ROMA (Reuters) - L'Italia potrebbe contribuire con
2-3.000 uomini alla forza multinazionale dell'Onu in Libano per mettere fine al conflitto fra Israele e Hezbollah, ha detto oggi il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri.
"E' realistico pensare all'invio di 2-3.000 militari, non solo dell'esercito", ha detto Forcieri a Reuters.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede l'immediata cessazione delle ostilitą e autorizza fino a 15.000 militari Onu nell'area per garantire la tregua, stabilisce che Hezbollah fermi gli attacchi e Israele interrompa l'offensiva militare.
Il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D'Alema oggi hanno ribadito la disponibilitą dell'Italia a far parte della forza Onu. A questo proposito, domani pomeriggio il capo del governo rientrerą a Roma per un vertice con il titolare della Farnesina e con il ministro della Difesa Arturo Parisi.
POSSIBILE IL VICECOMANDO ALL'ITALIA
Secondo il sottosegretario Forcieri č realistico pensare anche che all'Italia venga affidato il vicecomando della missione, sotto la guida francese.
"Mi sembra realistico, noi siamo disposti a mettere in campo una forza consistente", ha spiegato.
Per quanto riguarda i mezzi che l'Italia potrebbe mettere a disposizione, č difficile fare pronostici. Comunque "i nostri militari saranno adeguatamente protetti,
fermo restando che non andiamo lą a fare la guerra". Plausibile anche l'invio di forze speciali e carabinieri.
"L'Onu deve ancora dirci cosa vuole esattamente da noi. Comunque ci siamo preparati, nel giro di 7-10 giorni i nostri uomini saranno pronti a partire", ha concluso Forcieri.
Resta da risolvere, tra gli altri, il nodo del finanziamento, visto il risicato budget della Difesa.
In Libano l'Italia ha attualmente alcune decine di militari nell'ambito della missione Unifil.