User Tag List

Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,381
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La morte di frère Roger : perché?

    A distanza da un anno dalla tragica dipartita del fondatore della Comunità di Taizè propongo una riflessione del suo successore alla guida della comunità.



    In molti dei messaggi che abbiamo ricevuto l’anno scorso, la morte di frère Roger è stata paragonata a quella di Martin Luther King, di Mons. Romero o di Gandhi. Tuttavia, non possiamo negare come vi sia anche una diversità, in quanto questi ultimi si situavano all’interno di una lotta di origine politica, ideologica, e sono stati assassinati da degli avversari che non potevano sopportare le loro opinioni e la loro influenza.

    Qualcuno dirà che è vano cercare una spiegazione all’assassino di frère Roger. Il male rifugge sempre ogni spiegazione. Un giusto dell’Antico Testamento diceva che lo odiavano “senza motivo” e San Giovanni ha posto questa stessa affermazione in bocca a Gesù: “Mi hanno odiato senza motivo”.

    Tuttavia, avendo vissuto accanto a frère Roger, un aspetto della sua personalità mi ha sempre colpito e mi domando se non sia questo che spieghi perché egli sia stato preso di mira. Frère Roger era un innocente. Non nel senso che non vi fossero colpe in lui, ma l’innocente come colui per il quale le cose hanno un’evidenza ed un’immediatezza che non hanno per gli altri. Per l’innocente la verità è evidente, non dipende da dei ragionamenti. Egli la “vede”, per così dire, e gli fa fatica rendersi conto che altri abbiano un approccio più macchinoso. Ciò che dice è per lui semplice e chiaro e egli si stupisce che altri non lo colgono come tale. Comprendiamo facilmente come egli si trovi spesso disarmato o si senta vulnerabile. Dunque la sua innocenza non ha in genere nulla d’ingenuo. Per lui il reale non presenta la stessa opacità che per gli altri. Egli “vede attraverso”.

    Prendiamo l’esempio dell’unità dei cristiani. Per frère Roger era evidente che, se tale unità era stata voluta da Cristo, essa doveva poter essere vissuta senza tardare. Le argomentazioni che gli venivano contrapposte dovevano sembrargli artificiose. Per lui l’unità dei cristiani era soprattutto una questione di riconciliazione. E in fondo aveva ragione, perché noi ci domandiamo troppo poco se siamo pronti a pagare il prezzo di tale unità. Una riconciliazione che non ci tocchi nella nostra carne, merita ancora di essere chiamata tale?

    Si diceva di lui che non avesse un “pensiero teologico”. Ma non vedeva molto più chiaro lui di coloro che affermavano ciò? Da secoli i cristiani hanno avuto bisogno di giustificare le loro divisioni. Essi hanno artificialmente ingrandito le loro contrapposizioni. Senza rendersene conto, sono entrati in un processo di rivalità ed è loro sfuggita l’evidenza di tale fenomeno. Non hanno “visto attraverso”. L’unità appariva loro impossibile.

    Frère Roger era un uomo realista. Teneva conto di ciò che permane irrealizzabile, soprattutto dal punto di vista istituzionale. Ma non potevo fermarsi di fronte a questo. Quell’innocenza gli donava una forza persuasiva molto particolare, una sorte di dolcezza che non si dava mai per vinta. Fino alla fine egli ha concepito l’unità dei cristiani come un problema di riconciliazione. Ora, la riconciliazione è un passo che ogni cristiano può fare. Se tutti lo facessero effettivamente, l’unità sarebbe assai vicina.

    V’era un altro campo in cui questo approccio di frère Roger era evidente e ove cogliamo forse ancora meglio la sua personalità con ciò che aveva di radicale: tutto ciò che poteva sollevare un dubbio sull’amore di Dio gli risultava insopportabile. Qui ci rendiamo conto della comprensione così immediata che egli aveva delle cose di Dio. Non si trattava del fatto che egli si rifiutasse di riflettere, ma egli risentiva fortemente in se stesso che un certo linguaggio che si crede giusto – per esempio sull’amore di Dio – in realtà oscura ciò che i meno consapevoli si attendono da un tale amore.

