[ L'EDITORIALE ]

E adesso RIBELLIAMOCI tutti
I politici ci hanno traditi. Prepariamoci a tornare nelle piazze!
6 agosto 2006
Adesso anche la Calabria ha la sua legge-vergogna: con il pretesto di una poco credibile tutela della “privacy” la Giunta ed il Consiglio Regionale calabrese violano il sacro principio della trasparenza negli atti amministrativi, inserendo furtivamente nella legge di bilancio un articolo che impedisce la pubblicazione degli atti amministrativi - e dei conseguenti impegni di spesa - della Regione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria, impedendo di fatto qualsiasi controllo democratico da parte della società civile e della stampa libera su fatti e misfatti delle oscure stanze del potere regionale.

Ebbene non c'è che una risposta da dare: ragazzi, torniamo nelle piazze e scendiamo in strada per difendere la legalità e la democrazia in Calabria, così come all’indomani del 16 ottobre siamo scesi nelle piazze di Locri e di tutta la Calabria per urlare il nostro "no" alla mafia ed alla violenza.

Questo a dispetto di chi dice che “siamo strumentalizzati dalla politica”.

Non ci limitiamo a registrare, giorno dopo giorno, la deriva ipocrita ed antidemocratica della nostra povera regione.
Dobbiamo dire a tutti come stanno le cose, e cioè che se fino ad ieri, ad esempio, consultando il Bollettino Ufficiale della Regione Calabria potevamo sapere che alla Presidenza del Consiglio Regionale lavora un pompiere che invece dovrebbe essere in servizio a Torino, forse solo perché segretario provinciale dell'organizzazione giovanile di un partito, o che "stranamente" una ragazza toscana lavora per chiamata diretta presso il Call-center della Regione, o peggio ancora che il nostro Presidente Loiero ha deliberato centinaia di migliaia di euro in non meglio identificate iniziative di antimafia di parata, adesso tutto questo non lo sapremo più.

Da oggi la trasparenza degli atti della nostra Regione andrà a farsi benedire per motivi di “privacy”… O forse sarebbe meglio dire per motivi di “privazione”, privazione del nostro diritto di conoscere fatti e misfatti della nostra classe politica.

Ma questa volta non gliela faremo passare liscia.
Ai nostri amministratori diciamo che i “ragazzi di Locri” non vanno in vacanza, e l’appello lo rivolgiamo non solo ai giovani ma a tutta la società civile, a chi lotta per sopravvivere, alla gente onesta, ai padri ed alle madri di famiglia, ai lavoratori agricoli, agli artigiani, alle studentesse ed agli studenti, ai disoccupati, a quei ragazzi costretti a lavorare in nero pur di portare un pezzettino di pane in più nelle proprie famiglie: RIBELLIAMOCI!
Mentre voi, mentre NOI lottiamo per la sopravvivenza prima che per l’illegalità diffusa, LORO potranno continuare a sperperare, oramai nella segretezza più assoluta, centinaia di migliaia di euro alle nostre spalle, accontentando fidi compagni di partito, parenti, compari e comparucci.
Questo bisogna dire ai calabresi, perché questo INTERESSA ai calabresi, e questo dobbiamo anche far sapere all'opinione pubblica nazionale.
Facciamo perciò appello a tutti i calabresi onesti affinché assieme a noi scendano di nuovo in piazza ad urlare il proprio sdegno, e ad esigere quei sacrosanti valori della legalità che non hanno colore politico alcuno, né di destra né di sinistra.
da www.ammazzatecitutti.org