Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Politica militare comunitarista

    Credo che il movimento Comunitarista, qualora si concretizzi la prospettiva del Partito, debba iniziare a prporre un programma di politica militare completamente diverso da quello portato avanti fin'ora dalla sinistra istituzionale:
    1) Abrogazione della legge 331 che elimina la coscrizione obbligatoria e la sostituisce con l'attuale esrcito volontario, mercenario, profefessionale atto all'utilizzo x fini interventistici e x operazioni neo-coloniali mascherate da interventi umanitari.
    2) reintroduzione della leva militare obbligatoria e ricostituzione dell'Esercito di Popolo, con riduzione della ferma a 6 mesi e reclutamento su base territoriale, il godimento di tutti i diritti civili e politici, diritto di partecipare alla vita associativa, regolari permessi, addestramento specifico alla guerriglia urbana e alla lotta partigiana di resistenza.
    3) Divieto di partecipare a qualsiasi operazione militare che non sia strettamente connessa alla difesa della patria e alla sicurezza dei confini della nazionali.
    Divieto, dunque, di partecipare a qualsiasi missione internazionale (anche a guida Onu).
    4) Diritto di obiezione: possibilià x il militare di rifiutarsi di eseguire ordini che esso ritenga immorali o disumani.

  2. #2
    DaBak
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital
    Credo che il movimento Comunitarista, qualora si concretizzi la prospettiva del Partito, debba iniziare a prporre un programma di politica militare completamente diverso da quello portato avanti fin'ora dalla sinistra istituzionale:
    1) Abrogazione della legge 331 che elimina la coscrizione obbligatoria e la sostituisce con l'attuale esrcito volontario, mercenario, profefessionale atto all'utilizzo x fini interventistici e x operazioni neo-coloniali mascherate da interventi umanitari.
    2) reintroduzione della leva militare obbligatoria e ricostituzione dell'Esercito di Popolo, con riduzione della ferma a 6 mesi e reclutamento su base territoriale, il godimento di tutti i diritti civili e politici, diritto di partecipare alla vita associativa, regolari permessi, addestramento specifico alla guerriglia urbana e alla lotta partigiana di resistenza.
    3) Divieto di partecipare a qualsiasi operazione militare che non sia strettamente connessa alla difesa della patria e alla sicurezza dei confini della nazionali.
    Divieto, dunque, di partecipare a qualsiasi missione internazionale (anche a guida Onu).
    4) Diritto di obiezione: possibilià x il militare di rifiutarsi di eseguire ordini che esso ritenga immorali o disumani.
    D'accordo su tutto tranne che sul 4.
    Sul punto della leva obbligatoria: una volta ero favorevole alla leva volontaria, pensavo fosse più giusta, pensavo ad un esercito di professionisti...ma poi ho visto la gente che attualmente frequenta le caserme e i risultati della nuova politica e credo che la leva obbligatoria sia più indicata.

  3. #3
    Con l'Iraq che si ribella
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital
    Credo che il movimento Comunitarista, qualora si concretizzi la prospettiva del Partito, debba iniziare a prporre un programma di politica militare completamente diverso da quello portato avanti fin'ora dalla sinistra istituzionale.
    Io avrei qualche obiezione sulla 3 e sulla 4...per alcuni motivi...

    ...sulla "3" non sarei così netto...cioè...l'esercito italiano così strutturato non dovrebbe partecipare ad alcuna guerra al di fuori del nostro territorio, ma personalmente sarei favorevole a fornire supporto (puramente) logistico per chi, essendo stato addestrato per il nostro esercito, volesse partire per andare a combattere dalla parte di qualche popolazione oppressa...

    ...sulla "4" invece io sarei totalmente contrario ad un simile "diritto" che perpetua la mistificazione mediatica sulla guerra...la guerra è di "per sè" una concatenazione di atti immortali e disumani...anche una guerra legittima come quella di chi lotta per difendere la propria terra comporta atti considerati "immorali" e "disumani" in uno scenario pacifico e "civile"...

