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  1. #1
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito Sindacati Unitari di Professione

    Concetto di partenza. Al di là delle chiacchere propagandiste (libero mercato, ecc...), nella società capitalista c'è una evidente tendenza del capitalista stesso al monopolio privato laddove ciò sia possibile (anche illegalmente) e questo discende direttamente dalla natura amorale del capitalismo e del suo unico costituente...lo scopo di lucro...

    ...di fatto lo scopo conscio o inconscio di ciascun capitalista è quello di assurgere alla stabilità reddituale (o rendituale) di un signorotto feudale, ma senza riconoscere quei vincoli sociali ai quali quest'ultimo era (teoricamente) vincolato...mentre l'obiettivo di lungo termine dei capitalisti come casta è quello di creare una vera e propria casta dove la propria dinastia possa parassitare in eterno, al di là dell'imbecillità dei propri discendenti...che è ciò che possiamo vedere in America...

    Conseguenza. Per questo motivo credo che l'unico modo per cominciare realisticamente ad intaccare il potere dei capitalisti è procedere alla costituzione di una galassia di monopoli privati del lavoro autogestiti e fondati sul concetto dell'interesse dei membri...si tratta di "combattere il fuoco col fuoco" insomma, preparando magari le basi per una svolta socio-culturale in senso comunista...
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  2. #2
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito Limiti delle organizzazioni sindacali contemporanee

    Limiti delle organizzazioni sindacali contemporanee

    Naturalmente, avendo parlato di Sindacati Unitari di Professione, credo si debba definire "perchè" io ritenga che le attuali strutture sindacali siano altamente inadeguate al contesto contemporaneo e persino, se mi concedete il termine, "Nemiche del Popolo"...

    Le principali organizzazioni sindacali dimostrano, come minimo, chiaramente i seguenti problemi :

    - Natura eterogenea rispetto al lavoro. Ê inutile che ve lo spieghi, ma,
    mentre, ai livelli più bassi, un sindacalista è un lavoratore che fa anche il
    sindacalista, più si "sale" e più si hanno "sindacalisti di professione",
    nonchè una struttura para-sindacale scissa dal "corpo" dei lavoratori da
    tutelare. Questo comporta che il sindacalista abbia interessi diversi
    da quelli del lavoratore che, molto teoricamente, "tutela" e che quindi possa
    fare ogni genere di porcate per portare avanti quello che è, nella migliore
    delle ipotesi (cioè se non è pure un farabutto), il suo vero
    interesse...l'interesse del sindacato come entità a se stante!
    Questo spiega come mai i sindacati abbiano quote di agenzie interinali,
    colludano con gli enti finanziari per inculare i lavoratori con le "pensioni
    integrative", imbastiscano intrecci poco chiari con "imprese di Sinistra",
    compiano loro stessi lo sfruttamento dei lavoratori, abbiano una relazione
    piuttosto "zozza" con certe formazioni politiche liberiste, non siano molto
    zelanti nel difendere i lavoratori (tranne che per fare scena), ecc...

    - Totale scollamento dell'interesse dei vertici dai lavoratori. Questo
    elemento è un corollario di quanto sopra, ma, diciamo, se uno che va a fare
    il sindacalista, come diceva (più o meno) una persona che conosco, è
    spesso un operaio che voleva fare il dirigente
    ...uno che va a fare il capo
    dei sindacalisti in genere è uno che fa sedimentare il proprio ruolo
    parassitario fino a poter "fare il balzo" e andare a fare il parassita
    permanente in Parlamento!
    Ê evidente quindi come l'inclinazione dei vertici del sindacato a vendersi in
    blocco il culo dei lavoratori per fare contenta la propria fazione politica (a
    sua volta pesantemente collusa e "mossa" da Confindustria e simili
    ) è
    esponenzialmente più spiccata via via che si sale la gerarchia del sindacato!
    Non credo di dovervi dire chi ha firmato il Patto per l'Italia o chi ha
    parlato di "Governo amico" riferendosi alla formazione prodista...ma forse ho
    un vuoto di memoria...non sono stati mica i sindacalisti part-time che
    stanno dentro le imprese, no??
    No...sono stati gli "amministratori delegati" dei Sindacati
    Confederati!!

