Beirut, 15 agosto - In una dichiarazione fatta alla tv libanese Lbc, il ministro della Difesa libanese Elias Murr ha detto che le forze armate libanesi non vanno nel sud del Paese con l'intenzione di togliere le armi dalle mani di Hezbollah: "non vanno a fare il lavoro che Israele non ha fatto". Murr ha osservato che per la fine della settimana 15 mila uomini saranno schierati lungo il Litani, sul versante settentrionale del fiume ma pronti a scendere al sud, in attesa dell'arrivo della forza multinazionale.

Intanto, a sorpresa le truppe di occupazione israeliane stanno rapidamente abbandonando le proprie posizioni nel Libano meridionale. La città di Marjayoun è stata già evacuata, come anche altri centri vicini. In totale sarebbero da mille a duemila i militari invasori che sono già rientrati in 24 ore sul territorio israeliano. Secondo gli analisti, il timore israeliano è che le truppe ferme al sud possano diventare facile bersaglio di attacchi della resistenza libanese. Ufficiali israeliani sono in costante contatto con le forze Onu nel Libano meridionale a cui cedono simbolicamente il controllo delle aree abbandonate.

A migliaia le macchine con gli sfollati stanno rientrando nei villaggi del Libano meridionale. E' stata molto apprezzata dalla popolazione l'offerta fatta ieri dal leader di Hezbollah Seyyed Hassan Nasrallah che ha promesso risarcimenti, l'equivalente di un anno di affitto, a coloro che hanno avuto la casa e i mobili distrutti.