    ...la guerra è un "via libera" all'omicidio lecito con giustificazione di Stato o collettiva...quindi chi non è disposto a fare qualunque cosa sia necessaria a conseguire la vittoria credo che sia meglio se si levi dai coglioni...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  4. #4
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital
    Credo che il movimento Comunitarista, qualora si concretizzi la prospettiva del Partito, debba iniziare a prporre un programma di politica militare completamente diverso da quello portato avanti fin'ora dalla sinistra istituzionale:
    1) Abrogazione della legge 331 che elimina la coscrizione obbligatoria e la sostituisce con l'attuale esrcito volontario, mercenario, profefessionale atto all'utilizzo x fini interventistici e x operazioni neo-coloniali mascherate da interventi umanitari.
    2) reintroduzione della leva militare obbligatoria e ricostituzione dell'Esercito di Popolo, con riduzione della ferma a 6 mesi e reclutamento su base territoriale, il godimento di tutti i diritti civili e politici, diritto di partecipare alla vita associativa, regolari permessi, addestramento specifico alla guerriglia urbana e alla lotta partigiana di resistenza.
    3) Divieto di partecipare a qualsiasi operazione militare che non sia strettamente connessa alla difesa della patria e alla sicurezza dei confini della nazionali.
    Divieto, dunque, di partecipare a qualsiasi missione internazionale (anche a guida Onu).
    4) Diritto di obiezione: possibilià x il militare di rifiutarsi di eseguire ordini che esso ritenga immorali o disumani.
    Sono abbastanza concorde sui punti 1) e 2) e soprattutto sulla questione che poni. I problemi militari sono importantissimi sia dal punto di vista geopolitico che da quello delle relazioni tra stato e industria.
    La questione centrale è però la funzione del nostro esercito che è un'appendice della Nato e agisce praticamente solo sentito il parere del Pentagono. In altre parole non abbiamo un esercito nazionale, ma un esercito mercenario. Cambiare questo vuol dire rinnovare integralmennte il nostro sistema di difesa, che si appoggia alle strutture militari USA e rimuovere quasi tutti gli ufficiali. Non è semplice!
    I punti 3) e 4) esistono già, perché la nostra Costituzione proibisce l'uso della forza militare a scopo aggressivo e il codice militare autorizza i soldati a non obbedire ad ordini incostituzionali.

  5. #5
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    Abu Ital, ma non starai guardando un po' troppo lontano?

    ...comunque non sono proprio d'accordo col tuo discorso, ma ora sono in mezzo ad una montagna e non ho tempo, modo e soldi per risponderti con chiarezza. Rimando il discorso a settembre... Oppure dal vivo al Campo...

    Ciao

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Io avrei qualche obiezione sulla 3 e sulla 4...per alcuni motivi...

    ...sulla "3" non sarei così netto...cioè...l'esercito italiano così strutturato non dovrebbe partecipare ad alcuna guerra al di fuori del nostro territorio, ma personalmente sarei favorevole a fornire supporto (puramente) logistico per chi, essendo stato addestrato per il nostro esercito, volesse partire per andare a combattere dalla parte di qualche popolazione oppressa...

    ...sulla "4" invece io sarei totalmente contrario ad un simile "diritto" che perpetua la mistificazione mediatica sulla guerra...la guerra è di "per sè" una concatenazione di atti immortali e disumani...anche una guerra legittima come quella di chi lotta per difendere la propria terra comporta atti considerati "immorali" e "disumani" in uno scenario pacifico e "civile"...

    ...la guerra è un "via libera" all'omicidio lecito con giustificazione di Stato o collettiva...quindi chi non è disposto a fare qualunque cosa sia necessaria a conseguire la vittoria credo che sia meglio se si levi dai coglioni...
    Skarm
    Sono d'accordissimo sul fatto di supportare logisticamente e fornire addestramento ai combattenti stranieri che abbiano intenzione di battersi x la cusa degli oppressi nei rispettivi paesi, anche se credo che la cosa vada fatta in maniera non ufficiale per evitare le solite titritere sugli Stati "che sponsorizzano il terrorismo" e altre cazzate simili.
    Per ciò che concerne l'obiezione che tu muovi al punto 4:
    esso non si basa su alcuna pregiudiziale anti-bellica o antimilitarista o a un pacifismo dogmatico (alla Bertinotti) che è poi la foglia di fico utilizzata dall'attuale sinistra borghese x coprire la loro passività contro i crimini israelo/americani ed evitare il sacrosanto supporto alle resistenze nazionali antimperialiste (x qualcuno troppo politicamente scorrtetto).
    Il punto 4 si riferisce al fatto che il militare possa rifiutarsi di adempiere ad un ordine che contrasti in maniera palese coi precedenti punti 1, 2 e 3.
    Il punto 4 si rifersice inoltre al fatto che, in una situazione di guerra (che deve essere sempre e comunque di difesa e in risposta ad un'aggressione esterna) il soldato possa ribellarsi e rifiutarsi di partecipare ad operazioni indiscriminate di rappresaglia contro la popolazione civile o a bombardamenti gratuiti contro obbiettivi che non siano leggittimi e di tipo esclusivamente militare, che abbiano il solo scopo di terrorizzare la popolazione o che comportino l'uccisione di anziani, invalidi, donne e bambini inermi (tipo le infami operazioni che Israele sta compiendo contro la popolazione libanese).
    Questi sarebbero gli unici contesti in cui troverebbe applicazione il punto 4 e non certo per ridicole e ipocrite motivazioni non-violenza assoluta o di ripudio totale della guerra che, invece quando è guerra di liberazione e contro la tirannide e l'ingiustizia, è pienamente legittimata, moralmente giustificata e, anzi, benvenuta.

