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    Predefinito Archimandrita Greco-Ortodosso Vuole Convertirsi Al Cattolicesimo

    Sul giornale locale di Trieste vi è, in gran rilievo, la notizia l'Archimandrita della locale Comunità Greca-Ortodossa (Chiesa ufficiale di Grecia) vuole convertirsi al Cattolicesimo. E' giovane, 33 anni, ed è venuto qui dalla Grecia circa tre anni fa.
    Si pensa ad inviare qualcuno che lo sostuisca.
    Cosa ne dite?

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da damasceno
    Sul giornale locale di Trieste vi è, in gran rilievo, la notizia l'Archimandrita della locale Comunità Greca-Ortodossa (Chiesa ufficiale di Grecia) vuole convertirsi al Cattolicesimo. E' giovane, 33 anni, ed è venuto qui dalla Grecia circa tre anni fa.
    Si pensa ad inviare qualcuno che lo sostuisca.
    Cosa ne dite?
    Questa, forse, sarebbe una "grande notizia"? Solo gli ignoranti lo possono credere!

    Dal momento in cui Cattolicesimo e Ortodossia non sono stati più in comunione sono sempre esistiti passaggi di singoli da una Chiesa ad un'altra!
    Uno dei più famosi casi storici è stato quello del Metropolita Bessarione il quale, divenendo cattolico, è stato generosamente ricompensato dal papa di allora che lo fece cardinale!

    Questi passaggi spesso si spiegano anche per motivi di ordine psicologico.
    Bessarione aveva le sue convenienze. Al tempo vivere da cardinale nel Rinascimento italiano significava vivere in modo principesco, senz'altro molto meglio che sotto i turchi!

    Il ragazzo di Trieste non so che convenienza precisa abbia avuto.
    Quello che è certo è che era molto solo, in una chiesa - come quella ortodossa del Patriarcato Ecumenico in Italia - nella quale a volte è UMANAMENTE DIFFICILE riuscire a vivere.

    Forse aveva solo un'altra alternativa: tornare in Grecia. Ma un prete ortodosso greco, quando viene in Italia, si abitua a "ritmi lavorativi" completamente diversi da quelli greci. In Grecia un prete in parrocchia deve lavorare molto, soprattutto se è una parrocchia di città (e il ragazzo veniva da Salonicco).
    In Italia c'è molto poco da fare, se uno deve espletare solo i suoi "stretti" doveri istituzionali, come prevede una certa mentalità greca per cui il prete è come un funzionario statale.
    A questo punto, quando uno si abitua a ritmi laschi, è difficile tornare indietro e si preferiscono battere vie alternative pur di conservarli.
    Questo non è un giudizio "ad personam" ma un'osservazione GENERALE sulla base di situazioni analoghe.
    Divenire cattolico, dal punto di vista "umano" e non religioso, può essere stata una "soluzione".

    Sarebbe molto triste se, partendo da questo caso e da casi analoghi (quanti romeni divengono cattolici solo per motivi di convenienza pratica?) ci si volesse GIUSTIFICARE RELIGIOSAMENTE (= "Vedete? Vengono da noi vuol dire che abbiamo delle ragioni!")!

    Probabilmente non mancheranno dei sciocchi che diranno pure questo, se si considera che la notizia del passaggio del parroco greco al cattolicesimo è comparsa su "Il Piccolo" di oggi (01/08/2006) in prima pagina.

    Ma ci è stato dato un cervello per ragionare sulle cose, non per dedurre conclusioni sulla base di emozioni religiose.

  3. #3
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    SI AGGIUNGA "en passant":

    SAREBBE ORA CHE I RESPONSABILI DELLA CHIESA DI GRECIA CAPISSERO CHE L'EQUIVALENZA "GRECO=ORTODOSSO" ORAMAI E' SEMPRE MENO VERA.

    QUESTO LO DEVONO CAPIRE ANCHE MOLTI CATTOLICI CHE CONTINUANO A INVITARE QUALCHE "CONFERENZIERE" GRECO CON L'IDEA CHE SIA ORTODOSSO MENTRE NON RAPPRESENTA CHE LE SUE BALZANE IDEE...