    - Natura settoriale. La natura di base settoriale dei sindacati comporta
    che i lavoratori si trovino a lottare sullo stesso terreno dei capitalisti e, solo
    in maniera secondaria (tramite i "dirigenti" di cui sopra), a livello
    intersettoriale...laddove i capitalisti prendono la loro forza dalla propria
    intersettorialità, usando solo secondariamente la propria natura settoriale
    come strumento di pressione (ma generalmente verso altre realtà)!

    - Galassia para-sindacale. Il sindacato originariamente aveva creato
    delle facilitazioni per venire incontro ai propri iscritti, ma in seguito è fiorita
    una galassia di realtà imprenditoriali para-sindacali legate al sindacato. Su
    tali realtà ho francamente molti dubbi che il sindacato vada a guardare,
    anche perchè che queste tengano bassi i loro costi va a beneficio
    dell'interesse n° 1 : Finanziarsi e spendere il meno possibile*!

    Alcune realtà sindacali al di fuori della Triade superano queste problematiche,
    ma mantengono alcuni limiti o alcune problematiche (in forma minore) di quelli di cui sopra :

    - Natura prevalentemente politica. Anche se è moralmente legittimo
    che un sindacato lotti per questioni che vanno al di là del brutale interesse
    dei propri membri, ciò evidentemente non è consono al suo ruolo!
    Questa natura prevalentemente politica comporta che, soprattutto nei
    sindacati maggiori, si abbiano abominevoli collusioni con formazioni politiche
    di idee smaccatamente filo-capitaliste e evidentemente nemiche dei
    lavoratori...mentre, nelle altre realtà, tendono a disperdere le energie del
    sindacato su tematiche che, francamente, non c'entrano un cazzo con
    l'interesse qui ed ora del lavoratore che dovrebbe essere il suo
    faro...una tendenza questa che mi sembra tanto più marcata in realtà
    diverse da quelle della Triade...
    Inoltre non credo che sia accettabile che si riproponga nel sindacato quella
    spaccatura tra visioni politiche che è propria del campo politico...il
    faro
    deve essere uno...l'arresto del degrado delle condizioni
    economiche dei lavoratori e dei futuri lavoratori...a questi fini non importa
    poi se uno c'ha il busto di Mussolini a casa o c'ha la foto di Che Guevara...
    ...importa solo che uno lotti veramente per gli interessi propri di
    lavoratore-membro del sindacato e quelli della collettività dei membri!
    Sennò è un "nemico", al di là di che casacca porta!!

    - Natura non-professionale. Anche i sindacati inter-settoriali hanno il
    problema di avere una natura fondante non-professionale, cioè...se sono
    "inter-settoriali" lo sono divenendo una sorta di "eterogeneo minestrone di
    professioni"...al punto da perdere potere di pressione nei confronti delle
    imprese e da auto-istigarsi verso orizzonti politici ampi, ma potenzialmente
    inconcludenti...

    ...mi ricordo chiaramente qualche mese fa...meditai di iscrivermi ad un
    sindacato...inizialmente pensai di iscrivermi allo Slai-Cobas, perchè mi era
    piaciuta la loro azione a Pomigliano...ma poi sono andato sul loro sito e ho
    cominciato ad avere qualche dubbio...tipo "ma poi dove li trovo i loro
    sindacalisti
    " (nella mia impresa non ce ne sono) e poi "e alla fine, in
    soldoni, cosa portano a casa questi a colpi di lotte sindacali
    "?

    ...bè...il problema è proprio questo...il ruolo-cardine del sindacato è portare
    più quattrini nella busta paga del lavoratore...se non lo fa, per un motivo o
    per l'altro, allora il sindacato non serve proprio ad un bel cazzo...

    ...da cui il problema per le basi non-professionali...sia settoriale (che
    comporta il ricatto della congiuntura o della situazione strutturale
    economica del settore da parte delle organizzazioni di categoria delle
    imprese...
    ) sia politiche (che rischiano di spendere le proprie forze su
    fronti troppo ampi per poi non portare a casa nulla di concreto
    )...

    * = Questo probabilmente, immagino, per far incamerare stipendi "da top manager" ai vari "pezzi da novanta" e per sistemare nel sindacato gli "amici degli amici"...perchè sennò che guadagno c'è a "far guadagnare" di più ad un sindacato?
    ...chi ne incamera le "extra rendite"???
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  3. #3
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    Predefinito Sindacati Unitari di Professione

    Perchè "sindacati"?

