Posto un ottimo articolo di La Grassa tratto da http://ripensaremarx.splinder.com/ sulla politica fiscale e i "successi" del nuovo governo.
Buona lettura e buon divertimento.
L'ARMATA BRANCALEONE (di G. La Grassa)
Anche oggi una buona dimostrazione che abbiamo a che fare con una “maggioranza” (governativa) di buffoni e con una minoranza (opposizione) di pagliacci. Sono apparsi i dati del Tesoro che rilevano un aumento del gettito fiscale (nei primi sei mesi del 2006 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) di oltre il 12%. Di questo aumento si sono subito appropriati i buffoni che governano da neanche tre mesi e il cui primo decreto economico, quello sulle presunte liberalizzazioni, è stato approvato si e no una settimana fa. Si è gridato al successo della lotta all’evasione fiscale, affermazione che ha giustamente fatto sbottare ironicamente Tremonti: “Nemmeno il mago Otelma…”. Fra l’altro, 65 dei 96 miliardi incamerati dallo Stato sono costituiti dalle ritenute sul lavoro dipendente; e i cud relativi a quest’ultimo sono in genere elaborati dalle imprese entro marzo (mentre il Governo è entrato in carica a maggio).
Altra tesi – avallata persino da una persona fino ad oggi intelligente come Geronimo – è che il maggior gettito dipenda dal terrore fiscale generato da Visco. A parte la negatività di un eventuale fattore del genere, che implicherebbe l’inizio di una sfida e guerriglia tra interessi privati e accertamento fiscale pubblico, fa ridere un terrore così anticipato rispetto all’arrivo del noto “Dracula dei redditi”. E’ evidente che anche Geronimo, da buon democristiano, lancia ami e segnali di fumo benevoli verso la maggioranza, mostrando così il suo favore per una “ammucchiata di centro”. Si tratta in ogni caso di cazzate in libertà; e un Governo che grida al disastro dei conti pubblici, che poi rileva che tale disastro proprio non c’è e che infine gode di un bel regalo fiscale (dovuto a fattori pregressi), fa veramente ridere o vergognare qualsiasi persona che non voglia credere per pura fede nella squadra di cui è cieco tifoso.
Dall’altra parte, da quella dei pagliacci, si sostengono tesi a mio avviso un po’ meno ridicole (nella forma) ma comunque del tutto opinabili. Il maggior gettito sarebbe effetto sia di una diminuzione del carico fiscale, che avrebbe fatto emergere il sommerso, sia di un aumento dell’occupazione che avrebbe procurato la crescita delle ritenute sul lavoro dipendente. In realtà, credo che da questo fatto del buon andamento del gettito fiscale possano derivare altre conclusioni.
Innanzitutto, risulta della massima evidenza che nessuno dei grandi esperti e contabili ecc. riesce a prevedere nulla di ciò che accadrà anche a distanza di pochi mesi. Nessuno può veramente essere sicuro che, nel secondo semestre o il prossimo anno, il gettito inverta il suo andamento e faccia levare alti lai agli entusiasti di oggi. In secondo luogo, se per caso il buon andamento di tale gettito si confermasse, più che credere all’emersione del sommerso per merito di una diminuzione del carico fiscale, si deve pensare che il precedente Governo, malgrado tanti discorsi neoliberisti, non abbia affatto diminuito le imposte, ma semmai il contrario. E’ comunque certo che il Governo e la maggioranza attuali sono un’Armata Brancaleone, incapace di fare calcoli, che si affida solo al famoso “stellone d’Italia”, agli andamenti erratici delle variabili economiche. Gridano al disastro, alla necessità di una finanziaria “lacrime e sangue”; poi si trovano tra i piedi, senza prevederlo nemmeno con un giorno di anticipo, un regalino che dà sollievo come un respiro bocca a bocca effettuato nei confronti di un malato di enfisema all’ultimo stadio. Cianciano di economia che comincia a tirare – e, se per caso si invertisse la congiuntura in senso positivo, non sarebbe ancora una volta merito loro, ma della crescita di altre economie che trainerebbero la nostra (come ammesso da qualsiasi “esperto” non scemo) – e intanto si sono avuti a luglio dati poco buoni sull’andamento dell’economia USA (se l’Europa, in specie della UE, pretende di fare da traino per l’economia globale, fa scompisciare dalle risate), la Banca europea alza il tasso di sconto, e afferma che dovranno essercene altri nel prossimo futuro, per contrastare le tensioni inflazionistiche in atto (ma non mi consta che queste siano state rilevate statisticamente fino ad ora).
Aggiungiamo altri due fatterelli “governativi” degli ultimi giorni. La scialba Livia Turco, in nome delle quote rosa (posso sospettare che forse si vuole invece mettere ai posti di comando propri fiduciari?), ha sostituito Cognetti (scienziato di fama) alla direzione del Regina Elena di Roma. Perfino Scalfari (non Scalfaro) si è indignato e molti scienziati – fra cui la Levi Montalcino che al Senato pratica la respirazione artificiale a favore del Governo – hanno fatto dichiarazioni in difesa del suddetto Cognetti. La Turco ha fatto presente che la decisione non è stata presa da lei individualmente, ma dalla già nominata Armata Brancaleone. Questo non diminuisce affatto – anzi! – la gravità della decisione.
Il Governo ha infine ridotto del 10%, di qui al 2009, gli investimenti per l’Università. Il mondo accademico – che in stragrande maggioranza ha appoggiato il centrosinistra – è in subbuglio; in particolare i “ricercatori precari” che hanno criticato apertamente Mussi: “il Ministro minaccia le dimissioni, ma non le darà mai. E, per i precari, la vita sarà tutta un quiz”. Anche in questo caso il povero Mussi – quando lo vedevo, giovanotto, a Pisa sempre in coppia con D’Alema contro il Movimento studentesco (nel 67-68-69), mai avrei immaginato che un tipo simile sarebbe un giorno diventato Ministro, e per di più proprio dell’Università (se non erro, né lui né D’Alema si sono mai laureati pur essendo iscritti per anni alla Scuola Normale) – non è responsabile individualmente di questa sciagurata scelta di un collettivo di grassatori allo sbando.
Ammetto che l’alternativa dei pagliacci non sarebbe migliore di quella dei buffoni (ma nemmeno peggiore!). Tuttavia, non capisco i ragionamenti di coloro che pretendono che uno scelga per forza se morire di cancro ai polmoni o invece al fegato. D’altra parte, si sono mai visti discutere i tifosi di calcio? Alcuni sono perfetti idioti, ma altri intelligenti; eppure, nella discussione, è impossibile distinguere gli uni dagli altri, sembrano tutti degli ubriaconi e rincoglioniti. Così sono gli elettori di destra e di sinistra. Non c’è alternativa in una logica elettoralistica; ma nemmeno nei mitici “movimenti delle masse”, in senso generico, senza direzione alcuna. Quel che ci vorrebbe non lo dico in questo momento; qualcuno lo può immaginare, ma al presente taccio. Mi rivolgo soprattutto a quei compagni e amici che so essere persone critiche e dotate di buon senso; gli altri li lascio a tifare insensatamente per i buffoni o per i pagliacci.
8 agosto




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