    Il fatto che frère Roger abbia insistito molto sulla profonda bontà dell’essere umano, va visto nella stessa luce. Egli non si faceva illusioni sul male: era di natura piuttosto vulnerabile, ma aveva la certezza che se Dio ama e perdona, ciò significa che egli non tornerà più sul male commesso. Ogni vero perdono risveglia il fondo del cuore umano, quel fondo che è fatto per la bontà.

    Paul Ricœur è stato colpito da questo accento posto sulla bontà. Un giorno, a Taizé, ci ha detto che vedeva il senso della religione proprio nel “liberare il fondo di bontà degli uomini, cercarlo là ove esso è completamente sepolto”. Nel passato, una certa predicazione cristiana ha insistito incessantemente sulla natura umana intrinsecamente malvagia. Lo scopo era assicurare la completa gratuità del perdono. Ma tale predicazione ha allontanato dalla fede molte persone: anche se esse sentivano parlare dell’amore, avevano l’impressione che quell’amore avesse delle riserve e che il perdono annunciato non fosse totale.

    L’aspetto più prezioso dell’eredità di frère Roger forse sta proprio in questo: questo senso dell’amore e del perdono, due realtà che avevano per lui un’evidenza e che egli coglieva con un’immediatezza che a noi spesso sfuggiva. In questo campo, egli era veramente l’innocente, sempre semplice, disarmato, sapendo leggere nel cuore altrui e capace di un’estrema fiducia. Il suo sguardo così bello traduceva tutto ciò. Se egli si trovava così bene con i bambini, era perché essi vivono le cose con la stessa immediatezza; essi non si possono proteggere e non possono credere a ciò che è complicato; il loro cuore va dritto a ciò che li colpisce.

    Il dubbio non ha mai abbandonato frère Roger. È per questo che egli amava le parole “Non lasciare che le mie tenebre mi parlino!” Le tenebre significavano le insinuazioni del dubbio. Ma il dubbio non intaccava l’evidenza con la quale egli percepiva l’amore di Dio. Può essere persino che proprio questo dubbio reclamasse un linguaggio che non lascia spazio ad alcuna ambiguità. L’evidenza di cui parlo non si situava a livello intellettuale, ma più in profondità, a livello del cuore. E come tutto ciò che non si può proteggere mediante dei ragionamenti convincenti o delle certezze saldamente costruite, questa evidenza era necessariamente fragile.

    Nei Vangeli, la semplicità di Gesù disturba. Alcuni dei suoi ascoltatori si son sentiti mettere in discussione. Era come se venissero svelati i pensieri del loro cuore. Il linguaggio chiaro di Gesù e il suo modo di leggere nei loro cuori costituivano per loro una minaccia. Un uomo che non si lascia rinchiudere nei conflitti, appare pericoloso per taluni. Un tale uomo affascina, ma il fascino può facilmente divenire ostilità.

    Frère Roger ha sicuramente affascinato con la sua innocenza, la sua capacità immediata di percepire, il suo sguardo. Ed io penso che egli abbia visto negli occhi di qualcuno che il fascino avrebbe potuto trasformarsi in sfiducia o in aggressività. Per qualcuno che porta in sé dei conflitti irrisolvibili, quell’innocenza è dovuta divenire insopportabile. Allora non bastava insultare l’innocente, bisognava eliminarlo. Il dottor Bernard de Senarclens ha scritto: “Se la luce è troppo vivida, ed io penso che quella che emanava da frère Roger potesse abbagliare, non è sempre facile sopportarla. In questo caso, non resta che la soluzione di spegnere quella sorgente di luce, sopprimendolo”.

    Ho voluto scrivere questa riflessione perché permette di capire un aspetto dell’unità di vita di frère Roger. La sua morte ha misteriosamente posto un sigillo su ciò che egli è sempre stato. Poiché egli non è stato ucciso per una causa che difendeva. Egli è stato ucciso a causa di ciò che era.


