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  1. #1
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    Predefinito Persona e individuo nella Tradizione indù

    Per comprendere il significato di «persona» bisogna rifarsi alla distinzione fondamentale nella Tradizione indù fra il «Sé» e l’«io». Con alcune riserve, tale distinzione circa la costituzione dell’essere umano è equivalente a quella fra «personalità» e «individualità».
    Il «Sé» è il Principio trascendente e permanente per il quale esistono, ognuno nel suo proprio dominio, tutti gli stati dell’essere, manifestati o non-manifestati.
    Sebbene la parola «esistere» adesso risulti impropria, il «Sé» esiste per se stesso, non avendo né potendo avere nell’infinità del sua “natura” (purtroppo la carenza di un’appropriata terminologia metafisica occidentale si fa qui sentire) alcun principio che ad Esso sia esteriore. Tuttavia seconda una prospettiva propria alla manifestazione, il «Sé» considerato in rapporto ad un essere è propriamente la personalità di questo essere, il suo centro immortale e punto di convergenza di ogni suo indefinito stato o grado di manifestazione. Tale personalità è allora una determinazione immediata (così come una scintilla lo è del fuoco), primordiale e non “particolarizzata” del «Sé» o, il che in realtà è la stessa cosa, di Âtmâ. Quando l’intelletto superiore (Buddhi) è stabilizzato nel «Sé», si parla di «persona». Come si può constatare la «persona» intesa metafisicamente non ha nulla in comune con quello che i filosofi moderni chiamano la «persona umana» e che invece altro non è che individualità pura e semplice anche se considerata in una sua parte superiore come può essere, ad esempio, la ragione. Va dunque ribadito: il dominio della persona è nell’ordine dei principi, nell’ordine cioè dell’Universale.
    Per la discesa nell’ordine di produzioni di Prakriti ad opera dell’attività «non-agente» di Purusha, quella stabilità trascendente e universale propria della persona così stabilizzata nel «Sé» viene riflessa sul piano orizzontale vitale, intersezione col dominio speciale di certe condizioni di esistenza, la cui risultante è appunto l’«individualità» (ahankâra) e l’«io» (aham) al quale è strettamente congiunto manas, la facoltà mentale. Così la coscienza individuale procede immediatamente, ma a titolo di semplice modalità “condizionata”, dal principio intellettuale, e, a sua volta, produce gli altri principi o elementi specifici dell’individualità umana.

    Da quanto sin qui detto l’«individualità umana» risulta dunque essere grazie alle sue relazioni con la «personalità» molto più della sua comune riduzione alla semplice modalità corporea, ma anche molto meno rispetto alla personalità stessa, il cui stato permanente ed incondizionato nella Grazia e Gloria del «Sé» è l’unico che possa essere considerato assolutamente reale.

  2. #2
    geometrantonio
    Ospite

    Post Il Se

    Il signor A, entra in un lussuoso cinema parigino...il titolo del film non ha importanza, è un neorealismo sentimentale, di quelli che piacciono al Signor A...le sedie sono molto comode...
    il film inizia, e il telo bianco s'illumina dei fotogrammi, che il proiettore imprime sulla superficie...
    Il signor A è entusiasta; soffre, si commuove, ama, gioisce, con il protagonista del film...
    finisce il primo tempo, ed A si affacia al bar della hall, per fumarsi una sigaretta, con un drink...rientra nella sala, e sprofonda nella poltrona, per gustarsi il secondo tempo...
    il film termina, ed il signor A è tutto un sussulto di sentimenti, provocati da un fascio mutevole che si splaffona su di un telo bianco.
    L' "Io" limaccioso e mineralico occulta il telo bianco del Se incorruttibile.
    L' "Io" che è un "Io" non è il vero IO.
    Come la maschera degli ellenici occultava il vero Se della persona,
    che recitava nell'agorà, o nell'anfiteatro.Finita la recita, l'attore depone la maschera.
    Shiva inizia la danza, e diviene danzatore.Dismessa la danza, si contrae in non danzatore.Potenzialmente è sempre stato danzatore e non danzatore.
    Krishna combatte, eppure fisso nel Se, egli è stabile.Eppure combatte in questa nostra vita, fatta di carne e sangue.Eppure egli è BRHAMAN SUPREMO.
    Il Signor A rientra nel suo appartamento...i vicoli umidi del quartier laten, riflettono la luce arancione dei lampioni...l'emozione per il fim visto, è già un lontano ricordo...
    Sprofonda tra le sue coperte, inabbissandosi nell'Immanifesto Impronunciabile, che si cela dietro il telo bianco del cinema, dietro il tutto.
    Con reverenza
    Antonio

