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    La lobby dell’Armageddon

    In un mondo ideale, un reporter alla conferenza stampa settimanale con George Bush e Tony Blair avrebbe chiesto a Bush, al cospetto del suo principale alleato europeo, se crede che l’Unione Europea sia l’Anticristo. Anche se sembra il tipo di delirio alla Pat Robertson che fa scappare tutti verso l’uscita più vicina, è una domanda a cui Bush dovrebbe essere costretto a rispondere.

    Il presidente e altri leader repubblicani si sono schierati alle spalle di un crescente movimento cristiano-sionista per il quale la figura di un anitcristo europeo si impone con preminenza nello scenario della Fine del mondo. Perciò dovrebbero essere costretti a spiegare a tutti noi per quale motivo corteggiano quella parte di elettorato convinto che i nostri alleati siano l’incarnazione del male. Potrebbe essere perché il requisito essenziale per l’Armageddon che tanto ansiosamente vanno predicendo (cioé che gli Stati Uniti si scontrino con l’Iran) si sposa tanto elegantemente con i programmi bellici dei neoconservatori?

    In tutto questo la figura centrale è quella del Pastore John Hagee, un popolare tele-evangelista a capo dei 18 mila adepti della Chiesa della Pietra Angolare a San Antonio, nel Texas. Dopo aver profettizzato per anni la fine del mondo, Hagee quest’anno ha rilanciato con forza la sua retorica pubblicando il suo libro, Jerusalem Countdown, in cui sostiene che lo scontro con l’Iran è un prerequisito per l’Armageddon e la Seconda venuta di Cristo. In questo bestseller ritorna più volte sul fatto che gli Stati Uniti devono unirsi a Israele in un attacco militare preventivo contro l’Iran per realizzare il progetto di Dio per Israele e l’Occidente. Poco dopo la pubblicazione del libro ha lanciato i “Cristiani uniti per Israele” (Cufi) che, in qualità di versione cristiana del potente Comitato per gli affari pubblici degli americani-israeliani, ha dichiarato che provocherà un «terremoto politico».

    Al banchetto d’esordio del Cufi all’Hilton di Washington, a cui hanno preso parte oltre tremilacinquecento membri, il sostegno repubblicano all’impegno di Hagee e ai suoi tamburi di guerra contro l’Iran ha avuto un ruolo di primo piano. Il membro del Comitato nazionale repubblicano Ken Mehlman, ha dichiarato ai presenti che «nessun regime ha un ruolo più importante dell’Iran nella jihad globale».

    Solo due giorni prima, Newt Gingrich e John McCain si erano fatti il giro di tutti i talkshow della domenica per ribadire lo stesso tipo di messaggio, spingendo Benny Elon, un membro della Knesset di Israele, a commentare sul Jerusalem Post che le loro dichiarazioni traggono origine dalle posizioni di Hagee. Anche Rick Santorum e Sam Brownback sono intervenuti al convegno, e Bush ha mandato parole di solidarietà. I Repubblicani, e perfino alcuni democratici, intervengono agli eventi del Cufi per «dimostrare solidarietà a Israele». Inoltre, mentre l’opinione pubblica e i media sono concentrati sullo scontro con gli hezbollah, Hagee continua a mirare all’Iran.

    Mentre infatti i combattimenti lungo il confine israelo-libanese attirano ulteriormente l’attenzione dei media di regime sulle attività del Cufi, i sostenitori di Hagee sanno che i leader repubblicani sono sempre disponibili. Il rabbino Daniel Lapin, uno dei principali alleati ebrei della destra evangelica (e amico di Jack Abramoff), ha affermato che «sì, senza il benché minimo dubbio» Hagee esercita la propria influenza alla Casa Bianca. L’annuale “Notte in onore di Israele” di Hagee, tenutasi presso la sua chiesa, ha attirato i più importanti esponenti repubblicani, incluso Tom DeLay, che era stato l’oratore principale nel 2002.
    Anche se i repubblicani non lo ammetteranno mai (sostengono che il loro appoggio ai cristani-sionisti come Hagee è basato sul loro personale orientamento a favore di Israele) è chiaro che sanno che per vincere hanno bisogno dei voti di questo elettorato. Come Karl Rove ha fatto la corte nel 2004 ai conservatori evangelici facendo leva sulla loro omofobia, la retorica della campagna repubblicana del 2006 e il 2008 dimostra di strizzare l’occhio a degli elettori che per mesi hanno sentito spingere, in chiesa, per una guerra contro l’Iran.

    Mentre gli addetti ai lavori, a Washington, si chiedono cosa significhi il fatto che i repubblicani come Mehlman e aspiranti alla presidenza come Gingrich e McCain indichino l’Iran come l’elemento chiave nello scontro fra civiltà, Hagee ha già passato dei mesi a mobilitare le sue truppe d’assalto a sostegno di una nuova guerra. Mentre diplomatici, esperti e sedicenti tali, dibattono su quanti anni ci vorranno all’Iran per sviluppare un’arma nucleare efficace, Hagee dice che il mullah dispone già dei mezzi per distruggere l’America e Israele. E anche se Bush sostiene che delle opzioni diplomatiche sono ancora sul tappeto, Hagee l’ha già liquidata come diplomazia delle chiacchiere e ha indottrinato i suoi seguaci in vista di un conflitto.