    Perchè mai come nella realtà moderna c'è una disperata necessità di ridare potere negoziale ad un lavoratore soffocato da tutti i vari parassitismi che gli succhiano il sangue, dalle speculazioni sul cambio dell'Euro e sugli affitti, dalla precarietà e dalla compressione spinta dei salari e dei diritti!!

    Perchè "unitari"?

    Perchè le separazioni settoriali fanno il gioco dei capitalisti le cui più violente aggressioni agli interessi ed ai diritti dei lavoratori le compiono agendo uniti e compatti...perchè le separazioni politiche fanno il gioco dei capitalisti perchè creano l'idea fittizia che ci sia un interesse del lavoratore diverso se è di destra o di sinistra...e invece no!
    L'unica differenza è se il lavoratore è intelligente e fa i propri interessi o è coglione e fa a suo discapito gli interessi degli altri*!!


    Perchè "di professione"?

    [I]Perchè in una società sempre più specializzata la concentrazione del sapere professionale di varie professioni può essere una leva nelle negoziazioni...in una società dove si chiacchera tanto di formazione e di "società basate sulla conoscenza" la realtà è che le imprese non fanno un cazzo (o quasi) per formare il lavoratore perchè "questo poi gli chiede soldi" o "questo poi se ne va"...bè...allora la formazione deve essere autogestita dai lavoratori stessi!
    Anzi...essa deve costituire un "patrimonio" sulla cui concentrazione i sindacati
    devono arroccare il loro patrimonio...questo assieme al fatto che lo Stato, invece che dare sussidii qua e là o dare "redditi di cittadinanza" debba rivedere radicalmente tutto il sistema educativo dall'asilo nido all'università e debba al contempo vietare categoricamente ogni assunzione al di fuori del sindacato (pena l'esproprio dell'impresa e di tutti i beni del proprietario, vendita all'asta e devoluzione spartita tra lavoratori e sindacato con una piccola porzione per lo Stato)!


    * = Ciò rimarrà tale fintanto rimarrà valida la concezione illusoria fondante del "possesso come scopo universale multi-risolutivo", ma, francamente, io non credo in nessun "comunismo virtuoso" che non sia fondato sull'interesse individuale che si intreccia nell'interesse collettivo...perchè solo un "comunismo egoistico" posto su basi fondanti immateriali (e quindi non possessive) può resistere!
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  4. #4
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    Predefinito Sindacati Unitari di Professione : Una idea corporativa?

    Di fatto si potrebbe ritenere che i SUP condividano con le corporazioni medievali la natura di detentori delle conoscenze professionali e di monopolisti privati delle professioni...non credo però che si possa associare tale realtà al corporativismo fascista in quanto, a quanto mi risulta, in quest'ultimo tipo di corporativismo si ha la mediazione dello Stato e il cosiddetto "interesse nazionale" come elemento sovrastante gli interessi dei lavoratori
    e (teoricamente) quelli delle imprese...ma, naturalmente, il cosiddetto "Stato" è una struttura composta da gente comune dotata di potere superiore a quello del singolo cittadino...quindi gente "corruttibile" e "dotata di grande potere"...questo comporta che quando si parla di "interesse collettivo" o di "interesse nazionale" in genere (purtroppo) si parli in realtà di interesse della classe dominante...perciò, traducendo, si aveva il subordine dell'interesse dei lavoratori a quello delle imprese...salvo, ovviamente, alcuni "aiuti" dati dal regime per farsi bello e, naturalmente, le collettivizzazioni della RSI fatte da un regime disperato a cui buona parte dei capitalisti (naturalmente) avevano già voltato le spalle...

    Ebbene...di questo la teoria dei SUP non può essere tacciata, perchè ciò che viene teorizzato è un confronto diretto tra monopoli privati senza alcuna mediazione statale e senza alcun diritto dello Stato di metterci becco!

    Naturalmente la struttura "di professione" non implica che non si possano, eventualmente, creare famiglie di professioni simili oppure che non sia possibile coordinarsi per "dare battaglia" qualora i diritti dei lavoratori intesi collettivamente vengano aggrediti da qualche governo!
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  5. #5
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito SUP : Alcuni concetti-chiave...

