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    Predefinito Fondazione Circoli culturali "Gianfranco Miglio"

    La presente è indirizzata a chi ne possa avere interesse.

    Il sito di Politicaonline della Padania mi sembra il luogo più adatto per tentare di lanciare una iniziativa politico- culturale intesa a restituire dignità e forza all'idea di Federalismo i cui contenuti reali tutti i partiti presenti in parlamento hanno dimostrato di non conoscere o di violare coscientemente per preservare lo Statu quo. A tale scopo accenno ad un evento che ritengo importante a cui ho parecipato. Il giorno 28 ottobre 1994 in Milano presso lo studio del notaio Enrico Choidi Daelli i signori:

    Miglio Sen. Prof. Gianfranco

    Bassani Luigi Marco,
    Bonacchi Paolo,
    Borelli Giovanni,
    Boscolo Maria Angela,
    Broglio Paolo,
    Bruni Guglielmo,
    Chemello Luigino,
    Colla Alessandra,
    Ghidorzi Ghizzi Dacirio,
    Giovine Umberto
    Margoni Casimiro,
    Mori Umberto Munari Emilio,
    Romis renzo,
    Zuliani Augusto,

    costituirono l'Unione Federalista avente come unico progetto quello di ricostituire l'Italia come una Repubblica Federale. Considerato che il Prof. Miglio impegnò la Sua vita per diffondere tale idea e che tutto ciò per cui si è impegnato fino alla Sua scomparsa è stato ignorato e disatteso dalla mafia partitocratica al potere, e che alcuni soci fondatori sono restati fedeli allo spirito di cambiamento e di rinnovamento per il quale il Movimento venne fondato,

    propongo di costituire


    senza rivendicazioni di paternità o di primogenitura, dovunque esistano le condizioni e sia possibile reperire persone responsabili intenzionate ad impegnarsi, CIRCOLI CULTURALI intitolati a GIANFRANCO MIGLIO, del tipo di quello già esistente a Parma. I Circoli dovrebbero avere un unico scopo primario comune: sviluppare attraverso incontri e dibattiti una cultura condivisa del Federalismo in quanto Teoria dello Stato Contrattuale o della Libertà.Chi è interessato all'iniziativa può rispondere al presente appello su Politicaonline. I nominativi, forniti di indirizzo o di semplice numero telefonico, saranno contattati personalmente e riceveranno tutte le indicazioni necessarie alla costituzione dei Circoli nella propria zona di residenza. Se qualcuno ha suggerimenti più appropriati o tecnicamente più soddisfacenti per realizzare quanto oggetto della presente è invitato a procedere in tal sensocon le sue energie. Mi scuso per la lunghezza della lettera, ringrazio per l'attenzione e sarò grato a tutti coloro che risponderanno alla presente. Paulus.

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  2. #2
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    Se non ricordo male in quell'anno venne fatto il tentativo di dare vita ad una dei soliti cloni leghisti cui anche il prof. sen. Miglio diede il suo appoggio (non so se direttamente o come "indipendente" come volle sempre dichiararsi anche in Lega). Se la memoria non mi tradisce, penso si chiamasse "Fronte autonomista". Ricordo i manifesti,rossi e bianchi con un braccio che stringeva una spada sulla cui lama c'era scritto Nord. Uno degli slogan suonava più o meno così: "Il vero leghista sta nel fronte autonomista". L'obiettivo naturalmente era quello di dare vita ad una scissione nel Carroccio e riportare il maggior numero possibile di simpatizzanti nell'area del centrodestra dopo che il cosiddetto "ribaltone" aveva messo la parola fine al primo governo Berlusconi.
    Il progetto, come tutti quelli studiati per creare disturbo alla Lega Nord, durò - per dirla alla francese - lo spazio di un mattino. Il sen. prof. Miglio però non disdegnò di farsi candidare ed eleggere nuovamente in Parlamento sotto le insegne di Forza Italia. Lo stesso partito oggi responsabile, secondo molti, dell'eccessivo ammorbidimento della linea politica leghista.
    Ora bene, sono il primo a riconoscere i meriti indiscutibili di Gianfranco Miglio. Ma non capisco chi imputa Bossi di tradimento per un'alleanza con Berlusconi in nome di chi con il magnate di Arcore ci andò a braccetto pur di tornare a sedere sulle comode poltrone di palazzo Madama.
    La coerenza a mio modi di vedere avrebbe imposto che il sen. prof. Miglio si fossep presentato alle elezioni con il suo partito "davvero federalista" e non nascosto nelle fila della formazione italiana per eccellenza sfruttando il fatto che gli era garantito un collegio blindato.
    Miglio fu un grande professore universitario, un ottimo intellettuale, un pensatore eccellente e importante. Ma anche un pessimo politico e un uomo tutto sommato morbido di fronte al compromesso, vizio ahimé italianissimo, nonostante delle debolezze tricolori volesse farsi passare per fustigatore.

