domenica, 05 marzo 2006
Nichi Vendola e Banca Mondiale: un'alleanza
Da tenere presente a futura memoria. In Puglia si è tenuto un convegno per discutere delle rimesse degli immigrati (albanesi in particolare), ossia dei soldi che questi guadagnano nelle nostre nazioni e rimandano, in parte, nei loro paesi. Il convegno è stato promosso dal governatore della regione pugliese, Nichi Vendola di Rifondazione Comunista, e dalla Banca Mondiale, nella persona del suo direttore esecutivo, Biagio Bossone, e del collaboratore Empedocle Maffia. Interessanti alcune dichiarazioni fatte:
http://www.stranieriinitalia.it/notiziario2/n8457.html
"La Banca Mondiale è sempre stata sensibile alle voci esterne, tra cui quella dei 'no global' ed è grazie a questa sensibilità che la Banca ha saputo rivedere anche alcune scelte" perché la Banca Mondiale punta ad "uno sviluppo economico dei diritti umani". Per cui - è stato sottolineato - siamo di fronte "a due culture che non si scontrano". "Siamo pienamente in linea - ha aggiunto Bossone rivolto a Vendola - con la sua concezione del flusso migratorio che deve uscire dalla clandestinità e deve regolarizzarsi e ciò significa dare opportunità, a chi viene e alle loro famiglie nei paesi di origine, di poter avere accesso a servizi finanziari, finanziamenti assicurativi, di prestitò". "Siamo sulla stessa linea - ha concluso Bossone - e da qui si può partire". "Possiamo camminare insieme - ha sottolineato Vendola - perché stiamo scrivendo una pagina importante: noi - ha continuato - siamo per la promozione dei diritti umani, per la lotta alle povertà, e per la trasparenza dei flussi finanziari: questo processo sarà utile per la Puglia, per il Mezzogiorno, per l' Italia e per l' area Balcanica".
http://www.stranieriinitalia.it/notiziario2/n8454.html
"Intanto - ha detto - occorre senza dubbio far emergere il tema delle rimesse, quindi istituzionalizzare il fenomeno delle rimesse, rendere accessibili i servizi finanziari a coloro che rimettono e diffondere l' informazione, a partire dal Paese di origine, in termini di procedure da compiere per operare le rimesse". "Fuoriuscita dalla clandestinità - ha detto Bossone - significa anche consentire ai migranti di avere accesso alle opportunità, ai normali servizi finanziari, accedere a risorse e strumenti per trasformare questo fenomeno, quello della migrazione, in opportunità". Quello della Regione Puglia e della Banca Mondiale è dunque "un passo congiunto", un percorso sul quale - hanno sottolineato sia Vendola sia Bossone - "c'é la massima condivisione". D' altra parte - ha sottolineato Maffia - "questo tipo di rapporto di Banca Mondiale con le realtà locali è la nuova frontiera: laddove i governi nazionali non riescono a capire le opportunità date dai flussi migratori, occorre dialogare con le realtà locali e arrivare a determinare una situazione nella quale tutte le correttezze del mercato vengano messe in atto e tutti i protagonisti abbiano il loro tornaconto".
Possiamo sottolineare alcune cose: intanto la facilmente evidenziabile contraddizione tra la natura delle "due (pseudo-)culture" suddette e il fatto che si incontrino. Come ci possa essere incontro tra "no-globalismo" e istituzioni mondiali è solo una fumisteria per nascondere che è il secondo soggetto a fare i giochi, mentre il primo ha solo uno scopo propagandistico di facciata. Inoltre, nel momento in cui si parla di "sviluppo economico dei diritti umani" (?!) bisognerebbe leggere tra le righe il carattere individualistico soggiacente, il quale, legato all'ideologia multietnicista, crea una sorta di chimera sociale, dove a venir propagandati sono i diritti individuali (per far presa sugli uditori europei), ma a venir sostenute sono le realtà potenzialmente portanti alla creazione di enclaves.
In realtà, il tutto andrebbe letto nel modo seguente: il "no-globalismo" (che dovrebbe promuovere realtà pienamente locali), nel momento in cui opera "mondialmente" altro non fa che sostenere la "guerra tra gruppi". Le parole del collaboratore della Banca Mondiale, Maffia, sono fin troppo chiare, perchè emerge subito la volontà delle élites di scardinare il dominio dei singoli Stati, per promuovere un localismo fasullo, che altro non porta se non a quella guerra già denunciata. Affermare che la "nuova frontiera", per la Banca Mondiale, sono le realtà locali, vuol dire che è interesse della stessa sostenere la frammentazione della società nazionale, di modo che, grazie anche all'immigrazione (oltre che agli ultimi decenni di lavorìo ideologico), si possa pervenire alla creazione di sempre più numerose e forti enclaves, le cui fortune e sfortune eventuali saranno il modo privilegiato, per le élites, di dominare la realtà sociale. Non essendoci più governi solidi e popoli con identità forti, il campo resta aperto solo a chi ha i mezzi finanziari e d'altro genere per imporsi nella realtà. Soggetti che, però, non hanno più bisogno di confrontarsi con un popolo o con degli elettori, ma solo all'interno delle loro stesse élites. Il massimo della discrezionalità, a livello mondiale.




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