  4. #4
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    Vorrei esaminare la notizia da due punti di vista:
    quello personale di chi cambia confessione religiose. Nella coscienza non possiamo in alcun modo entrarci e - come mi dovreste insegnare - la coscienza certa va sempre seguita, vera o falsa che sia.
    Ho sempre sostenuto la piena libertà dei cattolici romani a diventare ortodossi, egualmente sostengo la piena libertà degli ortodossi di diventare cattolici.
    Ma - secondo punto - occorre tener presente la difficoltà di essere ortodossi in Italia - cosa che io vivo da anni e vi confesso che - se il Signore non mi avesse dato forza e grazia - tante volte anch'io avrei avuto voglia di fare un fugone, specie da quando l'episcopato mi è caduto sulle spalle.

    Per esser concreti:
    In Italia ( qui tutto è più grave per la presenza "incombente" del papa) ed in genere nella Diaspora, la Chiesa Ortodossa è divisa in molte giurisdizioni.
    Gli stessi vecchio calendaristi a cui appartengo sono frantumati in gruppi talora litigiosi e fanatici - con i quali non mi identifico di certo - e chi invece vuole una fermezza sulla fede e la tradizione della Chiesa. Accanto a questo ci sono almeno tre parasinagoghe (chiamo così prendendo a prestito il nome da San Basilio) che molto di più assomigliano ad una "ortodossia" fai da te" che non alla Santa Chiesa, ove ciascuno può fare quello che gli pare.
    Aggiungasi che - in mezzo a tutto questo - il piccolo mondo ortodosso è italianamente pieno di gossip, di invidie, di gelosie, di lotte fratricide... per cui il clima che si crea è spesso tale che - senza la forza della fede e l'aiuto della grazia, il soccorso della preghiera e la protezione del manto della Deipara e le preghiere di tutti i santi, veramente non si capisce come si fa a restarci.
    Mi posso confessare pubblicamente: talvolta il maligno mi insinua nella mente come starei bene se tornassi cattolico, magare e fare il confessore di un convento di monache, scrivere libri, non avere il problema di che campare e il rispetto, visto che mi dovrebbero accogliere come vescovo....... ma tentare è il mestiere del Diavolo, resistergli è il mestiere dei cristiani!
    Voglio dire che umanamente comprendo come questo giovane archimandrita, magari con poca o nulla esperienza monastica, solo ed abbandonato, possa cedere a questa tentazione.

    Tanto per far capire non so se vi siete accorti che il mondo ortodosso (o paraortodosso) è in questi giorni in grande fermento, in Italia.
    Il p.Cosma di Bivongi è stato allontanato e si trova in Grecia (da quel che lo conosco e da quel che mi dice p.Stefano che gli è amico) è un ottimo monaco;
    sul frote parasinagogale si sta disfacendo il Sinodo così detto di Milano e da lì il Patriarcato di Mosca che - per bocca dello stesso patriarca - ha sempre dichiarato di aver Chiese in diaspora SOLO E SOLTANTO per assistere i suoi russi all'estero e che non ha chiese italofone e quindi non fa proselitismo (Basta leggere l'ultimo libro-intervista di Alessio II), ora invece pesca da per tutto in questo disfacimento, dopo aver pescato due parrocchie Sarde nostre, italofone, solo perchè il Parroco che, per volontà testamentaria "tardiva" del Metropoliuta Giovanni, si è trovato personalmente erede di Chiese e case parrocchiali e di fronte all'ordine Sinodale di obbedienza di cederle all'Ente Patrimoniale della Chiesa , ha deciso di cercare altri lidi, è stato accolto personalmente dal Metropolita Kirill.
    Così una chiesa di qua ed una di là il patriarcato sta facendo man bassa di clero dove può. Costantinopoli non è da meno anche se - avviluppato come si trova in Italia, in una congerie di problematiche molto serie, con meno dinamismo. Inoltre pare che un'altra parasinagoga, la cosiddetta "Chiesa Ortodossa in Italia" attinga anche lei a quel disfacimento specie per prendere un vescovo (che Mosca certo non vuole Vescovi italiani a darle noia) ed altri....
    Tutto gossip, ma unito ai dispetti che gli ortodossi italiani si fan vicendevolmente mi domando se un giovane archimandrita (attenti, tra i greci neocalendaristi il titolo di archimandrita non ha più nulla delle sue gloriose origini monastiche di "Abate") non possa cadere in tentazione.