  3. #3
    Armin
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    Citazione Originariamente Scritto da Lup.Man.
    Se non ricordo male in quell'anno venne fatto il tentativo di dare vita ad una dei soliti cloni leghisti cui anche il prof. sen. Miglio diede il suo appoggio (non so se direttamente o come "indipendente" come volle sempre dichiararsi anche in Lega). Se la memoria non mi tradisce, penso si chiamasse "Fronte autonomista". Ricordo i manifesti,rossi e bianchi con un braccio che stringeva una spada sulla cui lama c'era scritto Nord. Uno degli slogan suonava più o meno così: "Il vero leghista sta nel fronte autonomista". L'obiettivo naturalmente era quello di dare vita ad una scissione nel Carroccio e riportare il maggior numero possibile di simpatizzanti nell'area del centrodestra dopo che il cosiddetto "ribaltone" aveva messo la parola fine al primo governo Berlusconi.
    Il progetto, come tutti quelli studiati per creare disturbo alla Lega Nord, durò - per dirla alla francese - lo spazio di un mattino. Il sen. prof. Miglio però non disdegnò di farsi candidare ed eleggere nuovamente in Parlamento sotto le insegne di Forza Italia. Lo stesso partito oggi responsabile, secondo molti, dell'eccessivo ammorbidimento della linea politica leghista.
    Ora bene, sono il primo a riconoscere i meriti indiscutibili di Gianfranco Miglio. Ma non capisco chi imputa Bossi di tradimento per un'alleanza con Berlusconi in nome di chi con il magnate di Arcore ci andò a braccetto pur di tornare a sedere sulle comode poltrone di palazzo Madama.
    La coerenza a mio modi di vedere avrebbe imposto che il sen. prof. Miglio si fossep presentato alle elezioni con il suo partito "davvero federalista" e non nascosto nelle fila della formazione italiana per eccellenza sfruttando il fatto che gli era garantito un collegio blindato.
    Miglio fu un grande professore universitario, un ottimo intellettuale, un pensatore eccellente e importante. Ma anche un pessimo politico e un uomo tutto sommato morbido di fronte al compromesso, vizio ahimé italianissimo, nonostante delle debolezze tricolori volesse farsi passare per fustigatore.
    Miglio, a differenza di Bossi, gli errori commessi li ha riconosciuti, per iscritto.
    Bossi ha letteralmente distrutto il patrimonio umano, organizzativo ed economico della Lega Nord, nel quale sono confluiti i contributi (economici e non solo) di centinaia di migliaia di sostenitori e militanti in buona fede. Il tutto affermando il contrario di ciò che stava facendo e massacrando chi, sinceramente e disinteressatamente, manifestava il proprio dissenso.
    Onore e memoria imperitura a Gianfranco Miglio.

  4. #4
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    Ribadisco: rispetto e riconoscimento al lavoro di un grande pensatore non sono in discussione. Ma nella sua condotta non ci vedo nulla di eroico. Anzi. Miglio si è comportanto in maniera non molto dissimile dala suo collega cattedratico Fisichella: ha litigato con un partito del quale faceva parte perché il capo di quella formazione non gli dava ragione su una certa cosa. Se ne è andato sbattendo la porta e de è finito armi e bagagli in casa degli avversari del movimento che fino a poco prima aveva appoggiato pur di garantirsi lo scranno caldo in Parlamento. La verità è questa: non c'è nulla di eroico in Miglio. E' un grande del pensiero. Ma la cosa finisce qui. Non è un eroe del padanismo.