    Hagee brandisce «un megafono molto grande» che raggiunge le orecchie di «un gran numero di diversi gruppi», ha dicharato il rabbino James Rudin, del Comitato per gli ebrei americani, che ha studiato la destra cristiana per trent’anni. Con la Cufi il predicatore ha allargato esponenzialmente la portata dei questo megafono oltre i limiti del suo pubblico televisivo. Grazie al viral marketing messo in piedi da centinaia di leader evangelici che hanno aderito alla sua nuova organizzazione, la sua propaganda guerrafondaia si è diffusa già da mesi per tutte le megachiese d’America. Hagee chiama i predicatori «i generali spirituali dell’America», un paragone appropriato, visto quanto sta facendo affidamento su questi per radunare le loro truppe a sostegno dei suoi discorsi.

    L’apparato direttivo della Cufi include il reverendo Jerry Falwell, l’ex candidato repubblicano alla presidenza e attivista della destra religiosa Gary Bauer e George Morrison, predicatore della Cappella della Fede nella Bibbia a capo di 8 mila attivisti ad Arvada, in Colorado; e inoltre Rod Parsley, presidente del consiglio dei Mantenitori di Promesse, il tele-evagelista dell’Ohio che sta rapidamente diventando un pezzo da novanta della Destra cristiana e che ha aderito con la carica di direttore regionale. Per il nuovo progetto di Hagee, avere influenza a Washington è probabilmente meno importante dell’influenza che può esercitare sul proprio pubblico. Con l’impatto dei suoi seguaci è in grado di mettersi al servizio dei falchi dell’amministrazione Bush "incendiando" la base a sostegno dell’intervento militare contro l’Iran. Oltre 700 mila persone hanno comprato il suo libro, Jerusalem Countdown e innumerevoli altri lo hanno sentito promuoverlo in programmi radio e tv “cristiani”. Quella che ha sentito il suo pubblico sui media cristiani, come nei programmi radiofonici di Sean Hannity e Bill O’Reilly è una campagna pubblicitaria drammatica, da Giorno del giudizio. Le pagine di Jerusalem Countdown forniscono un particolare mix di profezie bibliche, presunte informazioni privilegiate da ufficiali israeliani e lezioni di fisica riassunte e pasticciate.

    «Ho scritto questo libro nell’Aprile 2005 e quando la gente lo legge pensa che l’abbia scritto ieri sera, dopo aver visto il telegiornale Fox News», dice l’autore senza la minima traccia di ironia, «Tanto è vicino e va oltre alla realtà attuale». Hagee parla allo stesso tempo a due distinte audience quando descrive il potenziale nucleare iraniano: a quella che teme un attacco terroristico dall’Iran e a quella che crede nell’apocalisse biblica. Per fare impressione sui paurosi, imita i discorsi di Bush sulla capacità dell’Iraq di attaccare gli Stati Uniti con le armi di distruzione di massa, gli avvertimenti di Condoleezza Rice a proposito dei funghi atomici, e le menzogne di Dick Cheney sull’alleanza fra Al Qaeda e Saddam Hussein. Paragonando Ahmadinejad a Hitler, Hagee sostiene che lo sviluppo da parte dell’Iran di armi nucleari deve essere fermato per proteggere l’America e Israele da un attacco nucleare. Trasformando in ossessione i legittimi timori per un attacco terroristico e rievocando l’11 settembre, delinea il quadro vivido di un presunto piano di attacco di matrice iraniana, secondo cui sette bombe nucleari, nascoste in certe valigette, dovrebbero esplodere simultaneamente in sette città americane; oppure che prevederebbe l’uso di un’apparecchiatura a impulsi elettromagnetici capace di provocare «una Hiroshima americana».

    Quando poi si rivolge a un uditorio sensibile alle profezie delle Scritture, Hagee non vede l’ora di iniziare a combattere. Sostiene che colpendo l’Iran si spingeranno le nazioni arabe a unirsi sotto la protezione della Russia, come dicono i versi 38 e 39 di Ezechiele, giungendo a «un Inferno che divamperà in tutto il Medio Oriente, precipitando il mondo intero nell’Armageddon». Nei discorsi di Hagee Israele non ha altra scelta se non colpire gli impianti nucleari iraniani, con o senza l’aiuto degli Stati Uniti. L’attacco indurrebbe la Russia (che vuole il petrolio del Golfo Persico) a mettersi alla guida del mondo arabo contro Israele. A questo punto, Dio spazzerebbe via i cinque sesti dell’armata guidata dalla Russia, mentre il mondo resterebbe a guardare «sconvolto e atterrito» dice lui; o conferendo all’amministrazione Bush una qualche qualità divina, oppure all’Ira di Dio una certa bushità.