  3. #3
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da geometrantonio
    Sprofonda tra le sue coperte, inabbissandosi nell'Immanifesto Impronunciabile, che si cela dietro il telo bianco del cinema, dietro il tutto.
    Con reverenza
    Antonio

    Veramente ..fa un bel sonno..con sogni.. e poi sonno profondo..ma non è Turya..il quarto stato..la reintegrazione Consapevole e non inconscia..
    Mi sembra però che con questi interventi..il forum ti rigetterà..per scarsa serietà dottrinale..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #4
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    Predefinito «Sé» e persona. Risposta al Sig.Antonio

    Non bisogna confondere lo stato incondizionato e trascendente del «Sé» con l’indeterminazione primordiale della Sostanza (Prakriti) che funge da principio passivo di manifestazione, sia questa intesa nella sua totalità ovvero in modo relativo a ognuno dei suoi stati.
    Non va confuso poi Paramâtma,Principio supremo, che oltrepassa il distruttibile ed anche l’indistruttibile, con l’aspetto di non manifestazione caotica che contraddistingue appunto Prakriti non ancora influenzata dall’azione ordinatrice e «non-agente» di Purusha. Questo secondo errore è forse il più grave poiché identifica Brahman con l’inconscio.
    Ridurre il «Sé» - secondo una prospettiva vitalistica – a mero substrato del flusso vitale significa negarGli ogni trascendenza e divinità, assimilandoLo in realtà se non nominalmente a quel concetto moderno e deviato di Dio- Natura, immutabile e inintelligibile al fondo e dietro ogni fenomeno (il noumeno moderno).
    Abbiamo il fondato timore che proprio in queste suggestioni filosofiche (Spinoza, Schopenhauer, Bergson, esistenzialismo francese ecc.) sia incappato il tentativo del Sig. Antonio di dare una sistemazione “volgarizzata” della dottrina indù sul «Sé» e persona. In tal senso consigliamo a chi sia interessato la lettura del chiarissimo studio del Guénon “Le due notti” in Iniziazione e realizzazione spirituale.
    Infine ci preme sottolineare che Krishna nella battaglia non è stabile perchè fisso nel «Sé» ma perchè èil «Sé» ed è solo Arjuna che, grazie al “canto del beato”, acquista un intelletto stabilizzato nel suo Signore. Inoltre la carne e il sangue attraverso i quali avviene la discesa dell’Avatâra non sono sangue e carne «…di questa nostra vita…» concepiti cioè secondo la prospettica dell’«uomo ordinario» e profano, ma carne e sangue trasfigurati dalla Luce della Parola di Brahma.

