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Der Wehrwolf
Sono almeno 14 le vittime del raid israeliano sul villaggio di Ghaziyeh, nel sud del Libano, a ridosso della cittadina di Sidone. I feriti sono almeno 23. Al momento dell'attacco un gruppo di persone stava procedendo alla sepoltura delle vittime dei raid dei giorni precedenti. Dovranno ricominciare il funerale. Qualche ora dopo è stato bombardato un altro funerale, di vittime di precedenti bombardamenti. Israele non si fa problemi di morti, grandi e piccoli.
Poco a poco però qualcosa di muove. Persino in America, popolo non particolarmente dotato a livello di percezione di massa, anche i ciechi cominciano ad aprire gli occhi. E parecchio.
Secondo un sondaggio congiunto di 'Abc News' e 'Washington Post', il 46 per cento degli statunitensi ritiene che le colpe del conflitto siano distribuite equamente tra Israele e Hezbollah, mentre il 61 per cento degli intervistati, maggioranza assoluta, non è con il presidente George Bush nell'attribuire al movimento estremista sciita l'intera responsabilità di aver scatenato le violenze.
Tzipi la dolce
Tzipi, ci informa zelante il Corriere del Sionista di Mieli, è il diminutivo biblico di Tziper o qualche cavolata di cui importa un fico secco a nessuno ma Mieli va in brodo quando ci fa sapere qualche dettaglio sul popolo prediletto sempre perseguitato. In un’intervista il CdS presenta Tzipi come una donna gentile e comprensiva, un tesoro si ministro.
Che qualche volta, capita anche agli eletti, fa una scivolata.
“Si asciughi le lacrime e inizi a lavorare per creare un futuro migliore nella regione": è l'invito che il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni – gentile signora - ha rivolto al premier libanese Fuad Siniora. "Aiutateci", era stato l'appello del capo del governo di Beirut, che ieri, intervenendo alla riunione dei ministri degli Esteri della Lega Araba, aveva interrotto due volte il suo discorso tra le lacrime. Pensando al suo paese distrutto dalla bombe dell’esercito giudaico. Ma Tzipi, diminutivo biblico non si commuove per così poco. Lavori! Gli risponde. Il lavoro rende liberi. O no?
GM