  7. #7
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    Rispondo a Sandokan 80: E' ovvio che in un'ottica comunitarista l'Italia e le sue Forze Armate debbano smarcarsi dalla Nato e da altre similia alleanze.
    E' ovvio anche che, come tu stesso asserisci, x avere delle Forze Armate che siano veramente nazionali e popolari bisogna cambiare totalmente l'attuale impostazione dell'apparato militare italiano iniziando da un bel prepensionamento di tutti gli alti gradi legati ad ambienti atlantici (chiamala se vuoi: epurazione), riconvertire l'arsenale bellico trasformandolo da macchina prevalentemente d'offesa al soldo dell'imperialismo USA a struttura essenzialmente difensiva e, soprattutto, buttare nel cesso le basi americane presenti sul nostro territorio e tirare la catena.
    Senza premettere questo, tutti i nostri discorsi vanno a farsi benedire.
    E' ancora più ovvio che stiamo parlando di scenari molto, molto futuribili e assai difficilmente realizzabili ma già il porre la questione, mettendo in dubbio i dogmi della sudditanza alla Nato, dell'alleanza con gli USA, delle "missioni di pace" e dell'"ingerenza umanitaria", segna una rottura con l'immobilismo complice dell'attuale sinistra borghese e serve a sollecitare un dibattito serio su questioni che non possono essere date x scontate ne delegate a terzi.

  8. #8
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    Omnia Sunt Communia

    Io C'o' Na Grotta Profonna Profonna Potrbbe Esse Bbona Pe Costrui' N'esercito Popolare Fedelissimo Pe Scagliallo Contro L'alleanza Imperiale Che Ne Dite?

    Tutto E' Di Tutti

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer
    Omnia Sunt Communia

    Io C'o' Na Grotta Profonna Profonna Potrbbe Esse Bbona Pe Costrui' N'esercito Popolare Fedelissimo Pe Scagliallo Contro L'alleanza Imperiale Che Ne Dite?

    Tutto E' Di Tutti
    Dico che sei meglio del grande poeta Remo Remotti.

    Per quel che riguarda l'argomento della discussione sono daccordo con Outis che decisamente sia veramente troppo presto per poter anche solo accennare a questioni simili.
    Personalmente sono poi contrario alla cosscrizione obbligatoria in quanto ha come effetto principale quello di portare nuovo potere e nuova linfa vitale alle organizzazioni militaristiche che in occidente da sempre sono più che altro reazionarie. Un nuovo militarismo su base coscritta non è l'idea migliore. Non ci scordiamo volendo fare della politica nella fantapolitica che gli eserciti di guerriglia e di resistenza come la guerriglia nepalese o colombiana o peruviana o cecena ma anche Hezbollah (per saltare tutti gli esempi del passato più recente) sono tutti a base volontaria e mi sembra che questa sia tutt'ora la via kmigliore da seguire.
    Meglio avere una forza armata composta da veri rivoluzionari che un esercito regolare su base obbligatoria pieno di gente che di avere un fucile in mano non ne vuole sapere nulla.
    Ricordo inoltre che la coscrizione obbligatoria è alla base della politica militare imperialista di stati come Israele.
    Tutto questo ripeto parlando di fantapolitica remotamente futuribile.

    A luta continua

 

 

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