Libano: Israele vorrebbe isolare Hezbollah dal resto del mondo, mentre riparte l'offensiva della compagnia Hariri-Joumblatt
Beirut, 17 agosto - Israele preme sulla comunità internazionale non tanto perché si assuma un ruolo militare nel sud del Libano, ma piuttosto perché isoli la resistenza libanese dal resto del mondo, impedendo che eventuali aiuti possano raggiungere Hezbollah dall'esterno. Il ministro Esteri israeliano Tzipi Livni, in visita all'Onu, lo ha detto al segretario generale Kofi Annan e una fonte autorevole della sicurezza isrealiana, mantenendo l'anonimato, ha rivelato, citato dalla Reuters, che lo Stato ebraico ha sollecitato la Turchia a impedire che forniture di armi dall'Iran destinate a Hezbollah possano transitare via Turchia.
L'intelligence israeliana ritiene che buona degli armamenti in possesso della resistenza libanese di provenienza iraniana sia passata attraverso la Turchia. Secondo queste informazioni, confermate dal quotidiano turco Hurriyet, due aerei iraniani sono stati perquisiti dalle autorità turche nelle ultime settimane senza però che nulla fosse trovato.
Gli sforzi per isolare Hezbollah dall'esterno passano attraverso i tentativi di allontanare il Libano dalla Siria. Per questa ragione, oggi, dopo un lungo silenzio, sono riemersi due leader della corrente libanese anti-siriana. Saad Hariri e Walid Joumblatt, il primo in un discorso ai suoi sostenitori, il secondo in un'intervista televisiva, hanno condannato Israele, non potevano fare altrimenti dato il clima che si respira nel Paese dopo un mese di aggressione e devastazioni israeliane, hanno reso omaggio alla resistenza libanese, altro passo scontato in un'atmosfera di forte identità nazionale, e si sono scagliati contro la Siria, in quello che appare come la ripresa delle ostilità politiche contro Damasco alimentate dall'esterno.




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