    Frère François di Taizé

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,381
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il ricordo del Papa all'udienza generale del 16 agosto



    Vorrei concludere questo nostro incontro con un ricordo particolare per Frère Roger Schutz, fondatore di Taizé, assassinato proprio un anno fa, il 16 agosto dello scorso anno, durante la preghiera della sera. La sua testimonianza di fede e di dialogo ecumenico è stata un prezioso insegnamento per intere generazioni di giovani. Chiediamo al Signore che il sacrificio della sua vita contribuisca a consolidare l’impegno di pace e di solidarietà di quanti hanno a cuore il futuro dell’umanità.

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 Jun 2010
    Messaggi
    7,877
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    "La sua testimonianza di fede e di dialogo ecumenico è stata un prezioso insegnamento per intere generazioni di giovani."

    Conosciamo bene i frutti quali sono di questo fruttuoso dialogo e quindi non abbiamo motivo di dubitare minimamente !

  4. #4
    Utente
    Data Registrazione
    02 Mar 2006
    Messaggi
    2,600
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non condivido l'opinione espressa da apoliticos.

    Riguardo a Taize posso dire che le preghiere sono costituite da semplici canti recitati più volte. Non ci sono dialoghi tra teologi per fortuna, gli incontri tra giovani sono delle riunioni dove si parla di religione, non molto, ma anche e soprattutto del nostro paese di origine, ecc... un bel momento per coscere persone di diversi paesi.
    Penso non ci sia pericolo di indifferentismo o di relativismo, è ben lungi dalle discussioni accademiche dove teologi magari presentano la Dottrina in modo talmente ambiguo per metterci tutti d'accordo.

    X Frère Roger:

    L'eterno riposo donagli, o Signore,
    e splenda per lui la luce perpetua.
    Riposi in pace. Amen.

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Taizé/ Frere Roger segretamente cattolico per 30 anni
    Giovedí 07.09.2006 165


    Un segreto custodito gelosamente per 33 lunghi anni, per non distruggere la missione di una vita: Frere Roger, il fondatore della Comunità ecumenica di Taizé, aveva abbandonato la confessione protestante per aderire al cattolicesimo nel 1972.

    Ma non aveva mai potuto o voluto dirlo pubblicamente, per timore della reazione di parte delle chiese impegnate nel suo progetto. In Vaticano la storia circolava già da tempo, ma anche qui senza alcuna conferma ufficiale. Il motivo era lo stesso: non complicare il processo di dialogo tra i fratelli separati che il Concilio Vaticano II aveva indicato come una delle grandi sfide del cattolicesimo del terzo millennio.

    A rivelare, o almeno a confermare ufficialmente, la conversione del frate svizzero è stato l'ex arcivescovo di Autun, la città francese nella cui diocesi si trova Taizé e nella quale Frere Roger ha operato per molti decenni.

    La conversione al cattolicesimo data all'età della maturità del religioso, considerato emblema della volontà di dialogo tra i credenti: Frere Roger Schutz aveva all'epoca 58 anni, e dal 1940 guidava la sua comunità che professava la pace e il dialogo in un'Europa che si dilaniava nella guerra.

    Il segreto è stato custodito dal diretto interessato fino all'ultimo momento della vita, quando una pugnalata di una seguace con sospette turbe mentali pose fine ai suoi giorni terreni. Aveva 90 anni, e stava pregando nella chiesa dove tutti i giorni celebrava la messa.

    http://canali.libero.it/affaritalian...olico0709.html

  6. #6
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 Jun 2010
    Messaggi
    7,877
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    allora ritiro quello che ho detto

  7. #7
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La comunità di Taizé chiarisce il percorso di frère Roger

    TAIZÉ, giovedì, 14 settembre 2006 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il comunicato stampa emesso dalla comunità ecumenica di Taizé dopo le notizie diffuse dalla stampa di una presunta conversione al cattolicesimo dello scomparso frère Roger, fondatore della comunità.


    * * *

    In un articolo riguardante frère Roger, il giornale “Le Monde” del 6 settembre 2006 ha dato credito e voce alle affermazioni di un piccolo foglio d’informazione, legato ad una corrente tradizionalista, che deforma il reale cammino di frère Roger e ne danneggia la memoria.

