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Rif: Fimmini
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Originariamente Scritto da
JnanaTapas
Sì è vero che è strategia di facciata, ma la Carfagna essendo una show-girl dubito che abbia una certa formazione conservatrice o roba affine.
Da quel che ho letto, mi è sembrato di capire che la Carfagna abbia fatto quelle cose lì più per esigenze "professionali" che per sua volontà. In questa società ad una ragazza carina le porte dello spettacolo sono quelle che si aprono prima. Poi, però, devi fare il calendario...
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Rif: Fimmini
Citazione:
Originariamente Scritto da
JnanaTapas
Il discorso è che se avessimo la nostra forma tradizionale non ci sarebbe bisogno di fare delle comparazioni con le altre civiltà.
Questo sarebbe corretto, se vivessimo in un epoca Normale e non Decadente.
Concordo sul definire quest'epoca decadente. Tuttavia, come affermava lo stesso Guenon, e come in genere sottolineano tutti i tradizionalisti, è cosa buona rispettare sempre la propria tradizione. Ricordo di aver letto che anche il Dalai Lama sconsigliava agli occidentali di rifarsi al buddismo.
Ora, anche ammesso (e non concesso) che il cattolicesimo di oggi non abbia più una forma tradizionale, è per questo legittimo rifarsi a filoni culturali che ci sono estranei?
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Rif: Fimmini
Citazione:
Originariamente Scritto da
Florian
Il tuo avatar è molto bello, ma è anche inaccessibile e lontano, e nella sua volontà tradizionalista nasconde una sensibilità postmoderna. Solo nell'epoca della globalizzazione e in una civiltà multiculturalista è concesso ad una ragazza italiana di assumere un'identità esotica, orientale e pagana.
Io sono fedele al detto (conservatore): "Giusto o sbagliato, questo è il mio paese". E aggiungo, questa è la nostra civiltà, questa è la nostra lingua, questa è la nostra razza e questa è la nostra religione.
Occidentale, italiano, bianco e cattolico. Questo io sono.
Florian...anch'io sono italiana, bianchissima, di formazione rigidamente cattolica, ma quanto alla spiritualità mi sono sempre sentita cittadina del mondo. Essere aderenti alla Tradizione significa anche saper scorgere il filo comune che lega ogni forma religiosa che si prenda carico di chi ha sete di assoluto, evincendone gli aspetti comuni.
Forse OGGI io ho libertà di espressione delle mie convinzioni non allineate...ma non credere che IERI non avrei potuto professarle....mi sarei solo dovuta tenere nella riservatezza...
Il mio "tradizionalismo" non è postmoderno: è l'adesione ad una forma sovrastorica che considero al di là della temporalità in quanto fondata su archetipi perenni di natura metafisica.
Quanto alla preferibilità dell'adesione alla propria tradizione io sarei anche d'accordo....ma da noi in occidente non c'è più qualcosa di vivo che accompagni il desideroso di percorrere certe vie....e quello che ti viene proposto francamente è solo la lettera, il dogma , la forma senza contenuto....e allora cerchi altrove: fosse pure nella consapevolezza che le differenze culturali, etniche, addirittura psicofisiche rendono probabilmente impossibile l'adesione completa e fattiva.
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Rif: Fimmini
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Originariamente Scritto da
primahyadum
Florian...anch'io sono italiana, bianchissima, di formazione rigidamente cattolica, ma quanto alla spiritualità mi sono sempre sentita cittadina del mondo. Essere aderenti alla Tradizione significa anche saper scorgere il filo comune che lega ogni forma religiosa che si prenda carico di chi ha sete di assoluto, evincendone gli aspetti comuni.
Forse OGGI io ho libertà di espressione delle mie convinzioni non allineate...ma non credere che IERI non avrei potuto professarle....mi sarei solo dovuta tenere nella riservatezza...
Il mio "tradizionalismo" non è postmoderno: è l'adesione ad una forma sovrastorica che considero al di là della temporalità in quanto fondata su archetipi perenni di natura metafisica.
