Dal sito della Fiamma Tricolore
AN: trash e crash
di Luca Romagnoli Segretario Nazionale
C’è solo una Fiamma, abbiamo detto e scritto in tante occasioni, e credo che lo abbiamo dimostrato anche con un’attività militante a sostegno delle nostre tesi e dei nostri programmi, generosa. E, ancora, lo abbiamo dimostrato con una formale, seppure poco trapelata “all’esterno”, coerente presa di posizione in merito ai principali accadimenti della quotidianità nazionale e internazionale.
Se solo avessimo avuto più possibilità di comunicazione, se solo avessimo maggiori opportunità di illustrare i nostri progetti e le nostre proposte agli Italiani, attraverso quei mezzi di comunicazione di massa a noi pressoché preclusi, ad eccezione dei periodi elettorali, forse…
Abbiamo anche detto e discusso nei nostri Comitati Centrali e negli incontri della Segreteria Nazionale che quanto rappresentiamo ha necessità di metodo, che nel merito le nostre scelte sono chiare e irrinunciabili, chiare a noi e anche agli altri, apprezzati per “essere” e “rappresentare” chi non sente e non intende rinnegare Storia, Valori e Tradizione, Nazionali. Nazionali, appunto. Lasciamo le suggestioni esplicitamente internazionaliste, “il partito inclusivo”, “il conservatorismo solidale”, “il nuovo che va verso il centrodestra” (appunto senza più il trattino), “le politiche per la famiglia che non sono i Pacs, ma…”, ecc., lasciamo tutto e volentieri, lo lasciamo al nuovo duopolio del “trash AN” (mai più felice definizione fu coniata: grazie Buttafuoco): Fini e Alemanno.
E, a proposito di “trash”, nell’area, siamo gli unici liberi da volgarità e sceneggiate; siamo sempre gli unici che hanno hanno fatto una scelta chiara, in tempi difficili e non sospetti; siamo però anche quelli che devono trovare il modo per veder "elettoralmente riconosciuto" ciò che “l’area” militante sembra ormai aver politicamente riconosciuto: siamo la sola Fiamma degli italiani.
Per questo sarà, però utile (direi è indispensabile), “riverniciare” un po’ il simbolo e migliorare il metodo della nostra proposta.
Soprattutto aggiornare un pochino “l’immagine” tout court: “realizzare” mentalmente, e quindi concretare, iniziative e battaglie politiche che non siano strette negli angusti paletti che spesso c’imponiamo e limitano, al residuale numerico dei “neo” (ma quanti sono e dove sono veramente questi “neo”) l’aggregazione militante ed elettorale. Insomma uscire dalla logica che le battaglie di nicchia e delle minoranze siano sempre le migliori e le più giuste e quelle ove cercare il consenso. Altrimenti la voragine che s’è aperta a destra di AN sarà riempita da chi è più “utile e strumentale” di noi; siamo certi in ogni modo riempita. E noi? Sempre solo noi: rischiamo di rimanere il “partitino residuale”.
Iniziativa dunque, certi delle linee, peraltro sempre seguite e da seguire, con un po’ più di contemporanea tattica, cercando di comporre con altre forze sociali, della più varia congerie, con le quali magari condividiamo alcuni fondamentali valori (che dire… “la patria”, “la famiglia, l’infanzia e le relative politiche”, il “primato dei diritti degli italiani”, la “trasparenza e l’onestà amministrativa”, ambiente, territorio e cultura, etc. etc.) un quadro di nuova collaborazione, una nuova proposta politico-sociale e quindi, sottolineo quindi, anche elettorale.
La speranza che a destra di AN si crei un soggetto politico di vera destra sociale,senza nostalgismi, è un sentimento comune a tanti elettori delusi dall'atteggiamento neocentrista dell'ormai democristiano Fini e di tutta la sua cricca.Non condivido dell'articolo di Romagnoli, l'attacco ad Alemanno,lui può rappresentare ,assieme alla nuova area che Romagnoli intende costruire, proprio quel soggetto politico di cui c'è un gran bisogno.Una cosa sola però che tutto non si riduca ad un cambio di simbolo.




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