    Un testo del Pontificio Consiglio per L’Unità dei cristiani, di Roma, è citato per sostenere la tesi di una “conversione” di frère Roger, mentre in realtà non dice niente di tutto ciò. In merito poi al vescovo emerito di Autun, Mgr Séguy, lo stesso ha già chiarito le sue parole. Rifiutando il termine “conversione”, ha dichiarato all’AFP: “Non ho detto che Frère Roger avrebbe abiurato il protestantesimo, bensì che ha manifestato di aderire pienamente alla fede cattolica”.

    D’origine protestante, frère Roger ha percorso un cammino senza precedenti dopo la Riforma: entrare progressivamente in una piena comunione con la fede della Chiesa cattolica senza alcuna “conversione” che implicasse una rottura con le sue origini. Nel 1972, l’allora vescovo di Autun, Mgr LeBourgeois, diede a frère Roger la comunione per la prima volta, semplicemente, senza chiedergli un’altra professione di fede se non il Credo recitato durante l’Eucaristia e comune a tutti i cristiani. Diversi testimoni presenti lo potrebbero riferire.

    Parlare rispetto a ciò di “conversione”, significa non capire l’originalità di ciò che frère Roger ha ricercato.

    Questo percorso di frère Roger non ha mai avuto nulla di nascosto. Nel 1980, durante uno degli incontri europei dei giovani a Roma, in presenza del Papa Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro, lo ha pubblicamente espresso con queste parole: “Ho trovato la mia vera identità di cristiano riconciliando in me stesso la fede delle mie origini con il mistero della fede cattolica, senza rompere la comunione con nessuno”.

    Il cammino di frère Roger non è stato compreso da tutti ma è stato accolto da molti, dal Papa Giovanni Paolo II, da vescovi e teologi cattolici che sono venuti a celebrare l’eucaristia a Taizé, ed anche da responsabili delle Chiese protestanti ed ortodosse, con i quali frère Roger ha pazientemente costruito una relazione di fiducia nel corso degli anni.

    Coloro che vogliono ad ogni costo che le confessioni cristiane trovino ciascuna la propria identità contrapponendosi fra di loro, non possono certamente cogliere il cammino di frère Roger. Era un uomo di comunione e forse è proprio questo che per certe persone è difficile da capire.

    6 settembre 2006

    Comunità di Taizé

  8. #8
    Utente
    Data Registrazione
    02 Mar 2006
    Messaggi
    2,600
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non si può essere protestanti e cattolici nello stesso tempo, va contro il principio di non contraddizione.
    “Non ho detto che Frère Roger avrebbe abiurato il protestantesimo, bensì che ha manifestato di aderire pienamente alla fede cattolica”

    Se uno aderisce pienamente alla Fede cattolica è chiaro che non può trovarsi d'accordo con quello che il protestantesimo afferma intorno ad argomenti discussi al Concilio di Treno.
    La frase è contraddittoria.

    CIAO

  9. #9
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,381
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Credo che Frere Roger non apprezzerebbe queste discussioni sul suo conto. Il fatto di voler per forza "arruolare" Frere Roger e l'esperienza di Taizè credo sia uno dei più grossi errori che si possano fare. Saggiamente la Chiesa ha sempre osservato e molto spesso incoraggiato Frere Roger e la sua preziosa opera di evangelizzazione e al servizio dell'unità dei cristiani, ma non ha mai chiesto a Frere Roger e alla sua comunità abiure o adesioni di sorta, perchè ha probabilmente riconosciuto l'azione dello Spirito. E l'azione dello Spirito non va mai mortificata, perchè lo Spirito soffia dove vuole. A noi il dovere di seguirlo, o meglio di lasciarci guidare.

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 16-12-05, 12:33
  2. Comunità di Taizé. La vita senza Frère Roger
    Di Thomas Aquinas nel forum Cattolici
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 23-09-05, 22:31
  3. Polemica su frere Roger...
    Di Augustinus nel forum Cattolici
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 18-08-05, 12:58
  4. L'assassino di Frere Roger di Taizè - Nota del Vescovo di Luni Esarca d'Italia
    Di vescovosilvano nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-08-05, 15:41
  5. Frere Roger compie 90 anni.
    Di Thomas Aquinas nel forum Cattolici
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 30-05-05, 23:08

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226