Darfur: soldati di Khartoum rompono accordo sulla sicurezza dei civili
Sudan
Inviato da Ottavio Pirelli
venerdì, 04 agosto 2006 16 : 56
Il governo sudanese tradisce l'accordo di maggio sulla sicurezza dei civili in Darfur. Durante la scorsa settimana le truppe di Khartoum, appoggiate dalle milizie arabe Janjaweed, hanno attaccato gli uomini del Justice and Equality Movement (Jem) e altri gruppi ribelli nella zona di Jebel Moon.
Gli intensi scontri - riferisce l'agenzia Misna - si sono protratti per i tre giorni successivi, causando un gran movimento di profughi verso El-Fasher, città capoluogo del Nord Darfur.
E' la prima volta che i soldati sudanesi confermano un'operazione di vaste proporsioni in Darfur dopo gli accordi di pace firmati a maggio. L'obiettivo degli attacchi è di mettere in difficoltà i gruppi ribelli che in questi mesi hanno deciso di non firmare il cessate il fuoco con Khartoum. Una galassia di milizie armate riunitesi sotto la sigla del Fronte di salvezza nazionale (Nrf).
L'accordo che ha visto come protagonista un altro gruppo ribelle, il Sudan liberation army (Sla), non è stato ben accolto da tutta la popolazione del Darfur. Tanto che nelle scorse settimane, come denunciato da Amnesty International, una fazione dello stesso Sla, quella più vicina al leader Minni Arcua Minnawi, ha avviato una dura campagna di violenze per spingere l'opinione pubblica ad accettare la scelta di deporre le armi.
I dati del rapporto realizzato dall'organizzazione per la difesa dei diritti umani sono agghiaccianti. 72 morti, oltre cento feriti e 39 donne stuprate in luglio nella regione di Korma, a una settantina di chilometri da el-Fasher. 8mila sono stati gli sfollati in fuga dalle violenze, che sarebbero state perpetrate ancora una volta con l'appoggio di Khartoum e dei Janjaweed. A tutto ciò occorre aggiungere una campagna di rapimenti e torture contro singoli cittadini della regione. Accuse che comque lo Sla nega in ogni modo di aver commesso.
Onu e Unione Africana impotenti spettatori
Le Nazioni Unite e l'Unione africana hanno immediatamente condannato la rottura della tregua a protezione dei civili firmata appena due mesi fa da Sudan.
Il segretario generale delle Nazioni unite, Kofi Annan, ha chiesto al Consiglio di sicurezza di spingere sull'acceleratore alla ricerca di una soluzione per le violenze in Darfur. Secondo le informazioni diffuse dall'agenzia Associated Press, la strada che Annan auspica è quella di un rafforzamento delle forze di pace previste nel piano d'intervento che dovrà essere valutato ed eventulamente approvato nei prossimi giorni. La richiesta prevede di triplicare gli uomini dell'Unione Africana che svolgono servizio di polizia fino a raggiungere le 5300 unità. Il resto della missione dovrebbe essere costituita da almeno 18.600 soldati.
Contro un possibile intervento Onu in Darfur si è pronunciato già da tempo il presidente sudanese Omar al-Bashir. L'ostilità di Khartoum si pone come il maggiore degli ostacoli alla futura missione internazionale nel Paese a difesa di un processo di pace che stenta a decollare.
Ottavio Pirelli


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