    Alcuni concetti-chiave che, a mio avviso, dovrebbero costituire il nucleo fondante dei SUP :

    Autogestione. I sindacati unitari di professione dovrebbero essere auto-gestiti dai lavoratori stessi, cioè non dovrebbe esservi spazio per alcuna forma «stabile» di occupazione «sindacale». Le posizioni che risultassero necessarie ai fini delle negoziazioni/trattative periodiche dovrebbero essere ricoperte da membri di alto livello temporaneamente inoccupati e regolarmente eletti, ma il ruolo non dovrebbe poter essere ricoperto per più di una volta senza che vi sia un periodo di regolare occupazione; gli altri ruoli necessari alla gestione del sindacato potrebbero essere ricoperti su base volontaria da lavoratori occupati o temporaneamente non-occupati, a seconda dell’onerosità in termini di tempo.

    Formazione professionale. I sindacati unitari di professione avrebbero un ruolo privilegiato come detentori della conoscenza professionale. In una società come questa dove si parla tanto di formazione, ma dove le imprese ne fanno poca o nulla, questo “accumulo di sapere” potrebbe risultare utile al fine di garantire una manodopera altamente qualificata; inoltre la conoscenza professionale accumulata (e, possibilmente, archiviata) potrebbe aprire le porte a qualche entrata addizionale per il sindacato e quindi per tutti i suoi membri.

    Meritocrazia. I sindacati unitari di professione dovrebbero costituire una difesa forte per coloro che svolgono regolarmente il loro lavoro, mentre il “fancazzismo” dovrebbe essere disincentivato in quanto esso, per sua natura, tende a divenire una forma parassitaria nei confronti del prossimo. Il livello retributivo per i membri del sindacato dovrebbe essere fondato su un
    sistema di punteggi che abbia i seguenti pilastri :
    - Anzianità occupazionale
    - Corsi di formazione (interna) seguiti
    - Valutazione del datore di lavoro*
    - Valutazione dei colleghi di lavoro
    Naturalmente il “prezzo” imposto alle imprese dovrebbe tenere conto anche di una quota per “coprire” i periodi di disoccupazione, garantendo almeno un salario minimo anche in quei momenti...salario che potrebbe essere incrementato organizzando (temporaneamente) formazione interna o prestando temporaneamente la propria opera per il sindacato; per evitare fenomeni parassitari si dovrebbe introdurre i seguenti concetti :
    - I periodi di mancato impiego causano una riduzione graduale del punteggio, fatta salva la
    possibilità di recuperare punti seguendo corsi di formazione (possibilmente tesi al reinserimento).
    - Organizzare formazione “congela” per qualche tempo la riduzione del punteggio.
    - Prestare opera volontaria per il sindacato “rallenta” per qualche tempo la riduzione del punteggio.
    Coloro che stessero a casa troppo tempo senza lavorare nè formarsi potrebbero, ipoteticamente, arrivare ad un punteggio di zero che verrebbe accettato dal sindacato per pochissimi mesi, oltre i quali il membro verrebbe espulso per evidente parassitismo.
    Inoltre un aspetto importante credo che sia il fatto che i capi dei SUP ricevano, al termine del mandato, una valutazione che dipenderà da due fattori :
    - Il livello di non-occupazione dei propri membri.
    - Il livello di soddisfazione dei propri membri nei confronti del proprio operato, che verrebbe
    valutato nel corso della votazione per l’elezione dei nuovi “capi”.
    In caso di un punteggio basso, il capo (o ex-capo) del SUP riceverebbe una penalità al suo punteggio ai fini retributivi...questo dovrebbe poter arrivare persino a dimezzarne lo stipendio se opera in modo particolarmente scadente...invece un punteggio particolarmente alto potrebbe, ipoteticamente, aumentarne leggermente il punteggio (non di molto però).

    Monopolio privato. Il potere dei sindacati unitari di professione risiede nel fatto che essi sarebbero gli unici “fornitori” autorizzati di lavoratori per quella “professione” e che chiunque non passi tramite di loro rischierebbe pene davvero severe (incluso esproprio dell’impresa, di tutti i propri beni e di metà di quelli della famiglia). In caso di sciopero di fatto un’impresa si ritroverebbe
    «paralizzata» in una certa funzione...questo potrebbe davvero significare “prenderla per le palle”...