    Già che ci siamo: le autorità cattoliche - mi chiedo - non si accorgono che queste chiese uffiuciali membre del movimento ecumenico sono mestre di ipocrisia nei loro confronti? Costantinopoli, il cui Patriarca si abbraccia di continuo con papi e cardinali, riceve i fedeli con Myron (non sempre perchè ove è possibile, purchè di nascosto e meglio in Grecia si ripete che il Battesimo è sempre la forma migliore!) e ripete le ordinazioni dei Chierici, che Mosca non fa proselitismo quando le conviene e lo fa qiando le conviene.....

    Abbiate pazienza, a questo punto mi rallegro nel Signore percchè noi siamo molto più coerenti e onesti. Abbiamo nel cuore quel che abbiamo in bocca. Questo lo chiamo rispetto.

    Forse qualcuno degli ortodossi mi dirà che fo male a parlare e che i panni sporca bisogna lavarceli in casa! Non vi preoccupate! Non c'è nulla di occulto che non debba essere svelato, dice il Signore!
    E che la Chiesa è casta meretrix lo sappiamo tutti, ce lo ripete da secoli san Cipriano di Cartagine.

    Piuttosto preghiamo tanto, è l'unica cosa che ci resta da fare.

  5. #5
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    Il discorso è semplice:

    esistono persone UMANAMENTE buone e persone UMANAMENTE più o meno scassate!

    Qua è inutile fare apologismi idioti di tipo religioso ("Vengono da me perché IO, come Chiesa, sono meglio!!!")

    Spesso le chiese (canoniche o no) divengono RIFUGIO di materiale umano molto disparato.
    Come si fa nei monasteri seri, io avrei molta PAURA ad accogliere persone "umanamente scassate" o gente con "convenienze umane".

    Questo vale sia per un ortodosso serio sia per un cattolico serio.

    E non dimentichiamo che i casi di "scassati" e di "interessati" se non sono il 90 per cento quasi lo raggiungono!!!

    Non dimentichiamo che un monaco o un prete greco che lascia la Grecia è perché generalmente non è amato in patria, per varie ragioni (a torto o a ragione non importa).

    Poi ci sono anche le rare lodevoli eccezioni di coloro che vengono in Italia gratis et amore Dei .
    Ma di questi ci si accorge perché non ti mettono agitazione ma serenità, non mettono turbolenza nella Chiesa servendosi di altri turbolenti come loro, ma rappacificano gli animi ...

    Comunque vedrete che molti superficialoni italiani manco penseranno a questa realtà e ragioneranno molto infantilmente ...

  6. #6
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    Se ho ben capito il ragionamento: se si diventa ortodossi lo si fa per fede, se si diventa cattolici lo si fa per convenienza, è giusto?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Se ho ben capito il ragionamento: se si diventa ortodossi lo si fa per fede, se si diventa cattolici lo si fa per convenienza, è giusto?
    A parte il fatto che più vado avanti più mi rendo conto della sostanza di certi cristianesimi, a differenza di certi altri, ma qui il discorso non è questo.

    Come il mio ultimo intervento prevedeva, ecco il primo intervento fazioso!

    Rispondo.
    Sì, ci sono anche ortodossi che si fanno preti per convenienza (1), come ci sono cattolici che lo fanno per avere un alibi (2).

    Ma l'esperienza mi ha molte volte fatto vedere "conversioni religiose" dietro alle quali c'è tutt'altro che fede (3). Questo un cattolico intelligente è in grado di percepirlo subito, un cattolico stupido no.
    Allo stesso modo un ortodosso intelligente sta attento a chi mettere in casa mentre un ortodosso stupido no.

    Umanamente parlando gli intelligenti si capiscono sempre e sanno stare assieme, nonostante tutto. Gli stupidi invece... cercano sempre altri stupidi e tutti questi, poi, si credono pure MOLTO FURBI!