Quanto alla preferibilità dell'adesione alla propria tradizione io sarei anche d'accordo....ma da noi in occidente non c'è più qualcosa di vivo che accompagni il desideroso di percorrere certe vie....e quello che ti viene proposto francamente è solo la lettera, il dogma , la forma senza contenuto....e allora cerchi altrove: fosse pure nella consapevolezza che le differenze culturali, etniche, addirittura psicofisiche rendono probabilmente impossibile l'adesione completa e fattiva.
Questo tuo post mi fa comprendere che sei persona di cultura e non una streghetta del genere wicca (:D). Bene.
Ora, per risponderti dovrei quotare la risposta che tu stessa ti sei data. Ovvero che "le differenze culturali, etniche, addirittura psicofisiche rendono probabilmente impossibile l'adesione completa e fattiva".
Ora tu obietterai che un'adesione "parziale" è sempre meglio che niente. Sempre meglio della "lettera" e del "dogma" e delle "forme senza contenuto".
Io non penso che il cattolicesimo non abbia un contenuto e meno che mai credo all'idea di una Tradizione primordiale dalla quale discendono tutte le forme tradizionali correnti. Questo è relativismo, solo superficialmente distinguibile dalla più volgare new age. Il cristianesimo, al contrario, ha sempre professato l'unicità dell'esperienza cristiana, ovvero che solo in Cristo è la salvezza.
Questa è lo nostra tradizione e su queste basi dal Medioevo in poi si è identificata la civiltà occidentale.
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Rif: Fimmini
Citazione:
Originariamente Scritto da
Florian
Io non penso che il cattolicesimo non abbia un contenuto e meno che mai credo all'idea di una Tradizione primordiale dalla quale discendono tutte le forme tradizionali correnti. Questo è relativismo, solo superficialmente distinguibile dalla più volgare new age. Il cristianesimo, al contrario, ha sempre professato l'unicità dell'esperienza cristiana, ovvero che solo in Cristo è la salvezza.
Questa è lo nostra tradizione e su queste basi dal Medioevo in poi si è identificata la civiltà occidentale.
Beh..qui le nostre convinzioni divergono: l'idea di una Tradizione unica che comprenda pur nella specificazione tutte le altre singole tradizioni è una mia ferrea certezza e non la considero affatto relativista nel senso da te indicato. E il Cristianesimo per me non ha alcuna esclusiva, essendo solo l'ultima tradizione in senso temporale pervenuta agli uomini.
Ma qui si entra nel campo delle credenze individuali e non negoziabili.
Comunque questo non dovrebbe, anche se purtroppo lo fa, escludere il dialogo tra persone mature e consapevoli.
Integralismo è invece il negare sè stessi ad ogni apertura.
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Rif: Fimmini
Buttafuoco non mi è mai dispiaciuto.
La sua 'storia' di neo-fascista mi unisce in un certo senso a lui.
Ma obiettivamente, politicamente e religiosamente parlando, mi sento molto più vicino a Camillo Langone.
Per me il Cattolicesimo Romano è fondamentale. Buttafuoco apprezza il Cattolicesimo ma ha più un'impostazione - dichiarata o meno che sia - perennialista, che del resto evidenzia perfettamente la sua formazione evoliana e, soprattutto, guenoniana.
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Rif: Fimmini
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Originariamente Scritto da
primahyadum
Beh..qui le nostre convinzioni divergono: l'idea di una Tradizione unica che comprenda pur nella specificazione tutte le altre singole tradizioni è una mia ferrea certezza e non la considero affatto relativista nel senso da te indicato. E il Cristianesimo per me non ha alcuna esclusiva, essendo solo l'ultima tradizione in senso temporale pervenuta agli uomini.
Ma qui si entra nel campo delle credenze individuali e non negoziabili.
Comunque questo non dovrebbe, anche se purtroppo lo fa, escludere il dialogo tra persone mature e consapevoli.
