La realtà quotidiana degli ebrei, quando nel mondo la gran parte viveva nella cosiddetta Regione degli insediamenti nella Russia europea, che andava da Memel sul Baltico fino alla Crimea, era contrassegnata da quotidiana discriminazione, interrotta da gravi episodi di violenza. Lo storico Elie Kadourie descrisse questa realtà come “la profonda oltraggiosità della vita nella Diaspora”.
Il 13 marzo 1881 si innescò un periodo di torbidi in seguito all’assassinio dell zar Alessandro II da parte di giovani rivoluzionari russi. Gli antisemiti diffusero la voce che gli assassini fossero ebrei. Un’ondata di pogrom passò per l’impero, in specie in Ucraina, con l’assalto di folle inferocite ai quartieri ebraici, seguiti da saccheggi e violenze agli abitanti, molti dei quali furono picchiati, stuprati o uccisi.
All’indomani dei pogrom Leo Pinsker (1821-1891), rispettabile medico ebreo russo pubblicò un libro, poi celebre, Autoemancipazione:un avvertimento alla gente da parte di un ebreo russo. Pinsker era stato un assimilazionista moderato, e considerava il diffondersi del russo tra gli ebrei un mezzo di graduale integrazione sociale. Ma dopo i pogrom l’autore in fondo non consigliava niente di meno che l’emigrazione in massa, poichè gli ebrei nella Diaspora sarebbero sempre rimasti stranieri mal graditi e quindi l’unica salvezza sarebbe stata l’emigrazione verso una Terra promessa, non necessariamente la Palestina, ove la terra sarebbe stata comprata e colonizzata a poco a poco: alla fine gli ebrei avrebbero ottenuto lo status di nazione riconosciuto dai gentili, raggiungendo così l’uguaglianza e l’indipendenza.
Nel 1894 Alfred Dreyfus, ebreo e ufficiale dell’esercito francese, fu erroneamente giudicato colpevole di spionaggio per conto della Germania. La sentenza scatenò in Francia un’ondata di antisemitismo. Theodor Herzl (1860-1904), ebreo ungherese corrispondente a Parigi per conto del quotidiano austriaco La Neue Freie Presse, pubblicò nel 1896 un pamphlet Lo stato ebraico: un moderno tentativo di soluzione della questione ebraica. Se la Francia, patria dell’emancipazione, del progresso, poteva essere investita dall’antisemitismo, la sicurezza degli ebrei poteva essere solo in un paese che appartenesse a loro, e questo paese era la Palestina, ove sarebbe nato “un nuovo ebreo…risorgeranno i Maccabei”,: gli ebrei avrebbero recuperato onore e rispetto, scrollandosi di dosso la vergogna e il disprezzo che avevano nella Diaspora.




Rispondi Citando
loro che molte "betulle" se ne rendano conto