  5. #5
    giovanni.fgf
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    e chi sarebbe l'eroe ? sbirulictus?

    con doglianze.

  6. #6
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    Predefinito

    Caro Lup.Man.,

    tu devi essere molto giovane. Conosci le cose per sentito dire e spirito di parte. La verità sul distacco di Miglio dalla Lega (ma non direi dalla Lega che in quanto insieme di persone che chiedevano un cambiamento dello Stato amava, piuttosto da Bossi che considerava un ignorantello autocratico che usava il federalismo di cui non sapeva nulla come "piede di porco per ottenere il potere"), la puoi trovare sul libro "Io, Bossi e la Lega" , Oscar Mondadori, 1996. Capirai che la storia di Miglio e della Lega è molto diversa da quella che tu rappresenti. Miglio aveva un solo scopo: fare dell'Italia uno Stato federale. Sapeva benissimo che una volta dato un ordinamento federale allo Stato, non ci sarebbe stato più bisogno di alcuna rivendica- zione territoriale, né di alcuna autonomia, in quanto il federalismo unisce su comuni interessi rispettando le diversità; di più: unisce mediante CONTRATTI POLITICI SUI FATTI. Bossi ha distrutto nella mente dei giovani l'idea del federalismo perché non ne ha mai avuta alcuna idea. Per questo credo che sia necessario ricominciare da dove Miglio ha lasciato. E non, guarda bene, per andare incontro al potere di cui non ci può interessare di meno, ma per restituire dignità e valore ad una grande idea, il federalismo, che la Lega non sa affrontare da un punto di vista culturale: l'unico che potrebbe permettergli, dopo grandi sacrifici, il successo. Anch'io sono stato leghista fino al '93. So che questo movimento ha creato uno spirito, un'anima cui è difficile rinunciare. I leghisti veri non sono quelli che oggi stanno nella Lega; sono quelli che stanno fuori e che con passione dedicano il loro tempo a cercare di rimediare agli errori compiuti perché quello spirito di cambiamento possa sopravvivere e diffondersi. Non ce l'hanno con Bossi. E' un uomo come siamo noi tutti, con i suoi meriti ed i suoi difetti. Semmai ce l'hanno con i suoi colonnelli ai quali manca il coraggio di indurlo a riflettere sulle cose veramente importanti. Non importa se adesso siamo quattro gatti sognatori sparsi per il nord; l'importante è che ci siamo e che restiamo liberi. Buona fortuna per le le tue scelte amico. Ciao, Paulus.




    Citazione Originariamente Scritto da Lup.Man.
    Se non ricordo male in quell'anno venne fatto il tentativo di dare vita ad una dei soliti cloni leghisti cui anche il prof. sen. Miglio diede il suo appoggio (non so se direttamente o come "indipendente" come volle sempre dichiararsi anche in Lega). Se la memoria non mi tradisce, penso si chiamasse "Fronte autonomista". Ricordo i manifesti,rossi e bianchi con un braccio che stringeva una spada sulla cui lama c'era scritto Nord. Uno degli slogan suonava più o meno così: "Il vero leghista sta nel fronte autonomista". L'obiettivo naturalmente era quello di dare vita ad una scissione nel Carroccio e riportare il maggior numero possibile di simpatizzanti nell'area del centrodestra dopo che il cosiddetto "ribaltone" aveva messo la parola fine al primo governo Berlusconi.
    Il progetto, come tutti quelli studiati per creare disturbo alla Lega Nord, durò - per dirla alla francese - lo spazio di un mattino. Il sen. prof. Miglio però non disdegnò di farsi candidare ed eleggere nuovamente in Parlamento sotto le insegne di Forza Italia. Lo stesso partito oggi responsabile, secondo molti, dell'eccessivo ammorbidimento della linea politica leghista.
    Ora bene, sono il primo a riconoscere i meriti indiscutibili di Gianfranco Miglio. Ma non capisco chi imputa Bossi di tradimento per un'alleanza con Berlusconi in nome di chi con il magnate di Arcore ci andò a braccetto pur di tornare a sedere sulle comode poltrone di palazzo Madama.
    La coerenza a mio modi di vedere avrebbe imposto che il sen. prof. Miglio si fossep presentato alle elezioni con il suo partito "davvero federalista" e non nascosto nelle fila della formazione italiana per eccellenza sfruttando il fatto che gli era garantito un collegio blindato.
    Miglio fu un grande professore universitario, un ottimo intellettuale, un pensatore eccellente e importante. Ma anche un pessimo politico e un uomo tutto sommato morbido di fronte al compromesso, vizio ahimé italianissimo, nonostante delle debolezze tricolori volesse farsi passare per fustigatore.