    Ma Hagee non si ferma lì: aggiunge che Ezechiele ha predetto che il fuoco colpirà «i popoli che vivono in sicurezza lungo le coste». Da questa frase deduce che il Giudizio colpirà tutti quelli che hanno preso parte alla coalizione guidata dalla Russia che ha invaso Israele, e manda un severo monito agli Stati Uniti perché intervengano: «potrebbe succedere che l’America, che si rifiuta di intervenire per difendere Israele dall’invasone dei russi, vedesse una guerra nucleare devastare entrambe le proprie coste?», lui dice di sì, citando la Genesi 12, in cui Dio dice a Israele: «benedirò chi vi benedice e maledirò chi vi maledice».
    Per colmare il vuoto di potere lasciato dalla decimazione di Dio dell’esercito russo, l’Anticristo (che comanda l’Unione Europea) “istituirà per tutto il mondo un governo unico, una moneta unica e un’unica religione” per tre anni e mezzo (Hagee aggiunge che «basta trovarsi a essere un osservatore casuale dell’attualità per vedere che tutte e tre queste cose stanno succedendo realmente».

    Il demoniaco leader mondiale verrà quindi affrontato da un falso profeta, identificato da Hagee nella Cina, ad Armageddon, il monte Megiddo in Israele. Mentre questi si prepareranno per la battaglia finale, Gesù ritornerà in groppa a un cavallo bianco e getterà i due malvagi (e presumibilmente tutti i noncredenti) in un “lago di zolfo infuocato”, segnando così l’inizio del suo regno di mille anni. Hagee non ha paura di una guerra atomica, ma piuttosto dell’ira di Dio perché stiamo a guardare mentre l’Iran dà esecuzione al suo complotto per distruggere Israele. Un conflitto nucleare fra America e Iran, che secondo lui è stato profetizzato nel Libro di Geremia, non porterà alla fine del mondo ma piuttosto alla ricreazione da parte di Dio del Giardino dell’Eden.

    Ma, in ultima analisi, a Hagee il destino di Israele o degli ebrei interessano meno del programma della destra teocratica: quando Gesù tornerà per il suo regno di mille anni, dice al suo pubblico televisivo, «i giusti governeranno le nazioni della Terra, al ritorno di Gesù; e lui non chiederà alla Aclu se si può pregare, non chiederà alla Chiesa se si possono consacrare vescovi e preti pedofili, non chiederà se si possono portare i dieci Comandamenti nei parlamenti degli Stati. Non sarà a favore dell’aborto, ma governerà un mondo secondo la parola di Dio che dice che il mondo non finirà mai. Diventerà un giardino dell’Eden, e Cristo ne sarà a capo».

    Sarah Posner

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    Sionismo Cattolico

    Qui alcone parti che ho tradotto di quest'intervista a Max Blumenthal a Democracy Now! lui è un giornalista di The Nation che ha recentemente scritto un'articolo New Christian Zionism sull'argomento interessante che vi propongo.

    Un recente studio sul ruolo delle Lobby pro- israele nella politica americana ha causato interesse nella comunità accademica e nei media. Il Professor Stephen Walt dell'università di Harvard e John Mearsheimer dell'Università di Chicago, in uno studio del marzo di quest'anno evidenziano come la lobby pro-israele abbia influenzato la politica US in maniera da privilegiare gli interessi Israeliani a discapito della sicurezza interna...

    Lo studio enfatizza il ruolo del gruppo American Israel Public Affairs Committe(AIPAC)... nel frattempo un'altra parte della Lobby pro-israele stà acquisendo grande visibilità e molti dicono che sia molto influente, un nuovo gruppo fondato che si chiama Christian United For Israel (Cristiani Uniti Per Israele) CUFI. Sono un'organizzazione evangelica che crede che l'appoggio nell'espansionismo israeliano sia" un imperativo biblico"

    ...Hanno creato una potente lobby all'interno della amministrazione Bush, cha ha spinto per adottare una linea contro l'Iran, rifiutare aiuti ai Palestinesi e dare ad Israele carta bianca nell'attacco al Libano...

    ...John Hagee (il fondatore del CUFI) vorrebbe far diventare il CUFI come la versione cristiana dell'AIPAC, riferendosi al gruppo noto come il secondo più influente gruppo, secondo solo alla National Rifle Association, nelle sue ingerenze a Washington...

    ...Il senatore repubblicano Sam Brownback al summit dei CUFI a luglio di quest'anno:
    Grazie per le vostre energie, Grazie per le vostre preghiere, grazie per sostenere israele in questo momento difficile...gli Stati Uniti non hanno nessun partner più vicino di Israele. E' importante aiutare il nostro amico nei momenti di difficoltà...
    ...Grazie per essere qui. Dio vi benedica. Dio benedica gli USA e Dio benedica Israele... Ci siamo riuniti per un motivo, per esprimere la nostra solidarietà con Israele e gli ebrei... questa conferenza verrà trasmessa in tutta la nazione e in tutto il mondo... verrà trasmessa in Iran dove un nuovo Hitler, il presidente dell'Iran, minaccia di distruggere Israele con un olocausto nucleare...

