Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Cronache - data: 2006-08-15 num: - pag: 18
autore: Daniela Corneo categoria: REDAZIONALE
Maxi operazione di prevenzione di 30 questure in undici regioni: smantellate intere bande
Rapine in villa, il blitz dei 150 arresti
La metà dei rapinatori è italiana. I consigli della polizia ai cittadini
MILANO — Presto sarebbero entrati ancora in azione. Per l'ennesima volta. Il loro obiettivo: ville situate in zone isolate. Le loro vittime: persone di ceto medio-alto. In 150 sono stati arrestati e in 94 denunciati a piede libero per diversi reati. Sono stati fermati ieri, nel corso dell'operazione Vesta 2006.
Il bilancio del blitz è stato presentato proprio nelle stesse ore in cui il Viminale illustrava il rapporto sulla sicurezza in Italia nel primo semestre 2006 e diceva: «Il fenomeno delle rapine in villa è in aumento, anche se le azioni di contrasto stanno dando frutti». E una delle «azioni di contrasto» i suoi «frutti» li ha dati: oltre agli arresti, 610 provvedimenti di espulsione, 398 perquisizioni domiciliari e sequestri di rilevanti quantitativi di stupefacenti, auto, preziosi e strumenti utili allo scasso.
La maxi operazione, condotta dal Servizio centrale operativo e dalle squadre mobili di 30 province italiane, era scattata lo scorso 5 giugno. Coinvolgendo 11 regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. L'ultimo, in ordine di tempo, dei tre maxi blitz che, dall'inizio dell'anno, hanno portato allo smantellamento di vere e proprie bande organizzate e di colpi grossi già pronti per essere messi a segno.
E all'arresto di 312 persone: 111 italiani, gli altri stranieri.
Dato, quello relativo alla nazionalità degli autori delle rapine nelle abitazioni, su cui ieri ha posto l'accento anche Giuliano Amato. Mentre, nell'insieme delle denunce e degli arresti per tutti i reati, il ministro dell'Interno ha precisato che «il rapporto resta di tre a uno: tre italiani contro uno straniero», sulle rapine in villa ha specificato che «circa la metà sono realizzate da italiani di antico lignaggio e non da quelli che vengono chiamati extracomunitari». E le 150 persone arrestate ieri nel blitz Vesta 2006 confermano i dati del Viminale: 76 sono italiani, 74 stranieri (34 albanesi, 12 rumeni, 5 slavi, 23 di altre nazionalità).
I rapinatori agivano prevalentemente la sera, tra le 19 e mezzanotte; solo raramente si sono introdotti in casa spacciandosi per operai o dipendenti di una società; in diversi casi hanno fatto ricorso ai narcotici per addormentare le loro vittime. E nonostante l'operazione abbia individuato almeno dieci sodalizi ben strutturati, si trattava per lo più di persone che si aggregavano temporaneamente per mettere a segno il colpo. Organizzazioni strutturate tanto che secondo il Viminale quello delle rapine in villa è il fenomeno (aumentato dell'8,7% rispetto al primo semestre 2005) che «negli ultimi anni ha suscitato il maggiore allarme sociale, in relazione anche alla violenza gratuita che spesso ha accompagnato le azioni dei malviventi». Basti pensare all'ultimo caso del 6 giugno a Sabaudia. Danilo Catani, 52 anni, impiegato del Monte dei Paschi di Siena, cercò di reagire a tre uomini che in tarda serata avevano fatto irruzione nella sua villa: freddato sul colpo da sette colpi di pistola sotto gli occhi della moglie.
Per salvaguardare la sicurezza delle abitazioni e dei proprietari la polizia ha messo sul proprio sito Internet un decalogo da seguire per evitare le rapine. Sarebbe meglio installare una porta blindata con serratura antifurto e grate alle finestre con uno spazio tra le sbarre che non superi i 12 centimetri. E, senza dimenticare che i primi posti esaminati dai ladri sono armadi, cassetti, quadri, letti e tappeti, la polizia invita a fotografare i beni di valore per facilitarne la ricerca in caso di furto. Ma non è detto che i malintenzionati tentino il colpo solo a casa vuota. Allora, se si è soli, è bene tenere sempre accesa la luce in più stanze, chiudere la porta con una catena di sicurezza e non aprire il portone automatico, se non si è certi dell'identità della persona che vuole entrare.




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