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Discussione: Pan per focaccia.

  1. #1
    fmnicosia
    Ospite

    Predefinito Pan per focaccia.


    Se si scopre che una cosa non è da nascondersi, perchè tutti la fanno, viene meno l’esigenza di privacy, e crollano il rischio e il valore di mercato del segreto. Perchè tale situazione dovrebbe essere preferibile, rispetto all’altra, in cui tutti fanno una cosa ma preferiscono non farlo sapere? Perchè i costi sono minori, dato che celare un’informazione comporta dei costi di esclusione, e se “libero” significa “gratis”, esente da costi, quella situazione è più coerente dell’altra con la libertà. Evitare costi è desiderabile dal punto di vista della libertà. A informazione completa ci si diverte un casino, e magari poi ci si abitua. Sei comunque costretto a cercare di dare il tuo meglio, e a quel punto la soddisfazione è la tua. Informazione è significato di norma generale. Diffondere l’informazione significa diffondere certezze, sicchè la norma è certezza del diritto in ogni età, almeno a far data dal dubbio baule di Antonello, se con dolcezza confondi, al massimo, aggettivi e sostantivi. E se il litigio è un gioco materiale, musica concreta e non grotteschi pari o dispari, per quanto divertenti, ma dagli esiti scontati E ne ha, assunta di punta, per quanto faccia orrore e vomitare, a ben vedere, almeno in parte. E nel mercato anche il pane è moneta, perchè v’è pluralità di standards. Anche in proposito può valere una rand/om strategy, a miglior tutela dell’ambiente, rispetto a una lotta deliberata, se il capitale non è comune. E’ questo è un punto d’oro che sta in piedi da sè, solo in parte velato, se i contributi spontanei sono abbondanti nell’ecclesia, senza ritardo e senza discriminazioni nel giudizio e nell’amministrazione, siano essi occasionali e/o a rete, indossandone l’abitudine in un senso o nell’altro. Può restare un retrogusto acido, ma v’è almeno soddisfazione nello sforzo di riuscita di un progetto di portata complessiva. L’importante è parlarne, senza eccedere in ammiccamenti, perchè si tratta almeno di far capire che si è capito, anche se non lo si vuole ammettere fino in fondo. Lo stesso contrasto generazionale si fonda su troppe cose non dette sull’aspettativa di vita, mentre un minimo di saggezza suggerirebbe il contrario, con un po’ di ottimismo, sapendone cogliere gli spunti e i motivi reali. Morire non è come andare in licenza, e bisogna capirlo da giovani, anche se a fatica, perchè a volte i fatti sembrano smentirlo, dato che tutto ci sembra già noto, scontato e banale: “sempre le stesse facce, come la DC”. Si vede che Dio non ha poi tutta questa fantasia, o almeno ha ritegno a dimostrarla: non stupisce con effetti speciali, ma lascia solo intravvedere i capezzoli turgidi di un’arte pazza e depravata, in attesa della totalità dell’astratto e del concreto, del meglio assoluto e dei ripieghi, accettando quel minimo di polvere che vi si sedimenta: ma a che prezzo si trova una moglie disposta a strofinarla.
    Non sempre conviene costruire case comuni, o almeno a ognuno il suo appartamento, sicchè comuni siano solo le parti indivisibili ed esterne. Lo spazio è quel che è, e il tempo (fatemi essere banalissimo) è denaro perchè scarsissimo. E la quarta è permanente, come il primo scudetto, che poi è il quarto a sua volta, fuori da angusti confini e diritti. Anche qui occorre una qualche disponibilità a condividere, anche se quando è necessario si può pretendere inviso domino. E’ una questione di tessere, di un mosaico a volte allucinato, eppure così palese: è tutto un gioco, perchè non solo i prigionieri vivono dilemmi. Anzi, il loro è il più tenue di tutti, se, come par normale, pensano solo a scappare, con la sola alternativa di attendere alle faccende quotidiane, cercando di scacciare la disperazione con la noia di uno strofinaccio, accompagnato da un’immaginazione resa più sterile dalla monotonia, d’immagini fisse e lente, ma anche gli altri hanno poca fantasia. E torniamo agli scacchi, ai quadratini di Wittgenstein e alle figurine panini dei caratteri umani, che puoi rimescolarli nel cielomanca, e sono sempre smacchi, finchè non si apre il campo da gioco a movimenti più consoni alla flessibilità del corpo, al suo tutto tondo nello spazio: tant’è che dopo il goal scatta sempre il balletto, e non sono anatroccoli, perchè nessuno resta indietro, e c’è chi vince il vincitore con un sorriso, anche se rischi di essere cacciato. Anche qui è questione di opinione pubblica, non solo d’interessi transnazionali, o, per forzare l’ultimo Rothbard, di comunismo dell’aria (e allora perchè non del pneuma? E la proprietà immobiliare? Monarchia del proprietario a parte, perchè diventa statalismo, come sempre si è detto). Ma lo dicevo fin negli appunti che il comunismo è questione di spirito, e non di ciambelle, o, per stare al mio solito esempio, di formaggini “della dispensa di Ross”, stagionatura a parte (rimando apertamente al mio sovrano occulto). Chiamato dai tempi di Ada,mo, figurarsi di Roma, senza tema di grande menzogna-. Del resto, anche nel gergo calcistico si dice: “non avere paura delle palle”.

