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  1. #1
    Pasdar
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    Predefinito RSI e Repubblica odierna: davvero così diverse?

    Recentemente ho avuto occasione di leggere la Costituzione della Repubblica Sociale Italiana, che si può trovare a questo link.
    Scorrendola, anche solo superficialmente, mi sembra che molte delle sue istanze, quantomeno ideali, siano riconoscibili anche nella Costituzione della Repubblica Italiana (quella del 1948, per intenderci).
    Anche se quest'ultima ha subito, nei suoi primi articoli, l'influenza della Costituzione del Carnaro, pone come suoi principi fondamentali e di governo la pluralità dei poteri (anche se nella RSI fu solo formale), la libertà d'opinione e molti altri punti che sicuramente non sono stati espressi nello Statuto Albertino.
    Si potrebbe affermare, secondo voi, che la R.S.I. fu diversa dall'attuale Repubblica solo nei fatti e nella pratica e non nell'idealità?
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  2. #2
    DaBak
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    serve rispondere?

  3. #3
    ardimentoso
    Ospite

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    ma che se pijano questi?

  4. #4
    Alvise
    Ospite

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    Beh, qualcosa andrebbe detto, neh...

  5. #5
    DaBak
    Ospite

    Predefinito

    Beh, in effetti, la Costituzione della Repubblica italiana si pone in una linea ci continuità con la Carta del carnaro e soprattutto con la Costituzione della Repubblica Sociale Italiana.....

  6. #6
    email non funzionante
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    per lunghi anni ho sprecato il mio tempo
    peccato potevo dedicarlo alla plica

  7. #7
    Alvise
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Defender
    Si potrebbe affermare, secondo voi, che la R.S.I. fu diversa dall'attuale Repubblica solo nei fatti e nella pratica e non nell'idealità?
    Assolutamente no.

    Le differenze profondissime nell'idealità le evidenziano, con chiarezza e senza ambiguità, i seguenti passaggi della Cost. RSI.

    Anche senza voler giudicare cosa è meglio e cosa è peggio, è evidente che la distanza è abissale.

    La Nazione Italiana è un organismo politico ed economico nel quale compiutamente si realizza la stirpe con i suoi caratteri civili, religiosi, linguistici, giuridici, etici e culturali. Ha vita, volontà, e fini superiori per potenza e durata a quelli degli individui, isolati o raggruppati, che in ogni momento ne fanno parte.
    SEZIONE II Dell’Istruzione


    79 – La scuola si propone la formazione di una cultura del popolo, inspirata agli eterni valori della razza italiana e della sua civiltà.
    § VI La difesa della stirpe


    71 – La Repubblica considera l’incremento demografico come condizione per l’ascesa della Nazione e per lo sviluppo della sua potenza militare, economica, civile.

    72 – La politica demografica della Repubblica si svolge con tre finalità essenziali: numero, sanità morale e fisica, purità della stirpe.

    73 – Presupposto della politica demografica è la difesa della famiglia, nucleo essenziale della struttura sociale dello Stato. La Repubblica la attua proteggendo e consolidando tutti i valori religiosi e morali che cementano la famiglia, e in particolare: – col favore accordato al matrimonio, considerato anche quale dovere nazionale e fonte di diritti, perché esso possa raggiungere tutte le sue alte finalità, prima: la procreazione di prole sana e numerosa; – col riconoscimento degli effetti civili al sacramento del matrimonio, disciplinato nel diritto canonico; – col divieto di matrimonio di cittadini italiani con sudditi di razza ebraica, e con la speciale disciplina del matrimonio di cittadini italiani con sudditi di altre razze o con stranieri; – con la tutela della maternità; – con la prestazione di aiuti e assistenza per il sostenimento degli oneri familiari. Speciali agevolazioni spettano alle famiglie numerose.

    74 – La protezione dell’infanzia e della giovinezza è un’elevata funzione pubblica, che la Repubblica svolge, anche a mezzo appositi istituti, con l’ingerenza nell’attività educativa familiare (art. 76), con la protezione della filiazione illegittima e con l’assistenza tutelare dei minori abbandonati.
    DIRITTI E DOVERI DEL CITTADINO

    89 – La cittadinanza italiana si acquista e si perde alle condizioni e nei modi stabiliti dalla legge, sulla base del principio che essa è titolo d’onore da riconoscersi e concedersi soltanto agli appartenenti alla stirpe ariana italiana. In particolare la cittadinanza non può essere acquistata da appartenenti alla razza ebraica e a razze di colore.

