
Originariamente Scritto da
denty
WASHINGTON - "L'America non ha monarchie ereditarie". Un giudice di Detroit ha dichiarato oggi non costituzionale la intercettazione da parte della amministrazione Bush delle comunicazioni telefoniche ed e-mail dei cittadini americani con l'estero.
La Casa Bianca ha giustificato questo programma di spionaggio dei cittadini americani, operato dalla 'National Security Agency' (NSA), con la necessità di combattere con tutte le armi il terrorismo dopo la strage dell'11 Settembre 2001.
Ma il giudice federale Anna Diggs Taylor ha ordinato al governo Usa di interrompere immediatamente le intercettazioni perché non costituzionali: oltre a violare il diritto alla libertà di espressione ed altri diritti (compreso quello alla privacy) costituiscono anche un abuso di potere da parte del presidente George W. Bush.
"L'America non ha monarchie ereditarie - sottolinea il giudice nel corso della sua sentenza, lunga 44 pagine - e l'America non ha poteri non previsti dalla Costituzione".
La Casa Bianca ha definito il programma segreto di intercettazioni uno strumento importante nella lotta al terrorismo e si è rifiutata di dare in tribunale spiegazioni sul programma per motivi di sicurezza nazionale.
Il caso giudiziario è nato da una azione legale avviata dalla 'American Civil Liberties Union' (ACLU), il maggior gruppo USA per la difesa dei diritti civili, e da altri gruppi, compresi i media, in cui si sostiene che il governo Usa non ha il potere di spiare i suoi cittadini in modo indiscriminato.
"Riteniamo che il programma di intercettazione Usa sia contro la Costituzione e siamo fiduciosi che qualsiasi tribunale o Corte d'appello che vorrà esaminare la vicenda in modo accurato non possa che giungere alla stessa conclusione", ha affermato un portavoce dell'ACLU.
La legge che nel 1978 aveva autorizzato il governo Usa a svolgere intercettazioni telefoniche segrete all'interno degli Usa prevedeva che le autorità chiedessero di volta in volta autorizzazioni a tribunali speciali creati per l'occasione.
Mentre vengono espressi da alcuni dubbi sulla legittimità di tale meccanismo, va sottolineato che la Casa Bianca non si è presa neanche la briga di chiedere i permessi previsti dalla procedura.
Il giudice Taylor afferma che Bush appare volersi arrogare il diritto di violare "non solo le leggi del Congresso ma anche il Primo e il Quarto Emendamento alla Costituzione".