    (Commento di Max Blumenthal) ...Il Sionismo Cattolico è stato una forza all'interno della destra cristiana per almeno 20 anni; hanno costituito un fronte importante mandando milioni in aiuti a israele. Adesso si sono riuniti in questo gruppo i Cristiani Uniti per Israele, che è stato fondato in febbraio da John Hagee, un predicatore evangelista repubblicano molto influente, che comanda a San Antonio un mega chiesa con 18000 membri...
    Se date un'occhiata a cosa Hagee srive sul suo ultimo libro Jerusalem Countdown, dove cita 17 sconosciute fonti di intelligence israeliana che assicurano come l'Iran stia producendo ordigni nucleari che possono essere contenuti in una valigia e che Israele deve iniziare un'escalation nucleare per evitare il suicidio... Leggendo quello che ha scritto è palese quanto lui abbia un'"Armaggedon-based agenda"...
    Un'altro tele predicatore Pat Robertson molto influente in Ohio andò a 700 clubs dicendo che la malattia di Ariel Sharon e il suo stato di coma sono la punizione per aver diviso Gaza con il ritiro dei 9000 coloni da una consistente parte di territorio (palestinese)...

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    Israele & il telepredicatore Pat Roberts
    Titolo originale: “Liban: le révérend Pat Robertson est de retour dans les bagages de Tsahal”
    Tratto dal sito Reseau Voltaire - www.voltairenet.org/article142913.html


    Pat Robertson a Gerusalemme

    Il reverendo Pat Robertson è arrivato l'8 agosto 2006 in Israele, dove è stato immediatamente ricevuto dal primo ministro Ehud Olmert e alcuni membri dello stato maggiore. Il celebre televangelista ha animato la sua emissione via satellite «Club 700 Show» (Christian Broadcasting Corporation) dal nord del paese sotto il fuoco dei razzi degli Hezbollah. Il reverendo ha sottolineato che questa guerra è nel piano di dio per difendere il popolo eletto e dovrà prolungarsi contro il regime diabolico iraniano.
    Al di là di questa messa in scena, Pat Robertson svolge un ruolo importante nelle azioni coperte dei servizi segreti degli Stati Uniti. Precedendo l’invasione del Libano, aveva installato una radio evangelica nel Libano-Sud, “Voice of Hope”, che fungeva da copertura ai mercenari dell'esercito del Libano-Sud. Era diretta da uno sciita convertito al cristianesimo radicale, la major Saad Haddaad di sinistra memoria…

    --------------

    Il telepredicatore miliardario Pat Robertson, ha istigato l’assassinio del presidente venezuelano Hugo Chavez affermando nella sua trasmissione molto seguita, che Chavez: «rappresenta un pericolo tremendo per gli Stati Uniti" e sta «trasformando il Venezuela in una piattaforma di lancio per l'infiltrazione comunista e l'estremismo musulmano».

    --------------

    La International Christian Leadership (ICL) era un'associazione mirante a raccogliere gente influente e danarosa. Fu fondata da sir Vivian Gabriel, incaricato della Air Commission inglese a Washington e dirigente della Chiesa Episcopale. Negli anni Cinquanta entrò nella ICL il principe Bernardo d'Olanda. Reduce dalle file delle SS naziste il principe era allora impegnato a costituire il Gruppo Bilderberg ed il WWF in combutta con il socio Filippo d'Edimburgo.

    Pat Robertson iniziò come pastore assistente di Bredesen e con i soldi della Full Gospel i due costituirono la Christian Broadcasting Network (CBN) con cui Pat è diventato un famoso teletruffatore. All'inizio del 1997 Robertson è stato coinvolto in uno scandalo perché aveva investito i soldi raccolti dai suoi telespettatori per gli aiuti allo Zaire in quelli che sono invece i suoi investimenti privati nelle miniere di diamanti. Tutto quello che ha potuto dire è che si recò in Zaire su richiesta del Presidente George Bush, perché facesse pressioni sul governo affinché cedesse tutte le miniere ad acquirenti stranieri. Oltre al macellaio Kabila, Robertson invita a parlare alla sua televisione la baronessa inglese Caroline Cox, esponente della Camera dei Lord, dirigente del Christian Solidarity International (CSI), che si è tra l'altro distinta nella costruzione dal nulla delle prove di una presunta persecuzione dei cristiani in Sudan.
    Legatissima alla Chiesa Anglicana, la Cox è però considerata una sorta di Gran Sacerdotessa dei pentecostali.