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  2. #2
    Guardo il Nulla.
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    Citazione Originariamente Scritto da fmnicosia Visualizza Messaggio

    Se si scopre che una cosa non è da nascondersi, perchè tutti la fanno, viene meno l’esigenza di privacy, e crollano il rischio e il valore di mercato del segreto. Perchè tale situazione dovrebbe essere preferibile, rispetto all’altra, in cui tutti fanno una cosa ma preferiscono non farlo sapere? Perchè i costi sono minori, dato che celare un’informazione comporta dei costi di esclusione, e se “libero” significa “gratis”, esente da costi, quella situazione è più coerente dell’altra con la libertà. Evitare costi è desiderabile dal punto di vista della libertà. A informazione completa ci si diverte un casino, e magari poi ci si abitua. Sei comunque costretto a cercare di dare il tuo meglio, e a quel punto la soddisfazione è la tua. Informazione è significato di norma generale. Diffondere l’informazione significa diffondere certezze, sicchè la norma è certezza del diritto in ogni età, almeno a far data dal dubbio baule di Antonello, se con dolcezza confondi, al massimo, aggettivi e sostantivi. E se il litigio è un gioco materiale, musica concreta e non grotteschi pari o dispari, per quanto divertenti, ma dagli esiti scontati E ne ha, assunta di punta, per quanto faccia orrore e vomitare, a ben vedere, almeno in parte. E nel mercato anche il pane è moneta, perchè v’è pluralità di standards. Anche in proposito può valere una rand/om strategy, a miglior tutela dell’ambiente, rispetto a una lotta deliberata, se il capitale non è comune. E’ questo è un punto d’oro che sta in piedi da sè, solo in parte velato, se i contributi spontanei sono abbondanti nell’ecclesia, senza ritardo e senza discriminazioni nel giudizio e nell’amministrazione, siano essi occasionali e/o a rete, indossandone l’abitudine in un senso o nell’altro. Può restare un retrogusto acido, ma v’è almeno soddisfazione nello sforzo di riuscita di un progetto di portata complessiva. L’importante è parlarne, senza eccedere in ammiccamenti, perchè si tratta almeno di far capire che si è capito, anche se non lo si vuole ammettere fino in fondo. Lo stesso contrasto generazionale si fonda su troppe cose non dette sull’aspettativa di vita, mentre un minimo di saggezza suggerirebbe il contrario, con un po’ di ottimismo, sapendone cogliere gli spunti e i motivi reali. Morire non è come andare in licenza, e bisogna capirlo da giovani, anche se a fatica, perchè a volte i fatti sembrano smentirlo, dato che tutto ci sembra già noto, scontato e banale: “sempre le stesse facce, come la DC”. Si vede che Dio non ha poi tutta questa fantasia, o almeno ha ritegno a dimostrarla: non stupisce con effetti speciali, ma lascia solo intravvedere i capezzoli turgidi di un’arte pazza e depravata, in attesa della totalità dell’astratto e del concreto, del meglio assoluto e dei ripieghi, accettando quel minimo di polvere che vi si sedimenta: ma a che prezzo si trova una moglie disposta a strofinarla.
    Non sempre conviene costruire case comuni, o almeno a ognuno il suo appartamento, sicchè comuni siano solo le parti indivisibili ed esterne. Lo spazio è quel che è, e il tempo (fatemi essere banalissimo) è denaro perchè scarsissimo. E la quarta è permanente, come il primo scudetto, che poi è il quarto a sua volta, fuori da angusti confini e diritti. Anche qui occorre una qualche disponibilità a condividere, anche se quando è necessario si può pretendere inviso domino. E’ una questione di tessere, di un mosaico a volte allucinato, eppure così palese: è tutto un gioco, perchè non solo i prigionieri vivono dilemmi. Anzi, il loro è il più tenue di tutti, se, come par normale, pensano solo a scappare, con la sola alternativa di attendere alle faccende quotidiane, cercando di scacciare la disperazione con la noia di uno strofinaccio, accompagnato da un’immaginazione resa più sterile dalla monotonia, d’immagini fisse e lente, ma anche gli altri hanno poca fantasia. E torniamo agli scacchi, ai quadratini di Wittgenstein e alle figurine panini dei caratteri umani, che puoi rimescolarli nel cielomanca, e sono sempre smacchi, finchè non si apre il campo da gioco a movimenti più consoni alla flessibilità del corpo, al suo tutto tondo nello spazio: tant’è che dopo il goal scatta sempre il balletto, e non sono anatroccoli, perchè nessuno resta indietro, e c’è chi vince il vincitore con un sorriso, anche se rischi di essere cacciato. Anche qui è questione di opinione pubblica, non solo d’interessi transnazionali, o, per forzare l’ultimo Rothbard, di comunismo dell’aria (e allora perchè non del pneuma? E la proprietà immobiliare? Monarchia del proprietario a parte, perchè diventa statalismo, come sempre si è detto). Ma lo dicevo fin negli appunti che il comunismo è questione di spirito, e non di ciambelle, o, per stare al mio solito esempio, di formaggini “della dispensa di Ross”, stagionatura a parte (rimando apertamente al mio sovrano occulto). Chiamato dai tempi di Ada,mo, figurarsi di Roma, senza tema di grande menzogna-. Del resto, anche nel gergo calcistico si dice: “non avere paura delle palle”.

 

 

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