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Discussione: Scienza?

  1. #1
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    Predefinito Scienza?

    IO sono convinto che l'attuale situazione disastrosa del mondo sia causa dello scientismo, razionalismo, materialismo di questa società che promuove conoscienze esclusivamente scientifiche...

    Voi che siete appassionati che ne dite?

    ciao

  2. #2
    W la Ricerca
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    Predefinito

    Sul materialismo posso anche essere d'accordo, ma dissento totalmente dal resto. Io credo sia proprio il contrario, spesso è l'ignoranza (nel senso di non-conoscenza) che spinge all'attuale situazione disastrosa!
    Esempi?
    1) gli ecologisti convinti demonizzano le centrali nucleari che invece sono altamente più ecologiche di altre centrali energetiche (come carbone, gas, petrolio, ecc.)
    2) La clonazione è utilissima in biologia e medicina e non serve (come molti credono) a creare esseri umani per avere parti di ricambio!!!
    3) Gli OGM possono essere rischiosi, ma da per quanto riguarda la biodiversità e l'ecologia e non per tutto quello che si sente in giro.

    Io credo che, specialmente in Italia, la cultura scientifica sia vista come una sorta di tecnicismo qualitativamente inferore alla cultura umanistica, e fino a quando questo persisterà saremo sempre il fanalino di coda rispetto alle altre nazioni.

    PS: scusate la dislessia ma vado di fretta!

  3. #3
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    totalmente in disaccordo, il flagello dell'umanità sono le superstizioni e le credenze fasulle.
    ciao.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  4. #4
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    Umm a parte che i tre punti elencati da "scientist" non sono dati di fatto , ma opinioni...cioè se chiediamo ad altri esperti appassionati daranno mille risposte diverse..quindi nn c'è una verità in questo campo...

    Poi non dico superiorità come opinione, ma proprio come modello di sviluppo che è uguale a quello Europeo occidentale, quindi Usa... Oggi mi pare che tutto sia scientismo...
    Guardate le riforme universitarie fatte per affossare quelle umaniste e per premiare le scientifiche..

    cordiali saluti

  5. #5
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    Il tabù Ricerca

    Uno dei tabù della società contemporanea, insieme all’intoccabilità della democrazia, alla sacralità dei diritti dell’uomo e ad altri concetti considerati inviolabili e “giusti” a prescindere, è quello della ricerca. Non passa giorno che qualcuno non rivendichi la natura necessaria e fondamentale della ricerca come possibilità, o meglio, inevitabilità dello sviluppo tecnico e quindi economico. Ma la concezione di ricerca, come le altre che abbiamo sopra citato, è passibile di equivoci e, soprattutto, è normalmente considerata un tabù senza procedere alla minima critica. In verità la ricerca può e deve essere sottoposta a valutazione, anche se, per il solo fatto di occuparsene, si entra in quel percorso minato da equivoci e condanne. La ricerca, in una società interessata ad uno sviluppo sfrenato inteso a consumare per produrre e non produrre per consumare, risponde proprio al bisogno di proseguire ad aumentare la velocità della società, si intende la velocità di sviluppo, senza badare al fatto che superata una certa soglia, e l’abbiamo superata da un pezzo, la locomotiva-mondo, non è più controllabile. Non sono state poche questo tipo di denunce negli ultimi cento anni, ma per i fautori della “modernità”, non sono altro che acqua fresca. Si diceva che parlando di ricerca si entra in un campo minato ed infatti è proprio così; appunto a queste elementari parole fino qui dette, si risponde con falso buon senso, che sì, il mondo sarà pure incontrollabile, ma sono innegabili le conquiste raggiunte dalla tecnica grazie alla ricerca, di conseguenza le vite salvate e le migliori condizioni umane. Ma tutto questo dimostra la scarsa voglia di critica e approfondimento delle questioni: parlare di ricerca in generale e difenderne ogni suo aspetto è una riduzione di possibilità, è frutto di una concezione parziale del mondo; certo che in una società come la nostra non è pensabile e nemmeno possibile o concepibile che non ci sia ricerca, ma questa dovrebbe essere guardata con occhi meno stregati dalle promesse di benessere, da sempre non mantenute, e più con lo sguardo di chi voglia migliorare le condizioni umane, senza compromettere nessun aspetto della vita. La ricerca può e deve essere efficiente, e operare nei campi utili, e non diventare fine a se stessa. Fare ricerca per la ricerca, senza avere un fine preciso, utile, efficiente comporta soltanto il gonfiare chimicamente i muscoli della società senza pensare alle conseguenze nefaste. Per non parlare poi, dell’idea che ogni stato debba fare la corsa sugli altri per il proprio tornaconto economico e di prestigio, quando poi non si vogliono nemmeno fornire a prezzi ridotti i farmaci alle popolazioni affamate. Se davvero l’obiettivo della nostra società fosse quello del benessere, il risultato utile di una ricerca svolta negli Usa, per esempio, dovrebbe subito raggiungere senza tanti sforzi tutti i territori di questo globo. Invece la ricerca è oggi sinonimo di sviluppo, cioè quel sistema economico rivolto alla formazione di economie liberal-democratiche (più o meno), e per niente vicino al concetto di progresso; questo infatti è un “andare avanti” per questo inevitabile e racchiude in se il necessario esame delle migliori condizioni, possibilità che si presentano all’umanità. Il progresso, per capirci, nel caso riconosca in un “tornare indietro” la strada migliore per il futuro, promuove proprio questo tipo di scelta; non si deve pensare che basta svilupparsi, aumentare l’impatto umano sull’ambiente, aumentare le tecniche per avere migliori condizioni umane, è altresì probabile che una visione intelligente del futuro possa comportare dei passi all’indietro soprattutto nel campo della tecnica. Oggi, non a caso, i più accesi sostenitori della ricerca sono i paesi “sviluppati” (nel significato politico del termine) i quali, purtroppo, sono appoggiati da alcune categorie di nostri concittadini che, per calcolo personale, non si accorgono di sostenere la causa dello sviluppo; queste categorie sono quelle del mondo della ricerca universitaria, quindi studenti e professori, che trovano nella ricerca il loro naturale sbocco lavorativo. A questi interessa (probabilmente senza rendersene conto) il proprio successo personale, fra l’altro senza rendersi conto che sono una percentuale marginale della società, ed è molto triste e problematica la questione, visto che proprio tali ambienti creano opinione grazie all’influenza e la preparazione. Quindi siamo praticamente in un circolo vizioso del quale facciamo le spese tutti, ma soprattutto, le future generazioni che si ritroveranno in un mondo definitivamente fuori controllo, in cui con la scusa della sviluppo, sarà definitivamente abbandonato ogni approccio umano alla vita: un mortale paradosso.

