E' il sesto agguato mafioso dell'anno nella quarta città della Calabria
Lamezia Terme - Ieri sera si è consumato davanti a un bar di Piazza Bovio, in una zona della città isola pedonale, l'agguato ai danni di Giuseppe Catanzaro, già noto alle forze dell'ordine.
Sono stati sparati contro il 44enne 3 colpi di pistola calibro 7.65, uno dei quali lo ha raggiunto alla testa. L'uomo è morto durante la fuga in ospedale.
Si pensa ad una regolazione di conti tra 'ndrine (le famiglie mafiose appartenenti alla 'Ndrangheta calabrese), a non pochi giorni dall'omicidio Torchia, un giovane 22enne che era stato trovato carbonizzato a Feroleto Antico, in provincia di Catanzaro. L'omicidio del giovane avrebbe dovuto agevolare attività mafiose.
Si reinfiamma dunque la guerra di mafia a Lamezia. La città è sconcerta e impaurita. Gli agguati avvengono nelle strade, nelle piazze, non a tarda ora, con la totale incuranza della presenza di persone.
La 'Ndrangheta è ormai la prima organizzazione criminale del mondo, e la divisione del potere perciò si fa più accesa.
E' stato riscontrato negli anni che a fronte di un maggior dispiego di forze sul territorio, l'attività mafiosa è risultata vistosamente minore.
Non dimentichiamo ciò che avvenne in Sicilia all'indomani dell'uccisione di Paolo Borsellino. Ossia l'opinione pubblica in collera, Palermo insorta, lo Stato più presente sul territorio anche con l'esercito. Tutto questo diede vita alla nuova politica mafiosa. La politica del boss Provenzano, secondo la quale la Mafia non doveva fare rumore, e i morti facevano rumore. Ed in questi momenti, in cui lo Stato si trovava presente sul territorio con le forze dell'ordine in allerta e con l'esercito, l'attività mafiosa veniva messa alle strette. Bloccata.
Allora da cittadino calabrese mi domando. Dov'è l'esercito?




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