    Mutua assistenza. Visti gli squallidi giochetti che lo Stato italiano fa con i soldi e la previdenza dei lavoratori, i sindacati unitari di professione dovrebbero gradualmente assorbire in sè il ruolo assistenzialistico...eventualmente agendo in modo coordinato per malattia/maternità e separato per le pensioni...comunque tali costi rimarrebbero un “extra” nel costo fatto pagare alle imprese, assieme al costo “extra” per la copertura dei lavoratori temporaneamente non-occupati.
    La quota assistenziale dovrebbe essere dichiarata esentasse dallo Stato.
    Inoltre i livelli retributivi dovrebbero essere comunque strettamente legati tra loro da proporzioni fisse, percui eventuali “concessioni” da parte dei capi del sindacato sulle retribuzioni d’ingresso avrebbero effetti deleteri su tutte le retribuzioni (...incluse le loro!).

    Pianificazione occupazionale. L’accesso ad un sindacato unitario di professione dovrebbe avvenire attraverso concorsi organizzati internamente (eventualmente presieduti/vigilati da un esterno); la difficoltà delle prove d’ingresso di ciascun anno ed il numero di “accessi” possibili dovrebbe essere calibrata, nei limiti del possibile, sulla prospettiva occupazionale dei prossimi 5 anni. Le schede dei test dovrebbero essere il più possibile anonime con numeri assegnati casualmente ad ogni test; i risultati verrebbero esposti pubblicamente così che ciascuno possa rintracciare il proprio numero e vedere il proprio risultato.
    Ipotesi : Nel test d’accesso dovrebbe essere fatto scrivere a ciascun candidato la propria disponibilità a spostarsi sul territorio nazionale ed internazionale; a parità di punteggio dovrebbe essere scelto il candidato che dichiari maggiore disponibilità a spostarsi, essendo interesse del sindacato assicurare la piena occupazione dei suoi membri; naturalmente tale affermazione verrebbe archiviata nella scheda personale dei candidati che avessero accesso al sindacato.

    Recupero sociale. I sindacati unitari di professione, recuperando una coesione sociale all’interno delle singole professioni, potrebbero creare le basi per un recupero sociale, eventualmente organizzando occasionali eventi sociali minori sul territorio.

    Stabilità/sicurezza. Gli assegnamenti del lavoratore potrebbero avere una durata ridotta, benchè non ritenga auspicabile la possibilità di assegnamenti inferiori a 12 mesi, ma l'appartenenza al sindacato per un lavoratore che si dia da fare, sarebbe "a vita"...inoltre anche nei periodi di disoccupazione percepirebbe un reddito (magari inferiore). Naturalmente il lavoratore dovrebbe essere disponibile anche spostarsi in altre città o regioni, ma, date le dimensioni potenziali di simili sindacati, il sindacato potrebbe organizzarsi per assisterlo nei suoi trasferimenti, qualora si possa parlare di un vero e proprio "trasloco" che necessiti di trovare un alloggio.

    Alcuni possibili strumenti di lotta che potrebbe usare il sindacato o che potrebbero assumere forme differenti da quelle attuali, potrebbero essere :

    Boicottaggi. I sindacati unitari di professione sarebbero probabilmente in una posizione migliore rispetto ad altri enti per organizzare boicottaggi nei confronti di imprese che si siano meritate di finire nelle “blacklist”.

    Comunicazione negativa. I sindacati unitari di professione potrebbero vergare delle “blacklist” o addirittura delle “fedine sindacali” di aziende che attuino politiche anti-sindacali; tali “blacklist” dovrebbero essere condivise nel sistema informativo comune dei SUP in modo che ciascun sindacato possa agire come ritiene più consono quando viene contattato da un’impresa per ottenere manodopera della propria professione.

    Multe. I sindacati unitari di professione potrebbero imporre un “rincaro” selettivo nei confronti delle imprese che attuino politiche anti-sindacali o contro i lavoratori; questo rincaro costituirebbe di fatto una forma di “multa” tesa a disincentivare tali comportamenti.

    Sciopero. I sindacati unitari di professione dovrebbero poter far scattare uno sciopero senza alcun preavviso e gli scioperi «simbolici» di 1 ora e cagate simili dovrebbero essere vietati, perciò uno sciopero dovrebbe essere di almeno 8 ore. In questo modo il sindacato diventerebbe una “potenza” inquietante per l’impresa, ma, in compenso, chi comanda il sindacato verrebbe incentivato a fare sciopero unicamente quando fosse realmente necessario.