    "Continente Eurasia"
    www.continente.altervista.org

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982
    Umm a parte che i tre punti elencati da "scientist" non sono dati di fatto , ma opinioni...cioè se chiediamo ad altri esperti appassionati daranno mille risposte diverse..quindi nn c'è una verità in questo campo...
    No, no specialmente sulle centrali nucleari ci sono lavori pubblicati sulle riviste più prestigiose al mondo come Nature e Science ed accettati da TUTTA la comunità scientifica. Quando questo accade DIVENTANO DATI DI FATTO così come lo è il fatto CHE LA TERRA SIA ROTONDA!

    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982
    Poi non dico superiorità come opinione, ma proprio come modello di sviluppo che è uguale a quello Europeo occidentale, quindi Usa... Oggi mi pare che tutto sia scientismo...
    Guardate le riforme universitarie fatte per affossare quelle umaniste e per premiare le scientifiche..

    cordiali saluti
    Come? dove? a me risulta che le facoltà scientifiche siano sempre viste come una sorta di "serie b" da tutti. Sono anni che l'editoriale di Le Scienze batte su questo punto...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982
    Il tabù Ricerca

    Uno dei tabù della società contemporanea, insieme all’intoccabilità della democrazia, alla sacralità dei diritti dell’uomo e ad altri concetti considerati inviolabili e “giusti” a prescindere, è quello della ricerca. Non passa giorno che qualcuno non rivendichi la natura necessaria e fondamentale della ricerca come possibilità, o meglio, inevitabilità dello sviluppo tecnico e quindi economico. Ma la concezione di ricerca, come le altre che abbiamo sopra citato, è passibile di equivoci e, soprattutto, è normalmente considerata un tabù senza procedere alla minima critica.
    La ricerca, in una società interessata ad uno sviluppo sfrenato inteso a consumare per produrre e non produrre per consumare, risponde proprio al bisogno di proseguire ad aumentare la velocità della società, si intende la velocità di sviluppo, senza badare al fatto che superata una certa soglia, e l’abbiamo superata da un pezzo, la locomotiva-mondo, non è più controllabile. Non sono state poche questo tipo di denunce negli ultimi cento anni, ma per i fautori della “modernità”, non sono altro che acqua fresca. Si diceva che parlando di ricerca si entra in un campo minato ed infatti è proprio così; appunto a queste elementari parole fino qui dette, si risponde con falso buon senso, che sì, il mondo sarà pure incontrollabile, ma sono innegabili le conquiste raggiunte dalla tecnica grazie alla ricerca, di conseguenza le vite salvate e le migliori condizioni umane. Ma tutto questo dimostra la scarsa voglia di critica e approfondimento delle questioni: parlare di ricerca in generale e difenderne ogni suo aspetto è una riduzione di possibilità, è frutto di una concezione parziale del mondo; certo che in una società come la nostra non è pensabile e nemmeno possibile o concepibile che non ci sia ricerca, ma questa dovrebbe essere guardata con occhi meno stregati dalle promesse di benessere, da sempre non mantenute, e più con lo sguardo di chi voglia migliorare le condizioni umane, senza compromettere nessun aspetto della vita. La ricerca può e deve essere efficiente, e operare nei campi utili, e non diventare fine a se stessa. Fare ricerca per la ricerca, senza avere un fine preciso, utile, efficiente comporta soltanto il gonfiare chimicamente i muscoli della società senza pensare alle conseguenze nefaste. Per non parlare poi, dell’idea che ogni stato debba fare la corsa sugli altri per il proprio tornaconto economico e di prestigio, quando poi non si vogliono nemmeno fornire a prezzi ridotti i farmaci alle popolazioni affamate. Se davvero l’obiettivo della nostra società fosse quello del benessere, il risultato utile di una ricerca svolta negli Usa, per esempio, dovrebbe subito raggiungere senza tanti sforzi tutti i territori di questo globo. Invece la ricerca è oggi sinonimo di sviluppo, cioè quel sistema economico rivolto alla formazione di economie liberal-democratiche (più o meno), e per niente vicino al concetto di progresso; questo infatti è un “andare avanti” per questo inevitabile e racchiude in se il necessario esame delle migliori condizioni, possibilità che si presentano all’umanità. Il progresso, per capirci, nel caso riconosca in un “tornare indietro” la strada migliore per il futuro, promuove proprio questo tipo di scelta; non si deve pensare che basta svilupparsi, aumentare l’impatto umano sull’ambiente, aumentare le tecniche per avere migliori condizioni umane, è altresì probabile che una visione intelligente del futuro possa comportare dei passi all’indietro soprattutto nel campo della tecnica. Oggi, non a caso, i più accesi sostenitori della ricerca sono i paesi “sviluppati” (nel significato politico del termine) i quali, purtroppo, sono appoggiati da alcune categorie di nostri concittadini che, per calcolo personale, non si accorgono di sostenere la causa dello sviluppo; queste categorie sono quelle del mondo della ricerca universitaria, quindi studenti e professori, che trovano nella ricerca il loro naturale sbocco lavorativo. A questi interessa (probabilmente senza rendersene conto) il proprio successo personale, fra l’altro senza rendersi conto che sono una percentuale marginale della società, ed è molto triste e problematica la questione, visto che proprio tali ambienti creano opinione grazie all’influenza e la preparazione. Quindi siamo praticamente in un circolo vizioso del quale facciamo le spese tutti, ma soprattutto, le future generazioni che si ritroveranno in un mondo definitivamente fuori controllo, in cui con la scusa della sviluppo, sarà definitivamente abbandonato ogni approccio umano alla vita: un mortale paradosso.


