
Originariamente Scritto da
Marco Sferini
Personalmente non sono stato educato all'odio verso gli altri diversi da me per colore della pelle, per lingua, tendenza sessuale o altro.
Un tasso di amore e di odio c'è in tutti noi. Sovente, però, a prevalere non sono la serenità di analisi di ciò che ci circonda, ma gli istinti eterodiretti dal disagio sociale e da chi ha tutto interessa a fomentare contrasti ed acredini più grandi.
C'è chi vive col muso ingrugniato e incazzato per via non delle ingiustizie, ma perchè il suo vicino di casa è pakistano o marocchino, chi perchè ha a scuola compagni di banco che sono gay o lesbiche, o chi nel ragazzo coi cappelli rasta vede sempre e solo un disagiato sociale.
Qui non si tratta di ergersi a giudici di niente e nessuno, ma di prendere atto della realtà.
Francamente il nostro disprezzo per il fascismo non è frutto di un capriccio pregiudiziale, ma è una derivazione di un giudizio dato dalla storia che facciamo anche nostro.
Marco
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