    * = Per questa dovrebbe essere fatto un “controllo incrociato” per accertarsi che il datore di lavoro non dia giudizi bassi e falsi a tutti i suoi dipendenti per cercare di tenerli tenendo basso il loro “costo”; nel caso in cui il suo giudizio risulti effettivamente estremamente basso per tutti i dipendenti o per larga parte degli stessi, potrebbe essere “multato” per aver cercato di falsare il dato.
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  6. #6
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito SUP : Alcune premesse...

    Io credo che alcune premesse che sarebbero utili per l'instaurazione
    dei SUP siano :
    - Rivoluzione del sistema educativo/universitario. Partendo
    eventualmente da un progetto-pilota procedere al cambiamento del
    processo educativo perchè sia studente-centrico e sia ripartito in tre
    componenti :
    * Formazione
    * Orientamento
    * Selezione (professionale)
    Il giovane deve essere educato e formato, ma deve anche essere
    selezionato valutando le sue attitudini ed orientato affinchè scelga un
    percorso di studi consono con ciò che è, teoricamente, bravo a fare; in
    seguito si potrebbe procedere alla nazionalizzazione del sistema educativo
    ed universitario, rendendo più duri i test e precludendo l'accesso agli studi
    superiori a chi non superasse determinati esami, indipendentemente dal
    reddito; questo significa che un figlio svogliato di un ricco verrebbe
    sbattuto a calci in culo fuori dal processo educativo, mentre un figlio
    meritevole di un povero potrebbe procedere...e viceversa...questo di fatto
    permetterebbe di evitare di "ingorgare" la società di universitari svogliati,
    fatto salvo che comunque la gente verrebbe incentivata a fare ciò che è
    più brava a fare. Al termine dei propri studi a ciascun giovane verrebbe
    fornita una rosa di professioni che deriva dalle varie "rose" di scelte
    educative fatte in passato e potrebbe procedere ai concorsi;
    eventualmente al giovane che ne avesse bisogno potrebbe essere
    assicurato un piccolo "reddito d'assistenza" dallo Stato per questo periodo
    che non dovrebbe assolutamente protrarsi oltre 1 anno (sennò il "sostegno"
    viene "tranciato"); per questi motivi i concorsi delle professioni della stessa
    famiglia dovrebbero essere incasellati con cura.
    - Banca dati italiana del lavoro. Lo Stato italiano dovrebbe fare
    un'opera di "censimento delle professioni", di incasellamento delle stesse in
    un unico elenco professionale aggiornato che verrebbe impiegato da tutti gli
    uffici pubblici (attualmente non è così); inoltre dovrebbe essere predisposto
    un modulo curriculare standard con l'aiuto dei sindacati unitari di professione
    in modo che questo contenga una buona quantità di competenze rilevanti;
    tale modulo curriculare dovrebbe essere reso pubblicamente disponibile, ma
    comunque l'invio dei curriculum ed il loro aggiornamento avverrebbe ad
    opera del sindacato stesso tramite un accesso privilegiato alla banca dati.
    Qualunque impresa potrebbe accedere a tale banca dati pagando una certa
    "fee" dipendente dal fatturato del gruppo di appartenenza, benchè questa
    possa essere pagata a livello di gruppo; le ricerche di personale potrebbero
    essere effettuate con vari filtri a seconda delle esigenze dell'impresa.
    I dati dei lavoratori dovrebbero essere aggiornati ad ogni passaggio di
    livello, in modo che le imprese possano valutare quanto gli venga
    l'assunzione di un dato lavoratore con date competenze.
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  7. #7
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito

    Skarm, la tua proposta presenta i seguenti elementi positivi:
    -coogestione ed autogestione
    -meritocrazia estesa a lavoratori, studenti, aziende
    -comunitarismo
    -forme di lotta valide
    -regole per evitare che i personalismi creino danni

