Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Apr 2006
    Località
    Roma
    Messaggi
    488
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Alcuni appunti sullo sciopero dei taxi: per riflettere

    Il liberismo comunista di Bersani & c.
    Nulla di nuovo sotto il sole, almeno per chi è abituato a leggere gli eventi alla lente di ingrandimento, senza soffermarsi troppo sugli aspetti esteriori. Il 4 luglio è stato emanato il D.L. 223 Bersani sulle liberalizzazioni, provvedimento che ha investito diverse categorie professionali tra le quali tassisti, farmacisti ed avvocati; il decreto legge ha creato non pochi problemi con tanto di scioperi e manifestazioni da parte di queste lobbies colpite, ovviamente, nei propri interessi economici: l’obiettivo dichiarato del d.l. è la razionalizzazione del sistema economico, ma già il Titolo I è definito come “misure urgenti per lo sviluppo, la crescita e la promozione della concorrenza e della competitività, per la tutela dei consumatori e per la liberalizzazione di settori produttivi”. E questo si lascia commentare da solo.

    Ma andiamo con ordine, analizzando ogni particella che compone questo atto del Governo che, ad opinione di chi scrive, è destinato a rivelarsi una bolla di sapone poiché, come spesso accade in Italia, si finge si smuovere le acque affinché tutto in realtà resti immutato.

    In primis il provvedimento è stato adottato tramite la decretazione d’urgenza, ovvero il decreto legge, destinata a cadere nel vuoto qualora non vi sia la ratifica parlamentare entro i 60 giorni successivi all’emanazione del provvedimento medesimo; il Governo quindi segue una prassi utilizzata con frequenza negli ultimi decenni, infatti l’utilizzo del decreto legge permette di adottare provvedimenti immediati senza richiedere una particolare convergenza di opinioni all’interno del Parlamento: non è prevista una maggioranza, se non dopo i 60 giorni allorché il decreto va convertito in legge. Ma a quel punto i danni potrebbero già essere irreversibili e, come spesso ci ha insegnato la democrazia italiana, non c’è nulla di più stabile del precario, non è un caso se, fino a pochi anni fa, si era creato il c.d. ingorgo costituzionale determinato da decine di decreti legge continuamente reiterati (la riforma della scuola sessantottina ne è un palese esempio). La conclusione di questo ragionamento è che la democrazia, almeno quella parlamentare, è solo una veste comoda usata per mascherare il perseguimento di scopi personali: in poche parole, l’uso ossessivo di decreti legge rappresenta un atto autoritativo del Governo molto simile ai privilegi che emanavano i monarchi durante il feudalesimo. Indietro tutta quindi!

    In secondo luogo va fatta un’analisi sul contenuto del provvedimento che, a parole, sembra voler colpire le lobbies con l’intento di smantellarle, seguendo una logica pseudo-marxista orientata verso la Rivoluzione in mutande e la dittatura del proletariato (leggasi “proletariato sotto dittatura”); il decreto ha colpito i tassisti, volendo ridurre il costo delle licenze ed abolendo le tariffe, gli avvocati, eliminazione delle tariffe minime e via libera alla pubblicità, nonché i farmacisti, libera vendita di alcuni farmaci anche nei supermercati e riduzione del costo delle licenze. Cerchiamo di razionalizzare. In linea di principio l’intervento ha del buono, in quanto il sistema degli ordini professionali e di determinate categorie lavorative, è fermo all’età della pietra, basterebbe pensare a quanto possa costare l’apertura di una farmacia oppure prendere un taxi a Roma; una pesante e concreta riforma è assolutamente necessaria, ma non nei modi e nei termini portata avanti dal ministro giacobino il quale sventola la presa della Bastiglia per poi inchinarsi immediatamente al Ancièn Regime: i tassisti scioperano, gli avvocati incrociano le braccia, i farmacisti abbassano le serrande ed il Governo scende a patti e tratta una resa a mutande abbassate. Le lobbies che dovevano essere colpite vengono alla fine rafforzate.

    E così tanto rumore per nulla. Per un momento sembrava quasi di trovarsi di fronte ad una rivolta della nuova oligarchia borghese, arricchita da anni di privilegi, ma in realtà il Governo ha assestato i propri colpi alzando molto fumo solo per mascherare le proprie mosse; il “giavazzismo” (teoria della lotta alle lobbies del prof. Francesco Giavazzi) è divenuta così solo un’abile mossa di mercato per introdurre un nuovo equilibrio; ma il sistema chiede a gran voce di essere modificato radicalmente, perché i servizi offerti dai taxi restano scarsi e troppo costosi, perché il numero di avvocati cresce a dismisura senza che vi sia una reale selezione all’ingresso della professione, perché aprire una farmacia è divenuto privilegio sono per i “soliti noti”.