    Tratto da Movisol http://www.movisol.org/milizia.htm

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    Il CUFI : 50 milioni di evangelisti per sostenere Israele
    par Thierry Meyssan - tratto da Reseau Voltaire www.voltairenet.org/fr

    In un paese in cui i cittadini hanno abbandonato gli schieramenti politici per abbracciare chiese evangeliche, la formazione dell'opinione pubblica comincia con l’inquadramento dei fedeli. Mentre preparavano l'offensiva contro il Libano, il Pentagono e Tsahal, (l’esercito israeliano, ndT) organizzavano una federazione di cristiani sionisti, la CUFI , con la missione di trasformare 50 milioni di evangelici in militanti di guerra.
    Per garantirsi il sostegno dell'opinione pubblica statunitense nella guerra contro il Libano - quindi alla Siria e Iran -, il Pentagono e Tsahal hanno realizzato una struttura di inquadramento, fin dalla fine 2005, per mobilitare 50 milioni di evangelici. L'asse centrale di quest'operazione è consistito nel federare i loro leader nell'ambito di una struttura ideologica unica: Cristiani Uniti per Israele (CUFI). La funzione di questo nuovo gruppo non è di sostituirsi all’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) (1) in termini di pressione nella classe dirigente, ma di propagare la teologia sionista nelle chiese evangeliche e fare in modo che il sostegno alle offensive israeliane sia percepito dalla maggioranza di degli Stati Uniti come un dovere religioso.




    Nel gennaio 2006 esce un lavoro: “Jerusalem Countdown: A Warning to the World... the Last Opportunity for Peace” (Il conto alla rovescia di Gerusalemme: un allarme per il mondo... l'ultima occasione per la pace) (2). Diventa immediatamente e per tre mesi, il principale best-seller venduto in supermercato negli Stati Uniti.
    Riassumiamo la sua opinione provando a restare seri: l'Iran è diretto da fanatici che vogliono cancellare Israele della carta lanciando una bomba atomica su Gerusalemme. Dopo l'invasione di Israele da parte dei musulmani ed i Russi, una seconda guerra per il controllo di Israele opporrà gli Stati Uniti da un lato, alla Cina e l'Unione europea dell'altra. È là che sorgerà l’Anticristo(3) sotto forma del presidente dell'Unione europea. Infine una terribile guerra atomica concluderà questo ciclo. La battaglia decisiva si terrà a Meggido (Armaggedon). Allora il Cristo radiante potrà ritornare su terra ricompensare coloro che hanno creduto in lui. Fortunatamente Tsahal ed il Pentagono possono fare pendere la bilancia dalla loro parte intervenendo preventivamente, anche utilizzando nuove bombe nucleari tattiche. Occorre dunque consegnare la guerra senza aspettare.
    L'autore di questo best-seller militar-religioso è il pastore texano John Hagee, la nuova stella del cristianesimo sionista (4).

    Le origini del cristianesimo sioniste
    Storicamente il sionismo è un fenomeno cristiano ben prima d’essere ebreo. I cristiani sionisti credono di formare un secondo popolo eletto e pensano che il loro destino sia legato a quello del popolo ebreo. Per loro, il ritorno del Cristo non si verificherà prima che gli ebrei si siano raccolti in Palestina. Per accelerare la fine dei tempi, devono dunque ricreare uno Stato per gli ebrei e non avere timore di causare cataclismi apocalittici. Il primo capo di Stato a fare del suo paese una seconda Israele e volere la creazione di uno Stato ebreo in Palestina è il puritano inglese Oliver Cromwell nel XVII° secolo. Dopo la restaurazione della monarchia, quelli dei suoi seguaci che furono cacciati del regno fuggirono in Irlanda del Nord e nei Paesi Bassi, quindi fondarono delle colonie in Africa australe ed in America.

    Questa corrente politico-religiosa non scomparve da tutta l’Inghilterra. Trovò anche una nuova espressione con il primo ministro della Regina Vittoria, Benjamin Disraeli, che è oggi il riferimento storico principale dei neo-conservatori. Tuttavia il rabbinato si è sempre fortemente opposto alla creazione d’uno stato ebraico. Quando l'occasione si era presentata nel XII° secolo, aveva rifiutato una proposta in questo senso da Saladin Il Magnifico e non aveva mai cambiato la sua valutazione (5). I cristiani sionisti dovettero attendere il XIX° secolo e il nazionalismo di Theodor Hertzl per trovare ebrei secolarizzati che accettassero i loro piani.
    Come ha mostrato Jill Hamilton, la decisione di Llyod George e lord Arthur James Balfour nel 1917 di creare un "focolare nazionale ebreo" in Palestina, se ha dato luogo a numerose giustificazioni retoriche, il migliore risultato è l’avvicinamento tra cristiani sionisti e nazionalisti ebrei (6).

