TIKRIT, Iraq (Reuters) - L'ambasciatore statunitense in Iraq ha accusato oggi l'Iran di avere dispiegato dei soldati in Iraq e ha detto che Teheran potrebbe usare la guerra in corso in Libano fra le milizie Hezbollah e Israele per cercare di fomentare gli scontri in Iraq e destabilizzare il paese.
"La regione è coinvolta più di quanto si creda. Quello che succede in Libano influenza quello che avviene qui", ha detto ai giornalisti Zalmay Khalilzad.
"L'Iran ... ha delle forze qui. E' probabile che quelle forze possano essere incoraggiate a creare una sempre maggiore instabilità nel paese".
Khalilzad è intervenuto durante una cerimonia che ha segnato l'avvicendamento delle responsabilità di sicurezza in Iraq che sono passate dalle mani dell'esercito Usa a quelle delle forze del paese. L'evento si è tenuto nella città settentrionale di Tikrit, patria del presidente spodestato Saddam Hussein.
Gli Stati Uniti hanno accusato in più occasioni le fazioni shiite iraniane di fomentare la violenza e l'instabilità mandando armi e combattenti in Iraq, un'accusa che Teheran ha sempre smentito.
Gli Usa accusano inoltre l'Iran di appoggiare, assieme alla Siria, le milizie sciite Hezbollah nella sua battaglia contro Israele.
La Repubblica islamica, che ha drasticamente rafforzato i legami con le forze sciite che sono alla guida del governo in carica a Baghdad e con cui condividono la fede religiosa, ha detto di volere un Iraq stabile.
Iran e Iraq hanno combattuto una guerra devastante negli anni 80 in cui gli Stati Uniti hanno sostenuto Saddam. Dopo aver rovesciato la dittatura del raìs iracheno nel 2003, gli Usa devono ora fare i conti con l'eventualità di appoggiare un governo sciita che si sta avvicinando sempre di più a Teheran.
Decine di migliaia di seguaci dell'esponente radicale sciita Moqtada al-Sadr sono scesi nelle strade di Baghdad venerdì scorso per manifestare il loro sostegno a Hezbollah. I manifestanti erano vestiti di bianco per mostrare al mondo che erano pronti a morire in battaglia.
A marzo sembrava che i colloqui diretti fra Washington e Teheran per risolvere la situazione di instabilità in Iraq potessero andare avanti. Tuttavia il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha detto in aprile che non c'era più bisogno delle trattative vista la presenza di un governo permanente in Iraq.




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