    "Continente Eurasia"
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    Raramente ho letto tante stronzate tutte insieme un esempio?

    In verità la ricerca può e deve essere sottoposta a valutazione, anche se, per il solo fatto di occuparsene, si entra in quel percorso minato da equivoci e condanne.
    L'ignoranza di chi scrive è abissale in questo campo, ogni ricerca, dalla più stupida alla più importante E' SOGGETTA A TRIPLO CONTROLLO...
    1) Oggi nessuno è un tuttologo, ogni lavoro scientifico è fatto in collaborazione da 2 o più enti di ricerca, quindi NESSUNO autonomamente può fare come vuole.
    2) ogni lavoro pubblicato è soggetto a PEER-REVIEW, ovvero TRE scienziati esperti della materia in questione leggono, valutano e spesso rigettano il lavoro o consigliano ulteriori esperimenti e approfondimenti più la rivista è importante, (ha un alto impact-factor) è più è severa la revisione.
    3) L'ultimo controllo è dato dai più alti vertici in quel campo nei CONGRESSI dove si relazionano e si commentano i lavori (spesso gli scienziati sono severissimi gli uni con gli altri).

    La ricerca può e deve essere efficiente, e operare nei campi utili, e non diventare fine a se stessa. Fare ricerca per la ricerca, senza avere un fine preciso, utile, efficiente comporta soltanto il gonfiare chimicamente i muscoli della società senza pensare alle conseguenze nefaste. Per non parlare poi, dell’idea che ogni stato debba fare la corsa sugli altri per il proprio tornaconto economico e di prestigio, quando poi non si vogliono nemmeno fornire a prezzi ridotti i farmaci alle popolazioni affamate.

    Qui l'ignoranza dell'autore tocca limiti inenarrabili, quasi tutte le più grandi scoperte dell'umanità (antibiotico, elettricità, ecc.) sono state fatte per SERENDIPITA', ovvero AVENDO ALTRI OBIETTIVI. POSSO CITARE MILIONI DI LINK CHE SPIEGANO L'IMPORTANZA DELLA RICERCA DI BASE!!!
    Non è detto che studiando una cosa apparentemente inutile, come l'apparato digerente dei gasteropodi neozelandesi, non si trovi la cura definitiva al cancro!
    AVE
    Scientist

  8. #8
    Cavaliere d'oro
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    Scientist, probabilmente non sai che razza di ideologia guidi chi crede nel continente euroasiatico, fossi in te non mi stupirei.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  9. #9
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    No No lascia stare l'ideologia...qui parliamo di idee personali.. Molti in quell'ambiente mi risponderebbero con le parole di Scientist....

    Purtroppo rimango delle mie convinzioni....

    Il mondo va in malora ed è colpa della rivoluzione industriale e di questo mondo che ricerca all'infinito e non si ferma mai!

    saluti

  10. #10
    Cavaliere d'oro
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    infatti durante il medioevo si stava tanto bene...
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

 

 
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