    Ho parlato apposta di questioni umane e non religiose perché, prima di tutto, bisogna vedere le cose umanamente, senza possibili alienazioni religiose (in questo caso il termine è veramente significativo e mostra che con il velo di una ideologia religiosa ci s' impedisce di ragionare e di far ragionare).

    Il padre di Trieste sapeva bene su cosa era appoggiata la sua fede ma subiva sicuramente una situazione umanamente poco felice (4).
    Ho saputo del caso molto tempo prima di questa pubblicità giornalistica ma ho taciuto perché una persona ha il DIRITTO di essere lasciata in pace.
    Ora sono costretto a parlarne.

    Se uno, come probabilmente il padre di Trieste, non trova comprensioni in casa sua le cerca altrove e poi da cosa nasce cosa...

    A questo padre che ha abbandonato la pienezza del Cristianesimo voglio comunque bene, agli stupidi (o a quelli che lo vogliono fare) mi risulta molto arduo volerne...

    Quando una persona "si converte" ad una fede religiosa bisogna vedere:

    1) CHI E' umanamente;
    2) PERCHE' lo fa;
    3) DOVE lo fa. (E' evidente che divenire cattolici in italia ha una "convenienza" che non esiste in Grecia. Lo stesso di uno che diviene ortodosso in Grecia rispetto all' Italia (5) ).
    4) COSA VUOLE FARE.


    D'altronde esistono casi CONTROVERSI anche in chi non si "converte" da una fede ad un'altra. Questi casi possono aiutare a giudicare i precedenti.


    Tempo fa mi ricordo di un ragazzo spagnolo che voleva divenire monaco benedettino in una certa abbazia. Gli chiesi perché fosse venuto dalla Spagna per essere monaco in Italia, visto che laggiù esiste la famosa abbazia di Montserrat. Mi disse: "Perché a Montserrat non cantano le ore minori, mentre qui sì".
    Mi accorsi che la risposta aveva il sapore di una scusa e il ragazzo non mi convinse affatto.
    OVVIAMENTE CERTI STUPIDI come qualcuno che lo fa e qui scrive, avrebbero applaudito questo giovane "intrepido" spagnolo.

    Fu ordinato diacono in abbazia. Quando però fu ordinato presbitero in cattedrale, il cardinale non si avvide che in chiesa c'era l'ambasciatore di Spagna il quale riferì pesanti problemi giuridici nei riguardi del neo-ordinato in Vaticano e al cardinale stesso facendolo sbiancare.
    Il neoprete era bigamo (o qualcosa del genere) ed era fuggito dalla Spagna lasciandosi alle sue spalle delle questioni legali in sospeso: ERA RICERCATO DALLA GIUSTIZIA! Per giunta la lettera di raccomandazione del vescovo diocesano, dalla cui diocesi spagnola proveniva l'ordinato, era falsa.
    In seguito divenne uno dei tanti preti che vagano per Roma, cappellani di qualche istituto religioso, a volte collocati a distribuire l'eucarestia alle messe papali.
    Il nostro, fu visto in una delle tante coreografiche messe di papa Woytila.

    A questo punto chi si prende queste persone, cardinali, abati, cristiani emozionati con bava alla bocca,
    non sono che STUPIDI e tali restano.

    Lo stesso si deve dire di analoghi esempi nel mondo ortodosso.
    Le altre critiche non sono che FAZIOSITA' e lasciano il tempo che trovano, faziosità sollevate STUPIDAMENTE da chi, se non è stupido, lo vuole fare!

    ---

    NOTE

    (1) Non dobbiamo dimenticare che in certe nazioni "ortodosse" fare il prete non è tanto avvertito come una missione ma come un impiego. In Grecia i preti sono dei stipendiati statali.

