L'incidente è avvenuto presso l'isola Kaigara, in un tratto di confine
E' la prima volta dal 1956: Tokyo convoca l'ambasciatorePescatore giapponese ucciso dai russi
Sale la tensione tra i due paesi
TOKYO - Un pescatore giapponese è stato
ucciso oggi dal fuoco di una motovedetta russa in un tratto di oceano vicino alla controversa frontiera marittima fra i due paesi. Lo hanno reso noto a Tokyo fonti della Guardia costiera, precisando che l'incidente è avvenuto a nord della punta orientale dell'isola settentrionale di Hokkaido, in prossimità delle isole Curili.
E' il più grave incidente del genere da mezzo secolo e appare destinato a riaccendere la disputa sulle isole, che furono occupate dall'Urss alla fine della seconda guerra mondiale.
Secondo fonti di stampa giapponesi l'ambasciata russa a Tokyo ha affermato che l'incidente è avvenuto in acque territoriali russe dove era sconfinato il peschereccio 'Kisshin Maru 31', di cinque tonnellate.
A bordo dell'imbarcazione si trovavano cinque pescatori, uno dei quali è rimasto ucciso da colpi sparati dalla motovedetta.
Gli altri sono rimasti illesi. I guardacoste russi hanno sequestrato il 'Kisshin Maru 31', rimorchiandolo verso Kunashiri, una delle principali isole delle Curili.
Stando a fonti giapponesi l'incidente sarebbe invece avvenuto in prossimità di Kaigara, un'isoletta nipponica al largo della penisola di Nemuro, a una quarantina di chilometri da Kunashiri.
Nella zona in questione gli sconfinamenti dei pescherecci con il simbolo del Sol levante sono abbastanza frequenti, ma è assai raro che degenerino in scontri. La contesa sulle Curili meridionali, chiamate in Giappone 'Territori del nord', è stata finora il principale ostacolo alla conclusione di un formale trattato di pace tra Tokyo e Mosca dalla fine della seconda guerra mondiale.
All'inizio del mese scorso la Russia aveva tentato di rilanciare il dialogo sulla base di una proposta di partizione, che prevederebbe la restituzione al Giappone delle due isole più piccole, Habomai e Shikotan: ancora una volta però Tokyo è parsa poco ricettiva a qualsiasi soluzione che non prevedesse un ripristino della sua sovranità anche su Kunashiri ed Eterofu.
Il più grave incidente di frontiera nella regione avvenne nell'agosto 1983, quando un aereo di linea sudcoreano con 269 persone a bordo - per motivi mai chiariti, ma forse connessi con un guasto a un radar - venne abbattuto da un caccia sovietico in prossimità dell'isola di Sakhalin.




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