Integralismo è invece il negare sè stessi ad ogni apertura.
Apertura? Forse che gli arabi sono "aperti" nei confronti di tradizioni diverse dalla loro? E i cinesi? Gli indù? Non mi sembra proprio. Da che mondo è mondo tutte le culture sono propriamente "chiuse" e convinte intimamente della propria superiorità. L'idea dell'apertura nasce, guarda caso, in Occidente con la filosofia. Una conquista che se da un lato umanizza l'uomo dall'altro corrode profondamente la comunità in quanto stimola la ricerca individuale e allenta i legami con la famiglia e le Istituzioni. Per questo Leo Strauss, un conservatore profondamente critico della deriva relativistica del liberalismo moderno, arrivò a ritenere che la condanna di Socrate non era, in fondo, del tutto sbagliata.
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Rif: Fimmini
Citazione:
Originariamente Scritto da
Florian
Apertura? Forse che gli arabi sono "aperti" nei confronti di tradizioni diverse dalla loro? E i cinesi? Gli indù? Non mi sembra proprio. Da che mondo è mondo tutte le culture sono propriamente "chiuse" e convinte intimamente della propria superiorità. L'idea dell'apertura nasce, guarda caso, in Occidente con la filosofia. Una conquista che se da un lato umanizza l'uomo dall'altro corrode profondamente la comunità in quanto stimola la ricerca individuale e allenta i legami con la famiglia e le Istituzioni. Per questo Leo Strauss, un conservatore profondamente critico della deriva relativistica del liberalismo moderno, arrivò a ritenere che la condanna di Socrate non era, in fondo, del tutto sbagliata.
Ma io non privilegio affatto le altrui culture nel senso da te inteso....io esploro e approfondisco le loro forme religiose senza pregiudizi e senza prima verificare quanto e in che misura costoro accettino me.
Comprendo che per te relativismo significa la minaccia di ridurre ciò in cui credi allo stesso livello di tutte le altre credenze....e non ti giudico minimamente: ciascuno segue ciò che ha profondamente insito nel suo cuore. Per me relativismo significa NON svilire la dottrina religiosa cristiana, ma ritrovare nel profondo di questa l'essenza viva e perenne della rivelazione che l'assoluto ha profuso all'uomo di ogni tempo e latitudine.
Se Gesù il Cristo è personaggio storico, il Logos eterno è invece metastorico e metafisico, immutabile e perenne, e s'incarna via via attraverso i tempi per giungere a bussare nel profondo di ogni essere.
Mi rendo conto che la mia convinzione possa anche essere interpretata diversamente..-..ma sono del tutto certa che l'assoluto che io perseguo sia, al di là delle forme aasunte, esattamente lo stesso del tuo. :)
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Rif: Fimmini
Citazione:
Originariamente Scritto da
Florian
Apertura? Forse che gli arabi sono "aperti" nei confronti di tradizioni diverse dalla loro? E i cinesi? Gli indù? Non mi sembra proprio. Da che mondo è mondo tutte le culture sono propriamente "chiuse" e convinte intimamente della propria superiorità. L'idea dell'apertura nasce, guarda caso, in Occidente con la filosofia. Una conquista che se da un lato umanizza l'uomo dall'altro corrode profondamente la comunità in quanto stimola la ricerca individuale e allenta i legami con la famiglia e le Istituzioni. Per questo Leo Strauss, un conservatore profondamente critico della deriva relativistica del liberalismo moderno, arrivò a ritenere che la condanna di Socrate non era, in fondo, del tutto sbagliata.
Gli arabi aperti lo sono stati a lungo ...
Quanto alla filosofia, senza il diritto al dissenso filosofico non avremmo avto neanche Strauss o chi per lui, e saremmo ancora al feudalesimo ...
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Rif: Fimmini
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Originariamente Scritto da
Manfr
e saremmo ancora al feudalesimo ...
Il che non sarebbe affatto male.