è dato dai tre volumi di Biagini: «Ambiente, Conflitto e sviluppo. Le isole britanniche nel contesto globale», edizioni Ecig, reperibile presso la libreria Effedieffe.
    15) Nel vendere azalee e torte nei banchetti i cattolici si comportano in modo maledettamente simile a Paperina e alle sue amiche chiquite. Non a caso Walt Disney, nel museo della massoneria di Bayreuth, è onorato alla stessa stregua di presidenti USA e di premi Nobel.


    </SPAN />

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  2. #2
    Difendere la Vita!
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    Predefinito

    Premetto che gli appelli alla mobilitazione per questioni importantissime mi trovano d'accordo e che trovo geniale la trovata dei messaggini da un euro, non riesco però a capire perchè si arriva a schierarsi con "Bambi", cerbiattone dagli occhi dolcissimi che intenerisce anche me, ma in questi appelli non trovano mai posto le associazioni "prolife". Probabilmente non sono accettabili dal sistema perchè politicamente scorrette, eppure proposte come il "Progetto Gemma" del MPV sono condivisibilissime ed altamente meritorie.
    Per il resto considero l'articolo bello, bello, bello.

 

 

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