    90 – I sudditi di razza non italiana non godono del diritto di servire l’Italia in armi, né, in genere, dei diritti politici: godono dei diritti civili entro i limiti segnati dalla legge, secondo il criterio della loro esclusione da ogni attività, culturale ed economica, che presenti un interesse pubblico, anche se svolgentesi nel campo del diritto privato. In quanto non particolarmente disposto vale per essi, in quanto applicabile, il trattamento riservato agli stranieri.

    91 – Fondamentale dovere del cittadino è quello di collaborare con tutte le sue forze, e in ogni campo della sua attività, al raggiungimento dei fini supremi della Repubblica Sociale Italiana, accettando volenterosamente e disciplinatamente, gli oneri, le restrizioni ed i sacrifici che rispondono alle esigenze nazionali, per il principio che non può essere veramente libero se non il cittadino della Nazione libera.
    102 – Il complesso della produzione è unitario dal punto di vista nazionale. Suoi obiettivi sono il benessere dei singoli e lo sviluppo della potenza della Nazione.

    103 – Nel campo della produzione la Repubblica si propone di conseguire l’indipendenza economica della Nazione, condizione e garanzia della sua libertà politica nel mondo. A tale scopo la Repubblica, oltre a promuovere in tutti i modi l’aumento, il perfezionamento della produzione e la riduzione dei costi, fissa, a mezzo dei suoi organi e degli enti idonei, le direttive e i piani generali della produzione nazionale o di settori di questa. All’osservanza di tali direttive e al successo di tali piani sono impegnati tutti i lavoratori, sia nella determinazione degli indirizzi, che nello svolgimento dell’attività produttiva.

    104 – Nei rapporti tra le categorie dei vari rami della produzione nazionale, come nel seno di ogni singola impresa, si attua la collaborazione dei diversi fattori della produzione tra loro, il contemperamento dei loro interessi, la loro subordinazione agli interessi superiori della Nazione.

  8. #8
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Defender
    Recentemente ho avuto occasione di leggere la Costituzione della Repubblica Sociale Italiana, che si può trovare a questo link.
    Scorrendola, anche solo superficialmente, mi sembra che molte delle sue istanze, quantomeno ideali, siano riconoscibili anche nella Costituzione della Repubblica Italiana (quella del 1948, per intenderci).
    Anche se quest'ultima ha subito, nei suoi primi articoli, l'influenza della Costituzione del Carnaro, pone come suoi principi fondamentali e di governo la pluralità dei poteri (anche se nella RSI fu solo formale), la libertà d'opinione e molti altri punti che sicuramente non sono stati espressi nello Statuto Albertino.
    Si potrebbe affermare, secondo voi, che la R.S.I. fu diversa dall'attuale Repubblica solo nei fatti e nella pratica e non nell'idealità?

  9. #9
    Cattolico Tradizionalista
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    Provincia di Lecce - Il mondialismo è una statua di cera, Lady U$A non mi farò mai ammagliare dalla tua bandiera
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    Predefinito

    De Gasperi, sighhhaaillll
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  10. #10
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Defender
    Recentemente ho avuto occasione di leggere la Costituzione della Repubblica Sociale Italiana, che si può trovare a questo link.
    Scorrendola, anche solo superficialmente, mi sembra che molte delle sue istanze, quantomeno ideali, siano riconoscibili anche nella Costituzione della Repubblica Italiana (quella del 1948, per intenderci).
    Anche se quest'ultima ha subito, nei suoi primi articoli, l'influenza della Costituzione del Carnaro, pone come suoi principi fondamentali e di governo la pluralità dei poteri (anche se nella RSI fu solo formale), la libertà d'opinione e molti altri punti che sicuramente non sono stati espressi nello Statuto Albertino.
    Si potrebbe affermare, secondo voi, che la R.S.I. fu diversa dall'attuale Repubblica solo nei fatti e nella pratica e non nell'idealità?
    Ma che te fumi al pomeriggio

 

 
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