    Tuttavia quest'alleanza urtava una contraddizione: l'antisemitismo cristiano. In effetti, i cristiani sionisti affermavano che alla fine dei tempi gli ebrei avrebbero dovuto convertirsi al Cristo o precipitavano all’inferno. In breve, un buono ebreo sarebbe un ebreo convertito al cristianesimo. In ogni caso, le unioni d'interesse a breve termine passarono prima di questo tipo di considerazione, diventarono anche una politica.
    Nel corso della guerra dei Sei giorni (1967), Israele prese coscienza del peso elettorale delle sette evangeliche sioniste negli Stati Uniti ed iniziò a finanziare il loro capo, il pastore Jerry Falwell, co-fondatore del Moral Majority (7). Nel 1978, fu invitato a piantare alberi in "terra promessa" e diede il suo nome ad una foresta. Nel 1979, il governo israeliano gli offrì un jet privato per aiutarlo nel suo ministero religioso. Nel 1980, il primo ministro Menahem Begin gli appuntò solennemente a New York la medaglia prestigiosa Zeev Jabotinsky, dal nome del pensatore di estrema destra che fu il suo mentore e di cui il padre di Netanyahu fu il segretario.

    Quest'alleanza è stata istituzionalizzata nel settembre 1980 in occasione del voto di una risoluzione allo Knesset (parlamento israeliano, ndT) che afferma - in violazione del diritto internazionale - che Gerusalemme è la capitale di Israele, Begin finanzia la creazione dell'ambasciata cristiana internazionale di Gerusalemme (International Christian Embassy Jerusalem). Quest'organismo sviluppa il turismo evangelico e raccoglie fondi presso i pellegrini in favore dell'immigrazione ebrea. Perciò, ha aperto un "consolato" in ogni Stato d’America.
    Nell'agosto 1985, l 'ambasciata organizza con le autorità del regime d’apartheid sudafricano il primo congresso mondiale dei cristiani sionisti (8). Si tiene a Basilea (Svizzera) nella sala in cui 98 anni prima Theodor Herzl creò il movimento ebreo sionista.

    Nell'ottobre 2003, i cristiani sionisti sigillano la loro alleanza con i neo-conservatori in occasione del vertice di Gerusalemme, in presenza di Ehud Olmert e di Benjamin Netanyahu (9).
    Infine, il 5 gennaio 2004, l 'ufficio capo di Gerusalemme ha creato un gruppo ad hoc di 14 parlamentari dello Knesset, i Christian Allies Caucus (10).
    Tutte quest'operazioni sono state condotte con l'aiuto di un'organizzazione discreta, Fellowship Foundation, che supervisiona e finanzia con discrezione dal Pentagono una miriade di chiese evangeliche nel mondo (11).

    La teologia delle due alleanze
    L'originalità del pastore John Hagee è di avere conciliato la fede evangelica alla realtà dello Stato di Israele. Fin dal 1988, afferma che gli ebrei che osservano la legge di Mosè saranno salvati senza doversi convertire al Cristo. È la «teologia delle due alleanze»: Dio ha concluso patti diversi con i suoi due popoli eletti, gli ebrei e gli evangelici. Il reverendo Hagee è stato inizialmente respinto da Jerry Falwell, quindi reintegrato nell’accordo cristiano sionista, di cui diventa oggi il portavoce (12). Questo percorso e questa innovazione ideologica fanno di lui l'uomo ideale per trasformare il movimento religioso sionista cristiano in un lobby di massa per Israele.

    Il 7 febbraio 2006, il reverendo John Hagee organizza in Texas una riunione di 400 pastori evangelici statunitensi in previsione della creazione di una federazione dei cristiani sionisti. Simultaneamente, lancia con l'ambasciata cristiana una rivista bimestrale diffusa come supplemento dal Jerusalem Post, la JP Christian Edition.
    Il Jerusalem Post è un quotidiano neo-conservatore diretto da Aviv Bushinsky, ex consulente in comunicazione e portavoce del primo ministro Benjamin Netanyahu. Il supplemento mescola articoli sul parco d'attrazione evangelica in Galilea e altri sulla minaccia iraniana, e i suoi bracci armati Hamas e Hezbollah. Vi si denunciano anche i professori universitari europei che analizzano la scrittura della bibbia nel suo contesto socio-storico e trattano Israele biblico come un mito. Lungi dall'essere un handicap per la sua nuova missione, l'estremismo del reverendo Hagee soddisfa i Likoudniks: non ha scritto un elogio dell'assassinio di Yitzhak Rabin, colpevole ai suoi occhi d’aver svenduto la "terra promessa"? (13)

    La federazione dei cristiani sionisti nasce in occasione di un banchetto di 3.500 pastori e responsabili evangelici all'hotel Hilton di Washington... il 18 luglio 2006, cioè cinque giorni dopo l'inizio dell'offensiva israeliana contro il Libano. La Provvidenza fa bene le cose e questa è l'occasione di una mobilizzazione di tutte le organizzazioni evangeliche a favore di Tsahal. Al microfono, oltre al pastore Jerry Falwell, si succedono parlamentari statunitensi (i senatori Sam Brownback, John Cornyn, Kay-Bailey Hutchison et Rick Santorum, i rappresentanti Henry Bonilla), l'ambasciatore di Israele Daniel Ayalon e l'ex capo di stato maggiore il generale Moshé Yaalon. La nuova federazione prende il nome di Christians United for Israele (CUFI) (14).

