da avvenire.it
Uccisero suor Mainetti
Libere grazie all’indulto
Veronica esce dalla comunità,Milena vuole stare con don Mazzi
Da Milano Giuseppe Matarazzo
Libere grazie all'indulto. Veronica e Milena, due delle tre ragazzine che la sera del 6 giugno 2000 uccisero con 19 coltellate "in nome di Satana", suor Maria Laura Mainetti a Chiavenna, sarebbero libere per effetto del provvedimento di indulto varato recentemente dal Parlamento italiano.
Veronica, che oggi ha 23 anni, è tornata completamente libera potendo usufruire dei benefici del gesto di clemenza. La ragazza avrebbe già lasciato la comunità della zona Nomentana a Roma, in cui era stata trasferita dopo aver lasciato il carcere due anni fa. Veronica era stata condannata a una pena di 8 anni e mezzo. Chi le sta vicino sostiene che sia una ragazza completamente cambiata con la voglia di rientrare nel tessuto sociale, e di aver compreso fino in fondo la mostruosità del gesto compiuto insieme alle due amiche, Milena e Ambra.
Nonostante potrebbe beneficiare dell'indulto, resta invece in comunità Milena. La ragazza, oggi 23enne, è ospitata nella comunità di don Antonio Mazzi a Grezzana, in provincia di Verona, e per sua scelta non intende lasciare la comunità. La conferma arriva proprio da don Mazzi: «Milena potrebbe sì uscire per effetto dell'indulto - dice -, ma non lo farà. Non si sente ancora pronta. Abbiamo parlato a lungo in queste settimane e vuole continuare a lavorare con noi. La incontrerò anche nei prossimi giorni. Ha paura di uscire. Non pensa sia ancora il momento giusto. Non si sente sicura. Da poco più di un mese ha anche perso il padre e quindi è particolarmente toccata. Per fortuna c'è la sorella, laureata in scienze dell'educazione alla Cattolica, che le sta molto vicino». Milena è seguita dalla comunità di Don Mazzi da un paio d'anni, prima con i permessi dal carcere e da qualche mese in maniera stabile. «Nella nostra comunità trova una stanza e una opportunità per continuare a lavorare dentro di sé e provare a fare del bene agli altri per scontare quanto di male ha fatto». Milena è molto provata da quello che è successo la sera di sei a nni fa. «Quando parliamo di quello che è accaduto, lei scoppia in lacrime - continua don Mazzi - chiedendosi come ha potuto fare quello che ha fatto. Io credo che il satanismo c'entri poco per lei. È una ragazza che si è fatta trascinare dal "fascino" del gruppo, dalla trasgressione. Poi è difficile trovare l'equilibrio fra il perdonismo e il giustizialismo. Qui siamo di fronte a una ragazza con cui cerchiamo di lavorare, per recuperarla alla vita».
Quanto all'indulto e alla possibilità di libertà in casi come questo, don Mazzi non nasconde critiche. «Un provvedimento che abbiamo voluto e sostenuto, ma che come tutte le cose all'italiana è stato fatto a metà. Senza che le istituzioni, i direttori delle carceri e gli assistenti sociali fossero pronti. E poi in un mese in cui non si capisce perché l'intero Paese va in ferie e non ci sono servizi e strutture adeguate a venire incontro alle esigenze dei più deboli».
E mentre Veronica ritrova la libertà e Milena continua il suo cammino in comunità, resta in carcere Ambra, detenuta al Ferrante Aporti di Torino. Per lei la scarcerazione non appare così immediata. Dovrà scontare per intero la condanna a 12 anni a 4 mesi.
La scarcerazione di Veronica non mancherà di far discutere, così come fece discutere allora la lievità della condanna, per un omicidio così efferato e soprattutto per il movente satanista che sconvolse la comunità. Perplesso il fratello della religiosa, Amedeo Mainetti: «Quelle ragazze io le ho già perdonate da tempo - dice -. Ma non credo sia giusto che dopo così poco tempo possano tornare in totale libertà. Se vogliamo parlare di satanismo, allora dico: l'indulto è satanico. È giusto che queste ragazze possano reinserirsi nella società, ma sono davvero pronte per farlo?».




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