    (2) E' tipico il caso di tutto quel clero che, sotto la copertura del suo sacerdozio, continuava ad esercitare le sue "poco sacerdotali" passioni. Il problema dei preti pedofili non è che uno dei tanti problemi (forse il "minore") di gente (a volte mafiosa) che si nasconde sotto una sottana o dietro ad un colletto di plastica.
    Scusate: può mai un parroco cattolico morire lasciando sul suo conto corrente personale (non parrocchiale) uno o due miliardi delle vecchie lire in eredità a parenti?
    Lo sapete che sono già diversi casi di questo genere che incontro????

    (3) E' famoso il caso di alcune famiglie romene ex ortodosse in un condominio che "sgridavano" una signora italiana divenuta ortodossa. Per queste famiglie bisognava adeguarsi prima e meglio possibile nella società italiana per trarne tutti i benefici. Dissentire religiosamente significava privarsi di alcune possibilità!

    (4) Lo deduco dalla situazione generale. Ovviamente non lo so direttamente da lui.

    (5) Poi c'è anche il caso di qualche ex cattolico (buttato a pedate dal culo fuori da qualche seminario) che diviene ortodosso e per giunta prete ortodosso: egli NON VOLEVA ESSERE CONSIDERATO DI SERIE "B"!!! Diviene ortodosso e prete ortodosso grazie a qualche grullo monaco ortodosso che gli crede e lo raccomanda. Costui, a tutt'oggi, è un fallimento religioso perché, PRIMA DI TUTTO, era un fallimento UMANO ancor prima di essere ortodosso. In compenso, però, ha cominciato a godere di vantaggi e privilegi economici non da poco grazie al suo status acquisito ... e qui mi fermo!
    In modo totalmente speculare c'è anche il caso di qualche ex prete ortodosso fuggito dalla sua nazione e divenuto prete cattolico in Italia il quale FINALMENTE ha riscattato la sua vita dalla miseria!

    Il caso di certi UNIATI in Italia, poi, è un "prodigio pirotecnico"! Essi non soggiaciono ai doveri dei latini (e quindi rifuggono di aiutare le diocesi latine) ma ciucciano a tutti i privilegi (compresi quelli economici) dei latini... ALLA MISERIA spirituale (non economica!) non c'è mai fine!


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  8. #8
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    5) Poi c'è anche il caso di qualche ex cattolico (buttato a pedate dal culo fuori da qualche seminario) che diviene ortodosso e per giunta prete ortodosso: egli NON VOLEVA ESSERE CONSIDERATO DI SERIE "B"!!!
    Scusa, ma perché una persona "buttata a pedate dal culo fuori da qualche seminario" dovrebbe essere di serie "B"?
    Forse sono solamente i preti cattolici quelli che hanno sempre ragione?

  9. #9
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    Se non ricordo male su Panorama di circa un annetto fa (mi pare il n. 9 del 2005) si parlava, in un articolo, della spiritualità di certi personaggi e si diceva che un tempo diventare ortodossi era molto trendy: non interessava nulla delle questioni teologiche; ciò che attirava erano - uso il termine che mi è rimasto impresso - le liturgie "esotiche" (e ciò sia detto senza malizia). Chi era cattolico, ovviamente, diceva l'articolista, era out.
    Il problema è che qui fin troppo semplicisticamente si riduce tutto (o quasi) a questioni di opportunità ed opportunismo: uno diventa cattolico in Italia perchè a ciò sarebbe spinto (poveretto) dall'isolamento in cui versava; analogamente al caso in cui uno diverrebbe ortodosso se vivesse in Grecia.
    Il che potrebbe anche essere vero in certuni casi, ma ciò non autorizza a fare di tutt'erba un fascio e trarne una sorta di regola generale, valevole sempre e comunque. E la prova è data dal fatto che le conversioni alla fede cattolica che avvengono in contesti ortodossi (ad es., in Russia) espongono coloro che vi si convertono a forme di autentica pressione se non persecuzione, essendo considerati "traditori".

  10. #10
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    Se ho ben capito il ragionamento: se si diventa ortodossi lo si fa per fede, se si diventa cattolici lo si fa per convenienza, è giusto?

    Così ha postato Augustinus. Ma mi sembra che nessuno la abbia detto? O ho letto male?
    Io certamente non o ho detto. Io parlavo semplicemente di un elementare principio - tutto umano e laico - di libertà religiosa.

 

 
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