    Dalla folla, i parlamentari del CUFI realizzano Israel Allies Caucus alla Camera dei rappresentanti per fare accordi con i Christian Allies Caucus dello Knesset. Esso è copresieduto dal repubblicano Dave Weldon ed dal democratico Eliot Engel (15). Gruppi parlamentari identici sono in corso di formazione alle Filippine ed in Corea del Sud. Se il reverendo John Hagee è un predicatore di successo, a capo di un piccolo impero di comunicazione, non è la testa pensante del CUFI. La federazione cristiana sionista è diretta da David Brog, un assistente parlamentare sionista ebreo ed inoltre un cugino dell'ex primo ministro Israeliano Ehud Barak. Benché comprenda parlamentari democratici, la CUFI pesca quasi esclusivamente su territorio repubblicano. Mantiene evidentemente legami stretti con la Casa Bianca ed ha svolto un ruolo importante nell'adozione da parte del congresso di una risoluzione che «condanna i recenti attacchi contro lo Stato di Israele, che tiene i terroristi ed i loro stati sponsor come responsabili di quest'attacchi, e che sopporta il diritto di Israele all'autodifesa»(16). Testo redatto dall’AIPAC e votato con 410 voti contro 8 alla Camera dei Rappresentanti ed all'unanimità al Senato. Inoltre la CUFI ed Israel Allies Caucus hanno convinto 115 rappresentanti a scrivere al presidente Bush perché indurisca le sanzioni contro la Siria.

    È David Brog che ha lanciato l'espressione "dolori del parto" a proposito del rimodellamento del Grande Medio Oriente, citando il vangelo secondo Matteo, capitolo 24.
    Dalle guerre attuali, un mondo nuovo sorgerà. Gesù non ha detto: «Che molti verranno nel nome mio, dicendo: “Io sono il Cristo”; e travieranno dimolti. Perché dovrete sentire guerre e sentori di guerre. Guardate di non vi turbare. Che conviene ch’ogni cosa accada, ma non ancora la fine (...) e tutto ciò non farà che cominciare i dolori del parto». Un'espressione ormai ripresa da Condoleezza Rice per quegli evangelici aderenti alla politica neo-conservatrice (17).
    «Israele fa il nostro lavoro e opera per i popoli liberi. I suoi nemici sono gli stessi nemici di quelli degli Stati Uniti. Si tratta di una battaglia che si iscrive in una guerra più ampia, quella contro la civilizzazione giudeo-cristiana delle forze del bene contro quelle del male (...) Israele è in prima linea nella guerra contro il terrorismo e possiamo soltanto sostenerlo», hanno dichiarato David Brog all'AFP, alcuni giorni fa(18).

    Il principale lavoro di David Brog è di riunire ebrei e cristiani sionisti facendo dimenticare secoli d'antisemitismo cristiano (19). Non è facile in un paese che, due anni fa, applaudiva una pellicola di Mel Gibbson, “La passione del Cristo”, che rappresenta gli ebrei come deicidi (20). Nel maggio 2006, il sig. Brog ha pubblicato una libro: “Standing with Israele: Why Christians Support Israele” (Stare con Israele: perché i cristiani sostengono Israele) (21). Prendendo alcune libertà con la storia, vi afferma che i due popoli eletti si sono riconciliati quando gli Stati Uniti hanno superato il Terzo Reich ed hanno votato la creazione dello Stato di Israele.

    L'impatto del CUFI
    Il pastore John Hagee dispone di mezzi di comunicazione eccezionali. Produce due volte al giorno un talk-show diffuso da una delle tre grandi reti televangeliche al mondo, Trinity Broadcast Network (TBN). Questo programma, accessibile via satellite nel mondo intero è ricevuto da 92 milioni di case negli Stati Uniti. TBN è stata sempre legata ad Israele ed al governo sudafricano all'epoca dell’apartheid (22). Il reverendo Hagee può anche contare sulla casa editoriale del suo amico Steve Strang che pubblica il mensile Charisma
    Inoltre John Hagee non ha problemi finanziari. Nel 2000, ha comperato un ranch a Brackettville (Texas) per 5,5 milioni di dollari gestito dal Texas Israel Agricultural Research Foundation. Può ricevere i suoi amici, i cui aerei atterrano sul suo aeroporto privato. Nel 2001, il salario di questo predicatore benedetto da Dio ammontava a 1,25 milioni di dollari (23)

    Kevin Philips, che è considerato come uno dei migliori esperti di sociologia elettorale negli Stati Uniti, garantisce che l'amministrazione Bush si sostiene su tre gruppi sociali: la borghesia legata al petrolio, i fedeli evangelici, ed i pensionati che vivono a credito (24). L’inquadramento delle chiese evangeliche si è sostituita a quella dei partiti repubblicani, le evoluzioni teologiche sono determinanti per la politica di Washington
    È troppo presto per affermare che l'obiettivo del CUFI è raggiunto. Tuttavia, di fronte agli eventi che insanguinano il Libano, il 68% degli Stati Uniti dichiara ai sondaggi che si sentono spontaneamente vicini ad Israele e 63% che l'amministrazione Bush deve proseguire o aumentare il suo sostegno militare a Tsahal (25).