  5. #5
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    Predefinito

    Con tutto il rispetto per la dotta disquisizione dell'amico Satwa..ma il problema o l'aneddoto..di Geometrantonio..verteva sulle diverse condizioni di Atma..in relazione alla Coscienza..
    Che come tutti sanno..sono i quattro Pada..veglia..sogno..sonno profondo..turiya o quarto..
    Nello stato di veglia..il Se..si identifica con gli oggetti che provengono dal mondo grossolano...nella condizione di sogno il Se si identifica con gli oggetti prodotti dal mondo sottile.. tajiasa ..nella condizione di sonno profondo..il Se..ritorna allo stato indifferenziato..torna a Brahman..ma in modo passivo..non consapevole..Infine ..nella condizione di Turiya o quarto..l'identificazione del Se con Brahman..è piena e consapevole..ed è questa appunto la meta del lavoro interiore o sadhana..per ottenere l'identità.. atman.. Brahman..
    Non rinvengo nessun fraintendimento vitalistico..o moderno..nella concezione dell'io..o jivatma..del se personale..o Atma..e del se universale o indistinto Paramatma..
    Sono i tre gradi della manifestazione di Atman..e il terzo..non sempre è ricercato..esaurendosi la vita normale tra i primi due..
    La storiella è la descrizione della vita diciamo profana..dove Atma..nel suo ruolo di Purusha.. identificato nella condizione limitativa della coscienza personale.o personalità... anche se superiore dell'individualità..jiva..la maschera..non aspira alla liberazione nel Paramatma..
    Sarebbe necessario per far questo..uscire dalla vita ordinaria..e tramite la pratica dello yoga..intendendo per yoga la disciplina o discriminazione tra se e non se..pervenire a quell'identificazione..vera meta di ogni serio viaggio interiore..
    Riguardo ad Arjuna..e Krishna..o io individuale e Personalità o Se..Universale..a scelta..che il simbolo non può avere un significato univoco..a causa della sua indeterminatezza..va da se..che l'io individuale..una volta che si è consegnato ad Atma..subisce una trasformazione necessaria..in quanto la presenza di Krishna in Arjuna..rimuove quelle oscurità psichiche ..che impedivano la purificazione della stessa materialità..che ..adesso..rimane come residuo karmico...quindi ..trasfigurata..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  6. #6
    geometrantonio
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da SATTWA
    Non bisogna confondere lo stato incondizionato e trascendente del «Sé» con l’indeterminazione primordiale della Sostanza (Prakriti) che funge da principio passivo di manifestazione, sia questa intesa nella sua totalità ovvero in modo relativo a ognuno dei suoi stati.
    Non va confuso poi Paramâtma,Principio supremo, che oltrepassa il distruttibile ed anche l’indistruttibile, con l’aspetto di non manifestazione caotica che contraddistingue appunto Prakriti non ancora influenzata dall’azione ordinatrice e «non-agente» di Purusha. Questo secondo errore è forse il più grave poiché identifica Brahman con l’inconscio.
    Ridurre il «Sé» - secondo una prospettiva vitalistica – a mero substrato del flusso vitale significa negarGli ogni trascendenza e divinità, assimilandoLo in realtà se non nominalmente a quel concetto moderno e deviato di Dio- Natura, immutabile e inintelligibile al fondo e dietro ogni fenomeno (il noumeno moderno).
    Abbiamo il fondato timore che proprio in queste suggestioni filosofiche (Spinoza, Schopenhauer, Bergson, esistenzialismo francese ecc.) sia incappato il tentativo del Sig. Antonio di dare una sistemazione “volgarizzata” della dottrina indù sul «Sé» e persona. In tal senso consigliamo a chi sia interessato la lettura del chiarissimo studio del Guénon “Le due notti” in Iniziazione e realizzazione spirituale.
    Infine ci preme sottolineare che Krishna nella battaglia non è stabile perchè fisso nel «Sé» ma perchè èil «Sé» ed è solo Arjuna che, grazie al “canto del beato”, acquista un intelletto stabilizzato nel suo Signore. Inoltre la carne e il sangue attraverso i quali avviene la discesa dell’Avatâra non sono sangue e carne «…di questa nostra vita…» concepiti cioè secondo la prospettica dell’«uomo ordinario» e profano, ma carne e sangue trasfigurati dalla Luce della Parola di Brahma.

    Gentilissimo
    era il chiarimento che cercavo, per questo la ringrazio di cuore.

  7. #7
    geometrantonio
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo
    Con tutto il rispetto per la dotta disquisizione dell'amico Satwa..ma il problema o l'aneddoto..di Geometrantonio..verteva sulle diverse condizioni di Atma..in relazione alla Coscienza..
    Che come tutti sanno..sono i quattro Pada..veglia..sogno..sonno profondo..turiya o quarto..
    Nello stato di veglia..il Se..si identifica con gli oggetti che provengono dal mondo grossolano...nella condizione di sogno il Se si identifica con gli oggetti prodotti dal mondo sottile.. tajiasa ..nella condizione di sonno profondo..il Se..ritorna allo stato indifferenziato..torna a Brahman..ma in modo passivo..non consapevole..Infine ..nella condizione di Turiya o quarto..l'identificazione del Se con Brahman..è piena e consapevole..ed è questa appunto la meta del lavoro interiore o sadhana..per ottenere l'identità.. atman.. Brahman..
    Non rinvengo nessun fraintendimento vitalistico..o moderno..nella concezione dell'io..o jivatma..del se personale..o Atma..e del se universale o indistinto Paramatma..
    Sono i tre gradi della manifestazione di Atman..e il terzo..non sempre è ricercato..esaurendosi la vita normale tra i primi due..
    La storiella è la descrizione della vita diciamo profana..dove Atma..nel suo ruolo di Purusha.. identificato nella condizione limitativa della coscienza personale.o personalità... anche se superiore dell'individualità..jiva..la maschera..non aspira alla liberazione nel Paramatma..
    Sarebbe necessario per far questo..uscire dalla vita ordinaria..e tramite la pratica dello yoga..intendendo per yoga la disciplina o discriminazione tra se e non se..pervenire a quell'identificazione..vera meta di ogni serio viaggio interiore..
    Riguardo ad Arjuna..e Krishna..o io individuale e Personalità o Se..Universale..a scelta..che il simbolo non può avere un significato univoco..a causa della sua indeterminatezza..va da se..che l'io individuale..una volta che si è consegnato ad Atma..subisce una trasformazione necessaria..in quanto la presenza di Krishna in Arjuna..rimuove quelle oscurità psichiche ..che impedivano la purificazione della stessa materialità..che ..adesso..rimane come residuo karmico...quindi ..trasfigurata..
    ogni contributo , è ben accetto, anche se, devo rilevare una severità dottrinale negli scritti dell'utente SATTWA, che mi rasserena e mi ispira IL BENE.
    Infatti, tendo a diffidare delle persone, "tutto è lecito".
    Detto questo, ritengo che anche Lei sia un forumista di una vasta cultura.
    Cosa, oggi, molto rara.
    Antonio

