A due settimane dall'entrata in vigore del provvedimento sull'indulto, solo a Milano sono già più di 10 i casi di ritorno a San Vittore. L'ultimo proprio mercoledì: un peruviano di 22 anni, scarcerato il 1° agosto, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di violenza sessuale. Vittima della violenza una ragazza di 14 anni, italiana ma di origini straniere. Il sudamericano l'ha seguita in ascensore (mentre rincasava nel suo appartamento di viale Monza) e, quando la porta si è chiusa, l'ha toccata e palpeggiata nelle parti intime.
Lei si è divincolata. Poi, quando la porta si è aperta, è scappata e ha raccontato tutto alla madre. Ed è proprio la donna, nata in Italia ma di origini peruviane, a denunciare la violenza ai carabinieri. Il giovane, che viveva nello stesso palazzo della 14enne da circa una decina di giorni, è stato trovato dai militari nella propria abitazione e appunto arrestato con l'accusa di violenza sessuale.
A carico del 22enne, scarcerato il primo agosto grazie all'indulto mentre si trovava nel carcere dell'Aquila con una condanna per reati contro il patrimonio, anche l'accusa di violazione della legge sull'immigrazione. L'uomo sarebbe anche recidivo: recentemente aveva infastidito e molestato verbalmente con parole pesanti e richieste sessuali alcune donne della zona. Così per lui si è riaperta la strada per San Vittore
Altri casi simili, anche singolari, sono accaduti nei giorni scorsi. Il 9 agosto S. S., 38enne di Rozzano, ha tentato di rapinare la stessa banca a due giorni di distanza. Il balordo, uscito da pochi giorni dal carcere di Opera dove aveva scontato quattro anni proprio per rapina, armato di taglierino ha prima rapinato la filiale di Pero della Banca Popolare di Milano ed è fuggito con 2.500 euro. Due giorni dopo, l'11, con la stessa arma, si è presentato nuovamente alla medesima banca per tentare un altro colpo. Stavolta però l'ex detenuto è stato immediatamente riconosciuto dal cassiere dell'istituto di credito, che ha bloccato la porta e ha dato l'allarme prima che entrasse. Il 38enne è stato quindi rintracciato e arrestato dai carabinieri ed è rientrato tra le mura di San Vittore.
Altro protagonista di questa sindrome da "nostalgia" del carcere è un cittadino dell'Est Europa, S. Toskich, 24 anni, uscito dal carcere 4 giorni prima, dove aveva scontato una condanna per rapina, e subito bloccato mentre si dava alla fuga dopo aver forzato un'auto. L'uomo oltretutto era riuscito a rubare solo due cuscini e alcuni piccoli oggetti. L'ex detenuto ha forzato una macchina parcheggiata nella via ed è stato fermato dal sopraggiungere del proprietario.
La settimana scorsa un 52enne pregiudicato è stato arrestato per violenza sessuale ai danni della ex moglie, a Cinisello Balsamo. N.C., muratore, stava scontando in carcere una pena per reati di droga, ed era uscito lo scorso 10 agosto. Aveva chiesto ospitalità alla ex moglie, 43 anni, nonostante i due fossero separati dal 1992. La donna aveva accettato di ospitarlo, anche su richiesta dei tre figli della coppia, come era già accaduto in passato. Ma la prima notte l'uomo non ha resistito alla tentazione: è entrato nella camera della donna che stavad ormendo, l'ha immobilizzata e palpeggiata chiedendole un rapporto sessuale.
La donna si è rifiutata, a quel punto è stata colpita ripetutamente. Svegliatosi per le urla della madre il figlio più grande della coppia ha tentato di aprire la porta della stanza. Quindi il 52enne ha desistito. Immediato l'arrivo delle forze dell'ordine e per il 52enne sono scattate di nuovo le manette.
Particolarmente singolare la vicenda di Emmanuele Ponturo, 30 anni, di Seregno, autore di due tentate rapine in farmacia, 10 giorni fa in via Porro Lambertenghi e piazza Repubblica. In entrambi i casi i "colpi" non erano riusciti: erano stati gli stessi farmacisti a "cacciare" il giovane, poi arrestato dai carabinieri.
E ai militari dell'Arma, il tossicodipendente ha chiesto di poter tornare a San Vittore dove era stato scarcerato il 2 agosto scorso per effetto dell'indulto. In evidente crisi di astinenza e ha chiesto di poter tornare in carcere per essere curato, "per poter ricevere le cure a base di metadone".
"Riportatemi in carcere. Almeno lì mi curano". Queste le parole pronunicate di fronte ai carabinieri. "Mi buco da 15 anni. In carcere le cose andavano meglio: per favore riportatemi lì". Ovviamente è stato accontentato.


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