Iran. La sfida "truccata" delle donne agli Ayatollah col truccoNews del 11-08-2006
L'Iran è al terzo posto, in Asia, per l'uso di cosmetici e prodotti di bellezza; l'uso, a volte volutamente eccessivo, che le donne iraniane fanno di kajal e rossetti va però al di là del tentativo di abbellirsi e diventa una vera e propria sfida al regime degli Ayatollah.
Secondo Farhad Farjam, psicologo, ''oggi le donne considerano truccarsi, e soprattutto truccarsi molto forte, una sfida''. Una studentessa iraniana, Manigeh, conferma: ''Truccarsi ogni giorno significa non accettare le imposizioni di un governo religioso che intende imporre con violenza valori che i giovani e le donne rifiutano''.
La metà dei cosmetici consumati nella Repubblica Islamica è contrabbandata nel paese dagli Emirati Arabi Uniti e dal Pakistan. Molti non sono prodotti originali, ma creme, rimmel e rossetti fabbricati nella regione e venduti con i nomi delle grandi aziende internazionali.
''Negli anni successivi alla rivoluzione e durante gli 8 anni di guerra contro l'Iraq - commenta lo psicologo Farjam - la società e le donne non davano importanza alla estetica e alla bellezza''. Ma ''è con la fine della guerra e l'inizio della ricostruzione che il paese registra un vero boom di sale di bellezza e i negozi si riempiono di prodotti estetici'', aggiunge Farjam. ''La ragione è molto semplice: finita l'era rivoluzionaria e la guerra - dice lo psicologo - la gente ha riscoperto la voglia di vivere e con essa la necessità di curare il proprio aspetto. Oggi, però, le donne considerano truccarsi e soprattutto truccarsi molto forte, una sfida'', aggiunge Farjam.
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