  8. #8
    geometrantonio
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    Dimenticavo
    il compito di un "Autentico Maestro" deve essere orientare e correggere i discepoli, e proprio questa opera METAFISICA, che riscontro nell'utente SATTWA.Non sò se sia un "Maestro" ; ma sicuramente, è in contatto con una fonte spirituale autentica, sia essa fisica o no, non voglio saperlo e, per discrezione, nemmeno lo domanderò.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da geometrantonio
    ogni contributo , è ben accetto, anche se, devo rilevare una severità dottrinale negli scritti dell'utente SATTWA, che mi rasserena e mi ispira IL BENE.
    Infatti, tendo a diffidare delle persone, "tutto è lecito".
    Detto questo, ritengo che anche Lei sia un forumista di una vasta cultura.
    Cosa, oggi, molto rara.
    Antonio
    Sono contento che l'utente Satwa ti ispira al bene..anche se la sua severità dottrinale deriva principalmente dal copiare e incollare brani di Guenon..che..siamo sicuri..ispirano certamente al bene..
    Vorrei poi sapere cosa significa in termini dottrinali..il tutto è lecito..in quanto presumo..che alla mia persona ti stai riferendo..
    Tengo a far presente..che forse il tutto è lecito..si riferisce al fraintendimento del principio iniziatico della discesa agli inferi....ovverosia dall'esaurire in vista di una realizzazione interiore..quelle possibilità negative che non sono state espresse precedentemente...
    Vorrei precisare che questa discesa agli inferi..rappresentata bene da Dante nella sua Commedia..deve necessariamente compiersi con un Maestro..
    Guru..o Satguru..poco importa..l'importante è che le possibilità inespresse si compiano con una guida..che sola potrà trarci alla Luce..che altrimenti..come dice Guenon..cadremo nel Pantano...che è appunto quello che sta succedendo al mondo moderno..
    Aggiungo anche..che questa discesa non è necessario compiere..per chi si ferma all'exoterismo..in quanto non all'iniziazione che conduce alla Liberazione..questi si dedica..ma alla Salvezza..il rimanere cioè in posizione privilegiata..in attesa della reintegrazione finale..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da geometrantonio
    Dimenticavo
    il compito di un "Autentico Maestro" deve essere orientare e correggere i discepoli, e proprio questa opera METAFISICA, che riscontro nell'utente SATTWA.Non sò se sia un "Maestro" ; ma sicuramente, è in contatto con una fonte spirituale autentica, sia essa fisica o no, non voglio saperlo e, per discrezione, nemmeno lo domanderò.
    Stai parlando di un Maestro Morale..non di un Maestro Rituale..o per la precisione di un Ministro..del'exoterismo..e non di un Maestro di esoterismo..
    La differenza tra i due punti di vista..quello rituale e quello morale..si può leggere in Considerazioni sulla Via Iniziatica di Guenon..e..per capirci ..i due ruoli sono molto diversi..che l'orientare e correggere..fa parte del Ministro dell'exoterismo a cui sottoponiamo la nostra salute interiore..mentre..il ruolo del Maestro di esoterismo..è quello di stimolare con la Sua presenza..la nascita e lo sviluppo del nostro Guru interiore..o Satguru
    ma mai..sarà quello di correggere chicchesia..perchè sarebbe intervenire su aspetti esteriori come il carattere..che a Lui non interessano..in quanto secondari rispetto alla Principialità del Se..o Consapevolezza..a cui Lui si ingegna a sviluppare nel discepolo..indirizzandolo..questo si..a opportuni riti o tecniche..compatibili con le proprie inclinazioni ..e per far questo..il Maestro..si serve anche di Istruttori ..che sono la Sua presenza simbolica o Upaguru...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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