  7. #7
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    Caro Paulus,
    ho letto con piacere la tua cortese replica, ma permettimi di rimanere della mia idea. Non sono certo "anziano", ma vivo in questo mondo da abbastanza per aver visto e partecipato in prima persona alla maggior parte delle cose di cui stiamo parlando. Lo preciso perché sbagli a pensare che io parli per sentito dire.
    Detto ciò trovo legittimo che ci possano essere posizioni federaliste fuori dalla Lega, ci mancherebbe. Non ho mai amato i monopolii, figuriamoci quelle delle idee. Rimane però il fatto che sulle mie affermazioni circa la "Miglio story" del dopo '94 non hai aggiunto alcunché. Non lo hai fatto perché quanto ho scritto non è dettato da spirito di polemica o di parte, ma dalla pura e semplice verità. Il professore inoltre è stato pienamente riabilitato dalla Lega, persino lo stesso Bossi non ne parla che con toni entusiastici. Quindi se fossi un oltranzista come un po' mi dipingi, avrai dovuto incensarne la figura e basta. Al contrario persevero nel mio atteggiamento pacatamente critico che discerne il buono e il cattivo del personaggio.
    Contraccambio il saluto e gli auguri di buona sorte.

  8. #8
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    in quei tempi non mi interessavo di politica, sono comunque stupito nel sentire che Miglio si candidò con forza italia.
    Se fosse vero, come verrebbe giustificato dai suoi sostenitori?

  9. #9
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    Noi pochi (quattro gatti ) non vogliamo scordarci i pochi errori ( con Bossi e poi con Berlusconi ) del prof. Miglio ,questi per evitare poi di incorrerci di nuovo , ma discernere le cose ( molte ) positive riguardanti il FEDERALISMO , cose che nè la Lega nè Forza Italia hanno MAI avuto conizione di causa nel capire , se non nell'uso improprio, prettamente mendaci a scopi elettorali .Oggi caduto il "fantasma" devolution , è scoccata l'ora di ripartire appunto dove il prof. ci ha lasciato, e ripartire dai suoi insegnamenti e mettere in atto le sue teorie,per tornare a parlare di un stato federale italianounito su contratti e non su scambi di voti ,dove ritorni in mano dei cittadini quel potere che nemmeno la attuale costituzione gli ha garantito, e che in un paese veramente federalista il cittadino debba contare.
    Per quanto possa valere, uno statuto per i circoli oa metto senz'altro a disposizione,basta essere ottimisti per un futuro diverso.

  10. #10
    Armin
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    Citazione Originariamente Scritto da parmigiano
    Noi pochi (quattro gatti ) non vogliamo scordarci i pochi errori ( con Bossi e poi con Berlusconi ) del prof. Miglio ,questi per evitare poi di incorrerci di nuovo , ma discernere le cose ( molte ) positive riguardanti il FEDERALISMO , cose che nè la Lega nè Forza Italia hanno MAI avuto conizione di causa nel capire , se non nell'uso improprio, prettamente mendaci a scopi elettorali .Oggi caduto il "fantasma" devolution , è scoccata l'ora di ripartire appunto dove il prof. ci ha lasciato, e ripartire dai suoi insegnamenti e mettere in atto le sue teorie,per tornare a parlare di un stato federale italianounito su contratti e non su scambi di voti ,dove ritorni in mano dei cittadini quel potere che nemmeno la attuale costituzione gli ha garantito, e che in un paese veramente federalista il cittadino debba contare.
    Per quanto possa valere, uno statuto per i circoli oa metto senz'altro a disposizione,basta essere ottimisti per un futuro diverso.
    Il Breviario di Assago.

 

 
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