  8. #8
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito

    Riscontro, però dei limiti; in particolare, vedo l' insistenza sul concetto di "formazione", che sappiamo essere uno degli aspetti più brutali del capitalismo moderno. Questo capitalismo va abbattuto negli aspetti suoi che più creano precarietà ed iper-selettività. Il lavoratore non deve essere un soggetto costretto a formarsi continuamente in balia di un mercato globale sempre più ondivago. Occore ripristinare una compagine più semplice.
    Per il resto, la tua proposta, può reggere in un nuovo sistema produttivo e politico, orientato in senso meno mercantilistico, sia che il proprieterio dei mezzi sia l' imprenditore che lo Stato, dopo che il sistema si è consolidato.
    In senso rivoluzionario, orientato verso il cambiamento, prediliggo un neo-sindacalismo spontaneistico, dal basso, semplice come organizzazione, inizialmente semi-occulto, che punti a fare numero di "aderenti" (non è un sindacalismo fondato su tessere e burocrazia quello che propongo per cambiare le cose) sottraendo membri ai sindacati istituzionali, fatto di semplici lavoratori, e che miri a diminuire il potere degli imprenditori, utilizzando come armi il boicotaggio e gli scioperi. il concetti cardini di questo sindacalismo sono "il basso" e l' assenza di burocrazia, se non al minimo indispensabile. Questo sindacato sarà composto di cellule locali con un coordinamento nazionale.

  9. #9
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba
    Riscontro, però dei limiti; in particolare, vedo l' insistenza sul concetto di "formazione", che sappiamo essere uno degli aspetti più brutali del capitalismo moderno. Questo capitalismo va abbattuto negli aspetti suoi che più creano precarietà ed iper-selettività. Il lavoratore non deve essere un soggetto costretto a formarsi continuamente in balia di un mercato globale sempre più ondivago. Occore ripristinare una compagine più semplice.
    Non concordo...secondo me non è la "formazione" in sè a costituire un aspetto brutale del capitalismo moderno, quanto il suo impiego come paravento per forme bieche di sfruttamento del lavoro...mi riferisco in particolare ai cosiddetti "stage in azienda"...dove si dovrebbe "imparare", mentre si impara ciò che si riesce a "strappare" e peraltro ci si deve arrangiare...e di fatto allora il capitalista dovrebbe pagare "a prezzo pieno" il lavoratore (che è tale)!

    Invece la formazione autogestita può essere un ottimo strumento per i lavoratori per rafforzare la propria posizione monopolistica...peraltro poi è un requisito assolutamente necessario per valutare l'impegno professionale dei membri che si trovino temporaneamente inoccupati...


    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba
    Per il resto, la tua proposta, può reggere in un nuovo sistema produttivo e politico, orientato in senso meno mercantilistico, sia che il proprieterio dei mezzi sia l' imprenditore che lo Stato, dopo che il sistema si è consolidato.
    In senso rivoluzionario, orientato verso il cambiamento, prediliggo un neo-sindacalismo spontaneistico, dal basso, semplice come organizzazione, inizialmente semi-occulto, che punti a fare numero di "aderenti" (non è un sindacalismo fondato su tessere e burocrazia quello che propongo per cambiare le cose) sottraendo membri ai sindacati istituzionali, fatto di semplici lavoratori, e che miri a diminuire il potere degli imprenditori, utilizzando come armi il boicotaggio e gli scioperi. il concetti cardini di questo sindacalismo sono "il basso" e l' assenza di burocrazia, se non al minimo indispensabile. Questo sindacato sarà composto di cellule locali con un coordinamento nazionale.
    Bè...è chiaro che la mia proposta è una proposta "di transizione", anche se gli stadi successivi potrebbero beneficiare della concentrazione dei saperi professionali concentrata coi SUP nonchè della centralizzazione dei dati sulle competenze professionali...il problema in questo contesto è proprio che la mancanza di coesione sociale e l'incapacità persino di fare i propri interessi è al suo zenith...temo sia molto difficile mettere in piedi strutture spontaneistiche in un contesto dove spesso la gente non trova manco in molti "amici" la disponibilità ad uscire assieme la sera...
    ciao,
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  10. #10
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito

    Sul fatto che un sindacato possa occupparsi della formazione professionale dei lavoratori nulla da ridire. D' accordo sulla "responsabilizzazione" dei sindacati impegnati nel valutare la preparazione dei lavoratori.
    Voglio semplicemente, che diminuisca questa esigenza di "formazione professionale", che dipende dalle esigenze di mercanti e oligarchie, ma che per una vita semplice e autosufficente della comunità non è necessaria: 20 anni fa si stava meglio, ma mica le esigenze del mercato erano quelle di adesso. L' esigenza di formazione può dipendere solo dai bisogni effettivi, non superflui, della Comunità Nazionale.

 

 
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