    Note:
    [1] « Les fondamentalistes pour la guerre » par Thom Saint-Pierre, Voltaire, 3 avril 2003.
    [2] Jerusalem Countdown : A Warning to the World...the Last Opportunity for Peace, par le révérend John Hagee, Frontline éd., 2006.
    [3] Pour les chrétiens, l’Antechrist est un personnage qui doit venir avant (= ante) le Christ pour égarer les fidèles. Il est parfois appelé Antichrist pour souligner qu’il s’oppose (= anti) au Christ.
    [4] « Pastor Strangelove » par Sarah Posner, American Prospect, 6 juin 2006.
    [5] Les Croisades vues par les arabes par Amin Maalouf, j’ai lu, 1999.
    [6] God, Gunns and Israel : Britain , the First World War and the Jews in the Holy Land , par Jill Hamilton, Sutton Publishing, 2004.
    [7] Jerry Falwell : An Unauthorized Profile, par William Goodman et James Price, Lynchburg , 1981.
    [8] Prophecy and Politics, Militant Evangelists on the Road to Nuclear War, par Grace Halsell, Lawrence Hill & Company, 1986. L’auteur, qui a assisté au congrès en qualité de journaliste, était l’ancienne rédactrice des discours du président Johnson.
    [9] « Sommet historique pour sceller l’Alliance des guerriers de Dieu », Voltaire, 17 octobre 2003.
    [10] « The Judeo-Christian Alliance - Is the Messianic Era Beginning ? » Par Victor Mordechai, Israel Today Magazine, 16 février 2004. Le caucus est présidé par le député Yuri Shtern, l’un des membres du Bureau du Sommet de de Jérusalem.
    [11] À ce sujet on se reportera aux trois présentations délivrées à la conférence Axis for Peace à propos de la percée évangélique en Amérique latine, dans le monde arabe, et en Afrique noire. Dont « Les Églises évangéliques et le jeu des États-Unis dans le monde arabe » par Charles Saint-Prot, Voltaire, 14 novembre 2005.
    [12] La condamnation d’Hagee est publiée par Falwell dans Liberty Flame du 6 mai 1994 sous le titre « John Hagee : Heretic ? » Au passage, elle donne lieu à une critique de la vie privée du révérend Hagee qui divorca de sa première femme pour épouser une adolescente. Sa réhabilitation a lieu à l’occasion d’un meeting de la Liberty University , le 4 juillet 2002. Voir « Falwell festivities have surprise guest, » par Julia Duin, The Washington Times, 3 juillet 2002 ; et « Old foes Falwell, Hagee defuse fireworks ar ‘old-fashioned fourth’ », Church and State, septembre 2002.
    [13] in The Beginning of the End, par John Hagee, STL, 1996.
    [14] « Christian group to advocate more support for Israel » par Julia Duin, The Washington Times, 13 juillet 2006. « Evangelical Christians plead for Israel » par Richard Allen Greene, BBC, 19 juillet 2006.
    [15] « Congress forms Israel Allies Caucus » par Etgar Lefkovits, The Jerusalem Post, 27 juillet 2006.
    [16] Résolution HR 921 du 20 juillet 2006.
    [17] « Les néo-conservateurs et la politique du « chaos constructeur » par Thierry Meyssan, Voltaire, 25 juillet 2006.
    [18] « Pour des évangélistes, la guerre au Proche-Orient est “entre le Bien et le Mal” », AFP, 11 août 2006.
    [19] « Birth Pangs of a New Christian Zionism » par Max Blumenthal, The Nation, 8 août 2006.
    [20] « L’implosion de l’alliance judéo-chrétienne », Voltaire, 23 février 2004.
    [21] Standing with Israel : Why Christians Support Israel, par David Brog, Frontline, 2006.
    [22] Spiritual Warfare, The Politics of the Christian Right, par Sara Diamond, South End Press, 1989.
    [23] « Critics say John Hagee’s compensation is too high » par Analisa Nazareno, San Antonio Express-News, 20 juin 2003.
    [24] American Theocracy : The Peril and Politics of Radical Religion, Oil, and Borrowed Money in the 21st Century, par Kevin Phililips, Viking, 2006. Kevin Phillips est l’ancien conseiller électoral du président Nixon.
    [25] Sondage CNN réalisé les 2 et 3 août 2006

 

 

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