Fuori dall'Aula quando parlerà il ministro Alfano: l'Anm annuncia la protesta che i magistrati attueranno sabato prossimo, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ed è nuovamente scontro con la maggioranza.
Le toghe entreranno nelle corti d'Appello con una copia della Costituzione in mano e abbandoneranno le Aule quando il ministro prenderà la parola, ma solo dopo che un magistrato avrà letto un documento di denuncia contro "il disagio" nei confronti delle iniziative legislative di Governo e maggioranza, secondo quanto recita una prima bozza messa a punto oggi.
Le toghe diranno basta con gli "insulti" e le "aggressioni" ai magistrati da parte del premier e di esponenti della maggioranza; e basta con le "riforme distruttive" del sistema giudiziario, decise soltanto in riferimento "a singole vicende giudiziarie".
Immediate le reazioni di Governo e centrodestra. Il ministro Angelino Alfano sostiene che "l'Anm ha scelto di macchiare una giornata che è per i cittadini e per il loro diritto di avere giustizia".
Critico anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: "Boicottare l'inaugurazione dell'anno giudiziario è una mancanza di rispetto inqualificabile nei confronti delle istituzioni e dei cittadini. Dimostra che vogliono una giustizia bloccata, ostacolando qualsiasi riforma".
Il leader di Idv Antonio Di Pietro afferma invece che "un Governo responsabile invece di accusare, ancora una volta, i magistrati di essere sobillatori" dovrebbe "riflettere sulle ragioni profonde della loro protesta".
E Donatella Ferranti del Pd aggiunge: "I magistrati sono cittadini come tutti gli altri e hanno il diritto di manifestare il proprio dissenso". Red/Pol
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