Ragazza uccisa dopo summit famiglia
Padre e complici in fuga verso Pakistan
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E' stata sgozzata in casa dopo una sentenza irrevocabile, emessa dopo un consiglio di famiglia. La sua unica colpa: si comportava come un'occidentale e il suo fidanzato era italiano, mentre era stata promessa a un altro, in Pakistan. E ora è caccia al padre e ai cognati di Hina Saleem, la ragazza pachistana trovata sepolta nel giardino di casa. Secondo gli inquirenti i tre stanno tentando di tornare in patria.
E' ormai catalogato come un delitto d'onore, i carabinieri di Gardone Valtrompia e Brescia stanno cercando di capire perché da quella casa, da giorni, erano scomparsi i bambini e le donne, mentre stanno cercando tre uomini, tra cui il padre di Hina.
Chi e perché ha ordinato che donne e bambini se ne andassero? Una partenza sospetta, che fa pensare appunto alla premeditazione del delitto, con una sepoltura, poi, tutt'altro che frettolosa e improvvisata, ma in una fossa protetta da assi di legno, mentre il corpo era avvolto in un lenzuolo e la sua posizione ricordava il rito islamico. Una tomba realizzata dopo l'omicidio, ma probabilmente ideata prima. Una vicina di casa ha raccontato di aver visto Mohammed Saleem scavare una buca, con un'altra persona che non aveva mai visto. Hina è stata uccisa a colpi d'arma da taglio: il colpo di grazia alla gola, che mostra un taglio molto profondo. La ragazza ha certamente cercato di difendersi, a giudicare dalle altre ferite che aveva sul corpo.
In casa, nonostante la presenza di vari coltelli, non è stata trovata un'arma riconducibile al delitto. E' stata scoperta, invece, l'auto del padre Mohammed, 55 anni, una Nissan di colore rosso. Si trovava a Gardone, a poca distanza da Sarezzo e il sospetto degli investigatori è che il terzetto, composto dal padre di Hina, dal genero Mahmud e da un terzo uomo non ancora identificato, ma certamente riconducibile alla famiglia, non sia riuscito ad andare lontano. Secondo gli inquirenti i tre sarebbero ancora in Italia e vista la situazione internazionale non sarebbero in grado di raggiungere agevolmente il Pakistan. E' proprio la terra natìa l'obiettivo finale dei tre presunti assassini. Condizionale d'obbligo visto che il magistrato non ha ancora emesso provvedimenti nei confronti dei tre, indagati per omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Questo perché, con gli elementi raccolti, i carabinieri possono eseguire un fermo di polizia giudiziaria.




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