    Un ultimo appunto. In questo grande trambusto nessun movimento politico ha preso una posizione chiara, perché gli interessi in gioco sono troppi e la fetta da dividere è abbastanza grande da far felici tutti, ciò che di certo va evitato è di cadere nel dualismo Bene-Male; la riforma è solo un palliativo e, al contempo, i tassisti non sono dei rivoluzionari ma solo dei privilegiati in difesa del proprio feudo, quindi ogni enfasi emotiva inerente gli scioperi rappresenterebbe benzina sul fuoco per il liberismo sfrenato; difendere certe categorie professionali varrebbe a dire difendere un’oligarchia clientelare, difendere Bersani varrebbe a dire,invece, affiancarsi ad una classe politica che dietro la maschera liberale e liberista, nasconde un animo profondamente comunista. Appiattimento verso il basso e gambe tagliate alla partenza.
    ------------------------------------------------

    E' lungo, lo so. Ma vorrei avere qualche commento.

  2. #2
    Intellettuale
    Ospite

    Predefinito

    Per me il decreto Bersani non è malaccio, anzi. Certo è che non ha colpito quei baronati del cazzo come i notai...
    Credo che non riuscirà mai a metterlo in pratica, comunque. Chiaramente l'introduzione delle misure, per i taxi in particolare, dovrebbe avvenire con la dovuta gradualità.

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Jun 2005
    Messaggi
    790
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Intellettuale
    Per me il decreto Bersani non è malaccio, anzi. Certo è che non ha colpito quei baronati del cazzo come i notai...
    Credo che non riuscirà mai a metterlo in pratica, comunque. Chiaramente l'introduzione delle misure, per i taxi in particolare, dovrebbe avvenire con la dovuta gradualità.
    Ti è sfuggito che dalla 'mannaia' pseudoliberalizzatrice è stato salvato l'ordine dei giornalisti.
    E poi sentire dire che un poveraccio che sta sul culo sopra il sedile di una macchina otto ore al giorno in città come Roma, Napoli o MIlano è un privilegiato è roba da matti!
    Ed un impiegato dello Stato che ogni ventitrè del mese prende lo stipendio venisse giù il mondo senza produrre un cazzo e stando imboscato nelle miriadi degli uffuci inutili dell'apparato burocratico e non rischiando mai un piffero non è forse un privilegiato?
    Cosa direste se un imprenditore potesse accedere al mondo del lavoro se venissero 'liberalizzati' i contratti nazionali?
    Io sono antistatalista per natura e non ho simpatia per le forme assistenziali senza condizioni...le legherei al merito, e dunque poichè lo statale esiste credo che anche altri lavoratori dovrebbero godere degli stessi diritti.
    Che nel caso dello statale diventano privilegi, ma questo è un altro discorso....
    Ed in ogni caso noi dobbiamo essere contro la lotta di classe che questo Governo sta tentando di rianimare....

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Apr 2006
    Località
    Roma
    Messaggi
    488
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da pacchiarotto
    Ti è sfuggito che dalla 'mannaia' pseudoliberalizzatrice è stato salvato l'ordine dei giornalisti.
    E poi sentire dire che un poveraccio che sta sul culo sopra il sedile di una macchina otto ore al giorno in città come Roma, Napoli o MIlano è un privilegiato è roba da matti!
    Ed un impiegato dello Stato che ogni ventitrè del mese prende lo stipendio venisse giù il mondo senza produrre un cazzo e stando imboscato nelle miriadi degli uffuci inutili dell'apparato burocratico e non rischiando mai un piffero non è forse un privilegiato?
    Cosa direste se un imprenditore potesse accedere al mondo del lavoro se venissero 'liberalizzati' i contratti nazionali?
    Io sono antistatalista per natura e non ho simpatia per le forme assistenziali senza condizioni...le legherei al merito, e dunque poichè lo statale esiste credo che anche altri lavoratori dovrebbero godere degli stessi diritti.
    Che nel caso dello statale diventano privilegi, ma questo è un altro discorso....
    Ed in ogni caso noi dobbiamo essere contro la lotta di classe che questo Governo sta tentando di rianimare....
    In effetti il Governo sta provando in tutti i modi a tirare fuori delle classi sociali, così da poter meglio tenere sotto controllo la situazione.

    Il punto è questo, a mio parere. Da un lato serve assolutamente una riforma degli ordini, di ogni genere siano; dall'altro lato, la riforma va fatta col cervello e non con i piedi come vorrebbero fare questi nostalgici sessantottini.

    Sembrerà strano, ma la soluzione è sempre la caro amata Terza Posizione. Nè capitalismo (e quindi liberalizzazioni selvagge), nè comunismo-statalismo (scioperi generali, nazionalizzazioni, e via dicendo).

  5. #5
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    11 Apr 2011
    Messaggi
    7,284
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    per me invece lo stato deve essere padrone in toto dell'economia.
    e in questo si rifaceva il discorso su chavez e castro (con tutto che quest'ultimo sia contro il fascismo storico e ideologico).
    Il liberalismo mira alla morte dello Stato, controllandolo secondo i suoi bisogni e decretandone la morte per inedia come già sta succedendo adesso: abolizione dei dazi doganali, libera circolazione dei capitali anche umani....tutto cio' che viene inteso sotto il termine globalizzazione.
    Anzi proprio il senso della lotta e' combattere le plutocrazie e le lobby che controllano l'economia e la politica di un paese e rimettere tutto nelle mani dello Stato, possibilmente dispotico ma illuminato

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Apr 2006
    Località
    Roma
    Messaggi
    488
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleDiVandea
    per me invece lo stato deve essere padrone in toto dell'economia.
    e in questo si rifaceva il discorso su chavez e castro (con tutto che quest'ultimo sia contro il fascismo storico e ideologico).
    Il liberalismo mira alla morte dello Stato, controllandolo secondo i suoi bisogni e decretandone la morte per inedia come già sta succedendo adesso: abolizione dei dazi doganali, libera circolazione dei capitali anche umani....tutto cio' che viene inteso sotto il termine globalizzazione.
    Anzi proprio il senso della lotta e' combattere le plutocrazie e le lobby che controllano l'economia e la politica di un paese e rimettere tutto nelle mani dello Stato, possibilmente dispotico ma illuminato
    Ho capito, ma crei una società comunista.

  7. #7
    Intellettuale
    Ospite

    Predefinito

    Ti è sfuggito che dalla 'mannaia' pseudoliberalizzatrice è stato salvato l'ordine dei giornalisti.
    E poi sentire dire che un poveraccio che sta sul culo sopra il sedile di una macchina otto ore al giorno in città come Roma, Napoli o MIlano è un privilegiato è roba da matti!
    Ed un impiegato dello Stato che ogni ventitrè del mese prende lo stipendio venisse giù il mondo senza produrre un cazzo e stando imboscato nelle miriadi degli uffuci inutili dell'apparato burocratico e non rischiando mai un piffero non è forse un privilegiato?
    Cosa direste se un imprenditore potesse accedere al mondo del lavoro se venissero 'liberalizzati' i contratti nazionali?
    Io sono antistatalista per natura e non ho simpatia per le forme assistenziali senza condizioni...le legherei al merito, e dunque poichè lo statale esiste credo che anche altri lavoratori dovrebbero godere degli stessi diritti.
    Che nel caso dello statale diventano privilegi, ma questo è un altro discorso....
    Ed in ogni caso noi dobbiamo essere contro la lotta di classe che questo Governo sta tentando di rianimare....
    Certo non sbagli in quello che scrivi. Sui giornalisti c'è già una proposta in merito...detto ciò da qualche parte bisogna cominicare, ecco, io partirei dai notai. Con la scusa o vale per tutti o per nessuno non si parte mai..

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Apr 2006
    Località
    Roma
    Messaggi
    488
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Intellettuale
    Certo non sbagli in quello che scrivi. Sui giornalisti c'è già una proposta in merito...detto ciò da qualche parte bisogna cominicare, ecco, io partirei dai notai. Con la scusa o vale per tutti o per nessuno non si parte mai..
    Beh i notai, o impiegati del catasto, li trasformerei volentieri in impiegati del comune.

  9. #9
    Intellettuale
    Ospite

    Predefinito

    Beh i notai, o impiegati del catasto, li trasformerei volentieri in impiegati del comune.
    Esatto una cosa del genere...

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Apr 2006
    Località
    Roma
    Messaggi
    488
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Intellettuale
    Esatto una cosa del genere...
    ti pongo allora una domanda.

    Nell'Area c'è fin troppo casino su certi argomenti, tu come riusciresti a differenziare una lobby di potere da una corporazione fascista?

    Dico in termini teorici?

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Appunti per riflettere
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 20-06-05, 20:57
  2. alcuni dati utili per riflettere
    Di concorde nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 08-11-04, 23:03
  3. cecenica: alcuni casi per riflettere
    Di benfy nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 17-11-03, 00:21
  4. Allogeni:alcuni spunti per riflettere
    Di Der Wehrwolf nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 06-08-02, 13:53
  5. Alcuni appunti sul nazionalsocialismo gnostico e neopagano
    Di Ichthys nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 26-03-02, 02:00

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito